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| ANDO GILARDI
BEVEVANO I NOSTRI PADRI
ovvero cento anni dopo
Mostra itinerante, consiste di 15 doppi pezzi, (quadro con citazione accoppiata)
formato 62x81 cm., stampe Computer Art, inkjet alta risoluzione, in cornice
rustica di legno con finitura opaca castagno chiaro e vetro protettivo.
Ogni quadro è accoppiato a un proverbio, detto popolare o citazione biblica montato su
tavola di legno rustico 20x30 cm. circa agganciata esternamente alla cornice.
Vedi primo allestimento.
Si espone in circa 10 metri lineari. Costo di noleggio indicativo Euro 500,00 per un periodo
espositivo variabile da 20 a 90 giorni, esclusi trasporto e allestimento. I quadri sono
imballati in un pratico contenitore per il trasporto sicuro, essendo montati con vetro.
Preventivi adattabili
per spazi, periodi e limitate diponibilità di budget.
Disponibile interamente in visione su richiesta, in lavorazione anteprima on-line.
Per informazioni:
Autore - Ando Gilardi (segreteria) p.piccini@fototeca-gilardi.com
Distribuzione - Fototeca Gilardi info@fototeca-gilardi.com
DESCRIZIONE:
In questa mostra si eleva la prima ode digitale al vino che ha da sempre ispirato artisti figurativi
e letterati di ogni tempo; al suo consumo soprattutto, motivo di festa e di gioia, ma anche alla sua produzione. Le immagini
antiche dalle quali nascono queste nuove, sono fotografie, o meglio dettagli di fotografie d’epoca tratte dalla voce
vino ampiamente documentata in Fototeca Storica Nazionale. Le opere presentate in questa rassegna, sono state
create da Ando Gilardi con l’uso combinato dei più sofisticati programmi di elaborazione pittorica in CG
professionale. Ciascuna opera è illuminata da un proverbio, detto popolare
o citazione biblica sul vino e sul bere, scelti tra le numerosissime esistenti e facenti parte del nostro patrimonio culturale
da secoli. Il testo è applicato ad una tavola rustica che richiama il legno di antica botte, così come la cornice
alla quale è agganciata come un’etichetta appendice.
I quadri di questa mostra “BEVEVANO I NOSTRI PADRI” sono esempi di ritratti
fotografici di cento anni fa ingranditi e modificati in molti modi diversi: dalla lunghezza del naso ai particolari
dell’ambiente di scena dei soggetti, in questi esempi trasformati in “fondali” barocchi. Ma queste
sono solo UNA su MILLE delle trasformazioni programmate possibili. E si tratta di esempi “limitati”: si poteva
superare il limite estremo delle astrazioni, bene al di là di quelle del cubismo picassiano, distruggendo ogni pur vaga
rassomiglianza con l’originale. Pablo Picasso del resto, come molti artisti moderni, a mano e con colori e o pennelli,
ha precorso i tempi delle anamorfosi digitali: le opere cubiste, anche se non tutti se ne rendono conto, sono anamorfosi
pittoriche di opere di altri Artisti.
Esposizioni precedenti: Biblioteca Civica La fabbrica dei libri Acqui Terme AL dal 12/11/2003 al 8/1/2004
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