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LE MOSTRE:

Manifesto, R. Bottini 1995

Manifesto di Rossella Bottini (1995) per la mostra itinerante, realizzata con il contributo dell'Istituto Storico della Resistenza della Val d'Aosta nell'ambito delle celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell'Autonomia.

LA GIOCONDA DI LVOV

Un capitolo mancante nella storia generale della fotografia


Quasi tutte le centonove fotografie istantanee esposte nella mostra "La Gioconda di Lvov" (essenziale campione di universo composto da molte decine di migliaia di fotografie, conservate presso istituzioni pubbliche nonché presso privati) vennero realizzate non per essere mostrate e diffuse presso il grande pubblico, non da fotografi professionisti, e nemmeno prodotte da fotoamatori - così come oggi si dice - "evoluti", ma vennero realizzate da semplici e spesso maldestri dilettanti, come ricordo visivo privato della loro esperienza personale. Le motivazioni, le modalità di esecuzione e l'ambito di diffusione originario di queste fotografie (e non soltanto di queste fotografie) ridanno qualità che sono di fondamentale importanza per lo sviluppo di ulteriori riflessioni, in quanto appartengono strettamente al significato specifico e originale (sociale, culturale, psicologico), per l'appunto di queste fotografie. Rispetto a quanto appena scritto, la mostra "La Gioconda di Lvov" - strutturata come insieme organizzato di fotografie, immagini e testi - si propone pure come ipotesi metodologica per una ricerca maggiore, soprattutto per coloro che sono interessati alla storia generale dell'iconografia, e in specifico, alle origini della produzione fotografica, soprattutto "spontanea".



Visita virtuale alla Gioconda di Lvov



  1. "La Gioconda di Lvov" immagini "spontanee" e testi relativi ai fatti dello Sterminio 
  2. Nascita della Polonia Juden frei 
  3. Lo Stato ebraico dell'Est 
  4. Il ghetto di un fotoamatore della Wehrmacht 
  5. Il ghetto visto dal ghetto 
  6. Europa bleiche Mutter. Il tentativo di sterminio degli ebrei 
  7. "...Partenze senza troppe emozioni per i mulini di Auschwitz..." di K.A. Eichmann 
  8. Una storia della Leica di ghiaccio 
  9. Scoop a Lijepaja (Letonia) a Sluzk e quelle parti
  10. E' impazzito un bambino di 8 anni, grida: "Voglio rubare, voglio mangiare, voglio essere un tedesco!
  11. Scoop fotografico dalle parti di Grab
  12. Le talpe del ghetto
  13. Il 30 giugno 1941 in un posto di nome Lvov (Leopoli)
  14. Boschi e sottoboschi nella II guerra mondiale
  15. La sorte degli Zingari non ha lasciato immagini
  16. I conti della corda
  17. Se questo è un uomo
  18. "Selekcja" l'ibrida parola latina e polacca ci perseguita
  19. Lo Hauptscharfuhrer comunicò che dopo le docce li attendeva una tazza di caffè caldo. A questa comunicazione le vittime applaudivano
  20. Si fa presto a dire fame
  21. "Il lavoro rende liberi"
  22. A come Auschwitz, come Atelier, come Alimentazione, come Adorno
  23. La pagliuzza nel tuo occhio è la migliore lente di ingrandimento
  24. Una certa consuetudine con l'atroce per rendere l'orribile familiare
  25. L'epifania negativa di Susan Sontag (il giorno dopo)


La mostra LA GIOCONDA DI LVOV è stata realizzata nell'ambito dei programmi promossi dall'Istituto storico della Resistenza in Valle d'Aosta con il patrocinio del comitato valdostano per la celebrazione del 50° anniversario della resistenza, della liberazione, dell'autonomia.
Iconografia: Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi, Milano. Redattori: Ando Gilardi, Adolfo Mignemi, Paolo Momigliano Levi, Patrizia Piccini, Angelo Schwarz. Collegamenti delle immagini con i libri: Ando Gilardi. Produzione: Patrizia Piccini. Didascalie e ordinamento delle referenze bibliografiche: Adolfo Mignemi, Angelo Schwarz. Ideazione e grafica del manifesto: Rossella Bottini. Stampe fotografiche in bianco e nero: Mif, Milano - Stampe fotografiche a colori: Arscolor , Milano.


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