Gilardi Digitale
> Storia della fotografia pornografica
Storia della fotografia pornografica 400 p., ill.; 21 cm. Euro 25,60 (32,00 -20%) spedizione in Italia Euro 1,50
Totale Euro 27,10
Estratto dalla premessa dell'autore:
Non una premessa ma piuttosto... ISTRUZIONI PER
L'USO.
Se la cosa non sembrasse esagerata pregherei il lettore, come s'usa dire, in ginocchio,
di leggere, prima degli altri testi, queste istruzioni per l'uso. Perché questo è
un libro che è nato e funziona in modo irregolare o perlomeno insolito, per cui, senza
saperne le ragioni, si rischia di riscuotere un giudizio più severo di quello che merita.
Non solo quella dei contenuti, ma anche la storia di quest'opera è infame, nel triplo
senso che Borges ha dato alla parola nella sua Storia Universale dell'Infamia. L'idea dell'opera
si è formata tanto tempo fa, quando l'autore aveva più o meno sedici anni, nella latrina
di un istituto tecnico commerciale: e possiamo farne anche il nome che magari non lo hanno cambiato:
l'Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Emanuele di Genova Sanpierdarena, dove uno studente
scriteriato e precocemente guasto da troppo buone, o troppo cattive letture, un giorno scrisse a matita
sopra il muro VIVA LENIN con tanto di falce e martello, e VIVA LA FICA con quel segno plurimillenario
che pare un chicco di grano ingrandito e con zampette, che sembrano raggi, o viceversa. (...)
Ma il succo della vicenda non è questo: sta nel fatto che a mettere l'Istituto sottosopra (venne uno da Roma a fare un discorso!) non fu il VIVA LENIN bensì LA FICA con le icone! Il Lenin fu naturalmente cancellato mica bene però, il sottoscritto ebbe l'impressione che nessuno sapesse chi fosse veramente; mentre per LA FICA fu scrostato l'intonaco.(...)
Forse, a quei tempi, per non avere altre distrazioni, i sedicenni riflettevano sui fatti anche più
banali amplificati. Così volli studiare le ragioni per cui il graffito di un chiccone di grano con zampette
faceva più rumore della falce e martello.Trovai alla Berio, la grande biblioteca di Genova poi incenerita
dalla guerra, un libretto francese rilegato e illustrato da incisioni di cui, maledizione, non ricordo adesso il titolo
ma il sottotitolo che diceva che i muri sono la carta, i giornali dei pazzi: Les murs sont le papier des fous.
Così appresi che i graffiti sono la prima voce grafica dell'Uomo, che quello dell'immagine della Fica ha
più di 30.000 anni, che è il Segno più importante dell'epigrafia, perché riflette
nell'immediatezza della vita quotidiana, il gusto e il sentimento popolare più profondo. Sono, appresi,
studiati, e li chiamo tutti a testimonio, non solo dall'epigrafologo, ma dall'etnologo, dal linguista, dall'archeologo
e dallo storico. (...)
Questa Storia Infame in fondo è solo, la semplice fantasia di un ragazzo, un poco complicata per astuzia senile, del Chiccone di Grano con Zampette. Perché tutte le immagini pornografiche, tutte tutte, semplici o intrigate, mobili o fisse, analogiche o digitali, non sono che il contorno più o meno necessario, non della Fica reale (chissà se esiste) ma del suo Simbolo, e specialmente fotografico, che è davvero il migliore di tutti.
Ando Gilardi
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