Arte
> L'Arte digitale nata dall'Arte
Mostra - incontro - dibattito a Voghera 15/03/2003
Estratto dalla relazione dell'autore:
Devo darvi alcune informazioni preliminari:
le immagini che vedete in questa rassegna non sono fotografie per
quello che si intende normalmente con questa parola; non sono nate
su pellicola, e non sono nemmeno ingrandimenti su carta fotografica.
Poi non sono stampate da un negativo ma sono formate da spruzzi
di inchiostri sopra supporti diversi. Alcune sono riproduzioni di
altre immagini di genere diverso, altre prese dal vero, da modelle,
con un apparecchio digitale e registrate come matrici sui piccoli
dischetti che sostituiscono i rullini. Altre sono prelevate da Internet;
altre ancora copiate con lo scanner, infine altre nascono dal movimento
della mano con un tracciante chiamato mouse.
Queste immagini non hanno ancora nomi propri
perché levoluzione del mezzo è stata più
rapida di quella del linguaggio, perciò siamo costretti a
parlarne con vecchie nomenclature. I soggetti che illustrano sono
vecchi da secoli, come il ritratto, ma nuovissimo è il procedimento
che chiamiamo digitale. Infine alcune di queste immagini sono copie
di copie di copie eccetera: arrivano in questa mostra da una lunga
catena di trasmissione iconografica saltando da una immagine allaltra,
cambiando forma, dimensione, colori, supporti e autori.
Alcune di queste immagini sono state prelevate
da quadri appesi a un muro; altre come ho già detto da modelle
viventi oppure da una loro fototessera. In alcuni di questi quadri
si vedono altre immagini di vario genere fuse insieme ma non sono
fotomontaggi. Pochi hanno visto prima di adesso Opere dArte
simili a queste; esistono e già si contano in Internet a
milioni immagini digitali, ma queste sono le prime che nascono programmaticamente
dalla tradizione dellArte nata dallArte. Infine,
questa più che una mostra è il campionario di una
ricerca sulle possibilità artistiche del metodo Digitale
che sta dividendo la preistoria dellArte dalla sua storia
moderna e futura. (...)
Il tema di questa rassegna è lArte
Digitale che nasce dallArte: la sua novità si trova
nel Digitale. La gente comune non sa che da sempre l Arte
è nata dallArte: non sa che da sempre il quadro è
copiato da un altro più o meno infedelmente. DallOttocento
è diffusa la falsa opinione che lopera dArte
debba essere originale e non imitata, ne tanto ne poco. Ma questo
non è nemmeno materialmente possibile: lArtista Moderno,
pensiamo a Picasso, è il caricaturista di quello Antico.
La Fotografia tradizionale ha dato un contributo essenziale allimitazione
anamorfica, moltiplicando allinfinito le riproduzioni delle
Opere della Pittura. Prima della Fotografia il Pittore per imitare
unopera darte doveva conoscere loriginale: i Pittori
viaggiavano per lEuropa per imparare cosa e come dipingere.
Ma da oltre un secolo le fotografie delle opere sono sufficienti
allo scopo. Picasso racconta un secolo fa di avere ammucchiato "un
museo cartaceo da rifare". (...)
(...) Da poco tempo è nato il Digitale
come cinque secoli fa è nato il Punzone per moltiplicare
il Carattere Tipografico per la stampa della scrittura. Se chiedete
alle persone istruite in cosa consiste, nessuna lo sa eppure il
Punzone ha cambiato il modo di diffondere la conoscenza in un tempo
relativamente breve. Oggi siamo al principio del salto dal Tipografico
al Digitale, non solo nel Libro ma in tutto lo Scibile, e questo
non è un salto storico ma un salto epocale: immenso, totale,
fulmineo, sociale e antropologico. Sono in atto mutazioni mentali
che prima richiedevano secoli, spesso millenni, e oggi avvengono
in anni.
Il salto meno evidente è quello compiuto
dallArte invischiata in una palude di vecchia terminologia:
chiamare fotografie le nuove opere digitali dipende dalla vischiosità
del linguaggio. Per produrre unimmagine digitale non occorre
pellicola o carta ai sali dargento, non occorrono sviluppo
e fissaggio, non lavaggi, non camere oscure, non laboratorio, non
apparecchi fotografici eccetera eccetera. Entrate nella bottega
del tradizionale fotonegoziante: non vedrete un solo prodotto che
sia ancora indispensabile per fare immagini. Milioni di apparecchi
a pellicola, di ingranditori, di minilab, sono di colpo superati.
Stelle morte da miliardi di anni si continua a vederle brillare
per anni luce perché la luce deve concludere il suo lungo
cammino nello spazio: oggi continueremo a vedere la luce della vecchia
Fotografia ma per un tempo fulmineo. Mai nella Storia e non solo
dellArte era accaduta una cosa del genere. Vogliamo continuare
a dire la verità? Per causa della Rivoluzione Digitale non
solo la mansione del vecchio Pittore ma molte altre sono storicamente
concluse come quella del Cocchiere sul piazzale della stazione,
e tubetti e pennelli spariranno come carrozze e cavalli. (...)
(...) Nel tempo secolare dellArte si impone
non il Soggetto e la Forma ma il procedimento: quello allOlio
si è imposto in un secolo a quello allAlbume; in ogni
caso sopravvivono i Generi; quelli del Ritratto, del Sacro, del
Nudo sono eterni perché sono la ragione stessa dellArte,
come la Parola lo è della Scrittura manuale o tipografica
ora anchessa digitale. Ma quello che conta è che lArtista
ha rotto le catene della Vocazione: LArte del Quadro ha spezzato
la camicia di forza del cosiddetto dono naturale, come in parte
ha già fatto la Fotografia. E in questo sta il salto epocale
del Digitale.
ANDO GILARDI marzo 2003
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