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	<title>Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi</title>
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		<title>Dopo la pioggia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Narra la Genesi che Dio, presentandosi a Noè dopo il diluvio, promise che la Terra non sarebbe più stata sommersa dalle acque e, per suggellare il patto, fece apparire un arcobaleno come segno della sua promessa. Lo splendore di un arcobaleno, che segua un diluvio reale o metaforico, suscita in tutti la speranza di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3130333034"><img class="alignnone size-full wp-image-7254" title="MELANCOLIA - Albrecht DURER" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FSNgilardi_DURER.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Narra la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67656E657369" target="_blank">Genesi</a> che Dio, presentandosi a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E6FE827" target="_blank">Noè</a> dopo il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2764696C7576696F27" target="_blank">diluvio</a>, promise che la Terra non sarebbe più stata sommersa dalle acque e, per suggellare il patto, fece apparire un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6172636F62616C656E6F" target="_blank">arcobaleno</a> come segno della sua promessa.<span id="more-7230"></span><br />
Lo splendore di un arcobaleno, che segua un diluvio reale o metaforico, suscita in tutti la speranza di una ripresa dopo un lungo periodo di tristezza e alleggerisce istintivamente il nostro cuore.<br />
Per gli antichi greci l&#8217;arcobaleno era il segno del passaggio di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27697269646527" target="_blank">Iride</a>, la messaggera degli dèi vestita di gocce di rugiada, prediletta di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x657261206D69746F6C6F676961" target="_blank">Era</a>, figlia di Taumante (la meraviglia) e della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E696E6661202D696E7365747469" target="_blank">ninfa</a> Elettra (lo splendore del Sole).<br />
Il suo compito più importante era quello di recarsi a tagliare il capello fatale delle donne che stavano per morire.  Bellissima sorella delle Arpie attraversava il cielo veloce come un fulmine lasciando una scia multicolore.<br />
In una favola orientale l&#8217;arcobaleno è invece una canna di bambù lungo la quale scendono le fate delle nuvole per danzare tra la rugiada dei fiori, alla luce della luna. La <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D69746F6C6F6769612063696E61" target="_blank">mitologia cinese </a>racconta di una Dea che riparò una spaccatura nel cielo con tutte le pietre preziose che riuscì a trovare, sconfiggendo il demone del Male.<br />
Per gli Aborigeni australiani la divinità creatrice primigenia è un Serpente Arcobaleno: secondo loro l&#8217;arcobaleno è energia, luce, ma è anche un essere consapevole, e sarebbe proprio il Serpente Arcobaleno il custode dei poteri magici degli sciamani.<br />
Anche la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D69746F6C6F67696120696E646961" target="_blank">mitologia indiana </a>assegna un posto d&#8217;onore all&#8217;arcobaleno che rappresenterebbe l&#8217;arco di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E64726127" target="_blank">Indra</a>, dio del fulmine e del tuono.<br />
Quando <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6577746F6E" target="_blank">Newton</a>, dopo secoli di argomentazioni teologiche sulla natura fisica o sovrannaturale del fenomeno, fornì una spiegazione scientifica della comparsa dell&#8217;arcobaleno grazie ai suoi studi sulla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707269736D61" target="_blank">rifrazione</a>, tutto lo spessore mitico dell&#8217;arco divino venne a cadere, cosa che sollevò lo sdegno del poeta inglese <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/Keats+J." target="_blank">John Keats</a>.<br />
Ma la capacità dell&#8217;arcobaleno di suscitare speranza è rimasta immutata perchè il mito riflette semplicemente le immagini comuni a tutti gli uomini, le loro emozioni, paure e speranze.<br />
Ancora oggi infatti il simbolo dell&#8217;arcobaleno, i cui colori si abbracciano fondendosi tra loro, contraddistingue i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706163696669736D6F" target="_blank">movimenti pacifisti </a>e numerose associazioni  umanitarie.</p>
<p><em><strong>“Dopo la pioggia”<br />
</strong></em><em>Dopo la pioggia viene il sereno<br />
brilla in cielo l’arcobaleno.<br />
E’ come un ponte imbandierato<br />
e il sole ci passa festeggiato.<br />
E&#8217; bello guardare a naso in su<br />
le sue bandiere rosse e blu.<br />
Però lo si vede, questo è male<br />
soltanto dopo il temporale.<br />
Non sarebbe più conveniente<br />
il temporale non farlo per niente?<br />
Un arcobaleno senza tempesta,<br />
questa sì che sarebbe una festa.<br />
Sarebbe una festa per tutta la terra<br />
fare la pace prima della guerra.<br />
</em><strong><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726F64617269" target="_blank">G.Rodari</a></strong></p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Fotografie sott&#8217;olio?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 12:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ah no! sono le olive ad esser messe sott&#8217;olio! Con piacere segnaliamo una delle nuove iniziative di  Noris Lazzarini fotografa stenopeica magnificamente ambulante:  la presentazione di prodotti e delle attività di 5elements piccola realtà contadina del Ponente Ligure situata in località Foa del comune di Apricale (Imperia).  Si potranno quindi degustare insieme a lei,  Olive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LAB_NORIS.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7213" title="Laboratori Foto in Scatola - Noris Lazzarini - Pinhole Visualart" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LAB_NORIS.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Ah no! sono le olive ad esser messe sott&#8217;olio! Con piacere segnaliamo una delle nuove iniziative di  Noris Lazzarini fotografa stenopeica magnificamente ambulante:  la presentazione di prodotti e delle attività di <a href="http://www.5elements.it/" target="_blank">5elements</a> piccola realtà contadina del Ponente Ligure situata in<span id="more-7210"></span> località Foa del comune di Apricale (Imperia).  Si potranno quindi degustare insieme a lei,  Olive taggiasche,  Olio,  paté di olive,  erbe aromatiche.  Ma non è finita qui, sempre insieme a Noris potremo assistere alla presentazione e vendita di fotografie realizzate con semplici scatole fornite da foto stenopeico  (in inglese pinhole), <a href="http://www.fotoinscatola.it/pagina.htm?paginaID=1" target="_blank">Noris</a> è una maestra in questo e  con il suo <a href="http://www.fotoinscatola.it/pagina.htm?paginaID=2" target="_blank">Ludobus</a> Exchange, ha girato il mondo cercando i posti più vari da fotografare e condividendo con tanti la sua travolgente e contagiosa creatività.  Questa nuova proposta che accosta prodotti della terra e fotografia,  Noris l&#8217;ha voluta chiamare  <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/OlivePinhole.pdf">Olive&amp;Pinhole</a>:  seguendo la più esemplare tradizione gilardiana ha catturato e declinato il titolo della mostra &#8220;<a href="http://www.fototeca-gilardi.com/mostre/olive-bulloni/" target="_blank">Olive&amp;Bulloni</a>- Ando Gilardi Lavoro contadino e operaio nell&#8217;Italia del dopoguerra&#8221;, facendolo proprio.  E&#8217; un omaggio al nostro <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E646F206175746F726974726174746F207374656E6F706569636F" target="_blank">Ando</a>, che a qualche mese dalla sua scomparsa ci manca&#8230; fortunatamente abbiamo il piacere di incontrare spesso chi ne ricorda il suo lavoro con professionalità ed affetto.</p>
<p>Ecco nel dettaglio gli imminenti appuntamenti da non mancare:<br />
Domenica 13 maggio “<a href="http://corrichetimordo.blogspot.it/" target="_blank">Corrichetimordo</a>”Arena Civica di Milano ore 10-20<br />
Domenica 20 maggio <a href="http://www.prolocomezzago.it/" target="_blank">Sagra dell’asparago</a> Comune di Mezzago (MB) ore 10-20<br />
<a href="http://www.socialphotofest.eu/web2/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=46&amp;Itemid=54" target="_blank">Sabato 26 e Domenica 27 Maggio</a> <a href="http://www.socialphotofest.eu/web2/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=48&amp;Itemid=56" target="_blank">Social Photofest Piombino</a></p>
<p><a href="http://www.socialphotofest.eu/web2/index.php?option=com_oziogallery2&amp;view=09mediagallery&amp;Itemid=59"><img class="alignnone size-full wp-image-7223" title="Noris Lazzarini - 5elements" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/NORIS_olive.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
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		<title>Non schiavi, ma servi della gleba</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È ingiusto che le nuove forme di lavoro vengano liquidate superficialmente come schiavitù. La vera condizione dei nuovi lavoratori autonomi e dipendenti, non solo giovani, ma di tutte le età, è quella ben più dignitosa dei “servi della gleba”. Come recita Wikipedia: “I servizi a cui i servi della gleba erano obbligati, a differenza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x35353132"><img class="alignnone size-full wp-image-7199" title="Medioevo - Servi della Gleba - contadini agricoltura" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FSNgilardi_43441GLEBA.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>È ingiusto che le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_di_lavoro" target="_blank">nuove forme di lavoro </a>vengano liquidate superficialmente come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277363686961766974F927" target="_blank">schiavitù</a>. La vera condizione dei nuovi lavoratori autonomi e dipendenti, non solo giovani, ma di tutte le età, è quella ben più dignitosa dei “<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F2061677269636F6C74757261" target="_blank">servi della gleba</a>”.<br />
Come recita Wikipedia: <em>“I <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F20736572766F" target="_blank">servizi </a>a cui i servi della gleba erano obbligati, a differenza della schiavitù, <span id="more-7172"></span>non avevano un carattere generico, ma erano <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74617373652070697A7A6F206672616E636961" target="_blank">precisamente definiti</a>”</em>. Una specie di contratto a progetto ante-litteram?<br />
Inoltre <em>“i servi della gleba, diversamente dagli schiavi, non venivano considerati &#8220;cose&#8221; ma persone, avevano il diritto alla proprietà privata, sebbene <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F76657274E0" target="_blank">limitata</a> ai beni mobili.”</em><br />
Effettivamente, visto che <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616E6361" target="_blank">le banche </a>non concedono più mutui a chi non ha un posto fisso e a chi non dà garanzie di avere le spalle già coperte, i beni immobili non sono più accessibili neanche per i servi della gleba moderni.<br />
Come vedete inquietanti parallelismi ci riportano, per altre strade e con un&#8217;impressione di libertà in più, a vivere in condizioni che sui libri di storia ci hanno insegnato giustamente a temere.<br />
Ma le similitudini sono ancora tante.<br />
I servi della gleba non erano privi di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F206769757374697A6961" target="_blank">diritti</a>, infatti <em>“<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616D69676C696120636F6E746164696E69" target="_blank">potevano sposarsi e avere figli </a>ai quali <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27657265646974E027" target="_blank">lasciare un&#8217;eredità</a>”</em> , anche se l&#8217;eredità consisteva a volte solo nel rimanere nella stessa condizione paterna, poiché <em>“i servi della gleba erano tali per nascita, e non potevano (lecitamente) sottrarsi a tale condizione senza il consenso del padrone del terreno.”</em> Certo oggi la legge non certifica e non blocca uno status socio-economico, tuttavia nei fatti la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)" target="_blank">mobilità sociale </a>non esiste più: chi ha il padre avvocato fa l&#8217;avvocato, chi ha il padre artista fa l&#8217;artista, chi ha il padre commerciante o artigiano fa il commerciante o l&#8217;artigiano, chi ha il padre operaio fa l&#8217;operaio e chi ha il padre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6469736F63637570617A696F6E65" target="_blank">disoccupato</a> &#8230;<br />
<em>“I servi della gleba coltivavano i terreni che appartenevano ai proprietari terrieri, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F207461737365" target="_blank">pagando</a> un fitto. Inoltre dovevano pagare <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646563696D6520636C65726F" target="_blank">le decime </a>(qualora il proprietario facesse parte del clero o fosse un ente ecclesiastico) ed erano obbligati a determinate prestazioni di lavoro (corvées).”</em> Qui lascerei a ciascuno la libertà di trovare le similitudini che preferisce!<br />
Tuttavia è importante ricordare che <em>“il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66657564616C6573696D6F" target="_blank">feudatario</a> non aveva diritto sulla vita del servo della gleba”</em> (eh accidenti, non era mica uno schiavo!) <em>“che però poteva essere venduto insieme alla terra”.<br />
</em>Ah, ma allora &#8230; come non pensare alle frequenti vendite di aziende con annesso pacchetto di dipendenti? Oppure al semplice fatto che le competenze di un lavoratore vengono vendute o affittate, senza nessun riconoscimento verso la persona, un mese ad uno e un mese ad un altro datore di lavoro?<br />
Ma quello che segue, forse ci dovrebbe far riflettere più che mai.<br />
Su quel terreno, il servo della gleba aveva il diritto-dovere di restare. I nostri antenati, mezzadri e servi, non potevano lasciare la terra a cui “appartenevano”, ma dal loro miserabile posto di lavoro, non potevano essere cacciati per nessun motivo: per loro, un rudimentale “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_18_dello_Statuto_dei_Lavoratori" target="_blank">articolo 18</a>” restò valido, nonostante  tutto.<br />
Una curiosità: il 3 giugno 1257 <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F20626F6C6F676E61" target="_blank">Bologna</a> liberò, uno dei primi territori in Europa, quasi 6000 servi sottomessi a laici ed ecclesiastici. In occasione di quell&#8217;evento, la città aggiunse al suo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7374656D6D6120626F6C6F676E61" target="_blank">stemma</a> la parola Libertas.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Storia e letteratura al cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si dice che tutte le trame possibili siano già state &#8220;inventate&#8221; dai Greci, con tragedia e commedia: dopo di loro la produzione letteraria non sarebbe che un&#8217;elaborazione di intrecci già esistenti. Sembra strano, ma spesso è proprio così. Questo accade perchè il mito greco, come tutti i miti, racconta gli &#8220;archetipi&#8221;, i modelli culturali e simbolici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3135313732"><img class="alignnone size-full wp-image-7158" title="The Raven - Edgar Allan Poe" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/EDGAR.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Si dice che tutte le trame possibili siano già state &#8220;inventate&#8221; dai Greci, con <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7472616765646961206772656361" target="_blank">tragedia</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6D6D65646961206772656361" target="_blank">commedia</a>: dopo di loro la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C65747465726174757261" target="_blank">produzione letteraria </a>non sarebbe che un&#8217;elaborazione di intrecci già esistenti. <span id="more-6793"></span>Sembra strano, ma spesso è proprio così. Questo accade perchè il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D69746F6C6F67696120616E7469636120677265636961" target="_blank">mito greco</a>, come tutti i miti, racconta gli &#8220;archetipi&#8221;, i modelli culturali e simbolici che accomunano tutto il genere umano.<br />
E&#8217; un po&#8217; sconfortante pensare che, da secoli, le storie attingano allo stesso mare, ma in effetti anche considerando <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63696E656D61" target="_blank">il cinema</a>, vediamo come le idee originali siano sempre meno e i film più belli si ispirino <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66696C6D206C65747465726174757261" target="_blank">alla letteratura del passato</a> o alla realtà storica, con le sue trame di vita vera, la cui presa sul pubblico è già stata testata dalla memoria.<br />
A riprova del fatto, alla fine di marzo sono uscite diverse pellicole interessanti e di valore, ispirate dalla letteratura, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Raven_(film_2012)" target="_blank">“The Raven”</a>, l’ultimo capolavoro di McTeigue, che immagina <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65646761726420616C6C616E20706F65" target="_blank">Edgar Allan Poe </a>coinvolto con un personaggio che sembra uscito dai suoi romanzi  e <a href="http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=45767&amp;film=Quijote" target="_blank">&#8220;Quijote&#8221;</a>, il primo lungometraggio firmato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Paladino" target="_blank">Mimmo Paladino </a>e presentato in anteprima Nazionale alla 63^ <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F737472612063696E656D612076656E657A6961" target="_blank">Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</a>, con <a href="http://www.luciodalla.it/" target="_blank">Lucio Dalla </a>nelle vesti del mitico Sancho Panza, fido scudiero del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F6E206368697363696F747465" target="_blank">don Chisciotte </a>creato da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63657276616E746573" target="_blank">Cervantes</a>.<br />
L&#8217;ultimo film di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tullio_Giordana" target="_blank">Marco Tullio Giordana</a>, &#8221;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_di_una_strage" target="_blank">Romanzo di una strage</a>&#8220;, racconta invece una delle più profonde ferite della storia italiana recente, quella legata alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277069617A7A6120666F6E74616E6127" target="_blank">strage di Piazza Fontana</a>, mentre in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diaz_-_Don%27t_Clean_Up_This_Blood" target="_blank">&#8220;Diaz &#8211; Non pulire questo sangue&#8221;</a> del regista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Vicari" target="_blank">Daniele Vicari</a>, un cast eccezionale è chiamato a dar vita a quella &#8220;sospensione della democrazia&#8221; che fu il pestaggio, l&#8217;arresto e la tortura di comuni cittadini italiani  e stranieri alla scuola Diaz, dopo la morte di Carlo Giuliani, la notte del 21 luglio 2001, durante i lavori del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67382067656E6F7661" target="_blank">G8 a Genova.<br />
</a>Ma il passato letterario e storico è una fonte inesauribile di spunti.<br />
Sono, in questo momento, in produzione &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_Hobbit_-_Un_viaggio_inaspettato" target="_blank">Lo Hobbit</a>&#8221; tratto dal celebre racconto di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x746F6C6B69656E" target="_blank">Tolkien</a>, &#8220;<a href="http://www.bestmovie.it/news/leningrad-e-il-nuovo-film-di-giuseppe-tornatore/90596/" target="_blank">Leningrado</a>&#8221; un kolossal americano diretto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tornatore" target="_blank">Giuseppe Tornatore</a> (che ripercorrerà <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C656E696E677261646F" target="_blank">l&#8217;attacco nazista alla città di Leningrado</a>) e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/Jekyll" target="_blank">&#8220;Dr. Jekyll e Mr. Hide&#8221;</a> in cui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guillermo_Del_Toro" target="_blank">Guillermo del Toro </a>riprenderà ancora una volta il tema dello sdoppiamento di bene e male interno all&#8217;uomo, così perfettamente incarnato nel personaggio creato da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73746576656E736F6E" target="_blank">Robert Louis Stevenson</a>.<br />
Prepariamoci quindi alla visione dei classici (e della nostra storia) come facevano gli antichi greci nei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74656174726F20677265636F" target="_blank">teatri all&#8217;aperto</a>, pronti alla celebrazione di una cerimonia senza tempo.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>E-Il mensile</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[scelte dal nostro archivio -E- il mensile di Emergency ha compiuto un anno ad aprile, con risultati di grande seguito sia in versione cartacea che on-line. Vanta anche un appassionato seguito di lettori il blog -Pazzi per E- dedicato a questa testata da sostenitori e  fans.  Il numero di maggio ora in edicola contiene una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76656E657A6961202B20626F6C6F676E61202B2076656E657A69612070617274696769616E69206C69626572617A696F6E652620323520617072696C652031393435"><img class="alignnone size-full wp-image-7111" title="E il mensile di Emergency" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/EMERGE1.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>scelte dal nostro archivio</strong></em></p>
<p>-<a href="http://www.eilmensile.it/" target="_blank">E</a>- il mensile di <a href="http://www.emergency.it/index.html" target="_blank">Emergency</a> ha compiuto <a href="http://pazzoper-e.blogspot.it/2012/04/e-il-mensile-compie-un-anno-ecco.html" target="_blank">un anno</a> ad <a href="http://www.eilmensile.it/2012/03/23/e-il-mensile-aprile/" target="_blank">aprile</a>, con risultati di grande seguito sia in versione cartacea che <a href="http://www.eilmensile.it/category/blog/" target="_blank">on-line</a>. Vanta anche un appassionato seguito di lettori il blog <a href="http://pazzoper-e.blogspot.it/" target="_blank">-Pazzi per E-</a> dedicato a questa testata da <a href="http://www.sosemergency.it/?trk=1.17" target="_blank">sostenitori</a> e  fans.  Il <a href="http://www.emergency.it/e-il-mensile.html" target="_blank">numero di maggio</a> ora in edicola contiene una bella intervista a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Dondero" target="_blank">Mario Dondero</a> fotografo, <span id="more-7106"></span>testimone attivo di molti  avvenimenti fondamentali della storia della seconda metà del secolo, tra lotte operaie, vite intellettuali, rivolte e movimenti, tra le interessanti pagine troviamo anche una celebrazione del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726573697374656E7A612031393426" target="_blank">25 aprile</a>, con un <a href="http://www.eilmensile.it/2012/04/25/e-il-25-aprile/" target="_blank">articolo del direttore Gianni Mura</a>.</p>
<p>E- il mensile si può trovare in edicola, ma ancora più comodo è <a href="http://www.eilmensile.it/abbonamenti/" target="_blank">abbonarsi </a>scegliendo di leggerlo nei formati che più troviamo comodi dal cartaceo al digitale.</p>
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		<title>Più forte del destino</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 17 aprile è uscito per Mondadori &#8220;Più forte del destino&#8221;, l&#8217;autobiografia di Antonella Ferrari, attrice e autrice televisiva, storica madrina dell&#8217;AISM, amatissima dai lettori di &#8220;Chi&#8221; per la sensibilità e la forza che traspaiono nella sua rubrica settimanale. Antonella è una donna bella, coraggiosa e caparbia che ha sempre avuto le idee molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonellaferrari.it/#/external"><img class="alignnone size-full wp-image-7102" title="Antonella Ferrari- Più forte del Destino - A. Mondadori editore" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Aferrari_dest.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Lo scorso 17 aprile è uscito per Mondadori <a href="http://www.youtube.com/watch?v=46apUbAM_50" target="_blank">&#8220;Più forte del destino&#8221;</a>, l&#8217;autobiografia di <a href="http://www.antonellaferrari.it/#/home" target="_blank">Antonella Ferrari</a>, attrice e autrice televisiva, storica madrina dell&#8217;<a href="http://www.aism.it/index.aspx?codpage=hp" target="_blank">AISM</a>, amatissima dai lettori di <a href="http://www.facebook.com/chimagazine" target="_blank">&#8220;Chi&#8221;</a> per la sensibilità e la forza che traspaiono nella sua rubrica settimanale.<br />
Antonella è una donna bella, coraggiosa e caparbia che ha sempre avuto le idee molto chiare su ciò che voleva fare nella vita. È piena di entusiasmo e senso dell&#8217;umorismo e non ha mai nascosto di essere affetta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sclerosi_multipla" target="_blank">Sclerosi Multipla</a>.<br />
Quando ci siamo conosciute, più di vent&#8217;anni fa, era <span id="more-7075"></span>una stupenda ragazza riccioluta con l&#8217;argento vivo addosso che ballava con un&#8217;energia incredibile. Presto le ho visto usare quell&#8217;energia in una lotta, che dura tutt&#8217;ora, per convivere con la sua malattia e per infrangere le barriere visibili e invisibili che il mondo le ergeva continuamente davanti: il suo unico torto, quello di ritenere legittimo realizzarsi come artista, qual&#8217;è.<br />
Il mondo dello <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x737065747461636F6C6F" target="_blank">spettacolo</a> considera ancora oggi l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x68616E6469636170" target="_blank">handicap</a> come un tabù e un attore disabile, qualcuno di scomodo e incompatibile con l&#8217;apparire.  Inutile ricordare che anche un mito del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74656174726F" target="_blank">teatro</a> come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7361726168206265726E6861726474" target="_blank">Sarah Berhardt </a>, recitava &#8220;senza correre&#8221; avendo una gamba amputata: se la grande <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61747472696365" target="_blank">attrice</a> avesse perso l&#8217;arto a quindici anni anzichè a settanta, viene da chiedersi se un talento come il suo sarebbe emerso come meritava.<br />
Ma l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6174746F7265" target="_blank">attore</a> può essere solo bravo o pessimo.<br />
Il suo corpo, il suo volto e la sua voce sono strumenti per trasmettere emozioni e raccontare storie e Antonella sa raccontare le emozioni in maniera coinvolgente e intensa.<br />
In Italia non mancano <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x72656769737461" target="_blank">registi</a> e produttori dotati di integrità, sensibilità e indipendenza  che sanno riconoscere il talento dove c&#8217;è e capiscono al volo come usarlo, anche se, per creare qualcosa di bello, sono costretti anch&#8217;essi a lottare contro la banalità: per questo sono sicura che presto vedremo Antonella in TV o al cinema.<br />
Nel frattempo la sua emozionante <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6175746F62696F677261666961" target="_blank">autobiografia</a> ci darà uno splendido esempio  di come la vita andrebbe vissuta, lasciandosi guidare da amore, coraggio e passione e ricordando in ogni istante che tutti dovremmo essere <em>più forti del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64657374696E6F" target="_blank">destino</a></em>.</p>
<p>Antonella Ferrari<a href="http://www.antonellaferrari.it/#/external" target="_blank"> Più forte del destino</a>. Tra camici e paillettes. La mia lotta alla sclerosi multipla Editore A. Mondadori 2012</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Astromestieri: il Toro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 08:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premesso che ogni persona può fare qualunque mestiere, l&#8217;astrologia individua per ogni segno zodiacale delle particolari predisposizioni. Dopo aver visto il segno dell&#8217;Ariete ora analizzeremo i settori di preferenza di chi, nel proprio tema natale, ha il segno del Toro molto importante. Questo accade quando il segno del Toro è all&#8217;ascendente oppure se abbiamo più di un pianeta nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x38393939"><img class="alignnone size-full wp-image-7080" title="segno zodiacale Toro - calendario" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/TORO_12450.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Premesso che ogni persona può fare qualunque mestiere, l&#8217;astrologia individua per ogni segno zodiacale delle particolari predisposizioni.<br />
<a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/astromestieri-lariete/" target="_blank">Dopo aver visto il segno dell&#8217;Ariete </a>ora analizzeremo i settori di preferenza di chi, nel proprio tema natale, ha il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F67696120746F726F" target="_blank">segno del Toro </a>molto importante. Questo accade quando il segno del Toro è all&#8217;ascendente oppure se abbiamo più di un pianeta nel segno, o quando <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612076656E657265" target="_blank">Venere</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612067696F7665" target="_blank">Giove</a> e la seconda casa sono interessati da molti aspetti.<br />
Il Toro è simbolicamente associato ai cinque sensi,<span id="more-7032"></span> per questo si dice “sensuale”, ma anche definirlo “sensoriale” non sarebbe scorretto: filtra la realtà attraverso vista, udito, olfatto, tatto e, soprattutto, gusto. Il Toro ama <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616E63686574746F" target="_blank">il cibo</a>, lo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x637563696E61" target="_blank">cucina</a> benissimo e può essere un ottimo e creativo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63756F636F" target="_blank">chef</a>. In genere tutto il settore <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">alimentare</a>, dalla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726973746F72616E7465" target="_blank">ristorazione</a>, alla trasformazione, al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6D6D657263696F20616C696D656E74617269" target="_blank">commercio dei cibi</a>, fino alla cura dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D65646963696E6120616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">disturbi alimentari</a>, vedono il Toro impegnato al massimo delle sue potenzialità.<br />
Questo segno è guidato dalla ricerca del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62656E657373657265" target="_blank">benessere </a>a tutti i livelli: materiale, mentale e fisico.<br />
Per questo, nel primo caso, vediamo molti Toro tra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616E636869657265" target="_blank">banchieri</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F6E6574612063616D62696F" target="_blank">bancari</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61737369637572617A696F6E65" target="_blank">assicuratori</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66696E616E7A61202D74657272656D6F746F" target="_blank">finanzieri</a> (sempre attenti ad investimenti sicuri e a lungo termine) e amministratori di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696D6D6F62696C69617269" target="_blank">beni immobili</a>.<br />
A livello fisico e mentale, la ricerca del benessere rende i Toro dei buoni <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D656469636F" target="_blank">medici</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707369636F6C6F676961" target="_blank">psicologi</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70736963686961747269" target="_blank">psichiatri</a>: questo segno in realtà è incapace di tollerare la malattia e l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616E73696127" target="_blank">ansia</a>, ma proprio per questo, con aspetti particolari nel tema natale, diventa colui che può riportare il corpo e la mente ad un sano equilibrio: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6672657564" target="_blank">Freud</a>, il padre della psicanalisi, apparteneva a questo segno e, non a caso, la sua teoria cerca di ricondurre il paziente a contatto con i suoi meccanismi sessual-sensuali.<br />
Segno profondamente legato alla materia, anche quando si occupa dei massimi sistemi, tiene i piedi ben ancorati a terra e produce filosofi che, come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276B61726C206D61727827" target="_blank">Marx</a>, sono più <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65636F6E6F6D6961" target="_blank">economisti</a> che puri teorici.<br />
Uno dei sensi preferiti del Toro, o forse quello che più profondamente definisce i suoi istinti, è la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7669737461206F63636869" target="_blank">vista</a>. Non fatevi ingannare dai frequenti difetti visivi di chi ha il Sole o l&#8217;Ascendente in Toro: in questo segno troviamo simbolicamente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773746F7269612064656C6C6120666F746F67726166696127" target="_blank">la fotografia </a>e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63696E656D61" target="_blank">il cinema</a>, intesi come un &#8220;prolungamento dell&#8217;occhio umano&#8221;; numerosi registi contemporanei, da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726F626572746F20726F7373656C6C696E69" target="_blank">Roberto Rossellini </a>ad Orson Welles, da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F6E6963656C6C69" target="_blank">Monicelli</a> a Scola, da Lars Von Trier a Marco Ferreri, appartengono al segno del Toro, così come molti attori (spesso tentati dalla regia nella seconda parte della carriera!): tra gli italiani abbiamo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Placido" target="_blank">Michele Placido</a> e tra gli stranieri, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Clooney" target="_blank">George Clooney</a>.<br />
Ma in campo artistico spesso il Toro eccelle e, se il suo senso pratico lo porta a scegliere lavori stabili che assicurano guadagni certi pur se faticosi o noiosi, il nostro coltiva senz&#8217;altro un hobby artistico nel tempo libero: dall&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E7469717561726961746F" target="_blank">antiquariato</a>, alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706974746F7265" target="_blank">pittura</a>, al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616E746F206D7573696361" target="_blank">canto</a>.<br />
L&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61677269636F6C74757261" target="_blank">agricoltura</a>, l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C6C6576616D656E746F27" target="_blank">allevamento</a>, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276769617264696E6F27" target="_blank">giardinaggio</a>, sono mestieri che per il Toro, amante della Natura e dei suoi ritmi lenti, rappresentano un ideale di vita.<br />
Il canto invece è l&#8217;espressione artistica più indicata per questo segno che annovera tra le sue schiere alcuni virtuosi dell&#8217;ugola come Barbra Streisand, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27656C6C61206669747A676572616C6427" target="_blank">Bing Crosby ed Ella Fitzgerald</a>, ma anche le italiane Giorgia e Laura Pausini.<br />
Quindi tra i cantanti veri e propri, gli insegnanti di canto, gli educatori che trasmettono con pazienza e dolcezza il senso dell&#8217;armonia ai bambini più piccoli, mostrando come il corpo può diventare uno &#8220;strumento d&#8217;arte&#8221;, il Toro si esprime al meglio.<br />
Se il senso prevalente è invece il tatto, il Toro sarà un ottimo massaggiatore estetico, un artista della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76617361696F" target="_blank">creta</a> o del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616C65676E616D65" target="_blank">legno</a> e, sempre, un perfetto <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617274696769616E69" target="_blank">artigiano</a>.<br />
Infine, poichè la ricerca del benessere materiale in questo segno è associata alla bellezza fisica, altri mestieri taurini sono <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F736D657469636927" target="_blank">il visagista, il truccatore</a>, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706172727563636869657265" target="_blank">parrucchiere</a>, il costumista, la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6F64656C6C6527" target="_blank">mannequin</a>, lo stilista, l&#8217;esperto di moda, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E65676F7A696F2061626269676C69616D656E746F" target="_blank">commerciante d&#8217;abbigliamento</a>, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67616C6C657269612061727465" target="_blank">gallerista</a>, il professore o il critico d&#8217;arte.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>R2 Diario di Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: R2 Diario di Repubblica, inserto monografico dedicato di volta in volta a una parola simbolo che rappresenta i fatti dell&#8217;attualità.  Interessante spunto di riflessione sulle notizie o sugli eventi del momento, che offre un approfondimento contestualizzato nei giorni attuali confontandoli spesso con quelli del passato. Molti gli spunti iconografici, spesso provenienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/photo/11570"><img class="alignnone size-full wp-image-7067" title="R2 Diario di Repubblica" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/DIARIO_repu.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/static/diario/2012/aprile/aprile.html" target="_blank">R2 Diario di Repubblica</a>, inserto monografico dedicato di volta in volta a una parola simbolo che rappresenta i fatti dell&#8217;attualità.  Interessante spunto di riflessione sulle notizie o sugli eventi del momento, che offre un approfondimento <span id="more-7019"></span>contestualizzato nei giorni attuali confontandoli spesso con quelli del passato. Molti gli spunti iconografici, spesso provenienti dal nostro <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/" target="_blank">archivio</a>. Interessante la bibliografia consigliata sugli argomenti trattati. Tutti i numeri del <a href="http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/diario/index.html" target="_blank">“Diario” di Repubblica</a>, comprensivi delle fotografie e dei testi completi, sono consultabili su Internet in formato Pdf all’indirizzo web <a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">www. repubblica. it</a>. I lettori potranno accedervi direttamente dalla home page del sito, cliccando al menu “Supplementi”. <a href="http://download.repubblica.it/pdf/diario/2012/19042012.pdf" target="_blank">Qui il PDF</a> del numero più recente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/photo/11570" target="_blank">Contropolitica </a></p>
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		<title>I Neri e i Rossi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 17:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: La fotografia  raffigurante Pavolini con Benito Mussolini all&#8217;uscita del Teatro Lirico di Milano nel 1944 appere in copertina del libro I Neri e i Rossi di Stefano Fabei Ugo Musia Editore. Di seguito uno stralcio della scheda editoriale dal sito ufficiale: «Poiché la successione è aperta in conseguenza dell&#8217;invasione angloamericana, Mussolini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3133313339"><img class="alignnone size-full wp-image-7024" title="I Neri e i Rossi di Stefano Fabei" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/NERI_ROSSI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>:</p>
<p>La fotografia  raffigurante Pavolini con Benito Mussolini all&#8217;uscita del Teatro Lirico di Milano nel 1944 appere in copertina del libro I Neri e i Rossi di Stefano Fabei <a href="http://www.mursia.com/" target="_blank">Ugo Musia Editore</a>. Di seguito uno stralcio della scheda editoriale dal sito ufficiale: «Poiché la successione è aperta in conseguenza dell&#8217;invasione angloamericana, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D7573736F6C696E69">Mussolini </a>desidera consegnare la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7265707562626C69636120736F6369616C65206974616C69616E61" target="_blank">Repubblica Sociale</a> ai repubblicani e non ai monarchici,<span id="more-7022"></span> la socializzazione e tutto il resto ai socialisti e non ai borghesi.» Questa la proposta che il Duce, il 22 aprile 1945, compiendo la sua ultima manovra politica, consegna al giornalista antifascista Carlo Silvestri, convocato in prefettura a Milano, perché la recapiti all’esecutivo del PSIUP. È l’invito del dittatore al Partito socialista, con l’accordo del Partito d’azione e il tacito consenso del PCI, a prendere in consegna la città di Milano e a mantenere l’ordine pubblico, per cui mette addirittura a disposizione reparti della RSI. Deve essere questo lo sbocco dell’operazione «ponte» che Mussolini ha messo in atto da alcuni mesi con la collaborazione &#8230; <a href="http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&amp;product_id=2550&amp;flypage=flypage.tpl&amp;pop=0&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=58&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=58" target="_blank">continua a leggere</a></p>
<p><a href="http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&amp;product_id=2550&amp;flypage=flypage.tpl&amp;pop=0&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=58&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=58" target="_blank">I Neri e i Rossi</a></p>
<p>Tentativi di conciliazione tra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini<br />
Stefano Fabei<br />
Collana:  Testimonianze fra cronaca e storia &#8211; 1939-1945: Seconda guerra mondiale</p>
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		<title>Le guide di Babele</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come è stato possibile, dopo la leggendaria caduta di Babele, comunicare tra popoli di lingua diversa, quando ogni cultura era totalmente autoreferente e dominava il puro spirito di conquista? Si sa che interpreti e traduttori sono sempre esistiti, anche se spesso si trattava di prigionieri appartenenti ai popoli sconfitti, forzati ad apprendere l&#8217;idioma del conquistatore, ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3133303432"><img class="alignnone size-full wp-image-7009" title="BABELE" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BABELE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Come è stato possibile, dopo la leggendaria caduta di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626162656C65" target="_blank">Babele</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6D756E6963617A696F6E6520616E74726F706F6C6F676961" target="_blank">comunicare tra popoli di lingua diversa</a>, quando ogni cultura era totalmente autoreferente e dominava il puro spirito di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6E71756973746120677565727261" target="_blank">conquista</a>?<span id="more-6981"></span><br />
Si sa che interpreti e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x747261647574746F7265" target="_blank">traduttori</a> sono sempre esistiti, anche se spesso si trattava di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726967696F6E6965726F" target="_blank">prigionieri</a> appartenenti ai popoli sconfitti, forzati ad apprendere l&#8217;idioma del conquistatore, ma la prima testimonianza storica sull’uso di mediatori linguistici risale al 3000 a.C. ed è rappresentata da un&#8217;iscrizione sulle tombe dei Principi di Elefantina, un&#8217;isola del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E696C6F27" target="_blank">Nilo</a> al confine con la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E7562696127" target="_blank">Nubi</a>a, premiati dal <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666172616F6E6520616E7469636F2065676974746F" target="_blank">Faraone d&#8217;Egitto </a>con una speciale carica onorifica, grazie al loro bilinguismo, molto utile nelle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6D6D657263696F20616E7469636F2065676974746F" target="_blank">trattative commerciali </a>con le regioni confinanti.<br />
Anche nell&#8217;antica Roma, dotata di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E7469636120726F6D6120657365726369746F" target="_blank">esercito multietnico</a>, di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E7469636120726F6D612073656E61746F" target="_blank">Senato multietnico</a> e di una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696D7065726F20726F6D616E6F20616E74696361" target="_blank">popolazione multietnica</a>, l&#8217;uso di interpreti era frequente sia per coordinare le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E7469636120726F6D61206C6567696F6E65" target="_blank">legioni</a>, sia nei negoziati di pace, sia nella abituale attività politica.<br />
In ogni caso per molti secoli la competenza multilinguistica venne considerata accessoria ad altri incarichi o mestieri, da quello del soldato a quello del burocrate o del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616D626173636961746F7265" target="_blank">diplomatico</a>, ma iniziò ad assumere un&#8217;importanza capitale <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F20766961676769" target="_blank">dopo il XIII secolo</a>, con l&#8217;inizio delle massicce <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6573706C6F72617A696F6E69" target="_blank">esplorazioni</a> geografiche in territori completamente sconosciuti.<br />
Il temerario frate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_da_Pian_del_Carpine" target="_blank">Giovanni da Pian del Carpine</a>, precursore dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6172636F20706F6C6F27" target="_blank">Polo</a> in oriente, inviato in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F6E676F6C6961" target="_blank">Mongolia</a> nel 1245 da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E6E6F63656E7A6F20495627" target="_blank">Papa Innocenzo IV </a>in missione diplomatica, raggiunse la corte del nipote di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67656E676973206B68616E" target="_blank">Gengis Khan </a>senza nessun supporto, se non la compagnia del confratello Benedetto Polacco che avrebbe dovuto fungere da mediatore linguistico.<br />
Nel Medioevo c&#8217;erano già alcune lingue, come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6174696E6F202D696E636173" target="_blank">il latino</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E6F7363726974746F20677265636F" target="_blank">il greco </a>e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E6F7363726974746F20617261626F" target="_blank">l&#8217;arabo</a> che venivano utilizzate tra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E74726F706F6C6F67696120636F7374756D69" target="_blank">popoli di provenienza diversa</a>, come accade oggi con l&#8217;inglese, ma giungendo in luoghi del tutto sconosciuti la faccenda si complicava.<br />
I Polo, una trentina di anni dopo frate Giovanni, comunicavano con gli abitanti del vicino oriente in lingua persiana, come la maggior parte dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F20636F6D6D657263696F" target="_blank">commercianti dell&#8217;epoca</a>, ma giunti in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F2063696E61" target="_blank">Cina</a> appresero sul campo la nuova lingua.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63726973746F666F726F20636F6C6F6D626F" target="_blank">Cristoforo Colombo</a>, invece, convinto di giungere in India, volle al suo fianco Luis de la Torre, preparatissimo in molte lingue esotiche fra cui l’ebraico, l’arabo e il caldeo. Possiamo immaginare il suo sconcerto quando capì che, nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E756F766F206D6F6E646F27" target="_blank">Nuovo Mondo</a>, gli sarebbero servite a ben poco e che avrebbe dovuto &#8220;istruire&#8221; degli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E646967656E6920616D6572696361206C6174696E61" target="_blank">autoctoni</a>.<br />
Celebre è rimasta l&#8217;interprete che aiutò <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F7274657320682E27" target="_blank">Hernan Cortès </a>nella sua conquista: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27646F6E61206D6172696E6127" target="_blank">la Malinche</a> (chiamata anche Malintzin, Malitzine o doña Marina), una nobile <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617A7465636869" target="_blank">azteca</a> venduta ai <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D617961" target="_blank">Maya</a> da bambina, già bilingue all&#8217;arrivo degli spagnoli. Ceduta agli<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6E717569737461646F726573" target="_blank"> invasori</a>, venne scelta da Cortès come interprete azteco-maya, ma in brevissimo tempo imparò anche lo spagnolo diventando un insostituibile aiuto per il conquistador.<br />
Innumerevoli sono anche le testimonianze sulla presenza di interpreti che mediarono tra i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277765737427" target="_blank">bianchi</a> e i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E6469616E69206427616D657269636127" target="_blank">pellerossa</a>, quando nacquero gli attuali Stati Uniti d&#8217;America a scapito delle popolazioni indigene, tra il XVII e il XIX secolo.<br />
La vera professione di interprete però nacque molto più tardi, i primi decenni del novecento, per facilitare le comunicazioni tra i vertici politici e militari durante la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277072696D6120677565727261206D6F6E6469616C6527" target="_blank">prima guerra mondiale </a>e durante la successiva <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70616365207665727361696C6C6573" target="_blank">Conferenza per la Pace </a>di Parigi nel 1919, in cui si dovettero mettere in comunicazione i rappresentanti di ben 36 diversi paesi.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Sogni premonitori</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il novembre del 1917, in piena guerra mondiale. Il caporale Adolf Hitler, in una nicchia scavata nella trincea, stava sognando di rimanere sepolto vivo da una tonnellata di terra e metallo fuso, coperto di sangue, ferito a morte dal nemico. Si svegliò di soprassalto pervaso dallo spavento e dall’angoscia e non riuscendo a dormire, decise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/20121"><img class="alignnone size-full wp-image-6941" title="GIUSEPPE INTERPRETA I SOGNI DEL FARAONE" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/SOGNO_premonitore.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Era il novembre del 1917, in piena <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277072696D6120677565727261206D6F6E6469616C6527" target="_blank">guerra mondiale</a>.<br />
Il caporale <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761646F6C66206869746C657227" target="_blank">Adolf Hitler</a>, in una nicchia scavata nella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7472696E636561" target="_blank">trincea</a>, stava <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F676E6F" target="_blank">sognando</a> di rimanere sepolto vivo da una tonnellata di terra e metallo fuso, coperto di sangue, ferito a morte dal nemico.<span id="more-6916"></span><br />
Si svegliò di soprassalto pervaso dallo spavento e dall’angoscia e non riuscendo a dormire, decise di muoversi dal buco della trincea. Scivolò oltre tenendosi basso, ma all’improvviso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7072696D6120677565727261206D6F6E6469616C652066726F6E7465206672616E63657365" target="_blank">l’artiglieria francese </a>fece esplodere proiettili che gli sibilarono a poca distanza. Hitler si girò per tornare a ripararsi nella trincea, ma lì non c’era altro che un enorme buco. I suoi compagni giacevano sepolti dalla terra e dalle macerie e la stessa fine avrebbe fatto lui se non fosse stato svegliato dall’incubo.<br />
Noi conosciamo bene i racconti di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7072656D6F6E697A696F6E652072656C6967696F6E65" target="_blank">sogni premonitori in ambito religioso</a>, vissuti come autentici messaggi divini, meno conosciuti sono invece quelli di personaggi storici, condottieri, artisti, persone comuni che utilizzarono questo canale speciale di “informazione” come guida o come mezzo per salvare delle vite.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C657373616E64726F206D61676E6F27" target="_blank">Alessandro il Macedone</a>, credeva fermamente nel potere profetico dei sogni e in guerra era sempre accompagnato dal suo oniromante. Nel 332 a.C. gli eserciti macedoni stavano attaccando Tiro, sulla costa del Libano quando Alessandro Magno sognò un satiro che danzava sul suo scudo.  L&#8217;oniromante anagrammò la parola greca <em><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73617469726F" target="_blank">satyros</a></em> ricavandone la frase &#8220;Tiro sarà tua&#8221;. Pochi giorni dopo la città di Tiro era in mano ad Alessandro Magno.<br />
Anche un altro stratega, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E61706F6C656F6E6520626F6E61706172746527" target="_blank">Napoleone Bonaparte</a>, si ispirava ai sogni per programmare le sue campagne. Si dice le mettesse a punto al mattino, dopo le visioni notturne, disponendo dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F6C646174696E692070696F6D626F" target="_blank">soldatini di piombo </a>sulla mappa. Alla vigilia della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x77617465726C6F6F20626F6E617061727465" target="_blank">battaglia di Waterloo</a>, dove perse rovinosamente, sognò un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27676174746F206E65726F27" target="_blank">gatto nero </a>che attraversava i due schieramenti militari. In questo caso Bonaparte decise di non dar credito alla visione andando incontro alla sua rovina, così come fece <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276769756C696F2063657361726527" target="_blank">Giulio Cesare </a>il giorno del suo assassinio, pur avvertito, sia da un indovino che dalla moglie <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C7075726E696120636573617265" target="_blank">Calpurnia</a>.<br />
Lo scrittore americano <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D61726B20747761696E27" target="_blank">Mark Twain</a>, vide in un sogno il fratello, morto e posto in una speciale bara, con dei fiori sul petto. Pochi giorni dopo, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D69737369737369707069" target="_blank">battello</a> su cui suo fratello lavorava esplose e Twain rivide dal vero esattamente la scena che gli si era presentata in sogno.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27646F6E20626F73636F27" target="_blank">Don Bosco </a>ebbe per tutta la vita sogni premonitori di morti a venire.<br />
Dopo avere sognato diverse volte un valletto che annunciava dapprima «un gran funerale», poi «grandi funerali a corte», scrisse ben due lettere a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27766974746F72696F20656D616E75656C6520494927" target="_blank">Vittorio Emanuele II </a>informandolo che sulla casa <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7361766F6961" target="_blank">Savoia</a> era stesa «la mano della morte». Ricevette per due volte la visita di un fiduciario del re che lo diffidò dal persistere nei suoi vaticini. Il 12 gennaio 1855 morì la regina madre Maria Teresa, vedova di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361726C6F20616C626572746F207361766F6961" target="_blank">Carlo Alberto</a>, e otto giorni dopo la regina Maria Adelaide, consorte di Vittorio Emanuele, per le conseguenze del parto. La stessa sera moriva anche il fratello del re, Ferdinando Maria Alberto, duca di Genova e infine, il 17 maggio, il principino Vittorio Emanuele Leopoldo, di soli quattro mesi. Annichilito da tutti questi lutti, il re volle recarsi personalmente all&#8217;oratorio <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616C657369616E69" target="_blank">salesiano</a> e conferire con Don Bosco, del quale divenne un devoto estimatore.<br />
Chi invece ascoltò un avvertimento in sogno fu, nella primavera del 1912, un anonimo uomo d’affari londinese, J. Connon Middleton, in partenza su una nave che doveva portarlo in America. Nel sogno, che si era ripetuto due volte a poca distanza, aveva visto affondare proprio quella nave circondata dai passeggeri che nuotavano nel buio delle acque circostanti. L’uomo d’affari, rafforzato nella sua decisione da un telegramma che gli diceva di rinviare il viaggio, cancellò la prenotazione sul transatlantico.<br />
Si trattava del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27746974616E696327" target="_blank">Titanic</a>, che affondò proprio il 14 aprile 1912.<br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>Romano Dives</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 14:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Romano Dives la Giornata internazionale della Nazione Rom, viene celebrata l&#8217;8 aprile in ricordo del primo Congresso mondiale dei Rom svolto a Londra nel 1971. Durante il Congresso tra le altre cose venne definito il nome  ufficiale della Nazione Romanì: Rom, che significa letteralmente nella lingua Romani odierna uomo o popolo degli uomini il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3232303231"><img class="alignnone size-full wp-image-6895" title="PUSHKAR - DANZA DI DONNA KALBELIA ©Fotografia di Raffaella Milandri" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ROMANO_dives.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em>Romano Dives </em>la Giornata internazionale della Nazione Rom, viene celebrata l&#8217;8 aprile in ricordo del primo Congresso mondiale dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_delle_popolazioni_Rom" target="_blank">Rom</a> svolto a Londra nel 1971. Durante il Congresso tra le altre cose venne definito il nome  ufficiale della Nazione Romanì:<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rom_%28popolo%29" target="_blank">Rom</a></em>, che significa<span id="more-6873"></span> letteralmente nella lingua Romani odierna<em> uomo </em>o <em>popolo degli uomini</em> il nome scelto potrebbe sembrare banale ma la sua semplicità è completezza,  così include tutti i gruppi<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7A696E67617269" target="_blank"> nomadi</a> presenti nel mondo:  Sinti, Manouches, Kalderash, Lovara, Romanìchél, Vlax, Domari, Nawarn,<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4B616C62656C697961" target="_blank"> Kalbelia </a>&#8230; (dei nomadi Kabelia, incantatori di serpenti, vediamo una bella selezione di ritratti da reportage di <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/info/raffaella-milandri/" target="_blank">Raffaella Milandri</a>)  in quell&#8217;occasione venne anche adottato il brano tradizionale &#8220;Djelem djelem&#8221; come inno nazionale e realizzata la bandiera raffigurante una ruota indiana rossa su un rettangolo per metà verde (parte inferiore, simbolo della terra coperta d&#8217;erba) e per metà azzurra, (parte superiore simbolo del cielo aperto). La Nazione Romanì o Romani Union,  fu riconosciuta dall&#8217; ONU nel 1979. Non c&#8217;è dubbio che approfondire la conoscenza con<a href="http://www.vurdon.it/italian.htm" target="_blank"> questo popolo</a> così antico e di molteplice cultura sia sorprendente e ci possa rendere più culturalmente ricchi. Allora cerchiamo di essere un pochino meno <em>gagé</em> (termine per indicare i non zingari&#8230; insomma, come <em>babbani</em> per i non maghi <img src='http://www.fototeca-gilardi.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) &#8230; Bahtalo! (buona fortuna)</p>
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		<title>Le stranezze del presidente</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 14 aprile ricorre l&#8217;anniversario della morte di Abramo Lincoln sedicesimo presidente degli Stati Uniti, passato alla storia per aver abolito la schiavitù e per aver dato inizio alla sanguinosa guerra di secessione americana.Figlio di un boscaiolo, dopo aver esercitato per anni come avvocato divenne, nel 1861, il primo presidente repubblicano. Si racconta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x38333634"><img class="alignnone size-full wp-image-6885" title="ABRAHAM LINCOLN - ULTIMO RITRATTO FOTOGRAFICO" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LINCOLN.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il prossimo 14 aprile ricorre l&#8217;anniversario della morte di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C696E636F6C6E" target="_blank">Abramo Lincoln </a>sedicesimo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707265736964656E746520737461746920756E697469206427616D6572696361" target="_blank">presidente degli Stati Uniti</a>, passato alla storia per aver abolito la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73636869617669736D6F20616D6572696361" target="_blank">schiavitù</a> e per aver dato inizio alla sanguinosa <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736563657373696F6E6520616D6572696361" target="_blank">guerra di secessione americana.<span id="more-6877"></span></a>Figlio di un boscaiolo, dopo aver esercitato per anni come avvocato divenne, nel 1861, il primo presidente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616D6572696361207265707562626C6963616E69" target="_blank">repubblicano</a>.<br />
Si racconta che durante la campagna elettorale, non si fece scrupolo di ricorrere ad un modernissimo espediente, quello del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7269746F63636F20666F746F6772616669636F" target="_blank">ritocco fotografico</a>: per correggere l&#8217;antiestetico effetto, spesso visibile nei ritratti, della sua magrezza, venne evidenziato ed inspessito il colletto della camicia ottenendo così una migliore immagine del futuro presidente, che certamente gli giovò.<br />
Stupisce ora che una figura così concreta e di potere, capace di scaltrezza e tenacia politica, diventi  protagonista di un film horror nel ruolo di cacciatore di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76616D70697269" target="_blank">vampiri</a>!<br />
Prodotto da Tim Burton, arriverà infatti in Italia il 24 Agosto un film dal titolo “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4RcZw68FqLs" target="_blank">La leggenda del cacciatore di Vampiri</a>”, in cui il protagonista pare sia proprio un giovane Lincoln.<br />
Questa l&#8217;inverosimile trama: quando Abraham Lincoln aveva appena 9 anni sua madre morì a causa di un’intossicazione nota come il “milk sickness”, la malattia del latte. Solo anni dopo Lincoln scoprirà che non si è trattato di un incidente, ma di un preciso piano ordito da un vampiro locale al fine di riscuotere un debito maturato da suo padre. Da quel momento Lincoln giurerà vendetta per quell’ingiustizia e coltiverà un progetto che mira alla completa eliminazione di tutti i vampiri dalla faccia della Terra.<br />
Ma questa è solo l&#8217;ultima delle leggende che accompagnano la figura di “Abe”.<br />
Si racconta infatti che Lincoln appaia sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare che sia apparso anche a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276B656E6E656479206A2E27" target="_blank">John Kennedy </a>il giorno prima di partire per Dallas.<br />
Celebre è il parallelismo tra le circostanze della  morte di Lincoln e quella di J.F.K.: eletti a distanza esatta di 100 anni, muoiono entrambi assassinati con un colpo di pistola alla testa sparato da un fanatico e vengono entrambi soccorsi dalla propria moglie, senza più riprendere conoscenza. Cento anni intercorrono anche tra la nascita di Booth (assassino di Lincoln) e quella di Oswald (assassino di Kennedy).<br />
John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per i diritti civili dei neri.<br />
Ma non è ancora tutto: Booth assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. A Lincoln successe <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E64726577204A6F686E736F6E" target="_blank">Andrew Johnson </a>e a Kennedy, Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.<br />
Alla luce di questi fatti, però tutto rischia di diventare un mistero!<br />
Tutti sanno che Abraham Lincoln fu il primo presidente americano ad ospitare dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6761747469" target="_blank">gatti</a> nella sua casa. I biografi raccontano che, prima di prendere un’importante decisione, il presidente se ne stava da solo a pensare accarezzando un micio. Si dice che, durante la guerra di Secessione, Lincoln trovò nell’accampamento del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x756C7973736573206772616E74" target="_blank">generale Grant </a>tre gattini che avevano perso la mamma. Erano sporchi e denutriti e il presidente ordinò subito che fossero portati alla Casa Bianca e accuditi nel migliore dei modi. E ogni giorno, quando era lontano da Washington, si informava sulla loro salute, ma forse anche qui &#8230; gatta ci cova!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Campane, campanacci, campanelli &#8230; tweet!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 09:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che differenza c&#8217;è tra un tweet e uno scampanellìo? Infondo nessuna: entrambi sono un &#8220;richiamo&#8221;, un modo per  connettersi (si direbbe oggi) o per riunirsi (si sarebbe detto ieri). Campanelli e campane hanno un&#8217;origine antica. Già i Fenici e i Celti utilizzavano questi strumenti per accompagnare le loro cerimonie sacre, mentre i Greci e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330393330"><img class="alignnone size-full wp-image-6866" title="BANDITORE SI ANNUNCIA CON LA CAMPANA" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CAMPANE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Che differenza c&#8217;è tra un <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter" target="_blank">tweet</a></em> e uno <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73756F6E6F2063616D70616E65" target="_blank">scampanellìo</a>?<br />
Infondo nessuna: entrambi sono un &#8220;richiamo&#8221;, un modo per  connettersi (si direbbe oggi) o per riunirsi (si sarebbe detto ieri).<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616D70616E656C6C6927" target="_blank">Campanelli</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616D70616E6127" target="_blank">campane</a> hanno un&#8217;origine antica.<br />
Già i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2766656E69636927" target="_blank">Fenici</a> e i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763656C746927" target="_blank">Celti</a> utilizzavano questi strumenti per accompagnare le loro cerimonie sacre, mentre i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E74696361206772656369612067756572726965726F" target="_blank">Greci </a>e i Britanni li scuotevano in battaglia per impaurire i nemici o per onorare gli Dei.<span id="more-6824"></span><br />
Gli antichi Romani usavano delle campanelle per richiamare i bagnanti alle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7465726D65" target="_blank">terme</a>, invece i sommi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6562726169736D6F2074656D70696F" target="_blank">sacerdoti ebrei </a>pare potessero accedere al Sancta Sanctorum rimanendo incolumi al cospetto di Dio, solo grazie ad un abito arricchito da innumerevoli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27736F6E61676C6927" target="_blank">sonagli</a>.<br />
Le campane precristiane e cristiane in Europa erano di lamina di ferro, simili ai campanacci delle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626F76696E69" target="_blank">mucche</a>. Quelle in bronzo cominciarono ad essere prodotte solo intorno all&#8217;VIII secolo, ma la tradizione vuole che il primo ad utilizzarle per radunare i fedeli sia stato <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616E2070616F6C696E6F206E6F6C61" target="_blank">San Paolino, vescovo di Nola</a>, nel V secolo.<br />
Questa leggendaria provenienza fece sì che gli antichi &#8220;tintinnabula aurea&#8221; prendessero il nome di &#8220;campane&#8221;.<br />
Originariamente proprio<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766573636F766F206D6564696F65766F" target="_blank"> i vescovi </a>agitavano un campanaccio per richiamare la folla in occasione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D657373612072656C6967696F6E6520636869657361" target="_blank">cerimonie sacre</a>, ma con il tempo le campane dalla mano del vescovo, salirono sui <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616D70616E696C65" target="_blank">campanili</a>, divennero molto più grandi e la loro voce si fece più potente, ad imitazione perfetta di ciò che volevano rappresentare, cioè la voce di Dio.<br />
La loro aura sacra e magica aumentò così tanto da essere <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616D70616E652062656E6564697A696F6E6520636869657361" target="_blank">benedette in presenza di padrini e dedicate ad un santo</a>, prima di essere poste sui campanili.<br />
Destinate a scandire ogni momento della giornata religiosa per decreto di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736162696E69616E6F" target="_blank">Papa Sabiniano</a>, nella civiltà rurale le campane  hanno sempre avuto il compito, mediante specifici linguaggi in codice musicale, di annunciare nascite e morti, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D617472696D6F6E696F27" target="_blank">matrimoni</a>, catastrofi climatiche, guerre e avvenimenti importanti. Con le campane si poteva allertare la popolazione all&#8217;arrivo dei grossi temporali, della grandine, ma anche di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706972617469" target="_blank">pirati</a>, oppure in caso di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E63656E64696F27" target="_blank">incendio</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7065737465" target="_blank">pestilenza</a>.<br />
Ancora oggi su molte campane antiche è possibile leggere formule come queste: &#8220;a fulgure et tempestate libera nos Domine&#8221; (Signore liberaci dalla folgore e dalla tempesta) oppure &#8220;Defunctos ploro-nimbos fugo-festaque honoro&#8221; (Piango i defunti &#8211; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66756C6D696E652063616D70616E696C65" target="_blank">scaccio i fulmini </a>- e onoro le feste).<br />
E innumerevoli sono le leggende intorno al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616D70616E6520737472756D656E7469206D6167696369" target="_blank">loro potere magico</a>.<br />
Si credeva che il divino suono potesse scacciare i demoni e che impedisse al diavolo di rapire i bambini.<br />
Una leggenda legata all&#8217;usanza di &#8221;legare&#8221; le campane a ricordo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70617373696F6E652063726973746F" target="_blank">passione e morte di Cristo</a>, per poi &#8221;scioglierle&#8221; durante la messa pasquale, ha dato origine alla credenza secondo cui la notte del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776656E657264EC2073616E746F27" target="_blank">Venerdì Santo </a>le campane di tutte le chiese si levano in volo e raggiungono Roma, dove vengono benedette dal papa. Ritornano poi, silenziose, nei loro campanili, dove il giorno di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616D70616E612070617371756120617567757269" target="_blank">Pasqua suoneranno a festa</a>.<br />
Moltissimi sono i racconti popolari di campane che suonano da sole per annunciare grandi gioie o sventure, spesso dopo essere affondate sott&#8217;acqua, o di altre che pronunciano il nome di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F6E6469746F72692063616D70616E61" target="_blank">chi le ha fuse </a>o di persone scomparse.<br />
Numerosi sono anche i Santi associati alle campane: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61676174612073616E74696E6F" target="_blank">Sant&#8217;Agata</a> protettrice dei fonditori, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_di_Anderlecht" target="_blank">San Guido da Anderlecht</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773616E7461206261726261726127" target="_blank">Santa Barbara </a>patroni dei campanari, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E746F6E696F206162617465" target="_blank">Sant&#8217;Antonio Abate </a>che viaggiava con una campana per allontanare il demonio e infine <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773616E2070617472697A696F27" target="_blank">San Patrizio </a>che, durante le predicazioni in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x69726C616E6461" target="_blank">Irlanda</a>, non si separava mai dal suo strumento col quale liberò l&#8217;isola dai serpenti.  Si dice che alla sua morte fu seppellito con la sua campana, ma trecento anni dopo, questa suonò dalla tomba del santo e salvò il paese che stava per essere devastato da un incendio.<br />
Chissà che il prossimo 21 dicembre un &#8230;  <em>sacro</em> <em>tweet</em> non salvi anche noi!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>A4GOD raccoglie 105 idee d&#8217;artista</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 13:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione del volume A4GOD un appuntamento per sabato 31 marzo a Treviso, presso spazio XYZ (via Inferiore, 31) dalle 18:00 alle 22:00. oppure su facebook: sempre sabato 31 marzo 2012 &#8211; A4GOD ► Spazio XYZ un oggetto d&#8217;arte ora in vendita anche nello shop online ufficiale PROGETTO Dio, da quando non è più solo quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/A4poster2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6830" title="A4GOD - An Inquiry into Eidolatria and Contemporary Drawing in Italy&quot; alla galleria XYZ di Treviso" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/A4poster2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Presentazione del volume <a href="http://www.a4god.com/" target="_blank"><strong>A4GOD</strong></a> un appuntamento per sabato 31 marzo a Treviso, presso spazio XYZ (via Inferiore, 31) dalle 18:00 alle 22:00. oppure su<a href="http://www.facebook.com/events/315609681838023/http://" target="_blank"> </a><a href="http://www.facebook.com/events/315609681838023/" target="_blank">facebook</a>: sempre sabato 31 marzo 2012 &#8211; A4GOD ► <a href="http://www.spazioxyz.org/a4god-an-inquiry-into-eidolatria-and-contemporary-drawing-in-italy/" target="_blank">Spazio XYZ</a> un oggetto d&#8217;arte ora in vendita anche nello <a href="http://www.a4god.com/?/about/Shop/" target="_blank">shop online ufficiale</a></p>
<p><strong>PROGETTO</strong></p>
<p>Dio, da quando non è più solo quel signore con la barba bianca, è diventato piuttosto difficile da inquadrare. È ormai evidente che il concetto si è fatto più sfumato e molto personale, e che esistono innumerevoli modi di pensarlo e immaginarlo: non più solo lassù nel cielo, ma anche in ogni aspetto nella natura, nell’angolo<span id="more-6829"></span> della cameretta, nei gesti e nei pensieri, o negli extraterrestri… Per ogni essere umano, forse esiste un&#8217;idea diversa di Dio. Anche la situazione dell’illustrazione in Italia è sfumata e difficile da inquadrare. Non esistono pubblicazioni di riferimento che svolgano funzione di valorizzazione per i &#8220;segni&#8221; più interessanti.</p>
<p>È per questo che abbiamo selezionato 105 artisti e illustratori (un numero triangolare, quindi in qualche modo anche lui rappresentativo del divino) e gli abbiamo chiesto di disegnare, in esclusiva per questo progetto, la loro idea di Dio. <a href="http://www.a4god.com/?/about/Progetto/" target="_blank">I 105 artisti,</a>&#8230;.</p>
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		<title>Astromestieri: l&#8217;Ariete</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 12:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ci può aiutare l&#8217;astrologia quando i problemi quotidiani sono così pressanti come in questo periodo? Semplicemente indicandoci su quali doti possiamo contare e quali sono le nostre predisposizioni innate. Sdrammatizzando un po&#8217;, a partire dall&#8217;Ariete vedremo ogni mese quali sono i mestieri più adatti al nostro segno zodiacale, per prendere meglio la mira in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C656E646172696F20617269657465206D6564696F65766F"><img class="alignnone size-full wp-image-6815" title="ASTROLOGIA - SEGNO ZODIACO ARIETE" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ARIETE_2012.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Come ci può aiutare l&#8217;astrologia quando i problemi quotidiani sono così pressanti come in questo periodo? Semplicemente indicandoci su quali doti possiamo contare e quali sono le nostre predisposizioni innate. Sdrammatizzando un po&#8217;, a partire dall&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617269657465" target="_blank">Ariete</a> vedremo ogni mese quali sono i mestieri più adatti al nostro segno zodiacale, per prendere meglio la mira in un periodo di magra.<span id="more-6796"></span><br />
L&#8217;Ariete, intraprendente e sempre votato alla battaglia, rende al massimo in ogni impresa che comporti sfide e competizioni, infatti spesso si realizza nello <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773706F727427" target="_blank">sport</a> o in ambito <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27756E69666F726D6527" target="_blank">militare</a>, anche perché questo segno ama la gerarchia e ha un grande rispetto per le regole.<br />
A livello sportivo si trovano spesso, oltre che atleti, anche <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6C656E61746F7265" target="_blank">preparatori atletici</a>, fisioterapisti e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D617373616767696F202D65726F73" target="_blank">massaggiatori</a>.<br />
Il lavoro d&#8217;ufficio, tranne che in casi particolari, non gli si adatta perché è troppo monotono e ripetitivo, mentre l&#8217;Ariete è un incostante e lavora per “grandi fiammate”: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E76656E7A696F6E6927" target="_blank">ha un&#8217;idea</a>, la comunica con grande entusiasmo, dà le direttive principali e poi altri eseguiranno, affinando i dettagli.<br />
Rende al massimo in ruoli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696D7072656E6469746F726527" target="_blank">imprenditoriali</a> e manageriali, in qualsiasi settore, perché riesce a prendere decisioni difficili in poco tempo infatti molto spesso troviamo Arieti come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F6E6461746F7265" target="_blank">fondatori</a> di aziende o imprese.<br />
Se fa un lavoro manuale può reggere la fatica molto facilmente e i materiali con i quali lavora meglio sono<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6574616C6C6F" target="_blank"> i metalli</a>: tutti i mestieri che hanno a che fare con il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666572726F" target="_blank">ferro</a>, dal <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616262726F" target="_blank">fabbro</a>, al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E697363616C636F" target="_blank">maniscalco</a>, al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27666F6E646572696127" target="_blank">fonditore</a> sono occupazioni arietine, ma anche la fabbricazione di piccoli monili o la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7363756C747572612062726F6E7A6F" target="_blank">scultura</a>.<br />
Questo segno è anche simbolicamente associato all&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276175746F6D6F62696C6527" target="_blank">automobile</a>, infatti possiamo trovare rappresentanti dell&#8217;Ariete ad ogni livello in campo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276175746F6D6F62696C69736D6F27" target="_blank">automobilistico</a>: dal <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70696C6F7461206175746F" target="_blank">pilota</a>, al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D656363616E69636F206175746F6D6F62696C69" target="_blank">meccanico</a>, all&#8217;imprenditore, ma anche come semplice <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F70657261696F" target="_blank">operaio</a> o come progettista.<br />
Grandi appassionati di ogni novità sono anche dei venditori eccezionali ai quali difficilmente si riesce a dire di no e che sanno trasmettere l&#8217;entusiasmo per il prodotto che propongono: la loro più che pubblicità è <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726F706167616E6461" target="_blank">propaganda</a>! Infine, strano a dirsi, l&#8217;Ariete è il segno della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736172746F726961" target="_blank">sartoria </a>e della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726F66756D69" target="_blank">profumeria</a> ed essendo associato alla testa, nel campo della  moda crea e produce <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63617070656C6C6F" target="_blank">cappelli</a>.<br />
Dotati di coraggio, grinta, intuito e spirito d&#8217;iniziativa sono pionieri in ogni settore scelgano di lavorare.<br />
Ecco alcuni personaggi dell&#8217;Ariete:<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64652067617370657269" target="_blank">Vincent Van Gogh<br />
</a><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636861726C65732062617564656C61697265" target="_blank">Charles Beaudelaire</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x41647269616E6F204F6C697665747469http://" target="_blank">Adriano Olivetti</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x41727475726F20546F7363616E696E69" target="_blank">Arturo Toscanini</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2741726D616E646F20546573746127" target="_blank">Armando Testa</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x436861726C696520436861706C696E" target="_blank">Charlie Chaplin</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x436C61756469612043617264696E616C65http://" target="_blank">Claudia Cardinale</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D696E61206D617A7A696E6927" target="_blank">Mina</a><br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x416C636964652044652047617370657269http://" target="_blank">Alcide De Gasperi</a></p>
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		<title>Maiale arrostito “in contumacia”</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 18:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, ritenere un animale responsabile di un assassinio è un&#8217;assurdità, ma in epoca medievale il confine uomo-animale spesso era labile: il primo processo documentato contro gli animali risale infatti all&#8217;anno 864, quando la dieta di Worms condannò uno sciame di api ad essere ucciso col fumo per aver provocato la morte di un uomo. Nel Medioevo l&#8217;uomo viveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3131323036"><img class="alignnone size-full wp-image-6788" title="il rogo in cucina - focolare medievale" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MAIALEARROSTO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Oggi, ritenere un animale responsabile di un assassinio è un&#8217;assurdità, ma in epoca medievale il confine <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E74726F706F6D6F726626" target="_blank">uomo-animale </a>spesso era labile: il primo processo documentato contro gli animali risale infatti all&#8217;anno 864, quando la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646965746120776F726D73" target="_blank">dieta di Worms </a>condannò uno sciame di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617069206D6564696F65766F" target="_blank">api</a> ad essere ucciso col fumo per aver provocato la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F727465206D6564696F65766F" target="_blank">morte</a> di un uomo.<span id="more-6754"></span><br />
Nel Medioevo l&#8217;uomo viveva a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6564696F65766F20616E696D616C69" target="_blank">stretto contatto con le bestie </a>e l&#8217;istintivo antropocentrismo lo portava a ravvisare nell&#8217;animale un comportamento umano, completo di vizi e virtù, ma anche di raziocinio e libero arbitrio.<br />
Lo riscontriamo con facilità leggendo le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65736F706F206661766F6C65" target="_blank">favolette morali </a>con protagonisti animali parlanti, tanto diffuse all&#8217;epoca, oppure le vite dei Santi con racconti di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616E746F20616E696D616C69" target="_blank">dialogo con animali </a>o nelle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7269666F726D612073617469726120636869657361" target="_blank">raffigurazioni ferocemente satiriche </a>contro la Chiesa nel periodo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7269666F726D612070726F74657374616E7465" target="_blank">Riforma</a>, in cui i potenti e gli avidi, quando non erano demoni, sembravano furbissime <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766F6C7065" target="_blank">volpi</a> o <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C75706F" target="_blank">lupi </a>famelici, e con lo stesso principio era raffigurato chi si macchiava di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x657265736961" target="_blank">eresia</a>.<br />
Così, in quel contesto intriso di mentalità magica che credeva possibile per un uomo trasformarsi in animale e viceversa, si capisce come fosse assolutamente normale celebrare un processo contro talpe ree di “<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61677269636F6C74757261206D6564696F65766F" target="_blank">danneggiare i raccolti </a>con i loro scavi” oppure contro vermi accusati di infestare le vigne o <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6169616C69206D6564696F65766F" target="_blank">maiali</a> antropofagi.<br />
La confusione tra uomo e animale raggiungeva il picco massimo durante le esecuzioni capitali in cui la bestia trovata colpevole veniva “travestita” da umano. Più spesso gli <em>animali delinquenti</em>, per l&#8217;impossibilità di presentarsi in tribunale, venivano condannati “in contumacia” e per l&#8217;esecuzione si ricorreva ad un fantoccio raffigurante l&#8217;animale in questione.<br />
Certo a pensarci ora, la cosa fa inorridirre o muove al riso, ma non pensiamo di essere del tutto guariti da questa &#8220;malattia&#8221; che ci induce ad attribuire sentimenti umani agli animali. Non è infatti molto diverso l&#8217;istinto che ci spinge ad infilare dei vestitini al nostro cane oppure a credere che i nostri animali domestici siano capaci di &#8220;farci i dispetti&#8221;, quindi &#8230; attenzione!</p>
<p>©riproduzione riservata</p>
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		<title>Algeria 1962</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 08:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[suggestioni del momento Il 18 marzo 1962, fu l&#8217;inizio della fine del sanguinoso conflitto franco-algerino, durato otto anni. L&#8217;attesa conclusione della Guerra d&#8217;Algeria (1954-1962) ovvero la lotta di liberazione degli algerini contro la dominazione francese, inizia con la firma degli accordi di Evian, al quale segue subito il cessate il fuoco salutato con sollievo dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3139393633"><img class="alignnone size-full wp-image-6747" title="OPERAI ESULTANO PER L'INDIPENDENZA DELL'ALGERIA 1962" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Blog-algeria_2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>suggestioni del momento</strong></em></p>
<p>Il 18 marzo 1962, fu l&#8217;inizio della fine del sanguinoso conflitto franco-algerino, durato otto anni. L&#8217;attesa <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C676572696120696E646970656E64656E7A61" target="_blank">conclusione della Guerra d&#8217;Algeria (1954-1962)</a> ovvero la lotta di liberazione degli algerini contro la dominazione francese, inizia con la firma degli accordi di Evian, al quale segue subito il cessate il fuoco salutato con sollievo dalla popolazione civile. Ricorre in questi giorni il 50° anniversario. <span id="more-6732"></span>Altre date segnano l&#8217;evoluzione del percorso diplomatico: i negoziati tra il governo francese e il governo provvisorio algerino,  aperti nel 1960  si svolsero con l&#8217;attiva partecipazione neutrale della diplomazia svizzera,  in diverse localizzazioni. L&#8217;8 aprile 1962 anche un referendum confermò senza dubbio, che la popolazione francese concordava con la cessazione della guerra d&#8217;Algeria e gli accordi di Evian. Il 1º luglio del 1962 circa 6 milioni di elettori algerini, su un totale  di 6,5 milioni, andò alle urne per il referendum sull&#8217;indipendenza. Il  voto fu quasi unanime e de Gaulle proclamò l&#8217;Algeria indipendente il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C676572696120696E646970656E64656E7A61206665737461" target="_blank">3  luglio.</a> Il Governo provvisorio della Repubblica algerina tuttavia fissò  il 5 luglio, 132º anniversario della presa di Algeri da parte delle truppe francesi, come festa nazionale dell&#8217;indipendenza.</p>
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		<title>Stimmate</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la medicina le stigmate (dal greco stigma = marchio) sarebbero effetti di una sindrome conosciuta come porpora psicogena, tipica di alcuni soggetti affetti da personalità isterica. Queste persone, travolte dalla fede nella Passione di Cristo, sarebbero in grado di produrre delle ferite psicosomatiche sul corpo che richiamano i segni della crocifissione tramandate dai Vangeli. Chi nega l&#8217;origine mistica delle stimmate ricorda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6573746173692073616E7461206361746572696E61"><img class="alignnone size-full wp-image-6727" title="ESTASI DI SANTA CATERINA DA SIENA - STIMMATE" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/STIMMATE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Per la <a href="http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/436/Psicopatologia-dei-fenomeni-mistico-religiosi-domande-e-risposte" target="_blank">medicina</a> le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7374696D6D617465" target="_blank">stigmate</a> (dal greco <em>stigma </em>= marchio) sarebbero effetti di una sindrome conosciuta come <em><a href="http://www.lucianoschiazza.it/Documenti%20new/Porpora_eritrocitaria.html" target="_blank">porpora psicogena</a></em>, tipica di alcuni soggetti affetti da personalità <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x69737465726961" target="_blank">isterica</a>.<br />
<span id="more-6653"></span>Queste persone, travolte dalla fede nella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70617373696F6E652063726973746F" target="_blank">Passione di Cristo</a>, sarebbero in grado di produrre delle ferite <em>psicosomatiche</em> sul corpo che richiamano i segni della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63726F636966697373696F6E65" target="_blank">crocifissione</a> tramandate dai Vangeli. Chi nega l&#8217;origine mistica delle stimmate ricorda che i primi fenomeni apparvero nell&#8217; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277869207365636F6C6F27" target="_blank">XI secolo</a>, con la massiccia diffusione delle immagini sacre della Passione.<br />
Le stigmate si producono quasi sempre in soggetti estatici e frequentemente vengono precedute o accompagnate da fortissimi tormenti fisici e morali.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616E206672616E636573636F206427617373697369" target="_blank">San Francesco d&#8217;Assisi</a> fu il primo che ufficialmente le ricevette su mani, piedi e sul costato, nello stesso punto in cui Gesù venne ferito dalla lancia del soldato Longino. Tomaso da Celano, suo biografo, descrive così <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6672616E636573636F20617373697369207374696D6D617465" target="_blank">l&#8217;episodio</a>: &#8220;<em>Le mani e i piedi apparvero trafitti nel centro da chiodi, le cui teste erano visibili nel palmo della mano e sul dorso dei piedi. Anche il lato destro era trafitto come da un colpo di lancia con ampia cicatrice, che spesso sanguinava, bagnando di quel sacro sangue la tonaca e le mutande&#8221;</em>.<br />
Da allora moltissime sono le testimonianze di santi, beati e persone comuni che hanno ricevuto, come segno della loro devozione, le stigmate: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276361746572696E61206461207369656E6127" target="_blank">Santa Caterina da Siena</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616464616C656E612070617A7A69" target="_blank">Santa Maria Maddalena de&#8217; Pazzi</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27726974612064612063617363696127" target="_blank"> Santa Rita da Cascia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6B6F77616C736B61" target="_blank">Maria Faustina Kowalska</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636869617261206D6F6E746566616C636F" target="_blank">Santa Chiara da Montefalco</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276361746572696E612064652720726963636927" target="_blank">Caterina de&#8217; Ricci</a>, fino ai casi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Katharina_Emmerick" target="_blank">Anna Katherina Emmerich </a>e di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_Neumann" target="_blank">Teresa Neumann</a>.<br />
Si racconta che dalle ferite di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27656C6973616265747461206427556E67686572696127" target="_blank">Santa Elisabetta d&#8217;Ungheria </a>nascessero dei gigli, che venivano tagliati e posti sull’altare; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277665726F6E696361206769756C69616E6927" target="_blank">Santa Veronica Giuliani </a>iniziò a manifestare stimmate alla testa, ricordo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F726F6E61206469207370696E6527" target="_blank">corona di spine</a>, così come Santa Rita Da Cascia le cui reliquie portano ancora tracce di una piaga ossea aperta sulla fronte.<br />
In tempi più recenti <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2767656D6D612047616C67616E6927" target="_blank">Gemma Galgani </a>racconta in prima persona l&#8217;estasi, con queste parole: <em>&#8220;&#8230; in quell&#8217;istante comparve Gesú, che aveva tutte le ferite aperte; ma da quelle ferite non usciva piú sangue, uscivano come fiamme di fuoco, che (&#8230;) vennero a toccare le mie mani e i miei piedi e il cuore. Mi sentii morire, sarei caduta in terra; ma la Mamma</em> (la Madonna)<em> mi sorresse, ricoperta sempre col suo manto</em>.&#8221;<br />
Particolare invece la storia di Santa Caterina Da Siena che, dopo aver ricevuto sotto gli occhi di molti testimoni le stimmate a mani, piedi e costato, chiese al Signore che diventassero invisibili: a differenza di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2770616472652070696F27" target="_blank">Padre Pio</a>, fu accontentata e tra lo stupore generale <em>&#8220;le dette Stigmate di color sanguigno, si mutarono in un grande splendore e forma di pura luce&#8221;.</em></p>
<div><em>© riproduzione riservata</em></div>
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		<title>Tutti in mutande?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 05:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scorrendo recenti pruriginosi gossip, con grande disappunto mi trovo a constatare il prematuro decesso &#8230; delle mutande! Questo recente capo di biancheria ha avuto vita breve: so per certo che le coetanee della mia bisnonna, in campagna, potevano permettersi di espletare le loro urgenze accovacciandosi e allargando bene i gonnelloni. Questa notizia, da bambina, mi aveva fatto rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3132343431"><img class="alignnone size-full wp-image-6700" title="mutande simbolo di emancipazione femminile e di benessere economico" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Mutande.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Scorrendo recenti pruriginosi <a href="http://www.intopic.it/notizia/3556362/" target="_blank">gossip</a>, con grande disappunto mi trovo a constatare il prematuro decesso &#8230; delle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D7574616E6465" target="_blank">mutande</a>!<br />
Questo recente capo di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6269616E63686572696120696E74696D61" target="_blank">biancheria</a> ha avuto vita breve: so per certo che le coetanee della mia bisnonna, in campagna,</p>
<p><span id="more-6596"></span> potevano permettersi di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706970EC20636F6E746164696E6120666F6E74616E61" target="_blank">espletare le loro urgenze </a>accovacciandosi e allargando bene i gonnelloni.<br />
Questa notizia, da bambina, mi aveva fatto rimanere con tanto di occhi, ma allora, avevo associato la possibilità di indossare mutande al progresso e all&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x656D616E636970617A696F6E65" target="_blank">emancipazione</a> femminile. Ando Gilardi, nella sua ultima apparizione in pubblico, alla Fondazione Corrente, ha di recente ricordato che fino agli anni Cinquanta, in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C7563616E6961" target="_blank">molte zone </a>del Sud, si diceva &#8220;sposarsi con le mutande&#8221; per alludere ad un ricco matrimonio, tanto per capire quanto il possedere biancheria intima fosse simbolo di benessere e di emancipazione da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C6162726961206F6C697665" target="_blank">condizioni di vita durissime</a>.<br />
Definite dalla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F6D7061646F7572" target="_blank">Pompadour</a> <em>scrigno delle chiappe</em> e da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E697461206761726962616C6469" target="_blank">Anita Garibaldi </a><em>sipario dell’amore</em> le mutande alludono ad un capo &#8221;da cambiare&#8221; e il senso è piuttosto ovvio. Anche la forma delle mutande è  cambiata nel tempo: dai <em><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61626269676C69616D656E746F20616E7469636120726F6D61" target="_blank">femoralia </a></em>degli antichi romani, indumento prettamente maschile di lunghezza variabile, si passa in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61626269676C69616D656E746F206D6564696F65766F" target="_blank">epoca medievale </a>a mutande ridottissime e ben visibili sotto le corte vesti, sempre maschili.<br />
Per vedere le donne (solo nobili!) indossare qualcosa di simile bisognerà aspettare il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61626269676C69616D656E746F2072696E617363696D656E746F" target="_blank">1500</a> con le sue <em>braghesse</em>, lunghe fino al ginocchio, imposte per motivi igienici e per cavalcare, ma associate subito alle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726F73746974757A696F6E652072696E617363696D656E746F" target="_blank">prostitute</a>, che ne facevano mostra sotto le lunge vesti.<br />
La valenza erotica della biancheria intima femminile toccherà i massimi vertici nel Settecento, ma come sempre  restando esclusiva (quando indossata) dei ceti sociali più alti. Concepite come un analogo dei pantaloni, indumento per eccellenza maschile, le mutande permettevano alla donna maggiore libertà di movimento, e vanno intese come un tentativo di rivendicazione femminista <em>ante litteram</em> piuttosto che come un segno di moralità.<br />
La Chiesa le riteneva strumenti diabolici adottati dalle donne solo per poter accorciare la veste, adatte esclusivamente alle libertine e alle prostitute. Così nel corso del XVIII secolo le mutande spariscono, restando in uso solo per le bambine, e rese obbligatorie per ginnaste e ballerine.<br />
Di certo si sa che ancora in epoca vittoriana, la presenza di mutandoni e di biancheria intima evocava <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616C6C6572696E61" target="_blank">ballerine</a> e prostitute e, sporgendo con i suoi pizzi dall&#8217;orlo degli abiti, rischiava di attirare troppo l&#8217;attenzione su ciò che andava ignorato.<br />
Il XIX secolo vide il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62656C6C652065706F717565206D6F6461" target="_blank">trionfo di mutandoni e culottes</a>, mentre nel corso del XX secolo, accorciandosi le gonne, le mutande finalmente trovavano una loro dignità diffondendosi, però, in ogni ceto solo nel dopoguerra, tuttavia con la successiva esaperata erotizzazione della società, la conquista è rimasta tale solo per poco.<br />
La controversa questione era stata per secoli questa: è da ritenersi morale o lascivo il fatto di indossare capi, a diretto contatto con le parti intime?<br />
Ora invece la questione è: siamo ancora capaci di vivere, senza toglierci (o farci togliere!) le mutande?<br />
Voi che ne pensate?<br />
©riproduzione riservata</p>
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		<title>Buona luce, Ando</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 17:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ando Gilardi  8.6.1921 &#8211; 5.3.2012 Lunedì 5 marzo ci ha lasciato Ando Gilardi, uno dei &#8220;padri&#8221; della fotografia italiana, partigiano, giornalista sindacale nell&#8217;Italia degli anni Cinquanta, membro dell&#8217;equipe di Ernesto De Martino, autore di fondamentali testi sulla storia della fotografia quali &#8220;Storia sociale della fotografia&#8221;, &#8220;Wanted!&#8221;, &#8220;Meglio ladro che fotografo&#8221; etc. Creatore di riviste di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/andotaverna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6681" title="Ando Gilardi 8.6.1921-5.3.2012" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/andotaverna.jpg" alt="Ando Gilardi 8.6.1921-5.3.2012" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Ando Gilardi  8.6.1921 &#8211; 5.3.2012</p>
<p>Lunedì 5 marzo ci ha lasciato Ando Gilardi, uno dei &#8220;padri&#8221; della fotografia italiana, partigiano, giornalista sindacale nell&#8217;Italia degli anni Cinquanta, membro dell&#8217;equipe di Ernesto De Martino, autore di fondamentali testi sulla storia della fotografia quali &#8220;Storia sociale della fotografia&#8221;, &#8220;Wanted!&#8221;, &#8220;Meglio ladro che fotografo&#8221; etc.</p>
<p>Creatore di riviste di rottura come Photo 13, Phototeca, Storia Infame. Artista digitale, precursore dei tempi e ricercatore di tecniche creative per la fabbricazione di immagini.</p>
<p>Fondatore negli anni Sessanta della Fototeca Storica Nazionale, che oggi porta il suo nome, Gilardi è sempre stato una figura controversa, provocatoria poco in linea con l&#8217;ortodossia dei salotti della fotografia ufficiale ma con un grande seguito di lettori appassionati che lo hanno seguito fino all&#8217;ultimo nelle sue pubblicazioni, mostre e spiazzanti incursioni nei social network.</p>
<p>Per una biografia completa: <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/ando/vita/" target="_blank">Ando Gilardi </a>e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ando_Gilardi" target="_blank">Wikipedia</a></p>
<p>Rispettando le sue ultime volontà la notizia è stata divulgata dalla moglie Luciana e dai suoi cari solo a esequie concluse.</p>
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		<title>Urano e la fine dello &#8220;status quo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso si sente paragonare questa profonda crisi economica e sociale a quella del 1929, che portò al crollo di Wall Street, all&#8217;instaurarsi di regimi autoritari e alla seconda guerra mondiale. Astrologicamente, il cielo della fine degli anni Venti aveva effettivamente qualcosa in comune con quello di oggi: la presenza di Urano nel segno dell&#8217;Ariete. Urano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x37363636"><img class="alignnone size-full wp-image-6640" title="Urano nel segno dell'Ariete" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/URANO_ariete2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Spesso si sente paragonare questa profonda <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63726973692065636F6E6F6D696361" target="_blank">crisi economica </a>e sociale a quella del 1929, che portò al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x77616C6C20737472656574" target="_blank">crollo di Wall Street</a>, all&#8217;instaurarsi di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726567696D65" target="_blank">regimi autoritari</a> e alla seconda guerra mondiale. Astrologicamente, il cielo della fine degli anni Venti aveva effettivamente qualcosa in comune con quello di oggi: la presenza di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277572616E6F27" target="_blank">Urano </a>nel segno dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617269657465" target="_blank">Ariete</a>. <span id="more-6565"></span>Urano è il pianeta che simboleggia il ribaltamento dello &#8220;status quo&#8221;, i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277269766F6C757A696F6E6527" target="_blank">movimenti rivoluzionari</a>, la tecnologia, le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E76656E7A696F6E6927" target="_blank">invenzioni</a>, gli eventi improvvisi ed imprevedibili. Il suo &#8220;passo&#8221; fa sì che il pianeta si trovi nello stesso segno zodiacale ogni 84 anni, &#8221;colorando&#8221; con le qualità del segno che occupa, intere epoche e intere generazioni .<br />
Nel primo segno dello zodiaco, l&#8217;energia innovativa di Urano si applica alle tipiche simbologie arietine: le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761726D6927" target="_blank">armi</a> e la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277374726174656769612062656C6C69636127" target="_blank">strategia militare</a>, le imprese <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2770696F6E6965726927" target="_blank">pionieristiche</a>, le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F6E71756973746127" target="_blank">conquiste</a> di nuovi spazi, l&#8217;affermazione dell&#8217;individuo sulla comunità, la guerra, i nuovi inizi.<br />
Il suo ultimo ingresso nell&#8217;Ariete è avvenuto il 12 marzo dello scorso anno proprio in concomitanza con quella che venne chiamata la<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_Araba" target="_blank"> &#8220;primavera araba</a>&#8220;, un&#8217;esplosione improvvisa di rivolte in Nord Africa che hanno portato, nel giro di pochi mesi, alla caduta di regimi pluridecennali.<br />
Ma nella storia, come vedremo, molto spesso Urano in Ariete si è manifestato come un inizio esplosivo di una nuova era, perché l&#8217;impazienza arietina si sposa fin troppo bene con la drasticità di Urano.<br />
Nel 1095  papa <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27757262616E6F20494927" target="_blank">Urbano II </a>proclama la prima <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763726F636961746527" target="_blank">crociata</a> dando il via alla funesta serie di guerre di religione (e di potere) contro il mondo islamico.<br />
Tra il 1341 e il 1349 siamo nel pieno della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763656E7427616E6E6927" target="_blank">guerra dei Cent&#8217;anni</a>. Questo lunghissimo e sanguinoso conflitto tra  Francia e Inghilterra, che segna la fine del Medioevo (e vedrà una seconda volta l&#8217;entrata di Urano in Ariete, tra il 1426 e il 1433) è contraddistinto dalla nascita delle prime bombarde e dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616E6E6F6E69" target="_blank">cannoni</a> con proiettili di ferro, dall&#8217;invenzione e dall&#8217;affinamento delle moderne <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761726D692064612066756F636F27" target="_blank">armi da fuoco </a>e dallo sviluppo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2762616C69737469636127" target="_blank">balistica</a>.<br />
Interessante notare che durante il successivo transito (1509 &#8211; 1516) nacque <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616D62726F69736520706172E927" target="_blank">Ambroise Parè</a>, un medico francese considerato il padre della chirurgia moderna, inventore della tecnica per eseguire le amputazioni degli arti, che applicò i suoi nuovi principi alle menomazioni causate proprio da esplosivi e armi da fuoco.<br />
Spesso durante le soste di Urano in Ariete abbiamo visto affermarsi monarchie assolute e una cultura favorevole alla figura del &#8220;principe&#8221;, come  accadde tra il 1509 e il 1516, periodo in cui in Inghilterra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27656E7269636F205649494927" target="_blank">Enrico VIII</a> accentra nelle proprie mani potere politico e religioso; negli stessi anni in Italia <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E6963636F6CF2206D616368696176656C6C6927" target="_blank">Niccolò Machiavelli</a> scrive &#8220;Il Principe&#8221; e in Francia e Germania si affermano sovrani come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276672616E636573636F20492064692076616C6F697327" target="_blank">Francesco I di Valois </a>e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276361726C6F20562064276173627572676F27" target="_blank">Carlo V</a>.  Anche la monarchia assoluta di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C756967692058495627" target="_blank">Luigi XIV</a>, re Sole, si consolida durante un passaggio di Urano in Ariete, tra il 1675 e il 1683: lo stato della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6F75697369616E61" target="_blank">Louisiana</a>, scoperto in questi anni, prende il nome proprio dal re Sole.<br />
Ma la carica esplosiva di questo connubio è facilmente individuabile in quello che viene chiamato semplicemente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x71756172616E746F74746F" target="_blank">&#8220;Il Quarantotto&#8221;</a>: Urano passa in Ariete dal 1843 al 1850 (anche Plutone è nello stesso segno) e l&#8217;Europa è scossa da innumerevoli  insurrezioni e rivolte nazionaliste, questa volta contro le storiche monarchie, che faranno vacillare molti troni e che, in Italia daranno il via alle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E646970656E64656E7A61207269736F7267696D656E746F" target="_blank">guerre d&#8217;indipendenza</a>.<br />
L&#8217;ultima presenza di Urano in Ariete, prima dell&#8217;attuale, va dal 1927 al 1934 e segna l&#8217;affermarsi di movimenti in cui la figura del leader (simbologia arietina) è centrale, basti pensare a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D7573736F6C696E6927" target="_blank">Mussolini</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276869746C657227" target="_blank">Hitler</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277374616C696E27" target="_blank">Stalin</a>, ma anche a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D616F27" target="_blank">Mao Tse-Tung</a> che in quel periodo organizza un piccolo esercito di guerriglieri oppure a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2767616E64686927" target="_blank">Gandhi</a> che in India dà vita al movimento di disobbedienza civile che porterà all&#8217;indipendenza del paese.<br />
La carica di Urano in quegli anni si farà sentire anche attraverso importanti imprese e fondamentali invenzioni e  scoperte: il primo volo in solitaria sull&#8217;Atlantico da parte di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C696E6462657267" target="_blank">Lindberg</a>,  l&#8217;invenzione del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6963726F73636F70696F" target="_blank">microscopio</a> elettronico, la prima <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74656C65766973696F6E65" target="_blank">trasmissione di immagini </a>a colori, la scoperta degli antibiotici, il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6573706C6F72617A696F6E692062797264" target="_blank">primo volo sul Polo Sud</a>. Curioso notare che proprio in quegli anni nascono i futuri &#8221;pionieri dello spazio&#8221;: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6761676172696E" target="_blank">Yuri Gagarin </a>(1934), <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61726D7374726F6E67206E65696C" target="_blank">Neil Armstrong</a> (1930), Michael Collins (1930) e Buzz Aldrin (1930).<br />
©riproduzione riservata</p>
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		<title>Séga seghin’ segamo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: provenienti dall&#8217;ampio fondo Gilardi-fotoreportage (nucleo della Fototeca) costituito da foto realizzate durante le campagne di inchiesta antropologica ed etnografica, oltre che da reportage fotografici nell&#8217;Italia dei lavoratori anni Cinquanta e Sessanta, molte fotografie  sono state incluse in questo trattato monumentale.   Di seguito la descrizione dell&#8217;opera Séga seghin’ segamo&#8230; Studi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/segavecchia_cover2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5777" title="Séga seghin’ segamo... Studi e ricerche su “Sega la vecchia” in Umbria" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/segavecchia_cover2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><strong><em>Scelte dal nostro archivio: </em></strong> provenienti dall&#8217;ampio fondo Gilardi-fotoreportage (nucleo della Fototeca) costituito da foto realizzate durante le campagne di inchiesta antropologica ed etnografica, oltre che da reportage fotografici nell&#8217;Italia dei lavoratori anni Cinquanta e Sessanta, molte fotografie <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7365676176656363686961207269746F/2" target="_blank"> sono state incluse</a> in questo trattato monumentale.   Di seguito <span id="more-5764"></span>la descrizione dell&#8217;opera <a href="http://www.morlacchilibri.com/universitypress/Giancarlo%20Baronti%20S%C3%A9ga%20seghin%E2%80%99%20segamo...-465.html" target="_blank">Séga seghin’ segamo</a>&#8230; Studi e ricerche su “Sega la vecchia” in Umbria di Giancarlo Baronti &#8211; Giancarlo Palombini &#8211; Daniele Parbuono; Morlacchi editore</p>
<p><a href="http://www.morlacchilibri.com/universitypress/pages/catalogo/pdf/Segalavecchia_copertina20019_12_2011.pdf" target="_blank">estratto dal volume</a></p>
<p>&#8220;Questa pubblicazione intende mettere a disposizione di chi sia interessato allo studio del patrimonio culturale regionale, una ricca documentazione sul “Sega la vecchia”, raccolta nel corso di più di sessanta anni di attività di ricerca etnografica. Si tratta di un notevole corpus, costituito da materiale scritto e audiovisivo, concernente una delle manifestazioni più interessanti e complesse prodotte dalla cultura subalterna rurale dell’Umbria che si è esaurita, almeno nelle sue forme tradizionali, nei primi anni Sessanta del secolo scorso. Il “Sega la vecchia”, così come si configura nella parte occidentale del territorio regionale, consiste in una rappresentazione itinerante con questua, realizzata nel periodo di mezza<br />
Quaresima&#8230; &#8221; continua a leggere estratto da  <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Crediumbria-notizie.pdf">Crediumbria notizie</a></p>
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		<title>Voglie &amp; Doglie</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il magico periodo della gestazione è stato sempre accompagnato nella storia, da precauzioni e rituali messi in atto per preservare la vita del nascituro e influenzare  positivamente la formazione e la venuta al mondo del bambino: un radicato sistema di superstizioni e credenze popolari sulla maternità che, in parte, ancora resiste alle conquiste della scienza.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Voglie_doglie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6551" title="Voglie e Doglie" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Voglie_doglie.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il magico periodo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x677261766964616E7A61" target="_blank">gestazione</a> è stato sempre accompagnato nella storia, da precauzioni e rituali messi in atto per preservare la vita del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617363697461" target="_blank">nascituro</a> e influenzare  positivamente la formazione e la venuta al mondo del bambino: un radicato sistema di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73757065727374697A696F6E65" target="_blank">superstizioni</a> e credenze popolari sulla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D617465726E6974E0" target="_blank">maternità</a> che, in parte, ancora resiste alle conquiste della scienza. <span id="more-6522"></span><br />
Tutti noi ricordiamo gli avvertimenti di mamme e nonne quando, di fronte ad una donna incinta che esprimeva una gran <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766F676C6961206669676C69206C656767656E6461" target="_blank">voglia </a>di fragole, le raccomandavano di non toccarsi il viso finchè la voglia non fosse stata soddisfatta, per non lasciare tracce violacee sul faccino del nascituro. In questo modo ogni desiderio della donna incinta diventava un ordine per le persone a lei vicine, a cominciare dal padre, contribuendo, anche in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616D69676C6961" target="_blank">società patriarcali</a> e misogine, al benessere di donne e bambini almeno nei momenti più delicati.<br />
Allo stesso modo si raccomandava alle future mamme di non assistere a scene <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76696F6C656E7A61" target="_blank">violente</a> e non guardare persone <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6465666F726D6974E0" target="_blank">deformi</a>, affermando che il bambino avrebbe rischiato di portare su di sé una traccia, fisica o mentale, di quell&#8217;impressione e, spesso si metteva in camera una bella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616D626F6C61" target="_blank">bambola</a> da guardare la mattina appena sveglie. Certamente una stranezza, ma quando oggi si consigliano alle donne in gravidanza la meditazione, il <a href="http://www.benessere.com/psicologia/arg00/training_autogeno_gravidanza.htm" target="_blank">training autogeno</a> e un ambiente sereno non si fa altro che ricalcare, in chiave moderna, le stesse indicazioni.<br />
Al contrario, altri precetti delle antiche tradizioni popolari si rifanno puramente a principi di magia “simpatica”. Alle future madri era vietato, ad esempio, di indossare collane, di passare sotto o sopra le corde o di intrecciare fili, per evitare che il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F72646F6E65206F6D62656C6963616C65" target="_blank">cordone ombelicale </a>si girasse intorno al collo del bimbo. Qualcuno raccomandava anche di non stare a gambe accavallate per non soffocare il nascituro! Per evitare i soliti giri di cordone si vietava anche di incrociare oggetti, di ballare o fare capriole oppure, al contrario, si consigliava di mettersi a testa in giù per far girare il bambino nel modo giusto. Quest&#8217;ultima manovra ha un fondo di verità, perchè permette l&#8217;allargamento delle ossa del bacino; oggi, perduto in gran parte il sapere delle vecchie <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F7374657472696361" target="_blank">ostetriche</a> nel girare i bambini podalici, si ricorre spesso alla <a href="http://www.piazzasalute.it/at/view.php?cs=ps1&amp;at=110402&amp;cod=1366" target="_blank">&#8220;moxicombustione&#8221;</a> che, seppur efficace, mantiene la solita aura di magia che sembra accompagnare costantemente l&#8217;evento nascita.<br />
In passato numerose erano anche le indicazioni per influenzare il sesso del nascituro: la speciale dieta da seguire, il momento giusto in cui avere il rapporto e addirittura la posizione che avrebbe favorito l&#8217;arrivo di un maschio o di una femmina.  Ma la cosa più curiosa è che, oggi, tutte le antiche credenze non siano scomparse, ma si siano <a href="http://www.pianetamamma.it/rimanere-incinta/vuoi-un-maschio-o-una-femmina-puoi-scegliere.html" target="_blank">solo &#8220;adattate&#8221;</a> alla nostra mentalità!</p>
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		<title>Ambigramma palindromo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 01:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[suggestioni del momento la data di oggi offre una lettura &#8220;magica&#8221; da destra a sinistra e viceversa, dall&#8217;alto in basso e viceversa, provate a capovolgere il monitor! trattasi di ambigramma, simmetrico, palindromo, niente male se pensiamo che oggi è anche il giorno clou del capovolgimento carnevalesco ;-P Palindromo e simmetrico:  dura una giornata come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3135303131"><img class="alignnone size-full wp-image-6511" title="farfalla, ambigramma, palindromo, simmetria" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/farfalla_ambigramma.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><strong><em>suggestioni del momento</em></strong></p>
<p>la data di oggi offre una lettura &#8220;magica&#8221; da destra a sinistra e viceversa, dall&#8217;alto in basso e viceversa, provate a capovolgere il monitor!</p>
<p>trattasi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambigramma" target="_blank">ambigramma</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simmetria" target="_blank">simmetrico</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palindromo" target="_blank">palindromo, </a> niente male se pensiamo che oggi è anche il giorno clou del capovolgimento <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361726E6576616C65" target="_blank">carnevalesco</a> ;-P</p>
<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70616C696E64726F6D6F" target="_blank">Palindromo</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73696D6D6574726926" target="_blank">simmetrico</a>:  dura una giornata come la vita di una leggiadra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66617266616C6C61" target="_blank">farfalla</a></p>
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		<title>Carnevale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La locuzione latina &#8216;Semel in anno licet insanire&#8217;, tradotta letteralmente, significa &#8216;una volta all&#8217;anno è lecito impazzire&#8217; (&#8216;uscire da sé stessi&#8217;). Questa locuzione è legata ad una sorta di rito collettivo che ricorre in molte culture, soprattutto occidentali. Ovvero: in un ben definito periodo di ogni anno tutti sono autorizzati a non rispettare le convenzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3230353536"><img class="alignnone size-full wp-image-6497" title="CARNEVALE - LA ZINGHENESTA" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/carnevale-2012ok.jpg" alt="CARNEVALE - LA ZINGHENESTA" width="450" height="450" /></a></p>
<p>La locuzione latina &#8216;Semel in anno licet insanire&#8217;, tradotta letteralmente, significa &#8216;una volta all&#8217;anno è lecito impazzire&#8217; (&#8216;uscire da sé stessi&#8217;). Questa locuzione è legata ad una sorta di rito collettivo che ricorre in molte culture, soprattutto occidentali. Ovvero: in un ben definito periodo di ogni anno tutti sono autorizzati a non rispettare le convenzioni religiose e sociali, a comportarsi quasi come se fossero altre persone. Questa tradizione è spesso legata alla celebrazione del Carnevale. Si tratta di <span id="more-6494"></span>un rito liberatorio che permette ad una comunità di prepararsi in modo gioioso all&#8217;adempimento dei propri normali doveri sociali. Benché presente nella tradizione cattolica, i caratteri della celebrazione del Carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche o i saturnali romani. Anche in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64696F6E69736961636865" target="_blank">dionisiache</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73617475726E616C69" target="_blank">saturnali</a> si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6F6E646F20616C6C6120726F76657363696127" target="_blank">rovesciamento</a> dell&#8217;ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. In Italia questa tradizione si frammenta in <a href="http://www.italianfiddle.com/carnevale.htm" target="_blank">moltissime feste popolari</a> paesane e se ne contano censite addirittura 162 sparse in tutte le regioni d&#8217;Italia. Ma probabilmente il Carnevale, quando esplode in rivoli, nastri, fiori e coriandoli colorati, si manifesta in mille e mille altri modi e le<a href="http://www.italianfiddle.com/arlecchini_it.htm" target="_blank"> immagini</a> che lascia accompagnano &#8216;i savi&#8217; per tutto l&#8217;anno, in attesa di avere il permesso per poter impazzire di nuovo&#8230;</p>
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		<title>La ricrescita della coda</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola.” (Anton Cechov). La piaggeria, l&#8217;arte dell&#8217;adulazione, dopo un lungo periodo di scontri feroci e volgari, torna ad &#8220;oliare&#8221; il sistema politico italiano. In realtà, quella dell&#8217;adulazione è una vera e propria arte millenaria (magistralmente dipinta nelle fiabe di Esopo e La Fontaine, e nelle commedie di Molière) che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x39303937"><img class="alignnone size-full wp-image-6482" title="“Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola.” (Anton Cechov)" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/a_DULAZIONE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em>“Una volta nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x677265676765" target="_blank">gregge</a>, è inutile che abbai: scodinzola.”</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636865636F76" target="_blank">Anton Cechov</a>).</p>
<p>La piaggeria, l&#8217;arte dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6164756C617A696F6E65" target="_blank">adulazione</a>, dopo un lungo periodo di scontri feroci e volgari, torna ad &#8220;oliare&#8221; il sistema politico italiano.<br />
In realtà, quella dell&#8217;adulazione è una vera e propria arte millenaria (magistralmente dipinta nelle fiabe di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65736F706F" target="_blank">Esopo</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6120666F6E7461696E65206661766F6C65" target="_blank">La Fontaine</a>, e nelle commedie di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6F6C69E8726527" target="_blank">Molière</a>) che in questa nostra epoca piena di “istruzioni per l&#8217;uso”, ha ispirato molti <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E75616C65" target="_blank">manuali</a> di Pensiero Positivo.<span id="more-6456"></span><br />
Dal punto di vista psico-sociale è una strategia universale che usiamo per controllare e manipolare i risultati delle nostre azioni, ma la neutralità etica di fronte alla piaggeria è di recente diffusione.<br />
Fino a  pochi decenni fa, seppur praticata non meno di oggi, veniva ferocemente stigmatizzata, avendo spazio solo nell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277265746F7269636127" target="_blank">oratoria</a> con la &#8220;captatio benevolentiae&#8221;, cioè  la &#8220;ricerca di favore&#8221; nell&#8217;uditorio.<br />
Prassi diffusa tra i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F727465202D70726F636573736F" target="_blank">cortigiani</a>, veniva spesso accostata all&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616D6963697A696127" target="_blank">amicizia</a> per mettere in guardia dalle false lodi e dai complimenti menzogneri.<br />
Basta leggere cosa scrivono in proposito letterati antichi e moderni, e ripescare nella memoria alcuni <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2770726F766572626927" target="_blank">detti popolari </a>sull&#8217;odiosa abitudine di farsi blandire, per capire che il nostro recente “scodinzolare” di fronte ai potenti, per quanto umano, andrebbe forse limitato a questioni di sopravvivenza:<br />
<em><br />
Se il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646961766F6C6F" target="_blank">diavolo </a>ti accarezza, vuole l&#8217;anima.<br />
</em>(Proverbio Popolare)</p>
<p><em>Un complimento è qualcosa che ti viene detto in faccia, ma che nessuno direbbe mai alle tue spalle.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x747761696E" target="_blank">Mark Twain</a>)</p>
<p><em>L&#8217;adulazione è il cibo degli sciocchi; tuttavia, di tanto in tanto, gli uomini d&#8217;ingegno condiscendono ad assaggiarne un po&#8217;.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4A6F6E617468616E205377696674" target="_blank">Jonathan Swift</a>)</p>
<p><em>L&#8217;adulazione procura amici, la verità genera odio.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x5075626C696F20546572656E7A696F204166726F" target="_blank">Publio Terenzio Afro</a>)</p>
<p><em>Sappiate che tutti gli adulatori vivono a spese di quelli che li ascoltano.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4A65616E206465204C6120466F6E7461696E65" target="_blank">Jean de La Fontaine</a>)</p>
<p><em>La ragione per cui l&#8217;adulazione non è spiacevole è che, sebbene menzognera, dimostra come si sia abbastanza importanti [...] da indurre le persone a mentire per conquistarsi la nostra amicizia: un problema loro.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x47656F72676520476F72646F6E204279726F6E" target="_blank">George Gordon Byron</a>)</p>
<p><em>L&#8217;adulazione è una moneta falsa, che ha corso soltanto a cagione della nostra vanità.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726F636865666F756361756C64" target="_blank">François de La Rochefoucauld</a>)</p>
<p><em>L&#8217;adulatore è uno schiavo che non è buono per nessun padrone.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F6E7465737175696575" target="_blank">Charles-Louis de Montesquieu</a>)</p>
<p><em>A tutti piace l&#8217;adulazione e quando si ha a che fare con i re bisognerebbe stenderla con la cazzuola.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4469737261656C69" target="_blank">Benjamin Disraeli</a>)</p>
<p><em>Più di una bestiolina sarebbe fin troppo felice se riuscisse a leccare il culo a una tigre. Lì, sotto la coda, starebbe relativamente al sicuro; ma è difficile arrivarci.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x426572746F6C6420427265636874" target="_blank">Bertold Brecht</a>)<br />
©riproduzione riservata</p>
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		<title>Da Zero a Cento</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: Da Zero a Cento, le nuove età della vita è una mostra d&#8217;arte contemporanea e di scienza per capire come e perchè il nostro corpo e la nostra mente sono molto diversi da quelli delle generazioni percedenti, e come svilupparne meglio le potenzialità. A cura di Fondazione Marino Golinelli e Fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/zero_cento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6438" title="Da ZERO a CENTO, le nuove età della vita- Bologna, Palazzo Re Enzo, 2 - 12 Febbraio e Milano Triennale di Milano, 20 Febbraio- 1 Aprile 2012." src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/zero_cento.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>:</p>
<p><a href="http://www.triennale.it/it/mostre/future/683-da-zero-a-cento-le-nuove-eta-della-vita" target="_blank">Da Zero a Cento, le nuove età della vita</a> è una mostra d&#8217;arte contemporanea e di scienza per capire come e perchè il nostro corpo e la nostra mente sono molto diversi da quelli delle generazioni percedenti, e come svilupparne meglio le potenzialità.</p>
<p>A cura di <a href="http://www.golinellifondazione.org/ui_fmg/homepage.aspx" target="_blank">Fondazione Marino Golinelli</a> e Fondazione La Triennale di Milano con il patrocinio di Comune di Milano e Comune di Bologna</p>
<p>Bologna, Palazzo Re Enzo  2 febbraio &#8211; 12 febbraio</p>
<p>Milano, Triennale  20 febbraio &#8211; 1 aprile</p>
<p><span id="more-6436"></span><a href="http://www.dazeroacentolamostra.it/" target="_blank">Sfoglia il catalogo digitale</a></p>
<p><a href="http://www.lascienzainpiazza.it/da-zero-a-cento-le-nuove-eta-della-vita/" target="_blank">Nell&#8217;ambito di Arte e Scienza in Piazza™2012</a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6442" title="Da a Zero a Cento, le nuove età della vita" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra1.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6443" title="Da a Zero a Cento, le nuove età della vita" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra2.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6444" title="Da a Zero a Cento, le nuove età della vita" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra3.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6445" title="Da a Zero a Cento, le nuove età della vita" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/mostra4.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 389px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Times New Roman,Times,serif;">A cura di Fondazione Marino Golinelli e Fondazione La Triennale di Milano</span></span></p>
<p>con il patrocinio di Comune di Milano e Comune di Bologna</p>
</div>
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		<title>Che freddo!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; Che gelo!!! L&#8217;Italia è coperta di neve e ghiaccio e la mia casa si trova nella zona più nominata dai media nazionali: da una settimana non sogno che stufe e camini accesi. Mi chiedo come facevano i nostri nonni a sopravvivere un tempo a queste nevicate! Certo si faceva uso abbondante di lana e tutti i bimbi, spesso anche i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x38393936"><img class="alignnone size-full wp-image-6396" title="Inverno - neve - freddo" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FREDDO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>&#8230; Che gelo!!! L&#8217;Italia è coperta di neve e ghiaccio e la mia casa si trova nella zona più nominata dai <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-05/italia-tilt-sotto-neve-145124.shtml?uuid=AamU2SnE" target="_blank">media nazionali</a>: da una settimana non sogno che <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27737475666127" target="_blank">stufe</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616D696E6F27" target="_blank">camini </a>accesi. Mi chiedo come facevano i nostri nonni a sopravvivere un tempo a queste <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E65766527" target="_blank">nevicate</a>!<span id="more-6360"></span><br />
Certo si faceva uso abbondante di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C616E6127" target="_blank">lana</a> e tutti i bimbi, spesso anche i maschi, sapevano <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761206D61676C696127" target="_blank">sferruzzare</a> fin dalla più tenera età, ma immagino fossero abituati a  sopportare meglio di noi le basse temperature. I pochi racconti che mi sono giunti parlano di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616D62696E6920696E7665726E6F" target="_blank">bambini che correvano nella neve </a>con calzettoni, mantellina e zoccoli o scarpe non propriamente impermeabili, e rientravano a casa con le guance in fiamme e i geloni!  In questi giorni, molti paesi dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617070656E6E696E69" target="_blank">Appennino</a> centrale sono rimasti isolati e non hanno corrente elettrica, ma gli anziani dicono che una volta (si parla degli anni &#8217;30, &#8217;40 e &#8217;50) in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E7665726E6F27" target="_blank">inverno</a> le nevicate erano ancor più abbondanti delle attuali e si vedeva la gente camminare al livello delle finestre del piano terra, però ci si arrangiava: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x72697363616C64616D656E746F" target="_blank">si scaldava </a>una sola stanza (di solito la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x637563696E61" target="_blank">cucina</a>) con una stufa economica che serviva anche per preparare il cibo e si metteva il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7363616C64696E6F202D73616D6F766172" target="_blank">&#8220;prete&#8221; (o la &#8220;monaca&#8221;) </a>nel letto! Quando i tubi dell&#8217;acqua gelavano si scaldava la neve per far da mangiare, la mattina per lavarsi si doveva spaccare lo strato di ghiaccio formatosi nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696769656E6520636174696E6F" target="_blank">catino</a>, ma c&#8217;era sempre una piccola scorta di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C65676E6127" target="_blank">legna</a> e, in soffitta, cibo &#8220;a lunga conservazione&#8221; (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361737461676E6120616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">castagne</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D656C6527" target="_blank">mele</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2770617461746527" target="_blank">patate</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E6F636927" target="_blank">noci</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6772616E6F747572636F" target="_blank">granoturco</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27666963686927" target="_blank">fichi</a> secchi) per i giorni in cui era impossibile uscire di casa, dato che le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E6520636F6E73657276617A696F6E652066726564646F" target="_blank">ghiacciaie</a> erano davvero rare, inoltre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616E64656C61202D65726F74696361" target="_blank">candele</a> o i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C616D7061646127" target="_blank">lumi a gas o a petrolio </a>non mancavano mai.<br />
A volte penso che la perdita di tutta quella competenza pratica, quotidiana sia irreparabile e da tempo sogno di iscrivermi ad un bel corso di sopravvivenza post-tecnologica tenuto da nonni e bisnonni abituati alla vita in campagna. In fondo non è più un&#8217;idea tanto peregrina e neanche tanto spiacevole, quella di dover fare qualche benefico passo indietro!<br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>Baìo, Baìo! (click, click)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so se succede anche a voi, ma a me ascoltare questa musica fa venire voglia di partire subito per le valli Occitane (ovviamente con in borsa la macchina fotografica e poi capirete perché). Sabato 11 e domenica 12 febbraio, è l&#8217;ultimo weekend utile per assistere alla Baìo, festa in costume che ogni cinque anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="335" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aq1I6jcdODc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" src="http://www.youtube.com/v/aq1I6jcdODc?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Non so se succede anche a voi, ma a me ascoltare questa musica fa venire voglia di partire subito per le valli Occitane (ovviamente con in borsa la macchina fotografica e poi capirete perché). Sabato 11 e domenica 12 febbraio, è l&#8217;ultimo weekend utile per assistere alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6261696F206361726E6576616C65" target="_blank">Baìo</a>, festa in costume che ogni cinque anni ripropone antichi riti tradizionali. <span id="more-6403"></span>La Val Varaita,  è  una valle piemontese appartenente alla cosiddetta area occitana  d&#8217;Italia. Insieme ad altre 15 valli, distribuite fra la Province di  Cuneo e Torino, costituisce infatti il limite orientale di quella vasta  area linguistica, che dai Pirenei si estende fino all&#8217;Italia  Nord-occidentale attraverso la Guascogna, la Provenza e il Delfinato,  dove è ancora parlata l&#8217;antica lingua d&#8217;oc dei trovatori (occitano o  provenzale). Nel suo centro più importante, Sampeyre, e nelle frazioni  di Calchesio, Roure e Vilar, ogni cinque anni ha luogo la rievocazione storica della  Baìo, certamente una delle feste più importanti delle alpi occidentali, caratterizzata da particolare repertorio musicale per <a href="http://www.italianfiddle.com/home_it.htm" target="_blank">violino tradizionale</a> e costumi storici. È sicuramente un evento molto fotogenico, se vogliamo coglierlo al meglio consigliamo di partecipare al workshop di PMstudionews <a href="http://www.pmstudionews.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14:workshop-pmstudionews&amp;catid=7:news-rotanti&amp;Itemid=39" target="_blank">&#8220;Fotografiamo la Baìo &#8211; il più antico Carnevale Occitano&#8221;</a> se prima di partire volete approfondire ancora un po&#8217; la storia potete vistare queste pagine dedicate al <a href="www.ghironda.com/vvaraita/rubriche/m-sampe.htm" target="_blank">Museo Etnografico di Sampeyre</a> o scaricare il <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Programma-Baio-2012.pdf">Programma Baio 2012</a></p>
<p>Buona luce e buon divertimento!</p>
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		<title>The Queen’s Diamond Jubilee</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elizabeth Alexandra Mary di Windsor, meglio conosciuta &#8220;semplicemente&#8221; come Elisabetta II è la regina del Regno Unito e del Commonwealth, quindi sovrana di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone, Santa Lucia e Tuvalu. Elisabetta II è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x38383633"><img class="alignnone size-full wp-image-6353" title="Elisabetta II - The Queen’s Diamond Jubilee" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ELISABETTA_diamante.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Elizabeth Alexandra Mary di Windsor,  meglio conosciuta &#8220;semplicemente&#8221; come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726567696E6120656C697361626574746120696920696E6768696C7465727261" target="_blank">Elisabetta II </a>è la regina del  <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E6768696C7465727261" target="_blank">Regno Unito</a> e del Commonwealth, quindi sovrana di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas,  Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova  Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone,  Santa Lucia e Tuvalu. Elisabetta II è anche  governatrice suprema della Chiesa Anglicana, comandante in capo delle  forze armate e signora dell&#8217;Isola di Man. È salita al trono del Regno  Unito il 6 febbraio 1952, alla morte del padre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2767696F7267696F20766927" target="_blank">Giorgio VI</a>. Oggi 6 febbraio 2012, Her Majesty Elisabetta II celebra il Giubileo di Diamante, ovvero il 60° anniversario  dell&#8217;ascesa al trono. Il regno di Elisabetta è molto longevo, secondo (per ora) solo a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27726567696E6120766974746F72696127" target="_blank">Vittoria </a>che regnò per 63 anni e che <span id="more-5918"></span>segnò tanto fortemente la sua epoca da essere <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766974746F7269616E61" target="_blank">identificata poi con il suo nome.</a></p>
<p>Per comemmorare questa importante ricorrenza sono state realizzate diverse esposizioni in cui Her Majesty è celebrata in immagine. Cominciamo col segnalare al Victoria and Albert Museum la mostra <a href="http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/cecilbeaton/" target="_blank">Queen Elizabeth II by Cecil Beaton</a> fotografo ufficiale del Ministero dell&#8217;Informazione Britannico per diversi anni.</p>
<p>La National Portrait Gallery ha prodotto la mostra itinerante <a href="http://www.npg.org.uk/whatson/exhibitions/2012/the-queen-art-and-image.php" target="_blank">The Queen: Art and Image</a> ora al <a href="http://www.museumwales.ac.uk/en/cardiff/" target="_blank">National Museum Cardiff,</a> che celebra ed esplora la vasta gamma di creatività artistica che la sovrana ha ispirato durante tutti questi anni del suo regno a vari artisti delle arti figurative, dalla fotografia, alla pittura. E&#8217; molto interessante <a href="http://www.npg.org.uk/shop/shop-list.php?sText=queen&amp;x=0&amp;y=0&amp;modx_remember_manager=admin&amp;showProductDetails=4819" target="_blank">approfondire</a> la conoscenza delle arti più colte e di quelle più popolari, che si sono cimentate nella Reale raffigurazione. Ed ancora a <a href="http://www.royalcollection.org.uk/default.asp?action=article&amp;ID=945" target="_blank">Palazzo Reale</a> la mostra The Queen <a href="http://www.royalcollection.org.uk/default.asp?action=article&amp;ID=945" target="_blank">Sixty photographs for Sixty Years; </a>esplora e racconta attraverso sessanta fotografie sceltissme il regno di Elisabetta, nei suoi momenti più istituzionali ed anche in quelli più privati, cosa resa possibile dalla diffusione della fotografia nella sua forma più istantanea. E&#8217; merito del mezzo fotografico se oggi l&#8217;immagine di Sua Maestà è familiare a milioni di persone in tutto il mondo. La cerimonia della sua incoronazione, per la prima volta nella storia della corona britannica fu trasmessa in televisione, ed ecco che nell&#8217;anno del Giubileo di Diamante la storia di Elisabetta II e del suo Regno, viene celebrata anche sui media del Web. Segnaliamo per questo il <a href="http://www.royal.gov.uk/HMTheQueen/HMTheQueen.aspx" target="_blank">sito ufficiale </a>della monarchia britannca e la sezione dedicata al <a href="http://www.royal.gov.uk/HMTheQueen/TheQueenandspecialanniversaries/TheQueensDiamondJubilee2012/TheDiamondJubileeEmblem.aspx" target="_blank">Diamond Jubilee</a>, ed ancora curiosità ed approfondimenti sul <a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PLAE2F5D6EDDF65E79" target="_blank">canale ufficiale YouTube</a> oppure sul <a href="http://www.thediamondjubilee.org/" target="_blank">sito ufficiale/portale dedicato dal Giubileo</a> da cui si accede a tutti i media, alle nuove fotografie ufficiali a cominciare dalle due rilasciate oggi che la  ritraggono a Buckingham Palace sullo sfondo del monumento alla Regina Vittoria e con il marito Principe Filippo Duca di Edimburgo.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_4nsifplvpk" target="_blank">Lunga vita alla Regina!</a></p>
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		<title>Dente perdente</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante l&#8217;igiene orale possa sembrare una moderna conquista, pare che già i primitivi usassero la sabbia per tenere puliti i denti, comunque più sani dei nostri perché al riparo dall&#8217;attacco di zuccheri e sostanze raffinate. Da sempre l&#8217;uomo ha applicato qualche tipo di igiene orale, tanto che si può trovare una traccia dei primi dentifrici e “spazzolini” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3132383339"><img class="alignnone size-full wp-image-6323" title="Igiene orale = denti sani" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/DENTE_PER.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Nonostante l&#8217;igiene orale possa sembrare una moderna conquista, pare che già <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7072656973746F726961" target="_blank">i primitivi</a> usassero la sabbia per tenere puliti i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2764656E746927" target="_blank">denti</a>, comunque più sani dei nostri perché al riparo dall&#8217;attacco di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F6C636920616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">zuccheri e sostanze raffinate</a>. Da sempre l&#8217;uomo ha applicato qualche tipo di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696769656E65" target="_blank">igiene</a> orale, tanto che si può trovare una traccia dei primi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64656E746966726963696F" target="_blank">dentifrici</a> e “spazzolini” (e persino delle prime cure odontoiatriche) già milleni prima di Cristo.<span id="more-6288"></span> Originariamente gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spazzolino_da_denti#Storia" target="_blank">spazzolini da denti </a>erano dei semplici ramoscelli o <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3230393836" target="_blank">bastoncini da masticare</a>: ancora oggi in India e  in Africa  per tenere sana la dentatura si usa masticare la radice di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvadora_persica" target="_blank">Salvadora persica</a></em>, nota per le sue proprietà antisettiche ormai conosciute ed apprezzate anche in occidente; mentre testimonianze scritte del primo rudimentale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dentifricio" target="_blank">dentifricio</a> (un miscuglio composto da sale, pepe, foglie di menta e fiori di iris) risalgono alla civiltà egizia del IV secolo a.C.<br />
Cinque secoli più tardi troviamo gli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E7469636120726F6D61206D65646963696E61" target="_blank">antichi romani </a>alle prese con la loro bocca attraverso un impasto di sale, aceto, miele e &#8230; schegge di vetro! Un vero dentifricio dalle proprietà sia antisettiche che abrasive.<br />
Ma sarà solo dopo &#8221;l&#8217;oscurantismo igienico&#8221; del Sei e Settecento in cui imperversarono <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636961726C6174616E6F" target="_blank">ciarlatani</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64656E7469737461" target="_blank">cavadenti</a>, più precisamente nella prima metà del XIX secolo, che appariranno i moderni strumenti per l&#8217;igiene dentale: paste dentifricie e spazzolini fatti di osso e setole di animali (poi sostituite con fibra di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E796C6F6E" target="_blank">nylon</a>). Nella seconda metà dell&#8217;Ottocento vediamo infatti diffondersi sulla stampa le prime <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707562626C69636974E02064656E7469" target="_blank">pubblicità di prodotti </a>come il colluttorio (&#8220;lozioni&#8221; per la pulizia e per la prevenzione della carie), o il dentifricio (&#8220;polvere per i denti&#8221;), con una particolare attenzione all&#8217;effetto <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707562626C69636974E02064656E74692062656C6C657A7A61" target="_blank">estetico e &#8220;socializzante&#8221;</a> di una bocca pulita e profumata.<br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>A5405. Nedo Fiano</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 13:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A5405 era la matricola di prigioniero ad Auschwitz di Nedo Fiano. Un numero che Fiano porta ancora oggi sul braccio. In occasione della Giornata della Memoria 2012, la Provincia di Milano, presenta un nuovo video della collana Gente di Milano dedicato a Nedo Fiano (1925), ebreo, sopravvissuto alla deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/NEDO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6259" title="A5405. Nedo Fiano -  presentazione del video collana Gente di Milano - giovedì 2 febbraio, ore 21 Spazio Oberdan, via Vittorio Veneto, 2 - Milano" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/NEDO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>A5405 era la matricola di prigioniero ad Auschwitz di Nedo Fiano. Un numero che Fiano porta ancora oggi sul braccio. In occasione della Giornata della Memoria 2012, la Provincia di Milano, presenta un nuovo <a href="http://www.provincia.milano.it/medialogo/produzioni/gente_milano/index.html" target="_blank">video della collana Gente di Milano</a> dedicato a Nedo Fiano (1925), ebreo, sopravvissuto alla deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz, oggi uno dei più attivi testimoni dell’esperienza dell’Olocausto.</p>
<p><strong>A5405. Nedo Fiano</strong><br />
<em>di Aurelio Citelli</em></p>
<p><strong>giovedì 2 febbraio, ore 21 Sala Merini (Spazio Oberdan) </strong></p>
<p><strong>via Vittorio Veneto, 2 &#8211; Milano</strong></p>
<p>Ingresso libero fino ad esaurimento posti.</p>
<p>Info: Provincia di Milano &#8211; <a href="http://www.provincia.milano.it/medialogo/presentazione/index.html" target="_blank">Medialogo</a> 02 77402807  a.citelli@provincia.milano.it</p>
<p>Attraverso il racconto di Fiano, fotografie di repertorio della sua famiglia e la ripresa di momenti di testimonianza nelle scuole, il video rievoca la vicenda di Nedo, dalla discriminazione delle leggi razziali del 1938 alla deportazione ad Auschwitz, dalla liberazione <span id="more-6233"></span>nel campo di Buchenwald alla ricostruzione di una vita ricca di impegni, dalla laurea alla Bocconi al lavoro come consulente a Milano, all’attività di scrittore fino alla fondamentale figura di testimone soprattutto nei confronti degli studenti.<br />
“Mai avremmo pensato che saremmo stati condannati perché professavamo un religione diversa dagli altri. Questo fu l’inizio nel novembre del 1938 della tragedia nostra e degli altri quarantamila ebrei residenti in Italia”.<br />
Nedo Fiano riguarda le fotografie della madre Nella, del papà Olderigo, delfratello Enzo con la moglie e il piccolo Sergio, della nonna, degli zii con i due figli. Tutti deportati ad Auschwitz e finiti nei forni crematori. Fiano si commuove quando rievoca l’ultimo abbraccio alla madre, sulla banchina di Auschwitz all’arrivo del treno il 23 maggio 1944: “A un certo punto un grido: “Uomini a sinistra e donne a destra” e la mamma mi ha detto: “Nedo abbracciami, non ci vedremo mai più”. Sento ancora il mio volto che scivola sul suo, bagnato di lacrime. E poi ci hanno diviso e la mamma è stata destinata al crematorio numero Due.”</p>
<p>Alla ricostruzione della figura di Fiano hanno dato il loro contributo Ferruccio De Bortoli, Rina Lattes, Moni Ovadia e Liliana Picciotto.</p>
<p><strong>A5405. Nedo Fiano</strong></p>
<p>di Aurelio Citelli<br />
fotografia Renato Minotti<br />
riprese Renato Minotti, Giuseppe Mazzotta<br />
montaggio Aurelio Citelli, Renato Minotti<br />
con Ferruccio De Bortoli, Rina Lattes, Moni Ovadia, Liliana Picciotto<br />
musiche di Rapsodijatrio, Garcia-Fons e Matinier, Moni Ovadia<br />
Theaterorchestra, Beniamino Gigli, Xenia Ensemble, Barabàn<br />
coordinamento della produzione Mario Zerbini<br />
prodotto dal Settore comunicazione della Provincia di Milano<br />
direttore Alessandro Papini<br />
realizzato da <a href="http://www.provincia.milano.it/medialogo/news/news_0001.html" target="_blank">Medialogo &#8211; Provincia di Milano<br />
</a> Milano, 2012, 40 min.</p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/A5405_Nedo-Fiano_presentazione.pdf">A5405_Nedo Fiano PDF</a></p>
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		<title>Shoah &#8211; liberazione di Auschwitz</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trasporto, lo sradicamento e il concentramento prima nei ghetti e poi nei campi: un esodo senza pari per proporzione numerica e per destinazione. Nella storia non è certo il primo esodo ebraico, ma il primo il cui risultato doveva essere &#8216;La soluzione finale&#8217; organizzata meticolosamente il primo documentato dalla fotografia. «La fotografia di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3136363530"><img class="alignnone size-full wp-image-6272" title="LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MEMORIA.jpg" alt="LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x53484F41482054524153504F52544F" target="_blank">trasporto</a>, lo sradicamento e il concentramento prima nei ghetti e poi nei campi: un esodo senza pari per proporzione numerica e per destinazione. Nella storia non è certo il primo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x45534F444F204542524149534D4F" target="_blank">esodo ebraico</a>, ma il primo il cui risultato doveva essere &#8216;La soluzione finale&#8217; organizzata meticolosamente<span id="more-6267"></span> il primo documentato dalla fotografia. «La fotografia di un evento ne diventa una prova, se da quello stesso evento ne sono state prese 100, 1000, 10.000 (A. Gilardi)&#8230;» è proprio quello che è successo con la Shoah.<br />
In Fototeca di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73686F6168" target="_blank">queste fotografie</a> se ne trovano un grande numero, l&#8217;archivio del resto si è formato proprio a partire dal lavoro di Gilardi, come fotografo riproduttore, nella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x5445535345524120434F4D4D495353494F4E45" target="_blank">commissione interalleata</a> incaricata di raccogliere le prove per i processi ai crimini nazifascisti. Durante quei mesi di lavoro intenso egli prese coscienza di come la fotografia spontanea degli eventi, compresa e confrontata in modo giusto, avesse assunto il ruolo insostituibile di strumento di prova e rilevamento per la ricostruzione della storia.</p>
<p>Oggi la fotografia continua a <a href="http://www.provincia.milano.it/medialogo/news/news_0001.html" target="_blank">raccontarci gli eventi di quegli anni </a>sempre meglio <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=shoah&amp;oq=shoah&amp;aq=f&amp;aqi=g-z2g8&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=11310l12578l0l15642l5l5l0l0l0l0l326l1402l2-3.2l5l0" target="_blank">distribuita attraverso internet</a>. Non solo il disegno fotogenico non svanisce più dal foglio dove si forma, ma<a href="http://video.corriere.it/salvi-per-caso/index.shtml" target="_blank"> parla</a> e viaggia,  riformandosi su migliaia e migliaia di schermi nel mondo. Per non dimenticare.</p>
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		<title>Il segno degli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;astrologia ci permette di redigere un tema natale non solo di persone, ma anche di società, gruppi, eventi e persino di Stati. L&#8217;Italia, o meglio la Repubblica italiana, nata con il referendum in cui scegliemmo tra monarchia e repubblica, ha iniziato ad esistere il 10 giugno 1946 alle ore 18.00, quando Alcide De Gasperi assunse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x35393031"><img class="alignnone size-full wp-image-6246" title="Repubblica italiana - Gemelli ascendente Scorpione" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/segnoitaliani.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>L&#8217;astrologia ci permette di redigere un tema natale non solo di persone, ma anche di società, gruppi, eventi e persino di Stati.<br />
L&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6C65676F726961206974616C6961" target="_blank">Italia</a>, o meglio la Repubblica italiana, nata con il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7265666572656E64756D207265707562626C696361" target="_blank">referendum in cui scegliemmo tra monarchia e repubblica</a>, ha iniziato ad esistere il 10 giugno 1946 alle ore 18.00, quando <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276465206761737065726927" target="_blank">Alcide De Gasperi </a>assunse la funzione di Capo provvisorio dello stato. Il nostro paese quindi risulta essere <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612067656D656C6C69" target="_blank">Gemelli</a> ascendente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612073636F7270696F6E65" target="_blank">Scorpione</a>: <span id="more-6174"></span>le abitudini, la cultura, il modo di vivere del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74726164697A696F6E6920706F706F6C617269206974616C6961" target="_blank">popolo</a> italiano, così come gli eventi importanti ad essa legati, la qualità della gestione <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F6C6974696361206974616C6961" target="_blank">politica </a>ed economica e le dinamiche sociali, si possono analizzare proprio attraverso questo “specchio” del tema natale dell&#8217;Italia.<br />
La combinazione Sole e Ascendente ci dice già molto sul temperamento degli italiani: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6974616C696120636F6D756E6963617A696F6E65" target="_blank">comunicativi</a>, brillanti, simpatici, appassionati a tutte le novità tecnologiche (Sole congiunto a Urano-tecnica), <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7065747465676F6C657A7A6F" target="_blank">pettegoli</a> e tendenzialmente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E7669646961" target="_blank">invidiosi</a> come la maggior parte dei Gemelli, ma con un “lato oscuro”, nascosto come vuole lo Scorpione, segno che simboleggia i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773657276697A69207365677265746927" target="_blank">servizi segreti</a>, la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6166696127" target="_blank">mafia</a>, la gestione poco trasparente dei beni comuni e i poteri occulti, da tempo piaghe del nostro paese.<br />
Gemelli e Scorpione sono accomunati dalla passione per la menzogna: amano il camuffamento, recitare una parte, affabulare un pubblico; non per niente le radici della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F6D6D656469612064656C6C276172746527" target="_blank">commedia dell&#8217;arte </a>, del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766172696574E020737065747461636F6C6F206974616C6961" target="_blank">varietà</a> e del cinema <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E656F7265616C69736D6F" target="_blank">neorealista</a> affondano proprio nel nostro paese, ricchissimo di grandi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6174746F7265206974616C6961" target="_blank">attori</a> e registi. Bisogna anche dire che il Sole in Gemelli è sostenuto da un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D6172746527" target="_blank">Marte</a> nell&#8217;esibizionista segno del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C656F6E6520617374726F6C6F676961" target="_blank">Leone</a>, che non vuole passare inosservato, ma che nei suoi aspetti meno nobili si rivela alquanto cialtrone, come molti personaggi incarnati da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C626572746F20736F726469" target="_blank">Sordi</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766974746F72696F20676173736D616E" target="_blank">Gassman</a>, come il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616E746F7A7A69" target="_blank">ragionier Fantozzi</a>, come molti politici degli ultimi anni o come il tristemente attuale <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/22/news/costa_inchino-28555394/?ref=HRER3-1" target="_blank">capitano Schettino.<br />
</a>Lo scarso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70617472696F747469736D6F" target="_blank">amor di patria</a>, rivelato da una Quarta Casa (senso dello Stato) priva di pianeti, è rafforzato da una Luna in Scorpione (indicatore più immediato della “pancia” di un popolo) che è tendenzialmente nomade, priva di vere e proprie radici, ma capace di grandissime passioni e in grado di risorgere dalle proprie ceneri con un coraggio inaspettato e senza l&#8217;alibi di una buona causa.<br />
Un aspetto che colpisce è la presenza in nona casa (risorse culturali, rapporti internazionali) di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776656E65726527" target="_blank">Venere</a> (arte, bellezza) e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773617475726E6F27" target="_blank">Saturno</a> (durata, antichità) nel segno del Cancro (passato, radici): davvero viene in mente quel patrimonio <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61726368656F6C6F676961206974616C6961" target="_blank">archeologico</a>, artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia e che non abbiamo mai saputo valorizzare (Venere e Saturno sono in cattivo aspetto con <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67696F766520617374726F6C6F676961" target="_blank">Giove-ricchezza</a>) e che rischiamo di svendere al primo che arriva.<br />
Questi sono solo alcuni degli aspetti più vistosi del carattere italiano, ma il tema di nascita della nostra repubblica <a href="http://www.astrologiario.com/mondo-ita-00001a.htm" target="_blank">potrebbe parlarci a lungo e assai approfonditamente di noi</a> e del perché, ad esempio, siamo così insofferenti alla burocrazia, perché ci appassioniamo ai resoconti dei più efferati delitti, perché la moda italiana è unica nel suo genere e perché, in campo scientifico, i nostri ricercatori vengono richiesti in tutti il mondo: l&#8217;astrologia è un meraviglioso codice senza tempo!<br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>Lo specchio (Nel giorno) della memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uscito in libreria il 20 novembre 2008,  rivediamo il primo book trailer ufficiale per il libro di Ando Gilardi Lo specchio della memoria. Fotografia spontanea dalla Shoah a YouTube edito da Bruno Mondadori. Il foto-saggio  fu dallo stesso autore intitolato&#8230; «A questi Fotografi Ignoti, a tutti coloro che, senza gloria e senza vantaggio, si fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="335" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DV_55bOnRSA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" src="http://www.youtube.com/v/DV_55bOnRSA?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Uscito in libreria il 20 novembre 2008,  rivediamo il primo book trailer ufficiale per il libro di Ando Gilardi <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/negozio/lo-specchio-della-memoria/" target="_blank"><em>Lo specchio della memoria. Fotografia spontanea dalla Shoah a YouTube</em> </a>edito da Bruno Mondadori. Il foto-saggio  fu dallo stesso autore intitolato&#8230; «A questi Fotografi Ignoti, a tutti coloro che, senza gloria e senza vantaggio, si fanno testimoni della vita quand&#8217;essa ci pesa addosso più amara della morte: <span id="more-6214"></span>che ancora in quel momento alzano la macchina fotografica come una bandiera e per nessun&#8217; altra ragione che non sia un motivo di coscienza, un imperativo categorico morale, anche a costoro io vorrei che questo libro fosse dedicato.»<br />
A seguire gli altri due book trailer da YouTube:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="335" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b1uRqcjnwDM?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" src="http://www.youtube.com/v/b1uRqcjnwDM?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="335" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qQ1-7gMBEak?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" src="http://www.youtube.com/v/qQ1-7gMBEak?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Pensaci, Uomo!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: &#8220;Pensaci Uomo! Di Piero Caleffi e Albe Steiner, un viaggio nella memoria per immagini. Questo libro, frutto di terribili esperienze vissute in prima persona, è un racconto per immagini dell&#8217;annientamento perpetrato dal nazismo&#8221; tra i ibri in uscita per i titpi di Giangiacomo Feltrinelli Editore, il 25 gennaio alla vigilia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pensaci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6202" title="Pensaci, uomo! Piero Caleffi Albe Steiner  - Universale Economica Feltrinelli" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pensaci.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>:</p>
<p>&#8220;Pensaci Uomo! Di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Caleffi" target="_blank">Piero Caleffi</a> e <a href="http://www.archiviosteiner.dpa.polimi.it/albe-steiner-biografia.php" target="_blank">Albe Steiner</a>, un viaggio nella memoria per immagini. Questo libro, frutto di terribili   esperienze vissute in prima persona, è un racconto per immagini   dell&#8217;annientamento perpetrato dal nazismo&#8221; tra i ibri in uscita per i titpi di Giangiacomo Feltrinelli Editore, il <a href="http://www.feltrinellieditore.it/giornalisti/InUscita?data=20120125" target="_blank">25 gennaio</a> alla vigilia del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria" target="_blank">Giorno della Memoria</a> 2012. Riportiamo dal comunicato<span id="more-6142"></span> stampa dell&#8217;editore:  &#8220;Fu pubblicato da Feltrinelli nel 1960 e viene qui finalmente riproposto in tutta la potenza drammatica del progetto grafico originale di <a href="http://www.feltrinellieditore.it/giornalisti/SchedaAutore?id_autore=10008629" target="_blank">Albe Steiner</a>. La paurosa realtà dello sterminio non è purtroppo ancora abbastanza conosciuta. Il grido taciuto di questo documentario, nel muto silenzio delle fotografie, ricostruisce la verità, perché non sia possibile dimenticarsene&#8221;.<span style="font-family: Arial;"> </span></p>
<p><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807723278/Pensaci%2C_uomo/Albe_Steiner.html?prkw=pensaci%20uomo&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=&amp;type=1" target="_blank">Collana: Universale Economica Feltrinelli</a><br />
Pagine: 176<br />
Prezzo: Euro 9,50<br />
In libreria dal 25 gennaio  2012</p>
<p>All&#8217;interno del libro sono pubblicate alcune delle immagini che appartengono alla vasta sezione della nostra Fototeca che documenta la<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73686F6168" target="_blank"> Shoah</a></p>
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		<title>Tagli ai comuni: che il gatto si arrangi!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Guarda che tempo da cani, oggi! Ci voleva anche questa brutta gatta da pelare! Siamo in quattro gatti  e sto menando il can per l&#8217;aia da un quarto d&#8217;ora, ma sono sicura che qui gatta ci cova, infondo lo sanno tutti che quando il gatto non c&#8217;è i topi ballano: da tempo quei due sono come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x39353137"><img class="alignnone size-full wp-image-6165" title="Non c'è più trippa per gatti" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/TRIPPA_gatti.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em>Guarda che tempo da cani, oggi! Ci voleva anche questa brutta gatta da pelare! Siamo in quattro gatti  e sto menando il can per l&#8217;aia da un quarto d&#8217;ora, ma sono sicura che qui gatta ci cova, infondo lo sanno tutti che quando il gatto non c&#8217;è i topi ballano: da tempo quei due sono come cane e gatto ed è inutile che lei faccia tanto la gatta morta perché, diciamolo, ormai <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x747269707061206761747469" target="_blank">non c&#8217;è più trippa per gatti</a>!<br />
</em>&#8230; bhe si potrebbe andare avanti all&#8217;infinito<span id="more-6116"></span> a non parlare di nulla con questi modi di dire su <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616E6527" target="_blank">cani</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x676174746F" target="_blank">gatti </a>e altre bestiole domestiche, con buona pace della mia prof. di lettere che ne aveva vietato l&#8217;utilizzo, insieme a locuzioni gergali e frasi fatte. Ma che origine ha, ad esempio, un detto insensato come: &#8221;non c&#8217;è più trippa per gatti&#8221;?<br />
Si racconta che <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330363331" target="_blank">Ernesto Nathan</a>, sindaco di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726F6D61207665647574652063697474E0" target="_blank">Roma</a> dal 1907 al 1913, un progressista <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6173736F6E65726961" target="_blank">massone</a> di origine anglosassone,  si era trovato a dover riorganizzare le finanze capitoline, i cui conti erano in rosso. Esaminando attentamente tutte le voci del bilancio, si era imbattuto nella voce &#8220;frattaglie per gatti&#8221; destinata, a dire del funzionario comunale, ai felini preposti a cacciare i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27746F706927" target="_blank">topi</a> che rosicchiavano i documenti degli archivi. Per quanto sospetta, questa attenzione ai gatti non deve stupire più di tanto, all&#8217;epoca infatti, tra gli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6573746965726920616D62756C616E7469" target="_blank">antichi mestieri ambulanti </a>svolti a Roma c&#8217;era anche la figura del <em><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/17351/1" target="_blank">carnacciaro</a></em>,  il venditore di carne per gatti. La <em>carnaccia (</em>scarti di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6163656C6C61696F202D677565727261" target="_blank">macelleria</a>: polmone, trippa, interiora tutti lessati e tagliuzzati) veniva distribuita e venduta ai padroni dei gatti nelle prime ore della mattina. Alcuni cronisti ricordano che tale attività veniva svolta ancora sino ai primi decenni del novecento. Così Nathan, con il rigore che lo contraddistingueva, depennò la voce dichiarando che il comune non si poteva più permettere di nutrire i gatti di Roma con la trippa e che i felini, da allora in poi, avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che avevano lo scopo di catturare e che, nel caso non avessero trovato i topi, sarebbe venuto a cessare anche lo scopo della loro presenza.<br />
Da questo episodio deriverebbe dunque il detto romanesco &#8220;Nun c&#8217;è trippa pe&#8217; gatti&#8221;.<br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>Naufragio: tra cronaca e letteratura</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recita la voce da Wikipedia: «Il naufragio è l&#8217;affondamento completo di una imbarcazione o di una nave per cause accidentali. Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico -affondamento-» &#8230; e continua con le varie casistiche: una voce molto sviluppata e articolata. Il tema è affascinante, dato che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3136353233"><img class="alignnone size-full wp-image-6147" title="NAUFRAGIO: tra cronaca e letteratura" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/naufragio.jpg" alt="NAUFRAGIO: tra cronaca e letteratura" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Recita la voce da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio" target="_blank">Wikipedia</a>: «Il naufragio è l&#8217;affondamento completo di una imbarcazione o di una nave per cause accidentali. <span id="more-6146"></span>Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico -affondamento-» &#8230; e continua con le varie casistiche: una voce molto sviluppata e articolata. Il tema è affascinante, dato che la storia della navigazione è molto antica, moltissime sono le narrazioni, gli episodi di cronaca. Poi talvolta dagli episodi di cronaca nascono opere letterarie che si aggiungono a quelle sullo stesso tema di pura fantasia, e le superano.  Questi racconti drammatici sul mare, veri o inventati, si prestano a favolose <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/27647" target="_blank">rappresentazioni visuali</a> che sollecitano emozioni fortissime negli spettatori/lettori. La superficie del globo terrestre è coperta dal mare per il 71%, la questione è tra i piccoli esseri umani di fronte all&#8217;immensa potenza del mare: ogni tanto li sbalza dalla sua crosta. Ma gli umani un po&#8217; maldestri anche se definiti &#8211; i sapiens &#8211; dagli animali antropomorfi protagonisti dell&#8217;ennesimo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617566726167696F" target="_blank">naufragio</a> di fantasia (narrato in -Madagascar-) ne subiscono l&#8217;irresistibile fascino e ci riprovano sempre. Speriamo che se la cavino&#8230; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636174617374726F666520706574726F6C696F" target="_blank">e anche il globo</a> però.</p>
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		<title>Jolly &#8220;bisesto&#8221; Jocker</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Si dica pure ciò che si vuole, ma un uomo che festeggia il compleanno soltanto ogni quattro anni non è mai uomo qualunque&#8221; scriveva George Christoph Lichtenberg nei &#8220;Motivi di consolazione per quegli sfortunati nati il 29 febbraio&#8220;. Gioacchino Rossini era uno di questi: nato il 29 febbraio dell&#8217;anno bisestile 1792, non se ne era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3139353837"><img class="alignnone size-full wp-image-6041" title="Jolly Joker - 29 febbraio" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/JOLLYbisesto2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em>&#8220;Si dica pure ciò che si vuole, ma un uomo che festeggia il compleanno soltanto ogni quattro anni non è mai uomo qualunque&#8221;</em> scriveva<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330363332" target="_blank"> George Christoph Lichtenberg </a>nei &#8220;Motivi di consolazione per quegli sfortunati nati il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27323920666562627261696F27" target="_blank">29 febbraio</a>&#8220;. <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67696F61636368696E6F20726F7373696E69" target="_blank">Gioacchino Rossini </a>era uno di questi: <span id="more-6007"></span>nato il 29 febbraio dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626973657374696C65" target="_blank">anno bisestile </a>1792, non se ne era mai fatto un problema, al contrario scherzando soleva ripetere: <em>&#8220;in questo modo, non so mai con precisione, se io appartengo ancora al ballo in maschera dell&#8217;Ancien regime di febbraio o al marzo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277269766F6C757A696F6E65206672616E6365736527" target="_blank">rivoluzione</a>&#8220;.<br />
</em>Il 29 febbraio, giorno “fantasma”, ritenuto arbitrariamente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F7274756E61" target="_blank">fausto</a> o <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73666F7274756E61" target="_blank">infausto</a> a seconda delle personali inclinazioni di chi lo considera, venne introdotto nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C656E646172696F206769756C69616E6F" target="_blank">calendario giuliano </a>nel 46 a.C. e adottato in seguito anche nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27677265676F72696F207869696927" target="_blank">calendario gregoriano</a>. È un mezzo per compensare lo slittamento delle stagioni. Dato che la Terra impiega 365,2422 giorni per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x746572726120736F6C6520617374726F6E6F6D6961" target="_blank">ruotare intorno al sole</a>, ogni quattro anni si accumula un giorno di ritardo.<br />
Come ogni &#8220;irregolarità&#8221; anche il 29 febbraio attira su di sè fantasie e paure, puntualmente esorcizzate dai soliti americani attraverso un club dedicato ai nati in questo giorno e l&#8217;istituzione di un il <em><a href="http://www.leapyearday.com/feb29/home" target="_blank">leap year day</a></em>, &#8220;il giorno del salto&#8221;. Il club internazionale dei <em>Leapers</em> nasce 1997 per mettere fine a pregiudizi e discriminazioni (in cima alla lista il fatto di non poter festeggiare regolarmente il proprio compleanno) nei confronti di una minoranza (0.0684%) di cui nessuno sospettava l’esistenza.<br />
Personaggi illustri come papa <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2770616F6C6F2049494927" target="_blank">Paolo III </a>e Balthus appartengono a questo ristretto gruppo di outsiders, a cui uno scrittore, il filosofo Jostein Gaarder, ha attribuito un ruolo speciale nel romanzo &#8221;L&#8217;enigma del solitario&#8221;.<br />
La grande metafora alla base della storia è quella del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63617274652067696F636869" target="_blank">mazzo di carte </a>e ciascuno dei 53 capitoli è intitolato ad una carta da gioco. Spiega l&#8217;autore: <em>&#8220;Il gioco del solitario è la vita. I semi riflettono le divisioni della società umana. Le carte sono le persone, che vengono usate in un gioco del quale non sono coscienti. E il &#8220;jolly&#8221; è il filosofo che conosce il significato della vita e le risposte alle domande sull&#8217;esistenza che la gente non si pone.&#8221;<br />
</em>Tutto si basa su un presupposto suggestivo: il numero dei simboli di un mazzo corrisponde al numero dei giorni in un anno, così, il giorno in cui siamo nati corrisponderebbe ad una precisa carta del mazzo&#8230;<br />
<em>“Ah! Ogni settimana ha la sua carta, e ad ogni stagione corrisponde uno dei quattro semi. Cinquantadue carte fanno cinquantadue settimane. Il tutto fa trecentosessantaquattro giorni.”<br />
“È vero!”<br />
“E c’è dell’altro. La somma di tutti i simboli di ogni seme dà novantuno. L’asso vale uno, il re tredici, la donna dodici, e così di seguito. Diavolo, sì fa proprio novantuno.”<br />
“Novantuno?” ripetei. Non lo seguivo proprio.<br />
“Quanto fa novantuno per quattro?”<br />
“Nove per quattro fa trentasei” io dissi. “Diavolo, certo: trecentosessantaquattro!”<br />
“Esattamente! Tutte e due le volte, però, avanza un giorno!”<br />
“Che sarebbe il giorno del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6A6F6C6C7920627566666F6E65" target="_blank">Jolly</a>” spiegai.<br />
Rimase a lungo a fissare gli aranci, poi mormorò: “E tu quando sei nato, Hans Thomas?”<br />
Non capivo dove voleva arrivare. “Il 29 febbraio 1972” risposi.<br />
“Ma in quale giorno cadeva?”<br />
Allora ebbi l’illuminazione: nel giorno di un anno bisestile. Secondo il calendario dell’isola incantata, sarebbe stato il Giorno del </em><a href="http://www.aenigmatica.it/oedipower/index.php?topic=10418.0;wap2" target="_blank"><em>Jolly</em></a><em>.<br />
</em><br />
© riproduzione riservata</p>
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		<title>La fine del Mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso dei secoli, da quando l&#8217;Umanità esiste e ne siamo a conoscenza, ciclicamente si ripropone lo spauracchio della Fine del Mondo. E siamo ancora qui. La fine del mondo è un argomento intrigante e qualsiasi creativo dedito a raccontare storie, in parole o in immagini, subisce il fascino irresistibile di questo soggetto estremo. Quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3135333533"><img class="alignnone size-full wp-image-5963" title="Paura per la fine del Mondo -  illustrazione per  'La Stella' di H. G. Wells" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Fine_del-Mondo.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Nel corso dei secoli, da quando l&#8217;Umanità esiste e ne siamo a conoscenza, ciclicamente si ripropone lo spauracchio della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/26253" target="_blank">Fine del Mondo</a>. E siamo ancora qui. La fine del mondo è un argomento intrigante e qualsiasi creativo dedito a raccontare storie, in parole o in immagini, subisce il fascino irresistibile di questo soggetto estremo. Quindi suggestionati dai discorsi teorici di religiosi e <span id="more-5903"></span>scienziati di ogni epoca, i narratori interpretano quanto dovrebbe succedere nella fatidica <em>ora X</em>. Affascinante per noi girarsi  indietro e vedere l&#8217;immaginario di paure dei nostri progenitori, pensando a certe immagini di <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;cp=4&amp;gs_id=3x&amp;xhr=t&amp;q=fotoreporter+di+guerra&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;biw=1280&amp;bih=861&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=isch&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wi&amp;ei=S6IFT7TcDrL44QSS7PyNDQ" target="_blank">cronaca di guerra</a> o di <a href="http://www.google.it/search?tbm=isch&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1280&amp;bih=861&amp;q=massacre&amp;gbv=2&amp;oq=massacro&amp;aq=8&amp;aqi=g10&amp;aql=&amp;gs_sm=c&amp;gs_upl=5115l6861l0l24012l8l8l0l0l0l0l375l1937l0.2.4.2l8l0" target="_blank">ordinaria follia</a> contemporanea, quasi ci riempiono di tenerezza&#8230; sicuramente gli attuali narratori <em>finedelmondisti</em> ne terranno conto facendo le debite proporzioni. Attendiamo con curiosità e <a href="http://www.google.it/search?tbm=isch&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1280&amp;bih=861&amp;q=fine+del+mondo&amp;gbv=2&amp;oq=fine+del+mondo&amp;aq=0&amp;aqi=g10&amp;aql=&amp;gs_sm=c&amp;gs_upl=2967l6244l0l9147l14l14l0l4l4l0l326l1825l4.0.5.1l10l0" target="_blank">paura</a>.</p>
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		<title>Un fragile monopolio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre attendiamo con speranze e timori le cosiddette “liberalizzazioni” del nuovo governo Monti, voglio raccontarvi un&#8217;antica storia di privilegio e monopolio, sconfitta dallo spirito d&#8217;osservazione di un frate. Qualche malelingua insinua che la fama di Murano nell&#8217;arte del vetro nacque nel XII secolo, dalla volontà della Serenissima di sottrarre ad occhi indiscreti le tecniche di fabbricazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3136353239"><img class="alignnone size-full wp-image-6021" title="occhiali da vista - invenzione delle lenti di vetro" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Monopolio_occhiali.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Mentre attendiamo con speranze e timori le cosiddette <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/07/news/liberalizzazioni_commercianti-27726737/?ref=HRER1-1" target="_blank">“liberalizzazioni” del nuovo governo Monti</a>, voglio raccontarvi un&#8217;antica storia di privilegio e monopolio, sconfitta dallo spirito d&#8217;osservazione di un frate.<br />
Qualche malelingua insinua che la fama di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D7572616E6F20766574726F" target="_blank">Murano</a> nell&#8217;arte del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27766574726F27" target="_blank">vetro </a>nacque<span id="more-5967"></span> nel XII secolo, dalla volontà della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7265707562626C6963612076656E657A6961" target="_blank">Serenissima</a> di sottrarre ad occhi indiscreti le tecniche di fabbricazione del prezioso materiale, allora sconosciute ai più, che <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76656E657A6961" target="_blank">Venezia </a>aveva affinato nei secoli grazie ai rapporti commerciali con l&#8217;oriente. Sia nell’isola di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27746F7263656C6C6F27" target="_blank">Torcello</a> che in quella di Murano già nel VII secolo a.C. esistevano artigiani vetrai, ma nel corso del 1100 quest&#8217;arte divenne attività manifatturiera organizzata e venne “relegata” a Murano: la Repubblica aveva decretato lo spostamento di tutte le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F726E61636520766574726F" target="_blank">fornaci</a> veneziane sull&#8217;isola, accampando scuse sul rischio di incendio, ma in realtà cercando di proteggere dalla concorrenza un&#8217;attività manifatturiera unica al mondo. Aveva anche vietato espressamente ogni commercio, sia interno che esterno, a forestieri e veneziani. Pare che non fosse poi il semplice vetro a destare preoccupazioni, quanto la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276F747469636127" target="_blank">produzione di lenti</a> che a Venezia era oramai ben sviluppata. Nei Capitolari delle Arti Veneziane, già nel 1284, erano presenti infatti gli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F63636869616C69206F7474696361" target="_blank">occhiali</a> da vista (<em>roidi da ogli</em>) e si prevedevano pene per chi fabbricava occhiali in vetro, considerati una contraffazione rispetto a quelli in cristallo. E il segreto della fabbricazione degli occhiali era gelosamente custodito da pochissimi artigiani.<br />
A questo punto, se non fosse blasfemo, si potrebbe dire che il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646961766F6C6F" target="_blank">diavolo</a> ci mise la coda.<br />
Nel 1305, in una fredda giornata di febbraio, un frate domenicano, il <a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/90796" target="_blank">beato Giordano da Pisa</a> esalta, in una infervorata predica ai fedeli riuniti in Santa Maria Novella, la preziosa arte di fabbricare <em>“gli occhiali che fanno vedere bene, ch&#8217;è una delle migliori arti e delle più necessarie che &#8216;l mondo abbia, ed è così poco che si trovò”</em>. Il beato Giordano racconta di aver conosciuto l&#8217;inventore degli occhiali e di aver parlato con lui, ma non è riuscito a carpire il segreto della loro produzione, in quanto vietato dalla Serenissima. Tuttavia ha la fortuna di avere un confratello capace di riprodurre tutto ciò che vede: frate Alessandro della Spina. E così, visti gli occhiali di Giordano, frate Alessandro li rifà tali e quali e, in barba ai divieti veneziani &#8220;<em>a tutti comunicò lieto e volonteroso il segreto della loro costruzione&#8221;. </em></p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>12 01 2012 &#8211; Piedi scalzi mani nere</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 12 gennaio 2012 alle ore 18:00,  alla Fondazione Corrente, via Carlo Porta 5  a Milano (ingresso gratuito) evento-proiezione del documentario Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai negli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi con la partecipazione dell&#8217;autore Giuliano Grasso che collegato in videoconferenza lo presenterà insieme allo stesso protagonista: Ando Gilardi La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3236393835"><img class="alignnone size-full wp-image-5743" title="Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai negli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi, di Giuliano Grasso" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MANINERE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il 12 gennaio 2012 alle ore 18:00,  alla <a href="http://www.fondazionecorrente.org/ViewEvent.aspx?frmAction=view&amp;hdnEventId=336" target="_blank">Fondazione Corrente</a>, via Carlo Porta 5  a Milano (ingresso gratuito) evento-proiezione del documentario <strong>Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai negli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi</strong> con la partecipazione dell&#8217;autore <a href="http://www.baraban.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=97&amp;Itemid=1" target="_blank"><strong>Giuliano Grasso</strong></a> che collegato in <strong>videoconferenza</strong> lo presenterà insieme allo stesso protagonista: <strong>Ando Gilardi</strong><span id="more-5736"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="335" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SgBwUdVv-s4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" src="http://www.youtube.com/v/SgBwUdVv-s4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La videointervista è stata realizzata appositamente a complemento della mostra <a href="http://www.olivesandbolts.com/" target="_blank"><strong>Olive &amp; Bulloni</strong></a> a cura di <a href="http://www.c151.com/151.htm" target="_blank">Fabrizio Urettini</a>, già esposta dal 15 novembre 2011 nella stessa Fondazione,  dove rimarrà fino al 27 gennaio prossimo.  In questo vivace e a tratti commovente monologo, Gilardi ritratto con efficacia dalla sorprendente capacità di Grasso di raccogliere e restituire con leggerezza e rigore insieme la sua narrazione, racconta degli anni della ricostruzione dell&#8217;Italia, del tempo in cui prendeva le immagini fotografiche dei lavoratori,  del perché e di com&#8217;era, della sua vita da fotoreporter  negli anni Cinquanta nella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/17520" target="_blank">redazione</a> del rotocalco<strong> <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C61766F726F206367696C" target="_blank">Lavoro</a>, </strong>di come si sono estinte alcune classi lavoratrici e poi delle sue campagne fotografiche al seguito degli studiosi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65726E6573746F206465206D617274696E6F" target="_blank">Ernesto de Martino</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/7321/1" target="_blank">Danilo Dolci</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74756C6C696F2073657070696C6C69" target="_blank">Tullio Seppilli</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646965676F20636172706974656C6C61" target="_blank">Diego Carpitella</a>.   <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/negozio/piedi-scalzi-mani-nere/" target="_blank">Disponibile su DVD</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Asino Dotto</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 17:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5 e 6 gennaio, due fiocchi azzurro e rosa  (Melchiorre e Befi Epifània Fanny) si aggiungono alla piccola comunità quadrupede amica che vive nel Bosco degli equidi sulle colline piemontesi. Dedichiamo ai nuovi nati questo post ricordando a tutti (e forse questo sorprenderà qualcuno), come l’asino sia animale totem di tutto rispetto. La simbologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330313037"><img class="alignnone size-full wp-image-5518" title="Famiglia in montagna compie una gita in asino, 1900 circa " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ASINI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il 5 e 6 gennaio, due fiocchi azzurro e rosa  (Melchiorre e Befi Epifània Fanny) si aggiungono alla piccola comunità quadrupede amica che vive nel <em>Bosco degli equidi</em> sulle colline piemontesi. Dedichiamo ai nuovi nati questo post ricordando<span id="more-5367"></span> a tutti (e forse questo sorprenderà qualcuno), come l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equus_asinus" target="_blank">asino</a> sia animale<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Totem" target="_blank"> totem</a> di tutto rispetto. La simbologia dell’<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6173696E6F" target="_blank">asino</a> è molteplice e fornisce sicuramente interpretazioni anche opposte tra loro in quanto diventa simbolo sia di sapienza come di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F72656363686965206173696E6F" target="_blank">ignoranza</a>. Storicamente l’asino è protagonista delle varie mitologie: in quella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65676974746F206D69746F6C6F676961" target="_blank">egiziana</a>, è l’animale sacro di Seth (fratello e assassino di Osiride), in quella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E646961206D69746F6C6F676961" target="_blank">indoeuropea</a> è simbolo di regalità e saggezza. Appartiene alla mitologia <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63696E61206D69746F6C6F676961" target="_blank">cinese</a> il magico asino di Chang-Kuo-lao, uno degli otto Immortali. Nella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x677265636961206D69746F6C6F676961" target="_blank">mitologia greca</a> e romana Mida, re di Frigia, fu punito da Apollo facendogli crescere le orecchie d&#8217;asino. Asino era la cavalcatura di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73696C656E6F206D69746F6C6F676961" target="_blank">Sileno</a>, precettore di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64696F6E69736F206D69746F6C6F676961" target="_blank">Dioniso</a>. Potremmo continuare ancora con altri esempi in  altre mitologie… anche  nella tradizione ebraica l&#8217;asino ebbe una parte di rilievo. Usato come cavalcatura abituale, serviva anche come bestia da soma e da tiro, per le sue qualità di animale vigoroso e di facile mantenimento. Gli ebrei nell’antichità ritenevano, che questo animale, creato da Dio nel sesto giorno, era destinato ad apparire nei momenti più solenni della loro vita religiosa. Fu così l&#8217;asino di Balaam che servì ad Abramo per portare sul monte la legna destinata al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7361637269666963696F20616272616D6F2069736163636F" target="_blank">sacrificio di Isacco</a> e condusse nel deserto la moglie ed i figli di Mosè. La presenza dell&#8217;asino, è importante anche in diversi momenti della vita di Gesù: un <a href="archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617469766974E0" target="_blank">asino lo riscalda nella grotta</a>, un asino è il mezzo di trasporto della la <a href="www.fototeca-gilardi.com/wp-admin/post.php?post=5367&amp;action=edit" target="_blank">fuga in Egitto</a>, un asino è la cavalcatura con cui <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x676573F920656E747261206765727573616C656D6D65" target="_blank"> entra trionfante in Gerusalemme</a>.  Dalla miltologia e dalle religioni anche la letteratura ha coltivato e diffuso nei secoli protagonisti asini/uomini o asini prodigiosi o asini semplicemente cavalcature come quella di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616E63696F2070616E7A61" target="_blank">Sancio Panza</a>. <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70696E6F636368696F206173696E6F" target="_blank">Pinocchio</a> si riscatta dalla metamorfosi asinina ottenuta come punizione e monito per la sua superficialità e scelleratezza con una sorta di auto-sacrificio.  Lucio è L&#8217;Asino d&#8217;Oro di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6170756C65696F" target="_blank">Apuleio</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x526F6D616E2064652046617576656C" target="_blank">Fauvel</a> appare nelle rappresentazioni Medievali dei Chiarivari. Nella cultura medievale dei paesi francofoni del centro Europa impossibile non ricordare L&#8217;<a href="http://www.allmusic.com/album/la-fte-de-lne-asinaria-festa-w81864" target="_blank">Asinaria Festa</a> rappresentazione del periodo carnevalesco come le Feste dei Folli. Anche il cinema d&#8217;animazione in questi anni ha fatto di questo animale un esuberante protagonista, e stiamo pensando al Ciuchino compagno di avventure dell&#8217;orco Shrek. Agli asinelli è affidato anche un compito di rilievo nella zooterapia (pet therapy con asini = Onoterapia), una terapia dolce, basata sull&#8217;interazione uomo-animale. Quest&#8217;ultimo esempio ci fa capire come sia importante, forse specialmente in questi tempi caratterizzati più dalla tecnologia che dai rapporti biologici, il rapporto tra animali, bipedi o quadrupedi che siano, anche se hanno lunghe orecchie d&#8217;asino, simbolo immeritato di ignoranza.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/margot_mel_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5933" title="Margot e cucciolo Merchiorre" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/margot_mel_2.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/margot_melchiorre.jpg"></a><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/margherita_befi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5931" title="Margherita con la cucciola Befi" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/margherita_befi.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<pre>Un altro fiocco ….si aggiunge alla piccola comunità quadrupede amica
che vive sulle colline piemontesi.
Dedichiamo ai nuovi nati questo post ricordando a tutti come l’asino
sia animale totem <a class="moz-txt-link-freetext" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Totem">http://it.wikipedia.org/wiki/Totem</a>   di tutto
rispetto, anche se forse questo sorprenderà qualcuno.

La simbologia dell’asino è molteplice e fornisce sicuramente
interpretazioni anche opposte tra loro in quanto diventa simbolo sia
di sapienza che di ignoranza. Storicamente l’asino è protagonista
delle varie mitologie: in quella egiziana, è l’animale sacro di Seth
(fratello e assassino di Osiride), in quella indoeuropea è simbolo di
regalità e saggezza. Nella mitologia cinese si ricorda il magico asino
di Chang-Kuo-lao, uno degli otto Immortali. Nella mitologia greca e
romana Mida, re di Frigia, fu punito da Apollo facendogli crescere le
orecchie d'asino. Asino era la cavalcatura di Sileno, precettore di
Dioniso. Potremmo contunuare ancora con altri esempi in  altre
mitologie… anche  nella tradizione ebraica l'asino ebbe una parte di
rilievo. Usato come cavalcatura abituale, serviva anche come bestia da
soma e da tiro, per le sue qualità di animale vigoroso e di facile
mantenimento. Gli ebrei nell’antichità ritenevano, che questo animale,
creato da Dio nel sesto giorno, era destinato ad apparire nei momenti
più solenni della loro vita religiosa. Fu così l'asino di Balaam che
servì ad Abramo per portare sul monte la legna destinata al sacrificio
di Isacco e condusse nel deserto la moglie ed i figli di Mosè.
La presenza dell'asino, è importante anche in diversi momenti della
vita di Gesù: un asino lo riscalda nella grotta, un asino è il mezzo
di trasporto della la fuga in Egitto, un asino è la cavalcatura con
cui  entra trionfante in Gerusalemme.
Dalla miltologia e dalle religioni anche la letteratura ha coltivato e
diffuso nei secoli protagonisti asini/uomini o asini prodigiosi o
asini semllicemente cavalcature come quella di Sancio Panza. Pinocchio
si riscatta dalla metamorfosi ottenuta come punizione e monito per la
sua superficialità e scelleratezza con una sorta di auto-sacrificio.
Oggi agli asinelli è affidato anche un compito di rilievo nella
zooterapia (pet therapy con asini =Onoterapia), una terapia dolce,
basata sull'interazione uomo-animale. Quest'ultimo esempio ci fa
capire come sia importante, forse specialmente in questi tempi
caratterizzati più dalla tecnologia che dai rapporti biologici, quanto
sia invece importante il rapporto tra animali, bipedi o quadrupedi che
siano.</pre>
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		<title>La Dea della dodicesima notte</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 16:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certo è brutta. E anche vecchia e cenciosa. Vola su una scopa come una strega e, come se non bastasse, fa ancora distinzioni tra buoni e cattivi, portando dolcetti ai primi e carbone ai secondi, mica come Babbo Natale dal sacco senza fondo! La Befana è così, un po&#8217; gentile e un po&#8217; dispettosa. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x38393536"><img class="alignnone size-full wp-image-5898" title="La befana in volo" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BEFAN_A.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Certo è brutta. E anche vecchia e cenciosa. Vola su una scopa come una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x737472656761202D7072656D696F" target="_blank">strega</a> e, come se non bastasse, fa ancora distinzioni tra buoni e cattivi, portando dolcetti ai primi e carbone ai secondi, mica come Babbo Natale dal sacco senza fondo! La <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626566616E61" target="_blank">Befana </a>è così, un po&#8217; gentile e un po&#8217; dispettosa. Non c&#8217;è più nessuno come lei, nessun essere magico porta con sè tanto mistero e tante apparenti contraddizioni.<span id="more-5671"></span><br />
Scende dal <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616D696E6F27" target="_blank">camino</a> ed è coperta di fuliggine, ma ama le case pulite e le massaie ordinate e capaci di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x746573736974757261" target="_blank">filare e tessere </a>perfettamente, infatti a volte veniva chiamata &#8220;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276675736F27" target="_blank">la vecchia col fuso</a>&#8221; e si diceva che, trovando sporcizia o matasse non filate perfettamente in una casa, la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E6F74746527" target="_blank">notte</a> del 6 gennaio, invece di portare doni, avrebbe portato spavento e baccano.<br />
Se dovessimo stare alla leggenda cristiana, si racconta che i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277265206D61676927" target="_blank">Re Magi </a>in viaggio per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6265746C656D6D65" target="_blank">Betlemme</a> avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza.<br />
Si capisce subito che questa figura è stata costruita <em>ad hoc</em>, per &#8220;disinnescare&#8221; qualcosa di molto più significativo. Scavando un poco scopriamo infatti che nel periodo romano politeista, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della Natura, attraverso la figura pagana di una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646561206D61647265" target="_blank">Dea Madre</a>. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6469616E61" target="_blank">Diana</a>, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (=sazietà) o Abundia (= abbondanza), per i popoli nordici Holda o Berchta.<br />
Come tutte le divinità, dal Paleolitico all’Età del Bronzo, questa figura conserva caratteri sia maschili che femminili, sia positivi che negativi, è sia creatrice che distruttrice, accogliente e divoratrice, non applica categorie dicotomiche (si/no, bianco/nero, buono/cattivo). La dualità non era conosciuta ai tempi in cui si celebrava il culto della Grande Dea Madre e questo tipo di deità al femminile era inevitabilmente connesso tanto al principio di vita quanto a quello di morte, che allora non era vissuto come un tabù, ma come un elemento inestricabile dell’esistenza. Così, pur trasformandosi in strega nel corso dei secoli, la Befana, con il suo essere sia buona che cattiva, è un formidabile eco delle antiche divinità pre-cristiane, non per niente festeggiata in tutta Italia (ma anche in gran parte d&#8217;Europa) fino a pochi decenni fa, come la vera portatrice di doni che si credeva passasse sulla terra, volando come l&#8217;antica Diana, dall&#8217;1 al 6 gennaio. Nell&#8217;ultima notte si diceva che il mondo si riempisse di prodigi: gli alberi si coprivano di frutti, gli animali parlavano, le acque dei fiumi e delle fonti si tramutavano in oro. I bambini attendevano regali; le fanciulle traevano al focolare gli oroscopi sulle future nozze, ponendo foglie di ulivo sulla cenere calda; ragazzi e adulti, in comitiva, andavano per i villaggi cantando; in alcuni luoghi si preparava con cenci e stoppa un fantoccio e lo si esponeva alle finestre oppure si portava in giro sopra un carretto, con urli e fischi, fino alla piazzetta del paese dove si accendevano i falò destinati a bruciare la Befana e, con lei, l&#8217;anno passato e i suoi mali per aprire l&#8217;anno nuovo con tutti i suoi doni futuri.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>12 &#8216;O surdato</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 18:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Reminiscenza dei pomeriggi passati a giocare a tombola con i più piccoli durante queste brevi vacanze natalizie, ecco in omaggio all&#8217;anno appena iniziato qualche breve nota sul significato del numero 12 secondo la Smorfia. Non essendo cultrice della numerologia popolare e tantomeno una giocatrice incallita, spinta dalla curiosità che mi accompagna abitualmente alla scoperta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330353932"><img class="alignnone size-full wp-image-5782" title="cartella illustrata della smorfia napoletana: il numero 12" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/lotto_12.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Reminiscenza dei pomeriggi passati a giocare a tombola con i più piccoli  durante queste brevi vacanze natalizie, ecco in omaggio all&#8217;anno appena  iniziato qualche breve nota sul significato del numero 12 secondo la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736D6F72666961206C6F74746F" target="_blank"> Smorfia</a>. Non essendo cultrice della numerologia popolare e tantomeno una  giocatrice incallita, spinta dalla curiosità che mi accompagna abitualmente alla  scoperta di bizzarri approfondimenti,  mi documento seguendo le tabelle e <span id="more-5781"></span> le notizie che circolano tanto abbondanti in rete. La Smorfia è un sistema  molto popolare che permette di tradurre i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F676E6F" target="_blank">sogni</a> in numeri da giocare.  Il suo nome probabilmente deriva da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/19529/1" target="_blank">Morfeo</a> il dio dell&#8217;antichità greca che governa i sogni,  appunto. Ad ogni fatto, nome comune o  di persona, o avvenimento o metafora è legato uno e più numeri. Questo sistema di codifica consente di tradurre quello  che abbiamo sognato la notte, nella sequenza di numeri (si spera)  vincente. È   tradizione iniziare l&#8217;anno nuovo cercando di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61636369756666617265" target="_blank">acciuffare la fortuna</a>, con  una piccola giocata al lotto o comprando il tradizionale biglietto della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6F747465726961" target="_blank"> lotteria</a>. Tutti i numeri comunque hanno diversi significati e questo  abbassa notevolmente la possibilità di azzeccare la corretta  combinazione tra loro che dovrebbe portare ad un risultato di giocata con cui ottenere un buon premio&#8230;  Ma veniamo dunque al nostro numero eletto, il 12. Il significato   principale, quello maggiormante tradotto anche in figura è <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F6C6461746F" target="_blank">Il Soldato</a> o  (i Soldati a  seconda delle varianti nei diversi paesi). I nomi propri di persona associati sono: Berardo, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62696167696F" target="_blank">Biagio</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636869617261" target="_blank">Chiara</a>, Emilia, Fabio, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276769756C696F27" target="_blank">Giulio</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773696C76696F27" target="_blank">Silvio</a>. I nomi comuni e le azioni: abitacolo, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6164756C6126" target="_blank">adulare</a>, agricoltura, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6C65616E7A61">alleanza</a> o alleanze, altoparlante, aperto/a, apostoli, arcigno, ateismo, attento, balzare, Belfagor, beni, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62656E657373657265" target="_blank">benessere</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626973636F747469" target="_blank">biscotto/i</a>,<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62726173696C65" target="_blank"> Brasile</a>, carico/a, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">cibo</a>, cicatrice, collera, compimento, culto, danno/i, dimagrire, dilettante, dotto, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6661626272696361" target="_blank">fabbrica</a>, gonfiare, gonfiarsi, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x677261747475676961" target="_blank">grattugia</a>, illuso/a, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C616E7465726E6120696C6C756D696E617A696F6E65" target="_blank">lanterna</a>, litro, lucifero-stella, lupa, modestia, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6567617469766F" target="_blank">negativo</a>/a, notorietà, onestà, padronanza, predizione, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7175616472616E7465" target="_blank">quadrante</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726962656C6C26" target="_blank">ribellione</a>, scavare, temere, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76616E6974E0" target="_blank">vanità</a>, vergogna. Se pensiamo che tutti i numeri dall&#8217;1 al 90 hanno così tante associazioni&#8230; per una probabile vittoria al gioco abbiamo solo da augurare buona <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F7274756E61" target="_blank">fortuna</a>!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Capodanno &#8230; a UFO</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 18:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno i fuochi d&#8217;artificio, saranno le danze o forse gli abbondanti brindisi, ma pare che durante la notte di  Capodanno gli avvistamenti di U.F.O. fiocchino a centinaia! Proprio la notte del 31 dicembre dell&#8217;anno scorso, ad esempio,sono stati segnalati i tipici fenomeni celesti associati al passaggio di oggetti volanti di presunta origine extra-terrestre soprattutto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3330353239"><img class="alignnone size-full wp-image-5718" title="Avvistamento battaglia spaziale - Norimberga 1561" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CAPOPDANNO_UFO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Saranno i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66756F63686920642761727469666963696F" target="_blank">fuochi d&#8217;artificio</a>, saranno le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616C6C6F" target="_blank">danze</a> o forse gli abbondanti <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6272696E64697369" target="_blank">brindisi</a>, ma pare che durante la notte di  <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361706F64616E6E6F" target="_blank">Capodanno</a> gli avvistamenti di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x75666F" target="_blank">U.F.O.</a> fiocchino a centinaia!<br />
Proprio la <a href="http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/254-molte-le-segnalazioni-ufo-di-capodanno-formazioni-di-oggetti-volanti-non-identificati-su-roma" target="_blank">notte del 31 dicembre dell&#8217;anno scorso</a>,<span id="more-5653"></span> ad esempio,sono stati segnalati i tipici fenomeni celesti associati al passaggio di oggetti volanti di presunta origine <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6578747261746572726573747269202D617374726F6E6F6D6961" target="_blank">extra-terrestre </a>soprattutto nella zona di Roma, ma anche da Spoleto, Forte dei Marmi, Lecco e Bergamo. Tutti visionari o ubriachi?<br />
Chi lo sa, ma senz&#8217;altro la storia del <a href="http://misterobufo.corriere.it/" target="_blank">fenomeno Ufo </a>parte da lontano:  il 24 giugno 1947 un ricco uomo d&#8217;affari americano, Kenneth Arnold, raccontò di avere visto dal proprio aereo privato nove oggetti volanti nell’area del monte Rainier nello stato di Washington. Egli li definì come &#8220;<em>una serie di piatti o dischi lanciati sull’acqua</em>&#8220;. Tale evento, insieme a tutti quelli immediatamente seguenti, catalizzarono l’interesse dei mass-media americani e quelli del mondo intero, sulla questione dei cosiddetti &#8220;dischi volanti&#8221;. Nacque così il moderno fenomeno UFO.<br />
Ma esistono anche appassionati di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/UFO_nell%27antichit%C3%A0#Antica_India" target="_blank">&#8220;archeologia spaziale&#8221; </a>che hanno cercato tracce di avvenimenti assimilabili agli U.F.O. nella letteratura del passato, trovando in effetti <a href="http://www.usac.it/articoli/soave_clipeologia/clipeologia.htm" target="_blank">racconti </a>abbastanza suggestivi che moderne conoscenze scientifiche non riescono a spiegare del tutto.<br />
Ad esempio l’Aramayana, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D69746F6C6F67696120696E646961" target="_blank">testo sacro indiano</a>, nel primo secolo a.C. presenta questo racconto: &#8220;<em>I carri volanti (Vimanas) avevano forma sferica e navigavano nell’aria. Gli uomini all’interno delle Vimanas potevano in tal modo percorrere grandi distanze in un tempo meravigliosamente breve</em>&#8220;.<br />
Anche nella Bibbia, il &#8220;libro di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x657A65636869656C65" target="_blank">Ezechiele</a>&#8221; sembrerebbe una dettagliata descrizione di un prolungato contatto con esseri extraterrestri. &#8220;<em>Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzarsi dal settentrione, una grande nube che splendeva tutt&#8217;intorno, un fuoco da cui guizzavano bagliori, e nel centro come lo splendore dell&#8217;elettro in mezzo al fuoco.&#8221; </em>(Ez.1, 4).<em> &#8221; … Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutt&#8217;e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse in mezzo ad un’altra.</em> (Ez. 1,16)  <em>Così movendosi potevano andare verso quattro direzioni, senza voltarsi nei loro movimenti.</em> (Ez.1,17) <em>La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt&#8217;e quattro erano pieni di occhi tutto all&#8217;intorno &#8230; &#8221;</em> ( Ez. l , 18).<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73656E6F666F6E7465" target="_blank">Senofonte </a>(430-355 a.C.) nell’Anabasi fa una classifica degli oggetti volanti avvistati in base alla loro forma; li descrive nelle forme a conchiglia, piatti, a campana, triangolari.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C657373616E64726F206D61676E6F27" target="_blank">Alessandro Magno </a>(356-323 a.C.) e il suo esercito paragonarono a grandi scudi di argento scintillante quella che potrebbe essere stata un incursione di UFO del 329 a.C., che sorprese l’esercito greco mentre attraversava il fiume Jaxartes, in India.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763696365726F6E6527" target="_blank">Cicerone</a> (106- 43 a.C.) nel suo &#8220;De Divinatione &#8220;, parla di strani fenomeni celesti e in particolare di quando &#8220;<em>&#8230;il sole splendette nella notte, con grandi rumori nel cielo e il cielo sembrava esplodere e stupefacenti sfere vi apparvero&#8230;&#8221;</em>.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277469746F206C6976696F27" target="_blank">Tito Livio </a>(59 a.C. – 17 d.C.), nella sua &#8220;Storia di Roma&#8221;,  narra di oggetti a forma di scudi circolari che volano nel cielo e sono avvistati sopra molte città dell&#8217;Impero; aggiunge anche che il secondo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27726520646920726F6D6127" target="_blank">re di Roma</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E756D6120706F6D70696C696F27" target="_blank">Numa Pompilio</a>, era stato testimone personale della caduta dal cielo di uno di questi &#8220;scudi volanti&#8221; e che lo avrebbe annoverato tra gli oggetti di culto delle pratiche religiose che stava promuovendo.<br />
Nel suo trattato di scienze naturali, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73656E65636120726F6D61" target="_blank">Seneca</a> (50 a.C. – 40 d.C.) racconta di inspiegabili &#8220;travi luminose&#8221; che comparivano all&#8217;improvviso nei cieli delle città antiche, spesso rimanevano immobili per giorni, per poi sparire all&#8217;improvviso, così come erano arrivate.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706C696E696F20696C207665636368696F27" target="_blank">Plinio il Vecchio </a>(23 – 79 d.C.) descrive come “<em>clipei ardentes</em>” (scudi infuocati) certe strane apparizioni celesti.<br />
Ottavo secolo d.C., nella &#8220;Storia dei Longobardi&#8221; di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70616F6C6F20646961636F6E6F" target="_blank">Paolo Diacono </a>(libro V, cap. 31) lo scrittore annota:  &#8220;<em>In seguito, nel mese di agosto, apparve nella parte orientale del cielo una cometa dai raggi fulgidissimi che successivamente ruotò su sé stessa e sparì. Pochissimo tempo dopo, una grave pestilenza si diffuse da oriente e decimò il popolo romano&#8221;</em>.<br />
Nel XI secolo, lo scienziato cinese <a href="http://www.ditadifulmine.com/2009/12/shen-kuo-il-primo-rapporto-ufo.html" target="_blank">Shen Kuo </a>riporta quello che sembra un avvistamento UFO in piena regola nella sua opera più famosa &#8220;Meng Xi Bi Tan&#8221;: un oggetto &#8220;<em>brillante come una perla</em>&#8221; che volava sopra un lago, nella provincia di Jiangtsu, in grado di comparire improvvisamente e di sparire nella volta celeste a velocità impensabili. L&#8217;oggetto fu avvistato a scadenze quasi regolari per un periodo di 10 anni.<br />
Anno 1520 dalla Cronaca dei Fatti Prodigiosi di Corrado Licostene: <em>&#8220;Una trave ardente di orrenda grandezza fu vista in cielo, e la volta che si fu avvicinata alla terra, discendendo, bruciò molte cose! Quindi tornata in alto assunse forma circolare&#8221;.<br />
</em>Nella sua biografia, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63656C6C696E69" target="_blank">Benvenuto Cellini </a>(1500-1571) descrive lo strano fenomeno di cui fu testimone lui stesso assieme a un suo compagno di viaggio. I due stavano ritornando da Roma, a cavallo, verso Firenze, quando giunsero su una collina da cui si vedeva la città. Poterono così vedere una enorme &#8220;trave luminosa&#8221; stagliarsi nel cielo sopra Firenze.<br />
Un&#8217;altra famosa testimonianza è quella fornita dallo storico Leone Cobelli nelle &#8220;Cronache Forlivesi&#8221;, riferita all&#8217;anno 1487: in una notte di giugno<em> &#8221; apparve una trave de fuoco, venne del monte de Pogiolo a Forlivio in cima a li mura de la Rocca de Ravaldino. [...] Poi ancora de bel dì apparve un&#8217;altra trave di fuoco venire del monte de Puzolo infino sopra la piacia: e questo fo palese a tucto el popolo forlovese&#8230; &#8220;.</em> Nello stesso anno, ma in agosto <em>&#8220;apparve una matina dui hore inance di una stella granda la quale venia de verso la montagna (Appennini) e andava verso Ravenna, certo parea una pavagliotta (pareva una farfalla) che volasse per l&#8217;aria. Io la vide… come li altri. Certo parea come una rota di carro, e durò circa un bon miserere. Alcuni dicono che più di mezza hora prima l&#8217;avevano veduta a la montagna&#8221;.<br />
</em>Ma i più clamorosi avvistamenti di possibili UFO del passato avvennero il 14 aprile 1561 a Norimberga e il 7 agosto 1566 a Basilea e vengono descritti come delle vere e proprie battaglie tra alieni.<br />
A <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63726F6E61636865206E6F72696D6265726761" target="_blank">Norimberga</a> &#8220;<em>furono visti piccoli e grandi cilindri volanti stazionare immobili nello spazio e dai quali fuoriuscivano delle sfere che si mostravano a velocità fantastiche&#8221;</em> .<br />
<em>&#8220;Il 7 agosto verso l’alba si videro in aria molte grosse sfere nere le quali viaggiavano a grande velocità davanti al Sole e si dirigevano le una contro le altre come se si stessero combattendo&#8221;.</em><br />
Quindi gente, la notte del 31 dicembre, occhio al cielo, restate sobri e &#8230; Buon Anno Nuovo!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>2012 auguri!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[12 &#8230;e basta? no! 12+12+12+12+&#8230; In Fototeca si associano a tutti noi, per augurarvi ogni bene, i dodici cavalieri della tavola rotonda e i dodici apostoli insieme a tutte e dodici le tribù di Israele. Vi auguriamo che la gioia non vi abbandoni per tutti i dodici mesi del prossimo anno, in special modo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3130373035"><img class="alignnone size-full wp-image-5522" title="auguri 2012" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/2012_avanzaBLOG.jpg" alt="auguri 2012" width="450" height="450" /></a></p>
<p><strong>12 &#8230;e basta? no! 12+12+12+12+&#8230;</strong></p>
<p>In Fototeca si associano a tutti noi, per augurarvi ogni bene, i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F6469636920636176616C69657269" target="_blank">dodici cavalieri</a> della tavola rotonda e i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61706F73746F6C69" target="_blank">dodici apostoli</a> insieme a tutte e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74726962F92049737261656C65" target="_blank">dodici le tribù di Israele</a>. Vi auguriamo che la gioia non vi abbandoni per tutti i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C656E646172696F20616E6E6F" target="_blank">dodici mesi</a> del prossimo anno, in special modo il 21 12 2012 giorno al quale Gregorio XIII e alcuni studiosi di civiltà Maya&#8230; hanno da secoli ipotizzato eventi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61706F63616C69737365" target="_blank">apocalittici</a>, peraltro ampiamente smentiti.  Anche Ercole, al termine delle sue <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F646963692066617469636865" target="_blank">dodici fatiche</a> alzando lo sguardo stanco, dalle pupille cromolitiche, vi augura Buone Feste&#8230;  mentre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616E646965726120646F64696369" target="_blank">dodici stelle</a> imperterrite brillano dalla bandiera dell&#8217;Europa Unita.</p>
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		<title>Al tempo che Berta filava</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: è la fotografia di un padre con figlio presa da Ando Gilardi durante una delle inchieste fotogiornalistiche realizzate per Lavoro (settimanale illustrato della CGIL) che appare in  copertina del libro di Giorgio Petracchi, Ugo Mursia editore. Di seguito uno stralcio della scheda editoriale dal sito ufficiale: «A distanza di anni quegli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3136393931"><img class="alignnone size-full wp-image-5725" title="Giorgio Petracchi - Al tempo che Berta filava Una storia italiana. 1943-1948 " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Berta_Filava.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>: è la fotografia di un padre con figlio presa da Ando Gilardi durante una delle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70616C65726D6F20666F746F67726166696120646920616E646F2067696C61726469" target="_blank">inchieste fotogiornalistiche</a> realizzate per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C61766F726F206367696C" target="_blank">Lavoro</a> (settimanale illustrato della CGIL) che appare in  copertina del libro di Giorgio Petracchi, <a href="http://www.mursia.com/index.php" target="_blank">Ugo Mursia editore</a>. Di seguito<span id="more-5724"></span> uno stralcio della scheda editoriale dal sito ufficiale: «A distanza di anni quegli uomini si rendevano conto di non aver saputo opporsi alla disgregazione insita nella nostra storia nazionale, contro cui si erano illusi di essersi battuti da giovani.» Quindici anni dopo la prima edizione, questo resoconto della «guerra totale» vissuta dagli italiani tra il 1943 e il 1945, scritto alla luce dei documenti dei National Archives di Washington e di testimonianze dirette, è esteso al 1948 e aggiornato e riveduto con maggiore attenzione alla vicenda umana di uomini e donne coinvolti nel conflitto. Protagonisti di questa storia sono uno studente universitario di filosofia e il gruppo dei suoi compagni, giovani come tanti, non eroi. Per la loro scelta d’impegno civile essi possono sembrare agli italiani d’oggi, sociologicamente e antropologicamente diversi, degli «stranieri». Già il titolo è una metafora di un tempo lontano. Solo la vitalità di questi «stranieri» – come dice Colin H. Wilson – ha impedito ai membri ordinari della società, diciamo pure alla borghesia, di affondare sotto il peso morto della propria inerzia.</p>
<p><a href="http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=2557&amp;category_id=13&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=58" target="_blank">Al tempo che Berta filava</a><br />
Una storia italiana. 1943-1948<br />
Giorgio Petracchi<br />
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia &#8211; 1939-1945: Seconda guerra mondiale<br />
Con inserto fotografico</p>
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		<title>Piedi scalzi mani nere DVD</title>
		<link>http://www.fototeca-gilardi.com/negozio/piedi-scalzi-mani-nere/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 14:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio urettini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fototeca Storica Nazionale Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Negozio]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista DVD video Pal 4:3 &#8211; 50 min., Euro 10,00  spedizione in Italia Euro 1,50 Totale Euro 11,50 Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni &#8217;50 nei reportage di Ando Gilardi. Videointervista di Giuliano Grasso. In un&#8217;appassionante videointervista, Ando Gilardi racconta la sua esperienza nel dopoguerra come fotografo del giornale Lavoro, inviato speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/negozio_piediscalzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-457" title="Piedi scalzi mani nere" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/negozio_piediscalzi.jpg" alt="copertina: piedi scalzi mani nere" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Intervista DVD video Pal 4:3 &#8211; 50 min.,<br />
Euro 10,00  spedizione in Italia Euro 1,50<br />
<em>Totale Euro 11,50</em></p>
<form action="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr" method="post">
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</form>
<p><em>Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni &#8217;50 nei reportage di Ando Gilardi.</em> <em>Videointervista di Giuliano Grasso.</em></p>
<p>In un&#8217;appassionante videointervista, Ando Gilardi racconta la sua esperienza nel dopoguerra come fotografo del giornale Lavoro, inviato speciale fra gli operai delle fabbriche del Nord e i braccianti del Mezzogiorno più povero. Dalla sua voce veniamo a conoscenza di realtà dimenticate, episodi inediti e situazioni sorprendenti  da lui vissute in quegli anni: una testimonianza unica.<br />
CAPITOLI: &#8211; Il rotocalco dei diseredati &#8211; Antica povertà &#8211; Operaie pettinate &#8211; Le classi scomparse &#8211; Vite del  sud &#8211; Dentro la miniera &#8211; Inviato sindacale &#8211; Una sola croce &#8211; Campagne etnografiche &#8211; Bambini per strada &#8211; La prova di un evento &#8211; Mani nere nella fossa &#8211; Vestito come loro &#8211; Scalzi al funerale &#8211; Un archivio mancante.</p>
<p>CONTENUTI EXTRA: &#8211; Mostra Olive e Bulloni &#8211; Lo specchio della memoria &#8211; Non fotografare &#8211; Biografia.</p>
<p><a href="&lt;span class=">trailer:</a><a href="&lt;span class="><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="362" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SgBwUdVv-s4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="362" src="http://www.youtube.com/v/SgBwUdVv-s4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></a></p>
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		<title>Olive &amp; Bulloni</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Retrospettiva del singolare lavoro giovanile di reportage di Ando Gilardi nell&#8217;Italia del dopoguerra, ritratta con un&#8217;ottica che la immaginava proiettata in un futuro migliore: un Avvenire (con la A maiuscola) in splendida ascesa. Istantanee di una forza eccezionale. Fotografie in massima parte inedite, mai pubblicate, ed estranee al trito cliché del neorealismo strappalacrime&#8230; per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/olive.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-217" title="56977" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/olive.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Retrospettiva del singolare lavoro giovanile di reportage di Ando Gilardi nell&#8217;Italia del dopoguerra, ritratta con un&#8217;ottica che la immaginava proiettata in un futuro migliore: un Avvenire (con la A maiuscola) in splendida ascesa. Istantanee di una forza eccezionale.</div>
<div>Fotografie in massima parte inedite, mai pubblicate, ed estranee al trito cliché del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neorealismo">neorealismo</a> strappalacrime&#8230; per questo fino a ora ignorate?! Vi si affacciano donne e bambini:  sorrisi per &#8220;seppellire&#8221; l&#8217;arroganza di un potere inesorabile e invadente. Un momento tragico e magico al tempo stesso, mai più ritrovato nella storia delle classi lavoratrici.</div>
<div>A cura di <a href="http://www.c151.com/151.htm" target="_blank">Fabrizio Urettini</a>,  Studio Orange &#8211; C151 e <a href="http://www.spazioxyz.org/category/photo/" target="_blank">XYZ-Fotografia</a>, Treviso.</div>
<div><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/fabrizio-curatore-3_web.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6052" title="Fabrizio Urettini" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/fabrizio-curatore-3_web.jpg" alt="Fabrizio Urettini" width="450" height="330" /></a></div>
<p><strong>Primo allestimento</strong> Fondazione Benetton studi e ricerche &#8211; Palazzo Bomben (Treviso)  dal 12-09-2009 al 25-10-2009  <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/OB_Palazzo-Bomben-TV.pdf" target="_blank">album pdf</a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/fine-lavoro_web.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6060" title="Fabrizio Urettini" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/fine-lavoro_web.jpg" alt="Fabrizio Urettini" width="450" height="338" /></a></p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/montaggio_2_web1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6061" title="Fabrizio Urettini" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/montaggio_2_web1.jpg" alt="Fabrizio Urettini" width="450" height="450" /></a></p>
<p><strong>Secondo allestimento:</strong> <a href="http://www.fondazionecorrente.org/ViewEvent.aspx?frmAction=view&amp;hdnEventId=336" target="_blank">Fondazione Corrente</a> &#8211; Studio Treccani (Milano) dal 15-11-2011 al 24-02-2012</p>
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		<title>Dodici metri di albero in Fototeca!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 18:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[albero]]></category>
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		<description><![CDATA[Le origini dell&#8217;albero di Natale si perdono nella notte dei tempi: l&#8217;Albero Cosmico è l&#8217;origine pagana della celebrazione, l&#8217;abete in quanto conifera sempreverde, simboleggia il perpetuarsi della vita anche in inverno e il collegamento con il tutto il cosmo.  Alcune fonti sostengono che il primo albero di Natale venisse allestito nella Piazza della Capitale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/AlberoNatale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5697" title="Albero di Natale in Fototeca" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/AlberoNatale.jpg" alt="Albero di Natale in Fototeca" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Le origini dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/25432" target="_blank">albero di Natale</a> si perdono nella notte dei tempi: l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6265726F20636F736D69636F" target="_blank">Albero Cosmico</a> è l&#8217;origine pagana della celebrazione, l&#8217;abete in quanto conifera sempreverde, simboleggia il perpetuarsi della vita anche in inverno e il collegamento con il tutto il cosmo. <span id="more-5688"></span> Alcune fonti sostengono che il primo albero di Natale venisse allestito nella Piazza della Capitale della Lettonia, a Riga, nel 1510. In pochi anni successivi in altre città del nord Europa, l&#8217;albero si diffuse largamente e si cominciò ad addobbarlo con mele, noci, datteri e fiori di carta.  Ai nostri giorni, oramai in tutto il mondo globalizzato,  le città grandi e piccole si contendono il primato dell&#8217;albero più&#8230; più alto, più addobbato, più originale, più ecologico&#8230; etc. Dodici metri per esempio è già un bell&#8217;albero, una misura &#8216;classica&#8217;, ma ce ne sono anche da oltre trenta. Anche in immagine, rappresentare l&#8217;albero di Natale è una magica sfida che affascina artisti e artigiani dell&#8217;icona, specialmente a partire dal XIX secolo, quando la stessa divenne un articolo commerciale di enorme diffusione usato, oltre che per mandare <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6265726F206469206E6174616C6520617567757269" target="_blank">gli  auguri di rito</a>, anche per imballare e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6265726F206469206E6174616C6520707562626C69636974E0" target="_blank">promuovere</a> merci d&#8217;ogni tipo.</p>
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		<title>Il Pudding dei 12</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 08:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ultime settimane gli inglesi hanno “mollato” noi altri compagni di continente, arroccandosi più che mai nella loro isola. Niente di nuovo, non è la prima volta, anche se il momento richiederebbe solidarietà, tuttavia, ci sarebbe una soluzione per recuperare armonia nell&#8217;Unione europea: preparare tutti insieme il Christmas pudding! In Inghilterra la tradizione vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3132373038"><img class="alignnone size-full wp-image-5642" title="Christmas pudding" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/PUDDING.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>In queste ultime settimane <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276772616E206272657461676E6127" target="_blank">gli inglesi </a>hanno “mollato” noi altri compagni di continente, arroccandosi più che mai nella loro<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6772616E206272657461676E6120636172746F677261666961" target="_blank"> isola</a>. <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/inglesi-stupiti-siamo-in-europa/2168644" target="_blank">Niente di nuovo</a>, non è la prima volta, anche se il momento richiederebbe solidarietà, tuttavia, ci sarebbe una soluzione per recuperare armonia nell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636565" target="_blank">Unione europea</a>: preparare tutti insieme il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70756464696E67" target="_blank">Christmas pudding</a>!<span id="more-5624"></span><br />
In Inghilterra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6174616C6520696E6768696C7465727261" target="_blank">la tradizione </a>vuole che questo tipico <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6174616C6520646F6C6365" target="_blank">dolce natalizio </a>venga cucinato nel mese di novembre, all’inizio dell’Avvento, anche se poi non verrà consumato fino al 25 dicembre, ma la cosa più curiosa è questa: l&#8217;antica ricetta prevede che si utilizzino tredici ingredienti, per rappresentare <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63726973746F" target="_blank">Cristo</a> e i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61706F73746F6C69" target="_blank">12 apostoli</a>, e si dice che ogni membro della famiglia dovrebbe mescolarlo con un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6573746F6C6F20637563696E61" target="_blank">mestolo</a> di legno, girando da est a ovest in onore dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277265206D61676927" target="_blank">Re Magi</a>. Non sarebbe un gesto perfetto da far compiere ai rappresentanti dei primi 12 paesi che formarono l&#8217;Unione europea, in questi tempi bui? Magari con la guida di un tredicesimo personaggio super partes &#8230; meglio se un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E652063756F636F" target="_blank">cuoco</a>!<br />
Il Christmas pudding ha origine dal “frumenty”del XIV secolo, un bollito di montone e manzo al vino, condito con prugne e uvetta. Verso la fine del 1500 il “frumenty” iniziò ad evolversi in plum pudding, arricchito con uova, pangrattato e frutta secca e aromatizzato con birra. Nel 1664, tuttavia, i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277075726974616E6927" target="_blank">Puritani</a> lo bandirono, in quanto piatto “vizioso”, finché Giorgio I non lo reintrodusse come parte delle festività natalizie nel 1714, nonostante le obiezioni dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x717561636368657269" target="_blank">Quaccheri</a>. Fu nell’Ottocento, però, che il Christmas pudding, ormai molto simile al dolce odierno, divenne piatto nazionale, in quanto la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27726567696E6120766974746F72696127" target="_blank">regina Vittoria </a>lo faceva servire ad ogni Natale sulla tavola reale, imitata in questo da tutti i suoi sudditi.<br />
<strong>Ricetta Christmas Pudding<br />
</strong><em>Ingredienti</em> per 3 Pudding (ognuno per 6/8 persone)<br />
- 700 gr di uva sultanina<br />
- 2 mele renette<br />
- 50 gr di mandorle sgusciate<br />
- 220 gr di farina bianca<br />
- 430 gr di zucchero di canna<br />
- 200 gr di frutta candita tagliata a cubetti<br />
- 200 gr di pangrattato<br />
- 200 gr di margarina<br />
- 50 gr di strutto<br />
- 6 uova<br />
- 150 ml di birra scura o rossa<br />
- 1 limone<br />
- 1 pizzico di sale<br />
- Brandy e burro (per servire)<br />
- 10 gr di Spezie Miste: noce moscata, coriandolo, cannella, chiodi di garofano, pimento e zenzero.</p>
<p><em>Preparazione</em><br />
Setacciate la farina in una ciotola, unite l&#8217;uvetta sultanina, i canditi a dadini, la scorza ed il succo di limone, il sale e lo zucchero.<br />
Incorporate ora la margarina e lo strutto, le uova sbattute, la birra e un mezzo bicchiere di Brandy (la quantità può essere aumentata fino ad un bicchiere, a seconda del vostro personale gusto).<br />
Amalgamate il tutto mescolando molto bene.<br />
Coprite con un telo e lasciate riposare l&#8217;impasto per una notte intera in un luogo fresco.<br />
Ungete con burro 3 stampi a cupola di circa 15 cm di diametro e 10 di altezza, possibilmente in pyrex o ceramica, versatevi il composto e livellate con l&#8217;aiuto di una spatola.<br />
Coprite ogni stampo con carta da forno e fermatela legandola ai bordi con spago.<br />
Rivestite ulteriormente i contenitori con carta stagnola, che legherete a &#8220;pacchetto&#8221; con uno spago, in modo da poterli poi spostare più agevolmente. Trasferiteli uno alla volta in una pentola, abbastanza capiente da poter contenere tutti e tre gli stampi, sul fondo della quale metterete un recipiente rovesciato. Aggiungete acqua fino ad arrivare al massimo a 4 cm sotto il bordo del recipiente rovesciato. Chiudete con il coperchio e fate cuocere a vapore per 4 ore, aggiungendo acqua quando necessario.<br />
Quando deciderete di servire il Pudding, dovrete nuovamente ripetere questa operazione di cottura al vapore, con gli stessi tempi, dopodichè potrete sformarlo.<br />
<em>Come si serve</em><br />
Per fiammeggiarlo, scaldate mezzo bicchiere di Brandy, versatelo sul Pudding caldo e date fuoco con un fiammifero. A fuoco spento decorate con un rametto di Agrifoglio.<br />
Potete anche accompagnarlo con il Brandy Butter, che otterrete frullando 175 gr di burro con 225 gr di zucchero a velo e 3/4 cucchiai di brandy, fino ad ottenere un composto soffice.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>12 x 30,4167 = 365 Dies Natalis</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Dies Natalis o  &#8220;nascita al cielo&#8221; si chiama così l&#8217;antichissima tradizione cristiana di celebrare i Santi Martiri nel giorno della loro morte (o nascita al cielo: lo stesso evento, ma visto da un altro punto di vista&#8230;). Dai tempi antichi arrivando al Medioevo i santi riconosciuti dalla Chiesa e quindi commemorati, raggiunsero una quantità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x3237313937"><img class="alignnone size-full wp-image-5557" title="Dies Natalis, il giorno della Nascita al cielo dei Santi Martiri" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/DIES_NATALIS.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il <em>Dies Natalis</em> o  &#8220;nascita al cielo&#8221; si chiama così l&#8217;antichissima tradizione cristiana di celebrare i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6172746972696F2073616E26" target="_blank">Santi Martiri</a> nel giorno della loro morte (o nascita al cielo: lo stesso evento, ma visto da un altro punto di vista&#8230;). Dai tempi antichi arrivando<span id="more-5149"></span> al Medioevo i santi riconosciuti dalla Chiesa e quindi commemorati, raggiunsero una quantità tale per cui ogni giorno ha oggi un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696D6D6167696E657474612073616E26" target="_blank">Santo</a> da festeggiare.  Il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C656E646172696F" target="_blank">calendario</a> così costituito, completo delle  festività ecclesiali fisse (esempio: il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6174616C65" target="_blank">Natale</a>) o mobili (esempio: la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706173717561202D69736F6C61" target="_blank">Pasqua</a>),  organizzava l&#8217;anno e identificava le varie date in un modo molto legato  alle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74726164697A696F6E6920706F706F6C617269" target="_blank">tradizioni popolari</a> e alle ricorrenze locali paese per paese. Oramai siamo alla fine del 2011, quindi se già non lo abbiamo fatto,  è bene che<a href="http://www.lulu.com/spotlight/Littlesisters" target="_blank"> scegliamo in fretta il calendario</a> che ci accompagnerà per il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361706F64616E6E6F" target="_blank">prossimo anno,</a> (una buona scelta può essere anche quella<a href="http://www.12preludiperunafuga.org/#!prettyPhoto" target="_blank"> solidale</a> o <a href="http://www.legadelfilodoro.it/vetrina-solidale/regali-di-natale-aziende" target="_blank">benefica</a>)  con l&#8217;auspicio che le giornate che ci aspettino siano sempre migliori.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>12(mila) angeli per Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 15:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I racconti sulla nascita di Gesù sono, fin dal primo istante, costellati da &#8220;incursioni&#8221; di figure angeliche che accompagnano l&#8217;arrivo del figlio di Dio, per proteggere una gravidanza che sembra da subito &#8220;a rischio&#8221;. La faccenda è programmata con grande anticipo, a partire dalla futura mamma che viene fatta nascere da una coppia onesta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/12_angeli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5599" title="Angeli annunciano la Natività - Gloria in Excelsis Deo" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/12_angeli.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>I racconti sulla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617469766974E0" target="_blank">nascita di Gesù </a>sono, fin dal primo istante, costellati da &#8220;incursioni&#8221; di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E67656C69" target="_blank">figure angeliche </a>che accompagnano l&#8217;arrivo del figlio di Dio, per proteggere una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D617269612076657267696E6520677261766964616E7A61" target="_blank">gravidanza</a> che sembra da subito &#8220;a rischio&#8221;.<span id="more-5569"></span><br />
La faccenda è programmata con grande anticipo, a partire dalla futura mamma che viene fatta nascere da una coppia onesta e religiosa. L&#8217;arrivo di questa creatura viene preannunciato da <strong>due</strong> <strong>angeli </strong>che si presentano agli increduli e anziani genitori, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E6E612067696F61636368696E6F2072656C6967696F6E65" target="_blank">Anna e Gioacchino</a>, i quali chiamano la bimba <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D617269612062616D62696E6127" target="_blank">Maria </a>e la affidano al Tempio al compimento dei tre anni.<br />
Maria cresce, nutrita per mano di <strong>un altro</strong> <strong>essere mistico</strong> fino a che, a 12 anni, viene data in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D61726961206769757365707065206D617472696D6F6E696F2072656C6967696F6E65" target="_blank">sposa</a> a Giuseppe.<br />
E&#8217; l&#8217;<strong>arcangelo</strong> <strong>Gabriele</strong> ad <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E6E756E6369617A696F6E65" target="_blank">annunciare</a> alla fanciulla che Dio l&#8217;ha scelta per una maternità &#8230; parecchio difficile! Ma, a questo punto, va protetta dall&#8217;ira del futuro sposo, ignaro dell&#8217;evento divino. Così, ecco un <strong>quinto messaggero</strong> <strong>celeste</strong> apparire in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F676E6F2067697573657070652076616E67656C6F" target="_blank">sogno a Giuseppe </a>e calmare l&#8217;animo turbato dell&#8217;uomo, chiarendo l&#8217;intervento di Dio nella sua vita e in quella della sua futura famiglia.<br />
Nasce finalmente Gesù e <strong>tutte le schiere celesti</strong> esplodono in canti di gioia, ma nell&#8217;iconografia della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617469766974E0" target="_blank">Natività</a> abbiamo alcuni particolari angeli che trovano spazio. Cinque creature mistiche, ma molto più spesso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E67656C69206E617469766974E0" target="_blank"><strong>tre</strong>, cantano o suonano</a> in onore del sacro bambino, accanto al luogo della nascita o volteggiando sopra la grotta e indossano tuniche colorate: una di rosso (simbolo di Carità), una di bianco (simbolo di Fede) e una di verde (simbolo di Speranza).<br />
Nel Protovangelo di Giacomo, in cui vengono citate delle provvidenziali <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6576617472696365206E617469766974E0" target="_blank">levatrici</a> che assistono al parto, c&#8217;è anche <strong>una &#8220;comparsa</strong>&#8220;: l&#8217;angelo che guarisce la mano ustionata di una delle due levatrici, la quale, scettica sulla verginità della partoriente, aveva osato controllare di persona.<br />
La nascita del figlio di Dio viene <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706173746F7269206E617469766974E020616E6E756E63696F" target="_blank">annunciata ad un gruppo di pastori </a>da <strong>una creatura alata</strong> (e siamo a dieci!) così luminosa da terrorizzarli; poi rincuorati dal messaggio, i pastori si avvicinano alla grotta per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706173746F7269206E617469766974E02061646F72617A696F6E65" target="_blank">adorare</a> il bambino.<br />
Ma le visite non sono finite: arrivano dei sapienti dall&#8217;Oriente, guidati da una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6D6574612072656C6967696F6E65" target="_blank">stella</a>; sono stati ospitati da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65726F64652072656C6967696F6E65" target="_blank">Erode</a> e il sovrano ha strappato loro la promessa di fargli sapere dove vive il grande re di cui parlano i loro astri. Le intenzioni di Erode non sono delle migliori, così Dio invia in sogno ai <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277265206D61676927" target="_blank">Magi</a> <strong>un</strong> <strong>angelo</strong> perché li avverta di tornare a casa senza avvisare il tiranno. A questo punto la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773616372612066616D69676C696127" target="_blank">Sacra Famiglia </a>deve fuggire: il <strong>messaggero divino</strong> scende ancora una volta per allertare nel sonno Giuseppe affiché prenda moglie e figlio e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276675676120696E2065676974746F27" target="_blank">scappi in Egitto</a>.<br />
La presenza degli angeli nella vita di Cristo sarà costante anche in seguito e si farà più incisiva nei momenti salienti e drammatici; sarà di nuovo una creatura mistica ad <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E67656C6F20726573757272657A696F6E65" target="_blank">annunciarne anche la Resurrezione,</a> presentandosi in forma corporea alle donne, come sempre accade nella narrazione dei Vangeli in cui l&#8217;avvertimento in sogno è la &#8220;scorciatoia&#8221; necessaria solo per raggiungere la scettica mente maschile!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>I Pigmei e Raffaella</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente uscito per i tipi della casa editrice Polaris Io e i Pigmei il primo libro narrativo di Raffaella Milandri &#8211; naturalmente illustratissimo -  dove Raffaella guida con partecipata sensibilità il lettore  alla scoperta dei Pigmei odierni: Chi sono e quali sono le straordinarie tradizioni di questa cultura millenaria? Qual è il devastante impatto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pigmei_RAAF.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5957" title="Io e i Pigmei - Raffaella Milandri - Edizioni Polaris" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pigmei_RAAF.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Finalmente uscito per i tipi della casa editrice Polaris <a href="http://www.polaris-ed.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=shop.flypage&amp;product_id=679&amp;category_id=2&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=21" target="_blank"><em>Io e i Pigmei</em> </a>il primo libro narrativo di <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/info/raffaella-milandri/" target="_blank">Raffaella Milandri</a> &#8211; naturalmente illustratissimo -  dove Raffaella guida con partecipata sensibilità il lettore  <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7069676D6569" target="_blank">alla scoperta dei Pigmei</a> odierni: Chi sono e quali sono le straordinarie tradizioni di questa cultura millenaria? Qual è il devastante impatto del Progresso su questo popolo pacifico e in profonda armonia con la natura? Raffaella risponde a questi interrogativi  ed altri con passione, inoltre<span id="more-5948"></span> racconta il suo straordinario rapporto di fratellanza con questo popolo, di come è arrivata a comprendere il dramma vissuto da queste genti e del suo viaggio nella foresta per raggiungere i luoghi della sua impresa &#8230;ma è davvero difficile rendere l&#8217;idea di quanto si racconta, consigliamo vivamente di <a href="http://www.polaris-ed.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=shop.flypage&amp;product_id=679&amp;category_id=2&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=21" target="_blank">leggere il libro</a>!</p>
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		<title>Dimensione Fantasia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io scrivo di entrare e uscire dall&#8217;occhio con una macchina fotografica e cose simili e forse credete che si tratti di metafore o parabole ma non è vero, il mio è un discorso reale, concreto, io parlo di fatti veri e possibili che avvengono nella quarta dimensione che io definisco mentale, meglio ancora cerebrale. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/cubo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5888" title="cubo " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/cubo.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a><br />
Io scrivo di entrare e uscire dall&#8217;occhio con una macchina fotografica e  cose simili e forse credete che si tratti di metafore o parabole ma non  è vero, il mio è un discorso reale, concreto, io parlo di fatti veri e  possibili che avvengono nella quarta dimensione che io definisco  mentale, meglio ancora cerebrale. Ma cos&#8217;è la quanta dimensione?<span id="more-5887"></span> Cito e  vario: con la definizione di quarta dimensione in generale ci si  riferisce ad una dimensione immediatamente successiva alle tre  dimensioni dello spazio reale (euclideo) ovvero una dimensione  immediatamente successiva alle tre dimensioni spaziali percepite  (attenti! percepite non solo viste) dall&#8217;uomo. Il tema della quarta  dimensione abbraccia non solo i campi della matematica e della fisica ma  anche quello della filosofia e della psicologia e, come corollario,  anche quelli della letteratura e della fantascienza e specialmente della  FOTOGRAFIA &#8230;..<br />
&#8230; fra i miei rimorsi uno è quello di essermi rotta la testa leggendo i  discorsi di sicuro geniali ma difficilissimi come linguaggio, non  nella sostanza, di fisici e matematici sulla quarta dimensione, che se  si riduce il nome a Fantasia non ci rimette granchè e diventa più  semplice. Io poi arrivo a scrivere che già la Fotografia, certe le sue  immagini, sono di una quarta dimensione e possono essere, anzi devono  essere sopratutto, anzi solamente pensate &#8230;.</p>
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		<title>12 personaggi in cerca di &#8230; forbici!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei più bei ricordi di Natale della mia infanzia è legato ad un libro. Era un libro magico, capace di trasportarmi all&#8217;interno della storia facendomi diventare tanto piccola da camminare sui sentieri dipinti di bianco, aprire con  le mie mani i pesanti portoni del castello, cogliere i frutti dell&#8217;albero incantato, scostare le tende della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/prova_POP_UP.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5565" title="Pop up- paper engineer Massimo Missiroli - http://www.pop-ups.net/popups/popup.htm" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/prova_POP_UP.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Uno dei più bei ricordi di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6174616C65" target="_blank">Natale</a> della mia infanzia è legato ad un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6962726F20696E66616E7A6961" target="_blank">libro</a>. Era un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D61676961206661766F6C65" target="_blank">libro magico</a>, capace di trasportarmi all&#8217;interno della storia facendomi diventare tanto piccola da camminare sui sentieri dipinti di bianco, aprire con  le mie mani i pesanti portoni del castello, cogliere i frutti dell&#8217;albero incantato, scostare le tende della stanza proibita, guardare negli occhi il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6661766F6C61206C75706F" target="_blank">lupo famelico</a>&#8230;<span id="more-5526"></span><br />
Allora la realtà virtuale era ancora lungi dall&#8217;invadere i nostri sensi, il <a href="http://www.film3d.it/index.php/cartoni-animati" target="_blank">3D cinematografico </a>muoveva i primi passi e la fantasia dei bambini aveva ancora una certa autonomia dalla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707562626C69636974E02062616D62696E69" target="_blank">pubblicità</a>, ma, soprattutto, io avevo tra le mani un preziosissimo, colorato, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6661766F6C61" target="_blank">fiabesco</a> libro POP UP! Così potete immaginare la mia gioia quando, poco tempo fa, ho incontrato un caro amico della Fototeca: <a href="http://www.pop-ups.net/" target="_blank">Massimo Missiroli</a>, il maggiore <em>paper engineer</em> in Italia, grande esperto di didattica dell&#8217;immagine il quale, oltre a tenere laboratori di tecnica pop up, progetta libri meravigliosi con costruzioni di carta animate, l&#8217;ultimo dei quali<a href="http://www.nicolettacosta.it/2011/04/il-mio-primo-popup-la-casa-dei-gatti/" target="_blank"> &#8220;La casa dei Gatti&#8221; </a>è scritto da Nicoletta Costa, la &#8220;mamma&#8221; di Giulio Coniglio.<br />
Diversamente da come si potrebbe pensare, la storia dei libri pop up (lett. <em>salta su</em>) li vede nascere come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64696461747469636F" target="_blank">strumento didattico </a>per illustrare teorie e ricerche in campo scientifico. Primi fruitori furono infatti gli adulti, che si servirono di queste immagini particolari come sussidi per i loro studi. Fin dal XIV secolo, alcuni <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7461766F6C6120616E61746F6D696361" target="_blank">libri anatomici </a>furono illustrati con la tecnica del &#8220;flap&#8221;, una aletta di carta che, sollevata, mostra l&#8217;interno del soggetto disegnato o cosa si nasconde sotto una superficie. Solo verso la fine del &#8217;700 si avviò una produzione, che trattava temi legati allo spettacolo e al racconto tradizionale o fantastico e vennero pubblicati i primi libri &#8220;passatempo&#8221;.<br />
Va ricordato che una serie di giocattoli ottici anticiparono effetti e contenuti di molti libri tridimensionali stampati nella seconda metà del secolo XIX: strumenti di origine scientifica, come la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C616E7465726E61206D6167696361" target="_blank">lanterna magica</a>, gli specchi curvi per le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E616D6F72666F7369" target="_blank">anamorfosi</a>, le macchine ottiche del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726563696E656D61" target="_blank">precinema</a>, furono trasformati per produrre spettacoli, fra questi i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70616E746F73636F70696F" target="_blank">pantoscopi</a>, le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736361746F6C61206F7474696361" target="_blank">scatole ottiche </a>e i peep show i cui effetti modificati e semplificati, ritroviamo fra le pagine di molti libri pop-up.<br />
<a href="http://www.pop-ups.net/popups/storia1.htm" target="_blank">Lothar Meggendorfer </a>(1847-1925) è il &#8220;genio&#8221; inventore dei libri meccanici più complessi fin ora creati. Costretto ad abbandonare la scuola alla morte del padre, nel 1862 grazie all&#8217;interessamento di un amico che riconobbe il suo talento, cominciò a frequentare l&#8217;Accademia d&#8217;Arte di Monaco. Nel 1866 entrò nello staff della rivista umoristica <em>Fliegende Blatter</em> (Fogli Volanti) e in seguito collaborò anche con altre pubblicazioni, ma disegnare e colorare non gli bastava. Lo interessavano certi biglietti d&#8217;auguri per bambini che presentavano immagini mobili o in rilievo. Si dice che, prendendo spunto da questi, Meggendorfer costruisse, come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726567616C69206E6174616C65" target="_blank">regalo di Natale </a>per i suoi figli, un libro con figure che si muovevano come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6172696F6E65747461" target="_blank">marionette</a>. Aveva intagliato alcune parti delle figure disegnate su un foglio e le aveva fissate allo sfondo con piccole spirali di metallo collegate fra loro con listarelle di cartone nascoste fra le pagine. Tirando una piccola leva che spuntava dal bordo del foglio, le figure si animavano.<br />
Quello fu il prototipo del primo dei tanti libri che preparò, per i quali realizzò sorprendenti meccanismi che gli permettevano di far compiere ai protagonisti dei suoi disegni fino a cinque o sei movimenti contemporaneamente e in direzioni diverse, quando le immagini realizzate dagli altri autori ne compivano uno o due alla volta.<br />
Ancora oggi i suoi lavori ispirano i più creativi ingegneri della carta.<br />
Quest&#8217;anno, a qualche decennio di distanza dal mio Natale magico, ho deciso di regalare un nuovo libro pop up ai miei ipertecnologici bambini perché il bisogno di magia (e anche di tecnologia!) necessita di strumenti che, per loro, sono meno conosciuti e inaspettatamente tridimensionali e, con un&#8217;occhiata alle <a href="http://www.pop-ups.net/makepopups/makepopups.htm" target="_blank">video lezioni </a>di Massimo magari riuscirò a realizzare, se non il presepe, almeno dei bellissimi e originali biglietti d&#8217;auguri!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Macchinosa ed oculare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forza Amici che state diventando gli unici al mondo che fanno finalmente un discorso serio e concreto sulla fotografia e non scherzo. Guardate il disegno, è del &#8217;500, cinque secoli fa, non so o non ricordo chi lo ha fatto ma era un genio che aveva capito come la Camera Oscura, allora di uso comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/camera-obscura.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5882" title="all'interno della camera obscura" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/camera-obscura.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p>Forza Amici che state diventando gli unici al mondo che fanno finalmente  un discorso serio e concreto sulla fotografia e non scherzo. Guardate  il disegno, è del &#8217;500, cinque secoli fa, non so o non ricordo chi lo ha  fatto ma era un genio che aveva capito come la Camera Oscura, allora di  uso comune fra gli artisti, fuzionava come l&#8217;Occhio dandole nel disegno  questa forma. Adesso attenti: l&#8217;invenzione della fotografia (calotipia  1839) fu quella<span id="more-5881"></span> di riuscire a portare l&#8217;immagine che si forma sul fondo  delle camere oscure. cioè di una parete, un sopporto, fotosensibile e  movibile: allora la camera oscura diventa una &#8220;macchina&#8221; fotografica.  Attenti Amici al grande salto: l&#8217;immagine che si forma sulla &#8220;parete&#8221; di  fondo dell&#8217;occhio non si può bloccare e non è asportabile, ma se io  posso entrare nell&#8217;occhio con una &#8220;macchina&#8221; fotografica, la sua  fotografia &#8220;macchinosa&#8221; di una fotografia &#8220;oculare&#8221; che ottengo lo  diventa. Insomma, fotografare diventa la riproduzione fotografica con  una camera oscura moderna, progredita, della fotografia di una camera  oscura, dove nella prima la parete di fondo è fotosensibile è anche una  memoria movibile e sostituibile, mentre nella seconda e parlo adesso  dell&#8217;occhio, la parete di fondo, è anch&#8217;essa fotosensibile e rinnovabile  ma non asportabile; poi nella camera oscura come quella del disegno la  parete di fondo non è fotosensibile, non è sportabile ma l&#8217;immagine è  solo visibile &#8230;. continua<br />
.. lo so che qualcuno adesso dice ma io anche senza avere mai fatto o  sentito tutto questo discorso, continuo e ne godo a fotografare. Ma  certo e fai bene e fanno tante di fotografie e parlane con gli altri che  vuoi. Però non parlare e peggio ancora non scrivere di FOTOGRAFIA &#8230;.</p>
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		<title>Diventare immagine</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 09:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amici tenete duro vi giuro che ne vale la spesa. L&#8217;occhio non è come una macchina fotografica, è la macchina fotografica che imita l&#8217;occhio e che adesso con quelle digitali ha fatto un salto enorme di qualità. E poi mi ripeto: la cosa che si trova davanti all&#8217;occhio non è la cosa che si trova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/schema_OCCHIO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5877" title="schema dell'occhio" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/schema_OCCHIO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Amici tenete duro vi giuro che ne vale la spesa. L&#8217;occhio non è come una  macchina fotografica, è la macchina fotografica che imita l&#8217;occhio e  che adesso con quelle digitali ha fatto un salto enorme di qualità. E  poi mi ripeto: la cosa che si trova davanti all&#8217;occhio non è la cosa che  si trova dentro l&#8217;occhio: la prima è una cosa un oggetto una scena  eccetera, la seconda è la sua fotografia fatta dall&#8217;occhio, ed è quella  che vede il cervello e ci ragiona. Attenti adesso che quello che viene è  importante: quando con la Nikon fotografo e inquadro<span id="more-5876"></span> il soggetto NON  FOTOGRAFO COME SI CREDE IL SOGGETTO MA LA SUA IMMAGINE CHE SI E&#8217; FORMATA  NEL FONDO DELL&#8217;OCCHIO. Le fotografie che prendiamo con la Nikon non  sono della cosa ma sono un riproduzione della fotografia della cosa o in  genere di una sua parte che le sta facendo l&#8217;occhio! Ora propongo una  metafora scema ma che fa meglio capire: quando fotografate voi piccini  piccini entrate nell&#8217;occhio, girate la schiena alla pupilla e vi trovate  davanti a una fotografia enorme che la pupilla proietta sul fondo. Poi  dietro c&#8217;è un filo che la porta al cervello con cui ragionate e  scegliete la parte da riprodurre (riprodurre!!!) con la Nikon. Insomma  allora con le Nikon e le altre non si fotografano mai le cose? Mai! Si  riproducono sempre le fotografie che fa l&#8217;occhio domanda: ma tutto questo cambia molto le cose, il fotografare? Come  venire a sapere che non è il Sole che gira intorno alla Terra ma  viceversa &#8230;</p>
<p>HANA &#8220;Una possibile osservazione: metto la Nikon sul cavalletto,  inquadro la cosa, aziono l&#8217;autoscatto: anche stavolta ne riproduco  l&#8217;immagine oculare, oppure finalmente predo la fotografia diretta della  cosa? E questo non mette in crisi il discorso di poco fa?&#8221;;</p>
<p>ANDO &#8220;No, hai solo capovolto il discorso, dove per prima veniva la  fotografia dell&#8217;occhio, e per seconda la sua riproduzlone con la Nikon.  Adesso viene per prima la Nikon ma per vederne l&#8217;immagine devo  riprodurla con l&#8217;occhio. Per assurdo potrei lasciare la fotografia della  Nikon dove è nata ma allora non esiste addirittura la cosa&#8230;</p>
<p>HANA &#8220;Fammi capire, se non sono state mai nemmeno una volta guardate, viste e fotografate dall&#8217;occhio, le cose non esistono?&#8221;;</p>
<p>ANDO &#8220;E qui casca l&#8217;asino del linguaggio parlato e scritto, che è  insufficiente per parlare di fotografia e molte altre cose: per  risponderti non posso fare altro che capovolgere la tua frase: domandi,  se una cosa non è mai stata fotografata, se non sono in possesso della  sua fotografia oculare che resta l&#8217;unico documento, l&#8217;unica prova della  sua esistenza non esiste? Ebbene si! Per esistere una cosa deve  diventare immagine fotografica&#8230;&#8221;;</p>
<p>HANA &#8220;&#8230; la quale dunque è più cosa della cosa &#8230;&#8221;;</p>
<p>ANDO &#8220;&#8230; è la sola cosa&#8230;&#8221;</p>
<p>‎ANDO &#8220;Hana, quella che abbiamo fatto è solo una pattuizione  linguistica, alla quale siamo stati costretti per la povertà del  linguaggio disponibile per parlare di fotografia&#8230;&#8221;</p>
<p>HANA &#8220;&#8230; e quelli che tanto ne parlano?&#8230;&#8221;;</p>
<p>ANDO &#8220;&#8230; ripeto parlano solo dei fumi degli arrosti fotografici &#8230;&#8221;&#8230;</p>
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		<title>La Gioconda migliore</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 09:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amici, osservate on attenzione la fotografia allegata (insisto? pensate, meditate con attenzione sulla fotografia che si è formata in fondo al vostro occhio e che poi un cavo-nervo ha inviato al vostro cervello per ragionarci), in basso a sinisra si vede il grande salone del Louvre dove in fondo tutta una parete è stata data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LOUVRE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5870" title="La Gioconda il capolavoro dei capolavori " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LOUVRE.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p>Amici, osservate on attenzione la fotografia allegata (insisto? pensate,  meditate con attenzione sulla fotografia che si è formata in fondo al  vostro occhio e che poi un cavo-nervo ha inviato al vostro cervello per  ragionarci), in basso a sinisra si vede il grande salone del Louvre dove<span id="more-5869"></span> in fondo tutta una parete è stata data a un piccolo quadro, la  Gioconda, piccola che però è il capolavoro più famoso del museo. Io la  ho ingrandita su tutta la parete lasciando al centro l&#8217;originale  piccolino: naturalmente oggi è un lavoro possibile, addirittura facile e  molti laboratori, specialmente quello del Louvre, potrebbero farlo.  L&#8217;ingrandimento ovviamente in digitale non toglie niente ma niente ma  niente all&#8217;originale: capito? Anzi, lo ripulisce, lo rinfresca, lo fa  brillare &#8230; in una parola lo illumina con una luce perfetta che nel  salone non ci è nemmeno per ridere e i coglioni che sono venuti magari  da Tokio per vedere la Gioconda finalmente la vedono mentre adesso lo  beccano in culo.<br />
Ma il discorso terribile è un altro: la qualità fondamentale dei Grandi  Capolavori dell&#8217;Arte, il loro valore essenziale, sta nel fatto ripetuto  mille volte che sono unici, irripetibili, non sono esattamente copiabili  nemmeno nemmeno: sono soli, solissimi, noumeni &#8230;. eccetera eccetera. E  &#8216; mica un semplice mito, è un atto della ragione, è matematico: è la  condizione essenziale per cui un&#8217;opera d&#8217;arte è un Grande Capolavoro.<br />
Bene, la fotografia ha distrutto anche questo mito: il rifacimento della  Gioconda, di tutte le Gioconde, non solo è possibile ma le rende  migliori e di mille volte, un salto di qualità specialmente per l&#8217;ultima  riproduzione che poi è quella che conta: quella che si forma in fondo  alla camera oscura che abbiamo nella testa, anzi due &#8230;.<br />
ma cosa alla fine voglio concludere con tutti questi discorsi che  svuotano del loro significato e valore diciamo ufficiale, non sociale  però, l&#8217;Arte Sacra e adesso la Laica? Non voglio concludere niente,  proprio niente e sopratutto non voglio cambiare niente: sono contento di  uscire con qualche amico da un mondo dove lo Stato, che ha bisogno di  cittadini persuasi di essere poveri idioti che hanno bisogno di essere  guidati per il naso, dove lo Stato, il Potere, fanno i Louvre dove, come  scrive Adorno, uno quando esce dopo la visita è meglio persuaso che lui  è davvero un povero idiota che non si merita la Gioconda &#8230;.<br />
‎&#8230;. HANA &#8220;Ma allora secondo te bisognerebbe chiudere i musei e abolire  le Gioconde&#8221;; &#8220;ANDO &#8221; Non dire stupidaggini, lo sai che non è cosi:  bisognerebbe appendere vicini ai Grandi Capolavori dei testi come quelli  di questa bacheca, poi dare ai bambini delle copie su povera carta  della Gioconda perchè ci facciano i baffi o altre cose così e  naturalmente parlargli in modo buffo delle ragioni per cui &#8230;.. e via  dicendo. Non si deve buttare via niente, meno che mai gli oggetti, il  prodotto delle cose che i fatti concreti, reali, sofferti hanno  controllato che non andavano bene &#8230; se dico che Auschwitz è stato un  prodotto inevitabile dello Illuminismo, del Razionalismo &#8230;. e alla  fine anche del Giocondalismo c&#8217;è qualcuno che sappia come darmi torto?</p>
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		<title>Genesi 6, 5 -12</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 09:08:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo come si dice sotto Natale, tempo di auguri, e di buone letture o riletture. Quanti di voi Amici carissimi conoscono questa? &#8220;(Genesi 6, 5 -12) Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BUONA_nata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5866" title="Genesi 6, 5 -12 - Diluvio Universale" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BUONA_nata.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p>Siamo come si dice sotto Natale, tempo di auguri, e di buone letture o  riletture. Quanti di voi Amici carissimi conoscono questa? &#8220;(Genesi 6, 5  -12) Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla  terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l&#8217;uomo sulla terra e se ne  addolorò in cuor suo. Il Signore disse:<span id="more-5865"></span> &#8220;Sterminerò dalla terra l&#8217;uomo  che ho creato: con l&#8217;uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli  del cielo, perché sono pentito d&#8217;averli fatti &#8230; Allora Dio disse a  Noè: &#8220;E&#8217; venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa  loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.  Fatti un&#8217;arca di legno di cipresso; dividerai l&#8217;arca in scompartimenti e  la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l&#8217;arca  avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di  altezza. Farai nell&#8217;arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai;  da un lato metterai la porta dell&#8217;arca. La farai a piani: inferiore,  medio e superiore. Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla  terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di  vita; quanto è sulla terra perirà.&#8221; La figura davvero bellissima  rappresenta gli italiani che cercano invano di mettersi in salvo,  l&#8217;immagine è particolarmente feroce: notate l&#8217;Arca è chiusa serrata, già  si muove, gli ultimi disperati bussano invano alle porte</p>
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		<title>Macchina fotografica naturale</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 08:55:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;occhio umano (e degli organismi superiori) raccoglie la luce che gli proviene dall&#8217;ambiente, ne regola l&#8217;intensità attraverso un diaframma (l&#8217;iride), la focalizza attraverso un sistema regolabile di lenti per formarne un&#8217;immagine e trasforma questa immagine in una serie di segnali elettrici che attraverso il nervo ottico vengono inviati al cervello per l&#8217;elaborazione e l&#8217;interpretazione. Insomma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/occhione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5861" title="occhio - macchina fotografica" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/occhione.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p>L&#8217;occhio umano (e degli organismi superiori) raccoglie la luce che gli  proviene dall&#8217;ambiente, ne regola l&#8217;intensità attraverso un diaframma  (l&#8217;iride), la focalizza attraverso un sistema regolabile di lenti per  formarne un&#8217;immagine e trasforma questa immagine in una serie di segnali  elettrici che attraverso il nervo ottico vengono inviati al cervello  per l&#8217;elaborazione e l&#8217;interpretazione. Insomma è una macchina<span id="more-5860"></span> fotografica digitale e noi non vediamo le cose ma l&#8217;immagine delle cose  che si forma sul fondo dell&#8217;occhio. Attenti Amici che ora viene il bello  e ci divertiamo da matti. La calotipia (fotografia) provando come si è  visto che le immagini dell&#8217;Arte Sacra sono false, ha però confermato che  le immagini formate dall&#8217;occhio sono vere perchè corrispondono a quelle  calotipiche. Voi dite che non ce n&#8217;era bisogno? Non si sa mai. La  calotipia (fotografia) in un certo senso è meglio dell&#8217;occhio perchè le  sue immagini che si formano sul fondo si possono fissare, rendere  stabili, e portare fuori, mentre quelle dell&#8217;occhio no, però è vero che  l&#8217;occhio fotografa a raffica e forma mi pare 50/60 pixel al secondo,  necessari all&#8217;elaborazione cerebrale e per la piena potenzialità visiva  &#8230;. continua ed è affascinante &#8230;. ora divertiamoci a ragionare: quando  io guardo una fotografia vedo la riproduzione fotografica di una  immagine formatasi avanti nel tempo in un occhio artificiale e poi  fissata e portata fuori nello spazio. E se quando fotografo con una  macchina fotografica digitale guardo nel suo schermino vedo un dettaglio  di una ben più ampia immagine fotografica che è quella che formano le  macchine fotografiche NATURALI degli occhi che essendo due lo fanno a  tre dimensioni. Poi se usassi una Nikon 1 che fa volendo 60 immagini al  secondo, ecco che ciascuna è stata esposta con il tempo di esposizione  di quelle dell&#8217;occhio, e ciascuna, importantissimo, sarebbe la conferma  dell&#8217;altra &#8230;. eccetera eccetera, ecco che adesso, ma potrei  continuare, sono sicuro che la cosa di cui vedo l&#8217;immagine esiste  davvero e ci è stato un momento, anche coincidente, che si è trovata  illuminata dalla luce del Sole davanti alle due macchine fotografiche,  una in testa una in mano, per cui attenti abbiamo anche due prove che il  Sole c&#8217;è e poi l&#8217;Universo, e tutto per merito della prova data della  calotipia&#8230;.ora vedete io e adesso forse anche voi abbiamo questo  ragionare che potrebbe continuare un bel pezzo in fondo al cervello,  magari nell&#8217;Ego, ed è come un istinto fotografico naturale, per cui  quando parliamo e scriviamo di fotografia siamo come dire attrezzati  mentalmente per farlo: abbiamo come dire preso la patente fotografica .  Gli altri no, e intendo tutti gi altri: insegnanti, fotografi, critici,  storici &#8230; ma allora di cosa mai parlano tanto? Adesso ve lo dico &#8230;.nel  dizionario della lingua italiana si trova il modo di dire molto fumo e  niente arrosto, e questo parlando di cosa che malgrado le apparenze  nulla, non vale e questo sono anche le fotografie: arrosti più o meno  importanti, magri o succolenti, che fanno fumo. la cui quantità non ha  nulla a che fare con la qualità dell&#8217;arrosto. Ebbene tutti i critici,  storici, insomma esperti di fotografia parlano del fumo dell&#8217;arrosto  fotografico, ne scrivono libri e ne discutono accanitamente come se  fosse l&#8217;arrosto &#8230; che poi ci ritorno</p>
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		<title>Le 12, 24, 36 &#8230; Virtù Zodiacali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 07:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Natale siamo tutti più buoni, persino io che, dopo aver fustigato i dodici Segni con la rassegna dei loro peggiori Vizi, ho deciso di celebrare, tra stelline e cornamuse, le loro più tipiche Virtù. Lasciando un po&#8217; ai margini quelle teologali e aristoteliche, troppo difficili da tradurre in termini moderni, inizio dal segno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FSNgilardi_65738STELLE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5488" title="Le Virtù " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FSNgilardi_65738STELLE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>A <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276E6174616C6527" target="_blank">Natale </a>siamo tutti più buoni, persino io che, dopo aver fustigato i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7A6F646961636F202D6F7269656E7465" target="_blank">dodici Segni</a> con la rassegna dei <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/i-dodici-vizi-capitali/" target="_blank">loro peggiori Vizi</a>, ho deciso di celebrare, tra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7374656C6C61206E6174616C65" target="_blank">stelline</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7A616D706F676E61206E6174616C65" target="_blank">cornamuse</a>, le loro più tipiche <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776697274F927" target="_blank">Virtù</a>.<span id="more-5483"></span><br />
Lasciando un po&#8217; ai margini quelle teologali e aristoteliche, troppo difficili da tradurre in termini moderni, inizio dal segno dei <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/luno-e-il-tutto/" target="_blank">Pesci</a>, che ospiterebbe la Virtù della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C6C65676F7269612064656C6C61206665646527" target="_blank">Fede </a>(in armonia con la ricorrenza religiosa della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E617469766974E020676573F9" target="_blank">Natività</a>), ma che oggi possiamo definire attraverso una rara dote, quella della <strong>tolleranza</strong>. Gli appartenenti al segno dei Pesci hanno un&#8217;innata capacità empatica che permette loro di sintonizzarsi sui sentimenti altrui, di comprenderli e di accettare la fragilità di chi sta loro di fronte senza spaventarsi, anzi molto spesso stanno vicino a chi soffre con grande pazienza e amore, senza fare domande e soprattutto senza fare la morale a nessuno. Preziosi da invocare in caso vi trovaste in lacrime perché il vostro partner si è dileguato il 30 dicembre lasciandovi solo due petardi da sparare a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361706F64616E6E6F" target="_blank">Capodanno</a>.<br />
Anche un altro segno d&#8217;Acqua, il <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/la-forza-del-piu-debole/" target="_blank">Cancro</a>, è caratterizzato da una notevole <strong>capacità di cura</strong> che dispensa ai soggetti più deboli, in particolare a donne e bambini. Il Cancerino è dotato di un&#8217;autentica dolcezza, di amabilità, ma anche di una solida struttura difensiva che, provando una profonda antipatia per “il più forte”, mette spontaneamente al servizio di chi subisce prevaricazioni. Di solito il Natale cancerino si distingue per la presenza di almeno tre generazioni di familiari, riunite intorno a un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E65206E6174616C65" target="_blank">trionfo di piatti </a>ipercalorici, con annesso pisolino post prandiale, chiacchiere e film fantasy: o si ama o si odia!<br />
Lo <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/sul-filo-del-rasoio/" target="_blank">Scorpione</a>, il terzo segno d&#8217;Acqua dello Zodiaco, uno dei più acuti, intelligenti e <strong>coraggiosi</strong>, nonostante la sua fama “oscura” è l&#8217;amico, il socio, il partner che bisogna augurarsi di avere al proprio fianco durante una tempesta: lo Scorpione è l&#8217;unico segno capace di risorgere ogni volta da situazioni che chiunque altro giudicherebbe senza speranza. D&#8217;altronde ama il rischio e, quando non c&#8217;è, lo va a cercare per mettersi alla prova e tenere in allenamento le sue notevoli capacità di improvvisazione che, attenzione, si attiveranno anche durante le feste: tenetevi pronti ad una fuga dal caos consumistico verso lidi più propizi all&#8217;intimità.<br />
Un altro adrenalinico è il <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/i-%e2%9d%a4-90-ando-piccolo-omaggio-astrologico/" target="_blank">Gemelli</a>: curioso, <strong>allegro</strong> e lieve, brillante conversatore e ottimo ascoltatore, è capace di ridere di sé e degli altri e di riempire con i suoi racconti qualunque silenzio. Sarebbe bene averne uno per famiglia in occasione di festività a rischio di noia, così da potersi assicurare un Natale all&#8217;insegna dell&#8217;umorismo e del divertimento: bando alla tombola e largo alla Wii!<br />
Con la <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/i-due-piatti-della-bilancia-3/" target="_blank">Bilancia</a> raggiungiamo le vette della Virtù: troviamo riunite in questo segno il <strong>rispetto </strong>dell&#8217;altro, un impeccabile <em>savoir faire</em> e un profondo senso di giustizia; questo Segno è associato a quella che nel Medioevo si chiamava <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6C65676F7269612070727564656E7A61" target="_blank">Prudenza</a>, cioè il discernimento: la capacità di distinguere il Vero dal Falso, il Bene dal Male. L&#8217;equilibrio con cui la Bilancia si muove nel mondo è frutto di un&#8217;innata sensibilità verso il bello in senso lato, che si riflette in tutto ciò che fa. Se siete invitati per Natale o Capodanno a casa di una Bilancia, ve ne accorgerete perché sarà tutto armonioso: la tavola, le decorazioni, la musica, la disposizione degli ospiti, le pietanze, la conversazione e la padrona di casa non farà trapelare il minimo affanno nell&#8217;aver allestito tutto ciò, magari in mezza giornata!<br />
La migliore dote dell&#8217;<a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/gocce-di-verita/" target="_blank">Acquario</a>, l&#8217;<strong>indipendenza di pensiero</strong>, porta questo moderato e originale segno d&#8217;aria a rifuggire tutto ciò che è legato alle tradizioni consolidate, infatti è un&#8217;ottimo compagno di studi, di sport, di viaggio, di giochi, di elucubrazioni filosofiche, ma non chiedetegli di aiutarvi a fare il solito <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726573657065" target="_blank">presepe</a>: vi proporrebbe di farlo con i pupazzetti delle merendine, poi metterebbe una Barbie al posto della Madonna e un T-Rex al posto dell&#8217;asinello!<br />
Per realizzare un presepe degno di questo nome, il tipo giusto a cui rivolgersi è il <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/womens-power/" target="_blank">Toro</a>, grande <strong>cultore</strong> sia <strong>dell&#8217;arte</strong> che delle tradizioni, paziente, gentile, con il suo grande amore per la natura si farebbe delle gran passeggiate alla ricerca dei sassi giusti per fare le montagne, del muschio più soffice per il prato, delle pigne e delle bacche più belle per un centrotavola natalizio. Infine, cinto un bel grembiule e brandito un mestolo, preparerebbe un pranzo coi fiocchi per parenti e amici.<br />
La <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/un-talento-microcosmico/" target="_blank">Vergine</a>, altro segno di Terra, affidabile, precisa, attenta, seria e laboriosa ha una dote che io preferisco su tutte le altre: la <strong>modestia</strong>. Vera e autentica. La sua lucida intelligenza e il suo sguardo disincantato non le impediscono di divertirsi un mondo nell&#8217;organizzare nei dettagli la più bella festa di Capodanno mai vista, magari con cibi sani e un&#8217;occhio di riguardo al livello di pulizia dell&#8217;ambiente; poi, sistemati gli ultimi fiori e piante che tanto ama, si metterà in un punto strategico e ridacchierà alle vostre spalle quando, alticci, augurerete <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6272696E64697369206361706F64616E6E6F" target="_blank">Buon Anno </a>al cactus travestito da gnomo.<br />
Uno che, invece, non perderà il controllo neppure in vacanza è il <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/il-potere-logora-chi-non-ce-lha/" target="_blank">Capricorno</a>: su di lui e sulla sua <strong>fermezza</strong>, l&#8217;antica Virtù chiamata <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C6C65676F7269612064656C6C6120666F727A6127" target="_blank">Fortezza</a>, si può sempre contare. L&#8217;anno si chiude e gli impegni lavorativi si intensificano, ma il Capricorno, con perseveranza e senso del dovere, è l&#8217;unico che riesce sempre a prendere decisioni, anche scomode o particolarmente onerose, senza lamentarsi e senza mettere al corrente nessuno della fatica che gli costa questo suo “prendersi carico” di tutto. Così si potrà essere indulgenti quando il nostro <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7363726F6F6765" target="_blank">rifiuterà di farsi coinvolgere </a>dall&#8217;atmosfera magica e festosa del Natale, immergendosi per tutto il tempo nella lettura del libro che gli avrete regalato.<br />
La dote che invece brilla nel <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/eccesso-di-grandezza/" target="_blank">Leone</a> è quella che, un tempo, veniva chiamata Magnanimità o magnificenza, cioè la capacità di fare le cose in grande irraggiando intorno a sé i benefici effetti della propria <strong>generosità</strong>. Un Leone ama esagerare, ma il suo istinto è quello di far stare bene tutti: è leale, sicuro di sé, non ha problemi a riconoscere le doti altrui e non è avaro di complimenti e gratificazioni materiali nei confronti di familiari, amici, collaboratori. I suoi inviti natalizi sono sfavillanti, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726567616C69206E6174616C65" target="_blank">ricchi di doni </a>e riflettono il suo grande calore umano.<br />
L&#8217;<a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/il-principe-e-il-povero/" target="_blank">Ariete</a>, coraggioso, onesto, sincero è un campione di <strong>intraprendenza</strong>: è sempre il primo a lanciarsi in ogni impresa, non ha paura di nulla, ama la competizione, è incuriosito da tutte le cose nuove che gli capitano a tiro e sembra sempre in corsa con il tempo. La sua impazienza accelera i ritmi di tutta la famiglia che, già il primo di dicembre, è costretta ad allestire <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C6265726F206469206E6174616C6527" target="_blank">albero</a>, presepe, luminarie esterne e ghirlanda sulla porta d&#8217;ingresso, segno evidente che anche stavolta, il nostro focoso amico è arrivato primo!<br />
Niente a che vedere con il candido, <strong>ottimista</strong>, entusiasta <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/blog/piedi-a-terra-e-sguardo-al-cielo/" target="_blank">Sagittario </a>che aspetta fremente le vacanze natalizie per scappare via dalla solita routine e lanciarsi sulle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x766163616E7A65206E657665" target="_blank">piste di sci </a>con chiunque abbia voglia di seguirlo. Distratto e svagato, non sa più dove ha messo le decorazioni dell&#8217;albero, ma non importa: salteranno certamente fuori all&#8217;ultimo momento e si potranno sistemare in cinque minuti; altri cinque minuti per le valigie, poi &#8230; lo sciopero dei treni potrebbe essere un problema, ma verrà senz&#8217;altro revocato, infondo è Natale e la probabilità di un miracolo è altissima!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>12 Preludi per una fuga</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[12 Preludi per una fuga. La prima immagine che di solito è evocata dalla parola fuga corrisponde all’atto di scappare di fronte a qualcosa o a qualcuno, mentre il suo significato elementare ed originario, ricostruibile attraverso l’etimologia, esprime piuttosto l’idea di una deviazione da un percorso lineare compreso tra due punti, un allontanarsi da. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CASA_BAKITA2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5468" title="calendario 2012 Casa Bakita - 12 Preludi per una fuga - Mostra in corso 25.11.2011 - XYZ Via Inferiore, 31 31100 Treviso, Italia" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CASA_BAKITA2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://www.12preludiperunafuga.org/#!prettyPhoto" target="_blank">12 Preludi per una fuga. </a> La prima immagine che di solito è evocata dalla parola fuga corrisponde all’atto di scappare di fronte a qualcosa o a qualcuno, mentre il suo significato elementare ed originario, ricostruibile attraverso l’etimologia, esprime piuttosto<span id="more-5465"></span> l’idea di una deviazione da un percorso lineare compreso tra due punti, un allontanarsi da. La radice indoeuropea BHUJ- (FUG- nella traslitterazione latina) il cui senso è “andare avanti con slancio”, è presente nel sanscrito bhujati, che vuol dire appunto “piegare”, “curvare”. È interessante notare che BHUJ- contiene una polivalenza di significati connessi all’idea di vitalità e di movimento vitale, tanto che bhuj in sanscrito significa anche “godere”, “gioire”.<br />
Il lavoro che viene presentato per questa edizione del calendario di Casa Bakhita vede protagonisti di un servizio fotografico di moda alcuni ospiti della struttura, di età e nazionalità diverse, ritratti singolarmente o in coppia negli ambienti del Lanificio Conte, Fabbrica Saccardo e casa Bakhita stessa.<br />
L’idea che sta alla base di questo progetto è l’accostamento stridente di elementi incongrui, finalizzato alla ricerca di quella tensione necessaria per far emergere in maniera poetica e dirompente lo spirito e la bellezza dell’universo Casa Bakhita.</p>
<p><a href="http://www.samarcandaonlus.it/casabakhita.htm" target="_blank">Casa Bakhita </a>è un servizio di accoglienza per adulti senza dimora. La casa offre una temporanea accoglienza notturna oltre alla possibilità di lavarsi e di lavare i propri indumenti; è organizzata con un servizio mensa, un servizio di segretariato sociale e prevede l’opportunità di percorsi differenziati attraverso l’appartamento di sgancio/autonomia.</p>
<p>12 Preludi per una fuga<br />
Organizzazione e Produzione: Marina Pigato, Lucia Pozza, Sandra Turcato<br />
Concept e Fotografia: Piero Martinello<br />
Art direction e Grafica: Lorenzo Fanton</p>
<p>Mostra in corso dal 25.11.2011  &#8211; <a href="http://www.spazioxyz.org/" target="_blank">XYZ</a> spazio espositivo multidisciplinare per le arti applicate &#8211; in collaborazione con Casa Bakhita e <a href="http://www.samarcandaonlus.it/" target="_blank">Cooperativa Samarcanda</a></p>
<p><a href="http://www.spazioxyz.org/12-preludi-per-una-fuga/" target="_blank">XYZ</a><br />
Via Inferiore, 31<br />
31100 Treviso, Italia<br />
Google maps<br />
hello@spazioxyz.org<br />
press@spazioxyz.org</p>
<p>Orari<br />
Martedì &gt; Domenica<br />
17:00 &gt; 20:00</p>
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		<title>L&#8217;occhio magico</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 08:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ho già detto sono sottoposto a un complicato intervento chirurgico per il trapianto di un occhio di vetro azzurro. L&#8217;attrezzo, mi assicurano, fa vedere le donne svestite!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/occhio_ando.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5857" title="visita oculistica pre-intervento" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/occhio_ando.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a><br />
Come ho già detto sono sottoposto a un complicato intervento  chirurgico per il trapianto di un occhio di vetro azzurro. L&#8217;attrezzo,  mi assicurano, fa vedere le donne svestite!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>;-) il fotografo scalzo</title>
		<link>http://www.fototeca-gilardi.com/blog/il-fotografo-scalzo/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Autoritatto &#8230;&#8230;. non ci avete mai pensato che la gru ha imparato a stare su una gamba sola perchè ha bisogno dell&#8217;altra per fotografare&#8217;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/gru.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5852" title="Autoritatto ....... non ci avete mai pensato che la gru ha imparato a stare su una gamba sola perchè ha bisogno dell'altra per fotografare'" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/gru.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Autoritatto &#8230;&#8230;. non ci avete mai pensato che la gru ha imparato a stare su una gamba sola perchè ha bisogno dell&#8217;altra per fotografare&#8217;</p>
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		<title>I pidocchi del cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 08:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso vi dico una cosa divertente la quale vi prova che tutti gli storici della fotografia sono dei poveracci perchè nessuno ha mai scritto la cosa che segue e che la ridimensiona. La pellicola cinematografica viene proiettata ad una velocità costante di 24 fotogrammi al secondo, e un metro lineare di pellicola contiene 52 fotogrammi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pellicola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5846" title="pellicola fotosensibile 35 mm" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pellicola.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a><br />
Adesso vi dico una cosa divertente la quale vi prova che tutti gli storici della fotografia sono dei poveracci perchè nessuno ha mai scritto la cosa che segue e che la ridimensiona. La pellicola cinematografica viene proiettata ad una velocità costante di 24 fotogrammi al secondo, e un metro lineare di pellicola contiene 52 fotogrammi: cioè in un secondo la cinepresa consuma quasi due rullini di pellicola una macchina fotografica 35 millimetri reflex e no. La pellicola di un <span id="more-5845"></span>normale film di un&#8217;ora e mezzo è lunga più di 2,5 km. Si calcola che i film prodotti dall&#8217;invenzione tenuto conto del numero delle loro copie per la distribuzione sono un miliardo. Ebbene un fotografo come me di 90 anni che ha fotografato ogni giorno per mezzo secolo continuamente, non ha consumato nemmeno la metà della pellicola di un solo film. Ora volete che le industrie che l&#8217;hanno prodotta e la producono, attenti, a milioni di chilometri lo abbiano fatto per la fotografia e i fotografi che non ne hanno consumato che pochissime briciole? Senza il cinema non sarebbe mai esistita e non esisterebbe la cosiddetta fotografia istantanea 35 mm. e le industrie non ne produrrebbero pellicola: i pozzi petroliferi non pomperebbero più petrolio se la benzina servisse solo per gli accendini perchè esattamente questa è la proporzione. Il fotografo come me è un simpatico e commovente parassita del cinema, siamo come le pulci dell&#8217;elefante, anzi del mammouth. Senza l&#8217;enorme bestione non ci sarebbe un vecchio pidocchio chiamato Ando Gilard</p>
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		<title>Leica</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella figura si vede una macchina fotografica per istantanee che ha non tanto meno di un secolo, ebbene: se le macchine fotografiche si fossero fermate così, oggi esisterebbe una vera e importante cultura fotografica, i fotografi non sarebberero più o meno paranoici così come sono, ma forse semplicemente dovrei scrivere stupidi, ma quel che più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LEICA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5839" title="LEICA" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/LEICA.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;">Nella figura si vede una macchina fotografica per  istantanee che ha non tanto meno di un secolo, ebbene: se le macchine  fotografiche si fossero fermate così, oggi esisterebbe una vera e  importante cultura fotografica, i fotografi non sarebberero più o meno  paranoici così come sono, ma forse <span id="more-5837"></span>semplicemente dovrei scrivere  stupidi, ma quel che più conta la fotografia li avrebbe resi felici e  contenti e non infelici, insoddisfatti, nervosi e depressi e anche  ridicoli. Mi fermo a un dettaglio con una parabola: Tizio fotoamatore va  con la macchina fotografica e vede un soggetto che gli piace. Lo  inquadra in un mirino come di quella allegata e li diventa un cosa  davvero meschina e insignificante. Oppure il Tizio lo inquadra nel  mirino di una enorme reflex da cinque milioni e li diventa una miniatura  meravigliosa, luminosa, colorata, bellissima! Adesso quando stampa o  proietta insomma torna a vedere i risultati, il nostro Tizio non ha in  testa il soggetto come lo ebbe veduto davvero, ma ha in testa, in  memoria SOLO come lo ha rivisto in mirino. Ora quando quello della  macchina antica torna a guardare il soggetto mettiamo stampato, ecco che  sorride felice tutto contento: ecco si dice volevo ben dire è proprio  bellissimo. L&#8217;altro invece ci resta di merda. si ricordava una miniatura  bellissima piena d luci e colori vivaci mentre adesso risulta una  crosta qualunque. Il disgraziato ha speso un sacco di soli e avrà come  fotografo una esistenza penosa &#8230;.</span></p>
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		<title>Il dissoluto punito</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 07:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 7 dicembre prossimo, la nuova stagione della Scala di Milano verrà inaugurata dal Don Giovanni di Mozart, opera scritta su libretto di Lorenzo da Ponte, incensata da filosofi come Soren Kierkegaard e scrittori come George Bernard Shaw, rappresentata per la prima volta a Praga il 29 ottobre 1787 in presenza, tra gli altri, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/don-giovanni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5438" title="W. A. Mozart - Don Giovanni" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/don-giovanni.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il 7 dicembre prossimo, la <a href="http://www.teatroallascala.org/it/index.html" target="_blank">nuova stagione </a>della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277363616C61206469206D696C616E6F27" target="_blank">Scala di Milano </a>verrà inaugurata dal <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F6E2067696F76616E6E69206D6F7A617274" target="_blank">Don Giovanni di Mozart</a>, opera scritta su libretto di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C6F72656E7A6F20646120706F6E746527" target="_blank">Lorenzo da Ponte</a>, incensata da filosofi come Soren Kierkegaard e scrittori come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67656F726765206265726E6172642073686177" target="_blank">George Bernard Shaw</a>, rappresentata per la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74656174726F207072616761206D7573696361" target="_blank">prima</a> volta a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7072616761" target="_blank">Praga</a> il 29 ottobre 1787 in presenza, tra gli altri, di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636173616E6F7661" target="_blank">Giacomo Casanova</a>. <span id="more-5370"></span>Casanova era grande amico di Da Ponte, accomunato all&#8217;amico prete dalla stessa passione per il genere femminile e per le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6672616E6369612067616C616E7465" target="_blank">avventure galanti </a>prive di rimorsi. Anche Mozart, da parte sua, non era insensibile all&#8217;argomento <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65726F7469736D6F2031373030" target="_blank">licenzioso</a>, infatti “Il dissoluto punito ossia  Il Don Giovanni” segue “<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66696761726F206D6F7A617274" target="_blank">Le nozze di Figaro</a>”, altra opera in cui Mozart racconta l&#8217;istinto di conquista di un nobile verso una cameriera e verrà seguita da “Così fan tutte”, allegro inno all&#8217;infedeltà femminile che si gioca intorno allo scambio di coppia.<br />
Il Don Giovanni di Mozart, ricalcando quello di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F6C69657265" target="_blank">Molière</a>, è un libertino impenitente, ateo e irriverente al punto da scherzare con le ombre dell&#8217;aldilà e sfidare persino il giudizio divino, ma possiede anche uno scanzonato disprezzo per i sentimenti ed una massiccia dose di misoginia.<br />
Ai nostri occhi, nonostante il divertimento suscitato dai suoi modi, è inaspettatamente  riconoscibile come tristemente moderno, nel suo irriducibile amor proprio contrabbandato da amore per le donne, e nella brutale e ostinata resistenza di fronte alle sue responsabilità.</p>
<p>Don Giovanni &#8211; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F7A617274" target="_blank">Wolfgang Amadeus Mozart</a><br />
Dal 7 Dicembre 2011 al 14 Gennaio 2012<br />
Durata spettacolo: 3 ore e 15 minuti</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Reflex e Mirror Less</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 08:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscita sul mercato una nuova macchina fotografica che fa tutto e anche qualcosa di nuovo: una &#8220;raffica&#8221; di 60 fotogrammi al secondo, non solo, ma poi sceglie quello più bello: lo sceglie lei non il fotografo perchè si da per scontato che sia un cretino che non se ne intende. Se ne discute moltissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Reflex_NOREFLEX.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5834" title="comparazione macchina fotografica - sistema Reflex  e  sistema Mirror Less" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Reflex_NOREFLEX.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial;">E&#8217; uscita sul mercato una nuova macchina fotografica  che fa tutto e anche qualcosa di nuovo: una &#8220;raffica&#8221; di 60 fotogrammi  al secondo, non solo, ma poi sceglie quello più bello: lo sceglie lei  non il fotografo perchè si da per scontato che sia un cretino che non se  ne intende. Se ne discute moltissimo nell&#8217;ambiente, anche in <a href="http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/" target="_blank"> Fotocrazia</a>, dove sono intervenuto e avrei voluto mandargli anche questo  testo ma<span id="more-5833"></span> non posso mettere Michele e Maurizio in imbarazzo. Vedete loro  sono come due grandi luminari nella medicina oltre che bravi molto  buoni che se da loro va un malato di cancro e scoprono che sia  incurabile e gli resti poco da vivere non glie lo dicono perchè sarebbe  inutile e insieme cattivo. Così è per Michele e Maurizio luminari della  fotografia: se uno gli dice che vuole comprare una macchina fotografica  che fa 60 foto al secondo e poi sceglie da solo quella migliore, loro  capiscono subito che si tratta di un cretino incurabile ma è inutile  dirglielo &#8230;  ora guardate bene l&#8217;immagine allegata, sono due macchine  fotografiche digitali ma se al posto della schedina ci fosse la  pellicola sarebbe lo stesso. Ora anche io ero mezzo secolo fa un grande  luminare della fotografia e usavo a mano libera per fare istantanee e  quando potevo una vecchia Leica, che se ero costretto a usare il  cavalletto usavo allora un banco ottico Linhof. Ebbene fino da allora  spiegavo ai chi mi diceva che voleva fare il fotografo istantaneista, o  per mestiere o per diletto, che solo un cretino poteva acquistare una  reflex che costava 100 e che pesava 100 volte di più e poi ci volevano  ottiche enormi e grottesche eccetera eccetera&#8230;. naturalmente è stato  fiato sprecato &#8230;..</span></p>
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		<title>L&#8217;anima dell&#8217;animazione</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 10:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della tappa milanese della mostra per i 25 anni di Pixar, è davvero un immenso piacere soffermarsi a parlare di questo  straordinario prodotto dell&#8217;intrattenimento per immagini: «Il cinema di animazione è forse la forma d&#8217;Arte più collaborativa che sia mai esistita» sono parole di John Lasseter guru ispiratore e cuore della Pixar, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/PIXAR_PAC.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5419" title="Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta la mostra PIXAR – 25 anni di animazione, curata in Italia da Maria Grazia Mattei, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Expo, Moda, Design e prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, 24 ORE Cultura Gruppo 24 ORE e da Mattei Digital Communication/ Meet The Media Guru. – 23.11.2011 - 14.02.2012 " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/PIXAR_PAC.jpg" alt="Mostra PIXAR – 25 anni di animazione - PAC Milano" width="450" height="450" /></a></p>
<p>In occasione della tappa milanese della <a href="http://www.mostrapixarmilano.it/" target="_blank">mostra per i 25 anni di Pixar</a>, è davvero un immenso piacere soffermarsi a parlare di questo  straordinario prodotto dell&#8217;intrattenimento per immagini: «Il cinema di animazione è forse la forma d&#8217;Arte più collaborativa che sia mai esistita» sono parole di John Lasseter guru ispiratore e cuore della <a href="http://www.pixar.com/" target="_blank">Pixar</a>, che per me è un&#8217;azienda-mito per diversi motivi, ecco solo i principali. <span id="more-5398"></span> La frase, pronunciata durante il suo ultimo convegno milanese organizzato da <a href="http://www.meetthemediaguru.org/" target="_blank">Meet the Media Guru</a> è una riflessione importante riferita ad un&#8217;arte popolare, prodotto collettivo composto di centinaia di migliaia di immagini: tante immagini (e suoni, parole, musiche etc.) = tanti tanti artisti, ovvero un&#8217;invidiabile armonia tra gruppi di lavoro dedicati a completare ciascuno la sua piccola parte. So che non può essere vero al 100% (ovviamente si tratta di un&#8217;industria che fa &#8220;girare&#8221; investimenti di denaro con cifre da capogiro, non mi illudo su un&#8217;analoga paciosità nella componente economica del gruppo di lavoro&#8230;) ma mi piace pensare che sia un modello di società &#8220;cooperativa&#8221;, composta da artisti candidi e infantili in senso adorniano,  i cui risultati rivelano  tutto l&#8217;entusiasmo e il divertimento nel proprio lavoro: un prodotto che gronda felicità&#8230; e questo è il primo motivo.  Il secondo è che nello spirito del suo direttore creativo, questo gruppo  ha subito creduto in pieno nella innovazione tecnologica del proprio  settore: la prima casa produttrice cinematografica a realizzare un  lungometraggio interamente in &#8220;computer generated imagery&#8221; (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Animazione_al_computer" target="_blank">CGI</a>), con un proprio sofisticato software per la renderizzazione dei disegni tuttora in uso e in continuo sviluppo.  Il cinema di animazione ha una storia avvincente, parallela alla storia del cinema e della fotografia, che ha seguito uno stesso percorso tecnologico. In archivio oltre a essere rappresentate alcune tappe dei primordi, importante è la collezione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6172616A6120726F646F766574726F20526F7361202D666F746F677261666961" target="_blank">disegni originali e rodovetri di Libico Maraja</a>, celebre illustratore, che fu disegnatore e scenografo de &#8216;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4C6120726F736120646920426167646164206C6F63616E64696E61" target="_blank">La Rosa di Bagdad</a>&#8216; negli anni Quaranta, primo lungometraggio di animazione prodotto interamente in Italia. Inoltre alcune <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4C6120726F736120646920426167646164206C61766F72617A696F6E65" target="_blank">rare fotografie dello studio</a> documentano lo spirito allegro della equipe di disegnatori al lavoro.<br />
.</p>
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		<title>Il chirurgo con la pistola</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa di un intervento chirurgico, cosa c&#8217;è di meglio da fare se non interrogarsi sull&#8217;etimologia della parola bisturi? E&#8217; un eccellente modo per distrarsi, ve lo assicuro, tuttavia non ne arriverete a capo facilmente. Sembra che il termine bisturi, passando dal francese bistouri, derivi dal termine tardo-medievale bistorio, piccolo coltello molto affilato, il cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CHIRURGO_MEDIOEVO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5387" title="chhirurgo medievale - bisturi e strumenti vari " src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CHIRURGO_MEDIOEVO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>In attesa di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636869727572676961" target="_blank">intervento chirurgico</a>, cosa c&#8217;è di meglio da fare se non interrogarsi sull&#8217;etimologia della parola bisturi? E&#8217; un eccellente modo per distrarsi, ve lo assicuro, tuttavia non ne arriverete a capo facilmente.<span id="more-5357"></span> Sembra che il termine bisturi, passando dal francese <em>bistouri</em>, derivi dal termine tardo-medievale <em>bistorio</em>, piccolo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6C74656C6C6F" target="_blank">coltello </a>molto affilato, il cui nome proviene a sua volta da <em>Pistorium</em>, antico nome della città di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706973746F696127" target="_blank">Pistoia</a>, celebre ai tempi per la fabbricazione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C616D6527" target="_blank">lame</a>, coltelli e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277075676E616C6527" target="_blank">pugnali</a>, i &#8220;<em>Pistorienses gladii</em>&#8220;, di qui l’antico nome <em>pistorini</em> dato a questi strumenti. Ma una delle più accreditate ipotesi ricollegano a Pistoia anche l&#8217;etimologia di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706973746F6C6127" target="_blank">pistola</a>: il termine <em>bistorit, </em>che<em> </em>già nel 1462 indica in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6672616E6369612072696E617363696D656E746F" target="_blank">Francia </a>un pugnale o un rasoio, è la deformazione gergale di <em>pistorese</em>. Si potrebbe perciò ipotizzare che nel corso del XV secolo il termine <em>pistolese</em> e le sue varianti, si fossero diffusi per indicare lame corte e che poi questo termine sia stato applicato anche alle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761726D6927" target="_blank">armi </a>da fuoco a canna corta.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>L&#8217;insospettabile Redi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 21:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scienziato e cortigiano, naturalista e letterato, medico personale di due Granduchi di Toscana, Ferdinando II e Cosimo III, accademico dell&#8217;Arcadia, del Cimento e della Crusca, Francesco Redi fu uno degli ultimi ingegni veramente enciclopedici della cultura occidentale. Un tecnico ed un uomo di cultura in grado di passare con disinvoltura dall&#8217;anatomia di un animale alla decifrazione di un manoscritto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/REDI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5351" title="Francesco Redi" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/REDI.jpg" alt="Francesco Redi" width="450" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27736369656E7A6961746F27" target="_blank">Scienziato</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F7274696769616E69" target="_blank">cortigiano</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E61747572616C69737461" target="_blank">naturalista</a> e letterato, medico personale di due <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6772616E64756361746F20746F7363616E61" target="_blank">Granduchi di Toscana</a>, Ferdinando II e Cosimo III, accademico dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276172636164696127" target="_blank">Arcadia</a>, del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276163636164656D69612064656C2063696D656E746F27" target="_blank">Cimento</a> e della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276163636164656D69612064656C6C612063727573636127" target="_blank">Crusca</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276672616E636573636F207265646927" target="_blank">Francesco Redi </a>fu uno degli ultimi ingegni veramente enciclopedici della cultura occidentale. <span id="more-5323"></span>Un tecnico ed un uomo di cultura in grado di passare con disinvoltura dall&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E61746F6D696120616E696D616C65" target="_blank">anatomia di un animale </a>alla decifrazione di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D616E6F7363726974746F27" target="_blank">manoscritto</a>, dallo studio del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776656C656E6F27" target="_blank">veleno</a> di vipera a quello di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616666726573636F27" target="_blank">affresco</a>, dall&#8217;analisi della fisiologia alla composizione di un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27736F6E6574746F27" target="_blank">sonetto</a>. Nei rapporti con gli altri era modesto, affabile, oltremodo cerimonioso ed ossequioso; molto austero nei modi, amava la riservatezza, virtù indispensabile per avere fortuna nella vita. Scriveva in proposito ai fratelli: &#8221; &#8230; una volta imparino a comprendere, che non si può fare il maggiore errore in questo mondo che far sapere i propri fatti agli altri&#8221;.<br />
Nonostante questo, nel profondo dell&#8217;animo, Redi covava anche una spiccata vena burlesca, che lo portava d&#8217;istinto ad architettare ogni genere di beffe. Insofferente al cerimoniale di corte che sottraeva inutilmente tempo alle sue ricerche, trovò comunque il tempo di scrivere il ditirambo “<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27626163636F27" target="_blank">Bacco</a> in <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x746F7363616E61" target="_blank">Toscana</a>” (1685), un allegro elogio del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776696E6F27" target="_blank">vino </a>che conobbe enorme successo in tutta Europa. Il testo, famoso per la descrizione dell&#8217;ebbrezza di Bacco, immaginato ad assaggiare i vini toscani, offre un divertente catalogo dei vini regionali del tempo. Francesco Redi, nonostante fosse astemio, nel lunghissimo poema pro-vino si scagliò contro <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2774E827" target="_blank">tè</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2763616666E827" target="_blank">caffè</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27736964726F27" target="_blank">sidro</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27626972726127" target="_blank">birra</a> e vari <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/whisky" target="_blank">distillati stranieri</a>, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa con velenose critiche verso personaggi di corte avari e protocolli noiosi.<br />
Ma non contento, l&#8217;integerrimo scienziato arrivò addirittura a falsificare, durante i lavori alla Crusca, centinaia di voci del Vocabolario inventando di sana pianta autori e testi del Trecento e del Quattrocento, di cui affermava di possedere i relativi manoscritti e dai quali diceva di riprendere gli esempi. La beffa è stata scoperta solo tre secoli più tardi, nello sconcerto generale, rivelando la vera natura di Redi: un ossequioso e coltissimo cortigiano che, nutrendo un sovrano disprezzo per l&#8217;ambiente di corte mediocre e futile, se ne prese gioco nel modo più sprezzante possibile, godendo in segreto della propria superiorità intellettuale.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Filo d&#8217;oro: 2012 fotografia e solidarietà</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 20:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un assaggio in anteprima:  concentrate in un&#8217;unica immagine le pagine del calendario della Lega del Filo d&#8217;Oro, realizzato con fotografie donate da Raffaella Milandri: sono bellissimi scatti realizzati durante suoi viaggi in solitaria in Alaska, Tibet, Giappone, Botswana, ma ci sono anche alcune foto realizzate in Italia.  Il calendario in versione da tavolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CALENDARIOlega.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4690" title="Lega del Filo d'Oro - calendario 2012 fotografie di Raffaella Milandri" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CALENDARIOlega.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Ecco un assaggio in anteprima:  concentrate in un&#8217;unica immagine le pagine del calendario della <a href="http://www.legadelfilodoro.it/" target="_blank">Lega del Filo d&#8217;Oro</a>, realizzato con fotografie donate da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7261666661656C6C61206D696C616E647269" target="_blank">Raffaella Milandri:</a> sono bellissimi scatti realizzati durante suoi viaggi in solitaria in Alaska, Tibet, Giappone, Botswana, ma ci sono anche alcune foto realizzate in Italia.  Il calendario in versione da tavolo e anche da parete verrà <span id="more-4689"></span>inserito nel <a href="http://www.legadelfilodoro.it/vetrina-solidale/regali-di-natale-aziende" target="_blank">catalogo regali di Natale</a>.</p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/caledario-fotografico-2012BLOG.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5309" title="caledario 2012 - fotografie di Raffaella Milandri" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/caledario-fotografico-2012BLOG.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Dice Raffaella:<em> &#8220;Sono rimasta profondamente colpita dall&#8217;amore con cui i ragazzi della Lega del Filo d&#8217;Oro vengono seguiti passo passo, escogitando per loro nuove forme di comunicazione e restituendo il sorriso a chi vive in una coltre di buio e di silenzio. In molti si affaccendano ogni giorno per trovare forme più elaborate ed incisive di comunicazione. Al fine di conquistare voti elettorali, clienti, consensi, successo, denaro, c&#8217;è chi scalpella parole con efferata determinazione, calibra l&#8217;enfasi della voce, conia efficaci neologismi. Al fine di  guadagnarsi affetto, conforto, comprensione, approvazione e  riscuotere consolazione per il proprio ego, c&#8217;è chi invece si affanna alla ricerca di frasi simpatiche, inventa espressioni originali, escogita mimiche empatiche. Per scacciare la solitudine o per lenire un disagio interiore, ogni mezzo è lecito: tra le mura domestiche o in convivi amicali , nelle chat o in appuntamenti al buio, sul profilo di Facebook o su un blog. L&#8217;affanno di comunicare con il prossimo in genere non ha un reale impedimento: anzi più sono le attività ricreative, i social network , le occasioni festaiole, e più l&#8217;uomo del XXI° secolo pare disperdersi e poi racchiudersi in un muto urlo di dolorosa solitudine. Più cerca di parlare, di comunicare, di esternare il proprio pensiero e i propri sentimenti, e più l&#8217;uomo del XXI° secolo si rende conto che il prossimo, perso dietro sè stesso, non è capace  di ascoltare ed è teso nello spasimo di affermare il proprio io. Per i ragazzi della <a href="http://www.rivieraoggi.it/2011/10/27/130379/lega-del-filo-doro-la-solidarieta-si-fa-con-la-fotografia/" target="_blank">Lega del Filo d&#8217;Oro</a>, invece, comunicare è un  problema reale e concreto: avvolti in una coltre di buio e di silenzio, i ragazzi sordociechi non vedono, non sentono e non parlano. La pulsione di comunicare all&#8217;esterno è forte e urgente, e il senso del tatto è una grande risorsa attraverso la quale gli operatori della Associazione strappano sorrisi e grida di gioia. Quello alla Lega del filo d&#8217;Oro è un viaggio diverso, in un mondo lontano da noi anni luce eppure vicino e coesistente: un altro piano dimensionale, un universo parallelo di silenzio e buio, di suoni ovattati e di ombre.&#8221;</em></p>
<p><em><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/IMG_20822BLOG.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5310" title="Lega del Filo d'Oro" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/IMG_20822BLOG.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a><br />
</em></p>
<p>La Lega del Filo d&#8217;Oro da oltre 45 anni è al fianco delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. E’ questa la Mission, un impegno costante che ha come finalità il miglioramento della qualità della vita delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, attuato attraverso:<br />
La creazione di strutture specializzate; La formazione di operatori qualificati; Lo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione nel campo della sordocecità e della pluriminorazione psicosensoriale; La promozione di rapporti con enti, istituti, università italiane e straniere; La sensibilizzazione degli organismi competenti e dell&#8217;opinione pubblica nei confronti di questo tipo di disabilità. Tutte queste attività hanno bisogno del sostegno di tutti, ecco qualche indicazione su come <a href="http://www.legadelfilodoro.it/come-sostenerci" target="_blank">sostenerle</a>.</p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/IMG_2418BLOG.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5311" title="Lega del Filo d'Oro" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/IMG_2418BLOG.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
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		<title>Calvizie e canizie</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ero bambina ricordo papà e zii sfoggiare senza grandi turbamenti la cosiddetta “calvizie ippocratica” quella, per capirci, di chi conserva solo una corona di capelli sulla nuca, che oggi sembra scomparsa (insieme alle ascelle femminili non depilate). Gli uomini del 21esimo secolo sono degli ipertricotici oppure dei pelatoni alla Montalbano, in sintonia con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/calvizie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5318" title="prima e dopo la cura" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/calvizie.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Quando ero bambina ricordo papà e zii sfoggiare senza grandi turbamenti la cosiddetta “<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C76697A6965" target="_blank">calvizie</a> <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6970706F6372617465" target="_blank">ippocratica</a>” quella, per capirci, di chi conserva solo una corona di capelli sulla nuca, che oggi sembra scomparsa (insieme alle ascelle femminili non <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646570696C617A696F6E6520617363656C6C65" target="_blank">depilate</a>).<span id="more-5296"></span><br />
Gli uomini del 21esimo secolo sono degli <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x69706572747269636F7369" target="_blank">ipertricotici</a> oppure dei pelatoni alla <a href="http://www.montalbano.rai.it/dl/portali/site/page/Page-cbbaf188-90bf-4fa1-be7a-1fe00df83c42.html" target="_blank">Montalbano</a>, in sintonia con il nostro gusto estetico appiattito su estremi semplificanti, su modelli facilmente digeribili dai nostri “stomaci culturali” ormai avvezzi agli omogeneizzati. Ma la calvizie, insieme alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76656363686961696120636170656C6C69" target="_blank">canizie</a>, è da sempre un cruccio dell&#8217;umanità o, almeno, di quella parte dell&#8217;umanità che ha il tempo di farsene un problema.<br />
Si racconta ad esempio che la regina <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6566657274697469" target="_blank">Nefertiti</a>, celebre per la sua bellezza, soffrisse di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C6F7065636961" target="_blank">alopecia</a>; il rimedio dell&#8217;epoca consisteva in una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6F7A696F6E6520636170656C6C69" target="_blank">lozione</a> di grassi animali di leone, coccodrillo, gatto, serpente, stambecco e ippopotamo, la cui ricetta è giunta a noi grazie al ritrovamento del papiro Ebers, in cui è contenuta anche una formula per bloccare la perdita di capelli, che mescolava dente d’asino e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D69656C6527" target="_blank">miele</a>. Presso gli Egizi erano diffusi anche l&#8217;utilizzo di provvidenziali <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7061727275636361" target="_blank">parrucche</a>, diverse a seconda del rango di chi le indossava e le tinture a base di henné, le predilette di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x72616D73657465" target="_blank">Ramsete</a> II che si <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74696E7475726120636170656C6C69" target="_blank">tinse i capelli </a>fino a 92 anni, età della sua morte.<br />
Ci vollero giusto gli antichi Greci per prenderla con più filosofia: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736F6372617465" target="_blank">Socrate</a> affermava che  “l’erba non può crescere sulle vie molto battute”, alludendo alla sua evidente calvizie figlia dell&#8217;intensa attività intellettiva, mentre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61726973746F74656C65" target="_blank">Aristotele</a> fu il primo a collegare la caduta dei capelli con la fertilità maschile, oggi diremmo con un alto livello di testosterone, nobilitando definitivamente il cranio lucido.<br />
Sebbene la loro importanza biologica sia nulla, è evidente che le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6163636F6E63696174757261" target="_blank">chiome</a> rivestono un&#8217;importanza sociale rilevantissima dando un deciso contributo all&#8217;instaurarsi o meno di relazioni e sostenendo la nostra autostima: il modo in cui curiamo e acconciamo i nostri capelli fornisce agli altri indizi sulla nostra condizione fisica, psichica, sociale e professionale, per questo il legame fra capelli e autostima è talmente stretto da provocare, in alcuni individui, una forte alterazione dell’immagine di sé nel momento in cui i capelli si diradano.<br />
Insomma siamo tutti dei potenziali <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73616E736F6E652064616C696C61" target="_blank">Sansone</a> destinati a perdere la forza quando le nostre chiome fluenti ci abbandonano o danno segni di cedimento imbiancandosi. Eppure quando ripenso a certe <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76656363686961696120646F6E6E6120726974726174746F" target="_blank">vecchine</a>, anch&#8217;esse oggi introvabili, con quei bellissimi capelli candidi, la pelle meravigliosamente rugosa, gli occhi brillanti e la dolcezza di chi accetta l&#8217;imperfezione umana, ancora mi commuovo e non posso che desiderare di vedere nel mio specchio quella vecchina, fra qualche anno e non una donna tinta, finta &#8230; e senza grinta!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Olive &amp; Bulloni &#8211; Fondazione Corrente</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Tre amici Patrizia, Elena e Fabrizio hanno, senza dirmelo prima, deciso di fare una mostra con le fotografie che presi dal Nord al Sud dell’Italia dal 1950 al 1962 come fotografo scalzo, così mi dicevo rubando il nome ai medici scalzi cinesi di Mao. In Cina negli anni di allora furono insegnati rudimenti di medicina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Oliveandbolts.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5274" title="Olive e bulloni - Fondazione Corrente - via Carlo Porta, 5 - 20121 Milano" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Oliveandbolts.jpg" alt="Olive e bulloni" width="450" height="450" /></a></p>
<p>«Tre amici Patrizia, Elena e Fabrizio hanno, senza dirmelo prima, deciso di fare una mostra con le fotografie che presi dal Nord al Sud dell’Italia dal 1950 al 1962 come <em>fotografo scalzo</em>, così mi dicevo rubando il nome ai <em>medici scalzi</em> cinesi di Mao. <span id="more-5224"></span>In Cina negli anni di allora furono insegnati rudimenti di medicina a molti contadini, per creare una presenza medica nell’intero paese, e ancora oggi gli scalzi sono gli unici medici nelle estreme zone rurali.<br />
Ho avuto la fortuna immensa &#8211; per un fotografo scalzo -  di essere stato il fotografo se non ufficiale ufficioso della CGIL negli anni ’50,  e di avere raccolto per il suo settimanale a rotocalco &#8220;Lavoro&#8221; &#8211; oggi più interessante per l’antropologia che per altro -  gli ultimi documenti fotografici sulla fine, diciamo pure sull’estinzione, delle tre grandi classi del proletariato italiano.  Ora: in Italia dagli anni 1950 al 1962 persero il proprio lavoro sette/otto milioni di proletari, sono le cifre ufficiali. (&#8230;)» etc.</p>
<p>Così ci presenta Ando Gilardi: ed essendo una dei suoi sunnominati &#8220;tre amici&#8221; posso affermare in tutta sicurezza e proclamare a gran voce che la mostra <a href="http://www.olivesandbolts.com/" target="_blank">Olive e  bulloni. Ando Gilardi. Lavoro contadino e operaio nell’Italia del  dopoguerra (1950-1962)</a> verrà inaugurata il 15 novembre 2011 alle ore 18:00, promossa dalla <a href="http://www.fondazionecorrente.org/ViewEvent.aspx?frmAction=view&amp;hdnEventId=336" target="_blank">Fondazione Corrente</a> in  collaborazione con Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi e a cura di <a href="http://www.spazioxyz.org/category/photo/" target="_blank"></a><a href="http://www.c151.com/151.htm" target="_blank"> Fabrizio Urettini</a> di<a href="http://www.spazioxyz.org/category/photo/" target="_blank"> XYZ.</a> La mostra comprende una serie di istantanee  realizzate dal giovane Ando Gilardi a cavallo tra gli anni cinquanta e  sessanta: 30 fotografie realizzate tra il 1950 ed il 1961, esposte assieme a pubblicazioni e documenti d’epoca, a partire dal periodico “Lavoro”, la rivista della CGIL fondata nel 1948 da Giuseppe Di Vittorio e diretta da Gianni Toti dal 1952 al 1958. Del percorso espositivo fa parte anche una video intervista ad Ando Gilardi curata da Giuliano Grasso <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/negozio/piedi-scalzi-mani-nere/" target="_blank">Piedi scalzi mani nere. Braccianti e operai degli anni ’50 nei reportage di Ando Gilardi</a> nella quale il fotografo racconta la sua esperienza di inviato speciale fra gli operai delle fabbriche del Nord e i braccianti del Mezzogiorno più povero.  Segni mnemotecnici – come egli stesso ama ridefinire le istantanee – di un’Italia profondamente diversa da quella di oggi.</p>
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		<title>I Dodici Vizi Capitali</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 12:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pare che in origine i sette Vizi Capitali fossero in realtà otto e che, nel corso dei secoli, ci saremmo persi per strada  la Vanità, decaduta dal rango di Vizio per assurgere a quello di Virtù. Chi vanitoso non è (e chi ne ha le tasche piene di sentirsi redarguire per fesserie come il colore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/VIZI_capitali.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5259" title="sette, otto, dodici vizi capitali" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/VIZI_capitali.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Pare che in origine i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776697A69206361706974616C6927" target="_blank">sette Vizi Capitali </a>fossero in realtà otto e che, nel corso dei secoli, ci saremmo persi per strada  la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76616E6974E0" target="_blank">Vanità</a>, decaduta dal rango di Vizio per assurgere a quello di Virtù. Chi vanitoso non è (e chi ne ha le tasche piene di <a href="http://www.realtimetv.it/ma-come-ti-vesti/" target="_blank">sentirsi redarguire per fesserie </a>come il colore dei capelli, il taglio di un abito o l&#8217;altezza di un tacco) sa benissimo che la Vanità non può che essere uno dei peggiori Vizi Capitali. Chi invece osserva lo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7A6F646961636F202D6F7269656E7465" target="_blank">Zodiaco</a>, ha il sospetto che per strada se ne siano persi anche altri di “viziacci”<span id="more-5244"></span> e che un tempo ce ne fossero addirittura dodici: <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x697261" target="_blank">Ira</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x676F6C612076697A69" target="_blank">Gola</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E7669646961" target="_blank">Invidia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70696772697A6961" target="_blank">Accidia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C75737375726961" target="_blank">Lussuria</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7375706572626961" target="_blank">Superbia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61766172697A6961" target="_blank">Avarizia</a> e &#8230; (aggiungo io) &#8230; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x69706F637269736961" target="_blank">Ipocrisia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76616E6974E0" target="_blank">Vanità</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F646172646F" target="_blank">Vigliaccheria</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E746F6C6C6572616E7A61" target="_blank">Intolleranza</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E646966666572656E7465" target="_blank">Indifferenza</a> (o Menefreghismo che dir si voglia!)<br />
E&#8217; facile attribuire all&#8217;impulsivo e permaloso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61726965746520617374726F6C6F676961" target="_blank">Ariete</a> il vizio dell&#8217;Ira (<em>l&#8217;ira funesta del pelìde <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616368696C6C6520696C69616465" target="_blank">Achille</a> / che infiniti addusse lutti agli Achei</em>), meno facile è riconoscere che lo sfuggente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706573636920617374726F6C6F676961" target="_blank">Pesci</a> con la sua dolcezza, la sua comprensione, il suo dileguarsi, è così codardo da non prendere mai posizione, neppure per salvare una vita.<br />
Il lussurioso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x73636F7270696F6E6520617374726F6C6F676961" target="_blank">Scorpione</a>, celebre per le sue fisse erotiche, sembra un abisso di iniquità rispetto al solare e giocondo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7361676974746172696F20617374726F6C6F676961" target="_blank">Sagittario</a>, che però disinvoltamente applica due pesi e due misure, una per sé e una per il resto del mondo, con un&#8217;Ipocrisia senza rimorsi.<br />
Il vizio che si perse per ultimo (o meglio, che la Chiesa assimilò al peccato di Superbia), la Vanità, adorna il capo dell&#8217;equilibrata <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62696C616E63696120617374726F6C6F676961" target="_blank">Bilancia</a>, capace di ogni bene, ma tragicamente bisognosa di approvazione altrui e incapace di andare “oltre l&#8217;abito” quando il suddetto abito non è abbastanza <em>cool</em>. Quando invece l&#8217;abito, la casa, la cucina, la macchina, il conto in banca, il partner del nostro vicino è <em>troppo cool</em>, chi ne soffre è il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x67656D656C6C6920617374726F6C6F676961" target="_blank">Gemelli</a>, roso dall&#8217;Invidia in un continuo paragone che deve vederlo sempre un passo avanti.<br />
Un bonario vizio come la Gola, prerogativa del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x746F726F20617374726F6C6F676961" target="_blank">Toro</a>, non inganni gli animi troppo comprensivi: la Gola non è solo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62616E63686574746F" target="_blank">avidità di cibo</a>, ma anche un soddisfare prima a sé e solo poi, se resta qualcosa, gli altri; è<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361706974616C69736D6F2067726173736F" target="_blank"> fagocitare tutto</a>, anche le persone, per trattenerle e possederle per sempre. Chi invece, come il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616E63726F20617374726F6C6F676961" target="_blank">Cancro</a> o l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616371756172696F20617374726F6C6F676961" target="_blank">Acquario</a>, pare starsene quieto e non infastidire nessuno, cela al suo interno qualcosa di strisciante e pericoloso per sé e per gli altri: il Cancro, principe degli accidiosi, una pigrizia che sfocia nell&#8217; <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64657072657373696F6E65" target="_blank">inerzia</a> più totale; l&#8217;Acquario, un inumano distacco che lo porta ad una somma indifferenza per le sorti di chi gli vive accanto, spesso accompagnata da velleitari proclami da salvatore dell&#8217;umanità, l&#8217;umanità <em>lontana</em> che, fortunatamente, è impossibile da soccorrere.<br />
Ci sono invece due segni super efficienti, sempre indaffarati, capaci e inarrestabili. Ma che vizi avranno? Nessuno, direte voi!<br />
E invece il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361707269636F726E6F20617374726F6C6F676961" target="_blank">Capricorno</a> è il simbolo stesso dell&#8217;Avarizia (che noi oggi chiameremmo avidità) cioè il desiderio irrefrenabile di ricchezze materiali, mentre la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76657267696E6520617374726F6C6F676961" target="_blank">Vergine</a>, conformista e incapace di immaginare un mondo senza le sue regole, ha il terribile Vizio dell&#8217;Intolleranza: verso le persone, i comportamenti, i modi che non rientrano nella sua personalissima “norma”.<br />
Ecco infine il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C656F6E6520617374726F6C6F676961" target="_blank">Leone</a>, il superbo Leone. Anche in questo caso, facciamo fatica a riconoscere nella Superbia un Vizio, visto che negli ultimi decenni l&#8217;affermazione di sé è diventata un&#8217;imperativo categorico, così come il gusto dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x756D696C69617A696F6E65" target="_blank">umiliare l&#8217;altro </a>e di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D656E7A6F676E61" target="_blank">mentire</a> a se stessi pur di dimostrarsi superiori, tuttavia consoliamoci: nel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6769726F6E65" target="_blank">girone</a> dei Superbi si pone <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2764616E746520616C6967686965726927" target="_blank">Dante Alighieri </a>facendo autocritica e lo stesso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27736174616E6127" target="_blank">Satana</a> pare sia affetto da tale Vizio.<br />
Cari Leoni, siete in buona compagnia!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Una elegante Carogna</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 16:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due scheletri, uno dice all&#8217;altro: &#8220;Vestito?&#8221; - &#8220;Sì,  ho la lettura de &#8220;Una Carogna&#8221; di Baudelaire durante una seduta spiritica&#8221; Una Carogna  &#8211; da I fiori del Male di Charles Baudelaire Ricordi, anima mia, quel che vedemmo un bel mattino dolce d&#8217;estate dietro quel sentiero? una carogna infame, su un letto sparso di sassi: zampe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/AAAAFSNgilardi_SCHELTRI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5231" title="Illustrazione di Jossot dalla rivista satirica francese &quot;L'Assiette au Beurre&quot;, 1903" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/AAAAFSNgilardi_SCHELTRI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Due scheletri, uno dice all&#8217;altro:</p>
<p>&#8220;Vestito?&#8221; -</p>
<p>&#8220;Sì,  ho la lettura de &#8220;Una Carogna&#8221; di Baudelaire durante una seduta spiritica&#8221;</p>
<p><span id="more-5214"></span></p>
<p>Una Carogna  &#8211; da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/30299/1" target="_blank">I fiori del Male</a></p>
<p><em>di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x62617564656C61697265" target="_blank">Charles Baudelaire</a></em></p>
<p>Ricordi, anima mia, quel che vedemmo<br />
un bel mattino dolce d&#8217;estate<br />
dietro quel sentiero? una carogna infame,<br />
su un letto sparso di sassi:</p>
<p>zampe all&#8217;aria, come una laida donna,<br />
ardente e trasudante veleni,<br />
spalancava il ventre indifferente e cinico<br />
tra tante esalazioni.</p>
<p>Batteva il sole su quel putridume<br />
come per cuocerlo a puntino,<br />
e ridare così centuplicato alla Natura<br />
quel che lei aveva messo insieme.</p>
<p>E il cielo guardava quella gran carcassa<br />
che si dilatava come un fiore.<br />
Che fetore immondo! temevi<br />
di svenire là sull&#8217;erba.</p>
<p>Come ronzavano le mosche su quel putrido ventre!<br />
e come sbucavano a battaglioni<br />
nere larve! colavano come denso liquido<br />
lungo quei brandelli vivi.</p>
<p>Scendevano e salivano come un’onda,<br />
o brulicando s’avventavano;<br />
sembrava che quel corpo, gonfiato da un respiro vago,<br />
si moltiplicasse in tante vite.</p>
<p>Di lì sorgeva una strana musica<br />
come l’acqua corrente e il vento,<br />
o il grano che agita e rigira ritmicamente<br />
nel suo ventilabro chi lo vaglia.</p>
<p>Dietro le rocce una inquieta cagna<br />
ci guardava con irato occhio,<br />
spiando il momento di riprendere allo scheletro<br />
i brandelli che erano rimasti.</p>
<p>-E tu? Anche tu un giorno sarai quel letamaio,<br />
quella peste orrenda,<br />
stella dei miei occhi, sole della mia natura,<br />
tu, mio angelo e mia passione!</p>
<p>Sì, anche tu sarai così, regina delle grazie,<br />
dopo gli estremi sacramenti,<br />
quando sotto l’erba e le piante grasse<br />
ammuffirai tra le ossa.</p>
<p>E allora, mia bellezza, di’ pure ai vermi,<br />
che ti mangeranno di baci,<br />
che ho conservato la forma e la divina essenza<br />
dei miei amori decomposti!</p>
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		<title>L&#8217;ultimo sberleffo</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lasciare questo mondo con un motto di spirito o una battuta memorabile mi è sempre sembrata un&#8217;uscita di scena perfetta per sdrammatizzare il pensiero della Morte, ma avvicinandosi la festa dei defunti, recentemente contaminata dalla carnevalesca Halloween, viene da chiedersi perché il tutto debba ridursi al solito banale travestimento finto-orrido, accompagnato da accessori, decorazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ULTIMO_SBERLEFFO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5206" title="Groucho Marx - Cari visitatori, scusatemi se non mi alzo." src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ULTIMO_SBERLEFFO.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Lasciare questo mondo con un motto di spirito o una battuta memorabile mi è sempre sembrata un&#8217;uscita di scena perfetta per sdrammatizzare il pensiero della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F727465" target="_blank">Morte</a>, ma avvicinandosi la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64616E7A61206D616361627261" target="_blank">festa dei defunti</a>, <span id="more-5179"></span>recentemente contaminata dalla carnevalesca <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x68616C6C6F7765656E" target="_blank">Halloween</a>, viene da chiedersi perché il tutto debba ridursi al solito banale travestimento <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F72726F7265202D677565727261" target="_blank">finto-orrido</a>, accompagnato da accessori, decorazioni e pasti “a tema” che differiscono da quelli natalizi e pasquali, solo per le scelte cromatiche degli scenari. Suvvìa!<br />
La Morte è una cosa seria, anche <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F73636F6C6F" target="_blank">Foscolo</a> si arrovellò per un pezzo sull&#8217;opportunità di conforto e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63696D697465726F" target="_blank">sepoltura</a>, ma per i vivi come la mettiamo?Andrà pur esorcizzata con maggiore impegno, con qualche immagine dissacrante, con qualche bella battuta intrisa di cattiveria! In questi momenti, non viene che da rimpiangere la genialità di certi personaggi che riuscirono a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x747261706173736F" target="_blank">trapassare</a> lasciando ai posteri delle graffianti ultime (o penultime) parole o degli irriverenti <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6170696465" target="_blank">epitaffi </a>capaci, pur senza raggiungere le vette poetiche di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/Masters+E.L." target="_blank">Edgard Lee Masters</a>, di sollevarci il morale anche di fronte all&#8217;ultima soglia.<br />
<em>Qui giace l&#8217;Aretin poeta tosco/Che disse mal d&#8217;ognun fuorché di Dio<br />
/Scusandosi col dir “non lo conosco”. (</em><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70696574726F2061726574696E6F" target="_blank">Pietro Aretino</a><em>)</em><br />
<em>Ve l&#8217;avevo detto che ero malato. </em>(<a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Spike_Milligan" target="_blank">Spike Milligan</a>)<br />
<em>Se al mio funerale vedo qualcuno con il muso lungo, non gli parlerò mai piu&#8217;. </em>(<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277374616E206C617572656C27" target="_blank">Stan Laurel</a>)<br />
<em>Qui riposa Indro Montanelli, genio compreso, spiegava agli altri ciò che egli stesso non capiva.</em> (<a href="http://www.corriere.it/cultura/11_ottobre_04/carioti-epitaffi-montanelli_11b5bb4a-ee62-11e0-a09e-1525768cac3d.shtml" target="_blank">Indro Montanelli</a>)<br />
<em>Invano tentò, con passo malfermo, di evitare la tomba che lo attendeva. Ma inciampò e cadde.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F7373696761" target="_blank">Francesco Cossiga</a>)<br />
<em>Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27686F6E6F72E92064652062616C7A616327" target="_blank">Honoré de Balzac</a>)<br />
<em>Muoio grazie all&#8217;aiuto di troppi medici.</em> (<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C657373616E64726F206D61676E6F27" target="_blank">Alessandro Magno</a>)<em><br />
Si prega l&#8217;angelo trombettiere di suonare forte: il defunto è duro di orecchie.</em> (George Bernanos)<br />
<em>Cari visitatori, scusatemi se non mi alzo. </em>(<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2766726174656C6C69206D61727827" target="_blank">Groucho Marx</a>)</p>
<p style="text-align: left;">© riproduzione riservata</p>
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		<title>Forza gnocco ovvero la patata di Volta</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerà strano, ma c&#8217;è stato un tempo in cui la patata non era affatto apprezzata come oggi. Importata dalle Americhe nel sedicesimo secolo, in Europa venne considerata un cibo insano, per il fatto che cresceva sotto terra: alcuni ritenevano addirittura che diffondesse la lebbra. Inizialmente utilizzata come mangime per animali, la patata divenne cibo prima tra le classi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/patata_cover.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5159" title="patata Solanum tuberosum potati pomme de terre tartifola kartoffel potato" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/patata_cover.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Sembrerà strano, ma c&#8217;è stato un tempo in cui la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706174617465" target="_blank">patata</a> non era affatto apprezzata come oggi.<br />
Importata dalle <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6573706C6F72617A696F6E6920616D6572696361" target="_blank">Americhe</a> nel sedicesimo secolo, in Europa venne considerata un cibo insano, per il fatto che cresceva sotto terra: alcuni ritenevano addirittura che diffondesse la<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6562627261" target="_blank"> lebbra</a>.<span id="more-5070"></span><br />
Inizialmente utilizzata come mangime per animali, la patata divenne cibo prima tra le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F76657274E0202D636F6E74656D706F72616E656F" target="_blank">classi povere</a>, poi il suo consumo si diffuse anche tra le classi agiate, ma solo con il contributo di alcuni <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x736369656E7A61" target="_blank">scienziati</a>, tra cui l&#8217;agronomo francese Antoine Parmentier, che introdusse con successo alla corte di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C7569676920585649206672616E636961" target="_blank">Luigi XVI</a> diverse ricette a base di patate, come la &#8220;zuppa Parmentier&#8221; e il &#8220;puré&#8221;, sfatando la leggenda sulla loro pericolosità.<br />
Pare che, proprio grazie alla conoscenza con <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7061726D656E74696572" target="_blank">Parmentier</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616C657373616E64726F20766F6C746127" target="_blank">Alessandro Volta </a>si appassionò tanto al disprezzato tubero da portarlo in dono alla famiglia dopo un viaggio in Francia. Nella perplessità generale, spiegò che quello era un ortaggio commestibile, di facile produzione e molto apprezzato anche dalla regina <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6172696120616E746F6E6965747461206672616E636961" target="_blank">Maria Antonietta </a>che ornava i suoi capelli con fiori di patata, ed iniziò a coltivarlo nelle sue proprietà a Camnago, decantandone le virtù e contribuendo alla sua diffusione  in Italia. Si dice addirittura che sia proprio Volta l&#8217;inventore degli gnocchi poiché da scienziato dimostrò che non solo le patate non erano tossiche ma, mescolate all’impasto tradizionale, rendevano più leggere le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706173746120616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">paste</a> fatte in casa, fino ad allora costituite solo da farina di grano. Gli gnocchi, nati in epoca rinascimentale, erano infatti  inizialmente realizzati con mollica di pane, latte e mandorle tritate e venivano chiamati zanzarelli, mentre solo dal Seicento divenne popolare l&#8217;impasto di farina, acqua e uova a cui Volta aggiunse le patate.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>W la Mela!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 15:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mela è &#8220;il&#8221; Frutto per eccellenza, racchiude in sé innumerevoli simboli storicamente espressi in letteratura, mitologia, teologia e continua a essere incessantemente usato in pubblicità e nella comunicazione contemporanea, basti pensare al celeberrimo marchio Apple e la sua mela morsicata. Tentazione, eros, amore ma anche semplicità, essenzialità, quotidianità e frugalità; allo stesso tempo: origine, inizio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MELA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5147" title="mela apple manzana pomme apfel eple pome" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MELA.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Mela è &#8220;il&#8221; Frutto per eccellenza, racchiude in sé innumerevoli simboli storicamente espressi in                     letteratura, mitologia, teologia e continua a essere incessantemente <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/8482/1" target="_blank">usato in pubblicità</a> e nella comunicazione                     contemporanea, basti pensare al celeberrimo marchio <a href="http://www.google.it/search?tbm=isch&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1280&amp;bih=862&amp;q=mela&amp;gbv=2&amp;oq=mela&amp;aq=0&amp;aqi=g10&amp;aql=1&amp;gs_sm=c&amp;gs_upl=2662l3136l0l5595l4l4l0l0l0l0l265l532l2.1.1l4l0#hl=it&amp;gbv=2&amp;tbm=isch&amp;q=mela+apple&amp;revid=322758640&amp;sa=X&amp;ei=nOmVTtCjL8_HtAaQ1tjTBQ&amp;ved=0CDgQ1QIoAA&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;fp=f2a337390b87eb2f&amp;biw=1280&amp;bih=862" target="_blank"> <em>Apple</em></a> e la sua mela morsicata.<span id="more-5121"></span> Tentazione,                     eros, amore ma anche semplicità, essenzialità,                     quotidianità e frugalità; allo stesso tempo:                     origine, inizio, giovinezza e adolescenza (se                     verde). Per tutti questi significati che comprende,                     la mela è stata anche adotttata come &#8220;soprannome&#8221;                     ufficiale della città di <a href="http://www.google.it/search?tbm=isch&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1280&amp;bih=862&amp;q=mela&amp;gbv=2&amp;oq=mela&amp;aq=0&amp;aqi=g10&amp;aql=1&amp;gs_sm=c&amp;gs_upl=2662l3136l0l5595l4l4l0l0l0l0l265l532l2.1.1l4l0#sclient=psy&amp;hl=it&amp;gbv=2&amp;tbm=isch&amp;sa=1&amp;source=hp&amp;q=grande+mela+new+york&amp;pbx=1&amp;oq=grande+mela&amp;aq=1&amp;aqi=g3g-S2&amp;aql=1&amp;gs_sm=c&amp;gs_upl=0l0l3l7981l0l0l0l0l0l0l0l0ll0l0&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;fp=f2a337390b87eb2f&amp;biw=1280&amp;bih=862" target="_blank">New York</a>, universalmente                     nota appunto come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_mela" target="_blank">&#8216;<em>grande mela</em>&#8216;</a>. Inoltre                     nella storia questo frutto è stato protagonista di                     molti episodi più o meno leggendari da <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4164616D6F20457661" target="_blank">Adamo                         ed Eva</a> a <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x4E6577746F6E20677261766974E0" target="_blank">Newton</a>.                     Per tutte queste ragioni l&#8217;iconografia della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D656C61202D6D656C6F6472616D6D61" target="_blank">mela</a> è molto vasta, l&#8217;immagine della mela è come incisa                     nella coscienza di chi appartiene alla nostra area                     culturale.</p>
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		<title>Storia della Fotografia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 12:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per segnare nei libri di storia in qualche modo la nascita della fotografia, è stato scelto il 1839, quando un ministro dell&#8217;interno francese diede la notizia che il governo aveva acquistato da Daguerre il brevetto che rendeva possibile &#8220;per la prima volta di allontanare dalla camera oscura le immagini che si formavano sul fondo rese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_daguerrotipia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5458" title="Macchina per Daguerrotipia" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_daguerrotipia.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Per segnare nei libri di storia in qualche modo la nascita della fotografia, è stato scelto il 1839, quando un ministro dell&#8217;interno francese diede la notizia che il governo aveva acquistato da Daguerre il brevetto che rendeva possibile &#8220;per la prima volta di allontanare dalla camera oscura le immagini che si formavano sul fondo rese stabili&#8221; ovvero fissate. L&#8217;annuncio venne dato dal ministro degli interni perchè la maggiore utilità dei ritratti ottenuti in questo modo era quella <span id="more-5457"></span>di ottenere il riconoscimento dei criminali già schedati fotograficamente. insomma, il dagherrotipo era quello che poi sono state le impronte digitali e oggi il DNA.  Il dagherrotipo non servì allo scopo del ministro degli interni francese e anche non ebbe successo come ritratto civile: era una specie di piccola polaroid scomodissima e per vedere bene l&#8217;immagine bisogna dipingerla. Ma a Daguerre era stata pagata una buona sommetta per il brevetto e questo fece nascere la voglia, e la curiosità, di trovare altri modi per rendere stabile, cioè per fissare l&#8217;immagine che si forma sul fondo della camera oscura. Usata da tempo come giocattolo o per disegnare, e &#8220;allontanarla dalla medesima&#8221;&#8230;. ci riusci facilmente un astronomo inglese, Herschel, tanto facilmente da credere che non valesse la spesa di darne notizia impegnato come era in ricerche astronomiche di grande importanza. Herschel, che un po&#8217; si vergognava di perdere così il suo tempo, ottenne una prima impronta della luce in negativo ma essendo non un dagherrotipista ma una persona intelligente, capì subito che si poteva usare quel negativo come una matrice da stampa e portarla in positivo schiacciandola sopra un altro foglio di carta sensibile con un vetro e usando la luce del giorno come inchiostro, portandola al sole. Naturalmente da uno stesso negativo si potevano ottenere più copie, stampe e il tutto a un costo insignificante. Trovate queste e altre notizie, compreso tutto il divertente discorso del ministro degli interni francese, nella mia Storia sociale della Fotografia che non è servita un bel nulla a evitare l&#8217;analfabetismo fotografico più che mai diffuso. Dal passatempo di Herschel nasce subito dopo il primo vero e completo e serio mestiere della calotipia, cioè nasce la fotografia che oggi chiamiamo analogica. Che era e che fu una cosa immensa, enorme, paurosa, terribile che ha radicalmente cambiato la storia, la società umana e nella sua evoluzione continua cambiarla. Ma nessuno lo aveva e lo ha ancora interamente capito: è come se l&#8217;uomo avesse trovato il petrolio e la benzina ma poi usati non come energia come adesso si usa ma solo per caricare gli accendini&#8230;. però qualcuno aveva capito, per quanto almeno lo riguardavano, alcune conseguenze epocali, spaventose, della nascita e diffusione a velocità crescente della Fotografia, e questi furono proprio i gesuiti. Per rendersi conto dell&#8217;evento terribile gli ci vollero trent&#8217;anni per cui dal 1839 arriviamo a un papa chiamato Pio IX, ma per parlare del seguito adesso devo aprire un&#8217;altra bacheca &#8230;.</p>
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		<title>Fotografia Poesia &amp; TrattorArt</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ando Gilardi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato alle ore 11.00, è prevista a Nizza Monferrato (AL),  l’inaugurazione, nel Palazzo del Gusto di via Crova,  della mostra fotografica “Bevevano i nostri padri”, accompagnata naturalmente nel brindisi augurale dai vini dell’Enoteca Regionale e dalle “delizie del Monferrato” ad essi abbinate. Dopo la mostra “Monferrato Earthscapes” del fotografo/artista inglese Mark Cooper, allestita a maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BEVEVANO_nizza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5115" title="Bevevano i nostri padri - Nizza Monferrato dal 15 ottobre al 11 dicembre 2011" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/BEVEVANO_nizza.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Sabato alle ore 11.00, è prevista a Nizza Monferrato (AL),  l’inaugurazione,  nel Palazzo del Gusto di via Crova,  della <a href="http://www.atnews.it/2011/10/12/leggi-notizia/argomenti/eventi-3/articolo/nizza-monferrato-bevevano-i-nostri-padri-attraverso-la-fotografia.html" target="_blank">mostra fotografica “Bevevano i  nostri padri”,</a> accompagnata naturalmente nel brindisi augurale dai  vini dell’<a href="http://www.enotecanizza.it/" target="_blank">Enoteca Regionale</a> e dalle “delizie del Monferrato” ad essi  abbinate.<br />
Dopo la mostra “<a href="http://www.osservatoriodelpaesaggio.org/AZIONI%20svolte/2011/Mostra%20Mark%20Cooper%20%28Nizza%207%2005%2011%29/Foto%20Mostra%20Monferrato%20Earthscapes%20di%20Mark%20Cooper%20%28Nizza%207%2005%2011%29/FOTO%20Mostra%20Monferrato%20Earthscapes%20%28Nizza%207%2005%2011%29.html" target="_blank">Monferrato Earthscapes</a>” del fotografo/artista inglese  <a href="http://www.markcooper.it/italiano/gallery.htm" target="_blank">Mark Cooper</a>, allestita a maggio 2011, l’Enoteca Regionale di Nizza,  promuove ora la mostra fotografica “Bevevano i nostri Padri” realizzata  da Cooper insieme al maestro <a href="http://www.fototeca-gilardi.com/ando/vita/" target="_blank">Ando Gilardi</a>.<br />
Una conferma del costante impegno e l’attenzione per l’arte, la cultura,  la tradizione che contraddistingue,<span id="more-5113"></span> in particolare quest’anno, l’attività svolta dall’Enoteca, presieduta dal produttore vinicolo  nicese Piergiorgio Scrimaglio.</p>
<p>Il Palazzo del Gusto, museo dedicato alla gastronomia e al territorio,  situato al piano nobile di Palazzo Crova, si eleva quindi a splendida  location per mostre d’arte e accoglie i ritratti ottici di<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6265766576616E6F2069206E6F73747269207061647269" target="_blank"> bevitori</a> del  maestro Gilardi e le <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D61726B20636F6F70657227206165726561" target="_blank">fotografie aeree di Mark Cooper</a>. Agli occhi del  visitatore si apre uno scenario in cui il reale e la Natura diventano  Arte e si rende onore al patrimonio enogastronomico locale che  identifica il Monferrato.<br />
Ottima attrattiva turistico-culturale,  in vista di un periodo che  comunque proporrà in città, appuntamenti  importanti e di lunga  tradizione come la Fiera di San Carlo e quella del Bue Grasso.<br />
I temi della mostra saranno, tra gli altri: Ode al Vino – Astrattismo figurativo – fotografia – TrattorArt – Poesia</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Ando-e-Mark_bevevano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5114" title="Ando Gilardi e Mark Cooper - Bevevano i nostri padri - Nizza Monferrato  dal 15 ottobre" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Ando-e-Mark_bevevano.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p>Allestimento a cura di Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi<br />
Ente Promotore Enoteca Regionale di Nizza<br />
Con il patrocinio del Comune di Nizza Monferrato – Assessorato alla cultura e Assessorato all’agricoltura<br />
Sponsor Banca C.R.Asti Filiale di Nizza Monferrato</p>
<p>Per info:<br />
Enoteca Regionale di Nizza<br />
Via Crova 2 &#8211; 14049 Nizza Monferrato<br />
Tel. 0141 793350<br />
info@enotecanizza.it</p>
<p>Da Mercoledì a Domenica 10/13 &#8211; 15/20</p>
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		<title>Corso di Fotografia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 12:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesuiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondato nel 1552 dai Padri Gesuiti, il Pontano di Napoli è oggi un grandioso istituto privato paritario con insegnanti gesuiti e laici, articolato in tre plessi scolastici: scuola media, liceo classico e liceo scientifico. Organizza da anni corsi di fotografia, l&#8217;immagine allegata è quella di un volantino per i programmi dell&#8217;anno in corso; un documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_GESUITIB.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5454" title="Corso di Fotografia" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_GESUITIB.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Fondato nel 1552 dai Padri Gesuiti, il Pontano di Napoli è oggi un grandioso istituto privato paritario con insegnanti gesuiti e laici, articolato in tre plessi scolastici: scuola media, liceo classico e liceo scientifico. Organizza da anni corsi di fotografia, l&#8217;immagine allegata è quella di un volantino per i programmi dell&#8217;anno in corso; un documento strabiliante per chi conosce la storia dei rapporti fra la Chiesa cattolica, e in particolare dei Gesuiti, di cui già abbiamo parlato.</p>
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		<title>&#8220;Moi aussi, je suis peintre&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 09:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[calligrammi]]></category>
		<category><![CDATA[futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guillaume Apollinaire]]></category>
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		<category><![CDATA[surrealismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Anch&#8217;io sono un pittore. Questo affermava il poeta Guillaume Apollinaire alludendo alle straordinarie potenzialità plastiche e figurative del segno grafico e della parola scritta. Siamo nel 1918 e il trentottenne Apollinaire, che morirà nel corso di quest&#8217;anno, esce con la raccolta di poesie &#8220;Calligrammi&#8221;, riprendendo una tradizione risalente al greco Callimaco e contaminandola con le più moderne proposte degli avanguardisti, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/calligramma.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5101" title="Calligramma di Guillaume Apollinaire" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/calligramma.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em>Anch&#8217;io sono un pittore.<br />
</em>Questo affermava il poeta <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x61706F6C6C696E61697265" target="_blank">Guillaume Apollinaire </a>alludendo alle straordinarie potenzialità plastiche e figurative del segno grafico e della parola scritta. Siamo nel 1918 e il trentottenne Apollinaire, che morirà nel corso di quest&#8217;anno, esce con la raccolta di poesie &#8220;Calligrammi&#8221;,<span id="more-5049"></span> riprendendo una tradizione risalente al greco Callimaco e contaminandola con le più moderne proposte degli avanguardisti, dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/+Futurismo" target="_blank">futuristi</a>, del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7375727265616C69736D6F" target="_blank">surrealismo</a> e del cubismo. Il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x63616C6C696772616D6D61" target="_blank">calligramma</a>, evoluzione dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6163726F737469636F" target="_blank">acrostico</a> ( in cui le lettere iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase di senso compiuto, come il nostro risorgimentale <em><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x277669766120766572646927207269736F7267696D656E746F" target="_blank">Viva V.E.R.D.I.</a></em> ), è un componimento poetico costruito in modo che le parole, disposte secondo una logica grafica, formino un’immagine, un disegno che rinvia al contenuto della poesia stessa. Apollinaire, che rifiuta punteggiatura e sintassi prediligendo la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7061726F6C6962657261" target="_blank">parola libera </a>e il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6A6F796365" target="_blank">flusso di coscienza</a>, sceglie di dipingere attraverso il calligramma,<em> &#8220;la via più corta per esprimere un concetto in termini materiali e per costringere l’occhio ad accettare una visione globale della parola scritta”</em>. Nasce dalla sperimentazione di Apollinaire quella che poi sarà la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_visiva" target="_blank"><em>poesia visuale o visiva</em> </a>degli anni Cinquanta e Sessanta, che si evolve nelle contemporanee <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_elettronica" target="_blank"><em>videopoesia</em> e <em>computer poetry</em></a><em>,</em> per non parlare della cosiddetta<em> <a href="http://www.officinae.net/eclettica/?module=displaystory&amp;edition_id=5&amp;story_id=760&amp;format=html" target="_blank">Ascii Art</a></em><a href="http://www.officinae.net/eclettica/?module=displaystory&amp;edition_id=5&amp;story_id=760&amp;format=html" target="_blank"> </a>che, nata per caso utilizzando caratteri alfanumerici per realizzare semplici disegni, si è trasformata in una vera e propria arte che ricorda da vicino il calligramma.<br />
Ma è nel mondo della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x707562626C69636974E0" target="_blank">pubblicità</a> che si esprime da sempre, in modo fluido e magistrale, la virtuosità plastica della parola scritta: qui testo ed immagine sono indissolubilmente legati, l&#8217;immagine suggerendo nuove chiavi d&#8217;interpretazione della parola, la parola rendendo più leggibile l&#8217;immagine. Molte campagne pubblicitarie, dagli anni Cinquanta, ad oggi si sono <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C6574746572696E6727" target="_blank">ispirate ai Calligrammi </a>di Apollinaire per catturare l&#8217;occhio e far arrivare un messaggio nel modo più diretto e veloce possibile, e ancora <a href="http://calligramdesigners.blogspot.com/" target="_blank">oggi molti artisti </a>continuano a dipingere con le parole, abbattendo il confine tra segno grafico e significato.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Leica Lucifero</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giosuè Carducci]]></category>
		<category><![CDATA[macchina fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Chiesa, in particolare i Gesuiti, condannarono la macchina fotografica, dunque in particolare la Somma Leica, come lo strumento che a Satana, non per altro detto il Luci/fero (mangiatore di luce) avrebbe consentito la conquista dell&#8217;anima e della volontà dell&#8217;Uomo. E&#8217; quanto credo abbia intuito il Carducci nel suo bellissimo Inno a Satana: A Te [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_lucefero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5450" title="Leica e Lucifero" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_lucefero.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>La Chiesa, in particolare i Gesuiti, condannarono la macchina fotografica, dunque in particolare la Somma Leica, come lo strumento che a Satana, non per altro detto il Luci/fero (mangiatore di luce) avrebbe consentito la conquista dell&#8217;anima e della volontà dell&#8217;Uomo. E&#8217; quanto credo abbia intuito il Carducci nel<span id="more-5449"></span> suo bellissimo Inno a Satana:</p>
<p>A Te dell&#8217;Essere<br />
Principio immenso,<br />
Materia e spirito,<br />
Ragione e senso<br />
Mentre ne&#8217; calici<br />
Il vin scintilla<br />
Sì come l&#8217;anima<br />
Ne la pupilla;<br />
Mentre sorridono<br />
La terra e il sole<br />
E si ricambiano<br />
D&#8217;amor parole,<br />
E corre un fremito<br />
D&#8217;imene arcano<br />
Da&#8217; monti e palpita<br />
Fecondo il piano<br />
Mentre io pigio<br />
Fatal bottone<br />
Che canta indomito<br />
Cli clic cliccone<br />
A te disfrenasi<br />
Il verso ardito,<br />
Te invoco, o Satana,<br />
Re del convito.<br />
Via l&#8217;aspersorio,<br />
Prete, e il tuo metro!<br />
No, prete, Satana<br />
Non torna in dietro!<br />
Vedi: la ruggine<br />
Rode a Michele<br />
Il brando mistico,<br />
Ed il fedele<br />
Spennato arcangelo<br />
Cade nel vano.<br />
Ghiacciato è il fulmine<br />
A Geova in mano.<br />
Meteore pallide,<br />
Pianeti spenti,<br />
Piovono gli angeli<br />
Da i firmamenti.<br />
Ne la materia<br />
Che mai non dorme,<br />
Re dei i fenomeni,<br />
Re de le forme,<br />
Sol vive Satana.<br />
Ei tien l&#8217;impero<br />
Nel lampo tremulo<br />
D&#8217;un occhio nero,<br />
O ver che languido<br />
Sfugga e resista,<br />
Od acre ed umido<br />
Pròvochi, insista.<br />
Brilla de&#8217; grappoli<br />
Nel lieto sangue,<br />
Per cui la rapida<br />
Gioia non langue,<br />
Che la fuggevole<br />
Vita ristora,<br />
Che il dolor proroga,<br />
Che amor ne incora.<br />
Tu spiri, o Satana,<br />
Nel verso mio,<br />
Se dal sen rompemi<br />
Sfidando il dio<br />
De&#8217; rei pontefici,<br />
De&#8217; re cruenti;<br />
E come fulmine<br />
Scuoti le menti.<br />
A te, Agramainio,<br />
Adone, Astarte,<br />
E marmi vissero<br />
E tele e carte,<br />
Quando le ioniche<br />
Aure serene<br />
Beò la Venere<br />
Anadiomene.<br />
A te del Libano<br />
Fremean le piante,,<br />
De l&#8217;alma Cipride<br />
Risorto amante:<br />
A te ferveano<br />
Le danze e i cori,<br />
A te i virginei<br />
Candidi amori,<br />
Tra le odorifere<br />
Palme d&#8217;Idume,<br />
Dove biancheggiano<br />
Le ciprie spume.<br />
Che val se barbaro<br />
Il nazareno<br />
Furor de l&#8217;agapi<br />
Dal rito osceno<br />
Con sacra fiaccola<br />
I templi t&#8217;arse<br />
E i segni argolici<br />
A terra sparse?<br />
Te accolse profugo<br />
Tra gli dèi lari<br />
La plebe memore<br />
Ne i casolari.<br />
Quindi un femineo<br />
Sen palpitante<br />
Empiendo, fervido<br />
Nume ed amante,<br />
La strega pallida<br />
D&#8217;eterna cura<br />
Volgi a soccorrere<br />
L&#8217;egra natura.<br />
Tu a l&#8217;occhio immobile<br />
De l&#8217;alchimista,<br />
Tu de l&#8217;indocile<br />
Mago a la vista,<br />
Del chiostro torpido<br />
Oltre i cancelli,<br />
Riveli i fulgidi<br />
Cieli novelli.<br />
A la Tebaide<br />
Te ne le cose<br />
Fuggendo, il monaco<br />
Triste s&#8217;ascose.<br />
O dal tuo tramite<br />
Alma divisa,<br />
Benigno è Satana;<br />
Ecco Eloisa.<br />
In van ti maceri<br />
Ne l&#8217;aspro sacco:<br />
Il verso ei mormora<br />
Di Maro e Flacco<br />
Tra la davidica<br />
Nenia ed il pianto;<br />
E, forme delfiche,<br />
A te da canto,<br />
Rosee ne l&#8217;orrida<br />
Compagnia nera,<br />
Mena Licoride,<br />
Mena Glicera.<br />
Ma d&#8217;altre imagini<br />
D&#8217;età più bella<br />
Talor si popola<br />
L&#8217;insonne cella.<br />
Ei, da le pagine<br />
Di Livio, ardenti<br />
Tribuni, consoli,<br />
Turbe frementi<br />
Sveglia; e fantastico<br />
D&#8217;italo orgoglio<br />
Te spinge, o monaco,<br />
Su &#8216;l Campidoglio.<br />
E voi, che il rabido<br />
Rogo non strusse,<br />
Voci fatidiche,<br />
Wicleff ed Husse,<br />
A l&#8217;aura il vigile<br />
Grido mandate:<br />
S&#8217;innova il secolo,<br />
Piena è l&#8217;etate.<br />
E già già tremano<br />
Mitre e corone:<br />
Dal chiostro brontola<br />
La ribellione,<br />
E pugna e prèdica<br />
Sotto la stola<br />
Di fra&#8217; Girolamo<br />
Savonarola..<br />
Gittò la tonaca<br />
Martin Lutero;<br />
Gitta i tuoi vincoli,<br />
Uman pensiero,<br />
E splendi e folgora<br />
Di fiamme cinto;<br />
Materia, inalzati;<br />
Satana ha vinto.<br />
Un bello e orribile<br />
Mostro si sferra,<br />
Corre gli oceani,<br />
Corre la terra:<br />
Corusco e fumido<br />
Come i vulcani,<br />
I monti supera,<br />
Divora i piani;<br />
Sorvola i baratri;<br />
Poi si nasconde<br />
Per antri incogniti,<br />
Per vie profonde;<br />
Ed esce; e indomito<br />
Di lido in lido<br />
Come di turbine<br />
Manda il suo grido,<br />
Come di turbine<br />
L&#8217;alito spande:<br />
Ei passa, o popoli,<br />
Satana il grande.<br />
Passa benefico<br />
Di loco in loco<br />
Su l&#8217;infrenabile<br />
Carro del foco.<br />
Salute, o Satana,<br />
O ribellione,<br />
O forza vindice<br />
De la ragione!<br />
Sacri a te salgano<br />
Gl&#8217;incensi e i voti!<br />
Hai vinto il Geova<br />
De i sacerdoti.</p>
<p>di Giosuè Carducci</p>
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		<title>Gli opposti si attraggono</title>
		<link>http://www.fototeca-gilardi.com/blog/gli-opposti-si-attraggono/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[zodiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso accade che una coppia sia formata da persone che incarnano due inconciliabili modi di essere, come se si cercasse nell&#8217;altro ciò che manca a noi. In astrologia questa diversità è segnalata da segni solari opposti o &#8220;quadrati&#8221; tra loro. Per intenderci possiamo considerare in conflitto tra loro i segni appartenenti a ciascuno di questi gruppi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/OTTO_2011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5038" title="Giulietta e Romeo - LEI Leone LUI Scorpione" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/OTTO_2011.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Molto spesso accade che una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F70706965" target="_blank">coppia</a> sia formata da persone che incarnano due inconciliabili modi di essere, come se si cercasse nell&#8217;altro ciò che manca a noi. In <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F676961202D6F7269656E7465" target="_blank">astrologia</a> questa diversità <span id="more-5006"></span>è segnalata da segni solari opposti o &#8220;quadrati&#8221; tra loro. Per intenderci possiamo considerare in conflitto tra loro i segni appartenenti a ciascuno di questi gruppi<span style="color: #000000;">: </span><span style="color: #000000;">Ariete/Bilancia/Cancro/Capricorno;  Toro/Scorpione/Leone/Acquario; Gemelli/Sagittario/Vergine/Pesci.<br />
Se nel nostro quotidiano è facile constatare quante </span>coppie &#8220;opposte&#8221; conosciamo, divertentissimo è scovarle (ovviamente con l&#8217;ausilio dell&#8217;immaginazione) in letteratura, dove la fantasia degli scrittori, attingendo dalla realtà circostante o dai più radicati archetipi, ci riconferma il principio secondo cui <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616E64726F67696E6F20616C6C65676F726961" target="_blank">&#8220;gli opposti si attraggono&#8221;.</a><br />
Pensiamo ad esempio ad <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x756C69737365206F646973736561" target="_blank">Ulisse</a>, inquieto condottiero, fortunatissimo pluri-naufrago, sempre pronto a ripartire da zero, incline alle avventure galanti in terra straniera e alle esplorazioni fino ai confini del mondo; senz&#8217;altro questo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7361676974746172696F" target="_blank">Sagittario</a> non poteva che avere un&#8217;operosa, modesta, devota, attenta <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70656E656C6F7065" target="_blank">moglie</a> della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612076657267696E65" target="_blank">Vergine</a>. Coppia solidissima, ma solo a patto di vedersi una volta ogni vent&#8217;anni.<br />
E che dire di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706172696465" target="_blank">Paride</a> ed <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x656C656E6120696C69616465" target="_blank">Elena</a>? Lei sembrerebbe una <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612062696C616E636961" target="_blank">Bilancia</a> di impareggiabile bellezza, moglie impeccabile e proba, ma capace di lasciare ogni sicurezza per amore. E lui &#8230; direi un ambizioso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F676961206361707269636F726E6F" target="_blank">Capricorno</a>, abbandonato dai genitori appena nato, a causa di uno sciagurato vaticinio sulla distruzione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2774726F696127" target="_blank">Troia</a>, che scopre di essere un principe e opera con ogni mezzo per ottenere il suo titolo regale e la donna più bella del mondo.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F74656C6C6F" target="_blank">Otello</a> invece fa pensare ad un possessivo e gelosissimo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F67696120746F726F" target="_blank">Toro</a>, che di suo non vedrebbe nulla senza un &#8220;aiutino&#8221; dallo scorpionico Jago, ma accecato dall&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27697261272076697A69" target="_blank">ira</a> mette le mani al collo di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64657364656D6F6E61" target="_blank">Desdemona</a>. Lei, da buon <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F67696120616371756172696F" target="_blank">Acquario</a>, ha fatto scelte controcorrente: si è sposata senza consultare il padre, ha scelto un marito diverso dalla norma idealizzandolo totalmente e si è fidata ciecamente di falsi amici.<br />
Certamente anche la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F676961206C656F6E65" target="_blank">Leonessa</a> <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6769756C6965747461207368616B65737065617265" target="_blank">Giulietta</a> e lo <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612073636F7270696F6E65" target="_blank">Scorpione</a> <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726F6D656F207368616B65737065617265" target="_blank">Romeo</a> fanno una brutta fine, ma questo solo per &#8220;esigenze editoriali&#8221;. Di solito finisce come per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E7A6F6E692072656E7A6F" target="_blank">Renzo</a>, impulsivo<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F67696120617269657465" target="_blank"> Ariete</a>, e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616E7A6F6E69206C75636961" target="_blank">Lucia</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F6769612063616E63726F" target="_blank">cancerina</a> &#8220;cocca di mamma&#8221;, che alla fine la spuntano e mettono su famiglia.<br />
Ci sono anche casi in cui la letteratura suffraga con date di nascita le nostre fantasiose ipotesi: ad esempio quello di Hermione Granger (precisina, secchiona, iper-efficiente Vergine) e del suo amico-fidanzato e, infine, marito Ron Wesley (distratto, emotivo, lamentoso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F676961207065736369" target="_blank">Pesci</a>) i due fedeli compagni di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F74746572" target="_blank">Harry Potter</a>: lei effettivamente nata, come indica l&#8217;autrice della saga <a href="http://www.jkrowling.com/textonly/it/extrastuff_view.cfm?id=8" target="_blank">J.K.Rowling</a>, il 19 settembre 1979 e lui il 1° marzo 1980.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Si vergogni chi ne pensa male!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 07:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Racconta la leggenda che nel gennaio del 1350, durante un ballo di corte, il re d&#8217;Inghilterra Edoardo III avrebbe raccolto una giarrettiera caduta alla contessa di Salisbury, sua favorita e, per scoraggiare imbarazzanti illazioni, avrebbe pronunciato la famosa frase &#8220;Honni soit qui mal y pense&#8221; (Si vergogni chi ne pensa male!) che divenne poi il motto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/HONY_SOIT.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4983" title="Honi Soit Qui Mal Y Pense" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/HONY_SOIT.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Racconta la leggenda che nel gennaio del 1350, durante un ballo di corte, il re d&#8217;Inghilterra <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x65646F6172646F20494949" target="_blank">Edoardo III </a>avrebbe raccolto una giarrettiera caduta alla contessa di Salisbury, sua favorita e, per scoraggiare imbarazzanti illazioni, avrebbe pronunciato la famosa frase &#8220;Honni soit qui mal y pense&#8221; (Si vergogni chi ne pensa male!) che divenne poi il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6F74746F" target="_blank">motto</a> del più prestigioso <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F7264696E6920636176616C6C65726573636869" target="_blank">ordine cavalleresco </a>inglese, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6F7264696E652064656C6C6120676961727265747469657261" target="_blank">l&#8217;Ordine della Giarrettiera</a>.<span id="more-4968"></span><br />
Allora il dominio dei sovrani tentava di stendersi fino ai pensieri dei propri sudditi, per fortuna senza risultato dal momento che nessuno ebbe il minimo dubbio sulla tresca che legava il re e la contessa.<br />
Un&#8217;altra versione sull&#8217;origine dell&#8217;Ordine narra invece che Edoardo III, alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27637265637927" target="_blank">battaglia di Crecy</a>, legò una sua giarrettiera alla punta di una lancia e con questa diede il segnale d&#8217;inizio della battaglia, travolgendo il nemico e portando alla vittoria il suo esercito. Davvero eroico &#8230; ma il motto a questo punto a che si riferisce? Forse al fatto che le giarrettiere le portava il re? Insomma l&#8217;origine del motto resta avvolto nella nebbia, ma questa onorificenza esiste ancora ed è attribuita ai membri della famiglia reale inglese e a pochi altri sudditi che si siano distinti per eccezionali meriti. Anche alcuni insigni stranieri, come  Federico da Montefeltro o l&#8217;imperatore Hirohito, sono stati accettati nell&#8217;Ordine della Giarrettiera, altri invece, come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27766974746F72696F20656D616E75656C652049494927" target="_blank">Vittorio Emanuele III</a>, quando il loro paese dichiarò guerra all&#8217;Inghilterra ne furono espulsi per sempre.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Strega!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 16:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strega: affascinante figura oggi, nel passato incuteva paura e sgomento per i suoi comportamenti. Una donna inquietante anche per l&#8217;aspetto: troppo bella o troppo brutta. Perseguitata e linciata dal buonsenso popolare e istituzionale si è riscattata dalle nebbie della superstizione solo con il passare della storia.  Rappresentata in tutte le arti fino dalle origini. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/strega.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4993" title="ROGO DELLA VECCHIA E STREGA MARAJA" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/strega.jpg" alt="ROGO DELLA VECCHIA E STREGA MARAJA" width="450" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/21572" target="_blank">Strega:</a> affascinante figura <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/27955/1" target="_blank">oggi</a>, nel passato incuteva paura e sgomento per i suoi comportamenti. Una donna inquietante anche per l&#8217;aspetto: troppo bella o troppo brutta. Perseguitata e linciata dal buonsenso popolare e istituzionale si è riscattata dalle nebbie della superstizione solo con il passare della storia.  <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x737472656761" target="_blank">Rappresentata</a> in tutte le arti fino dalle origini.<span id="more-4990"></span><br />
È attuale la notizia di uno straordinario ritrovamento archeologico: una tomba del XIII secolo di quella che potrebbe essere stata considerata una cosiddetta &#8216;strega&#8217;.  La donna, probabilmente di età compresa tra i 25 e i 30 anni, era stata sepolta nella nuda terra e in bocca qualcuno le aveva inserito sette chiodi ricurvi. Le vesti della giovane erano state poi inchiodate nella fossa con tredici chiodi.</p>
<p>Interessante lettura vedi link alla pagina del sito <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_22/tomba-strega_b6936be2-e545-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it</a></p>
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		<title>La Macchina Fotografica va in Paradiso</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 12:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ando gilardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo concilio di Nicea fu convocato nel 787, su richiesta di papa Adriano I, dall&#8217;imperatrice d&#8217;Oriente Irene, per deliberare sul culto delle immagini (iconodulia). È il VII Concilio ecumenico, riconosciuto dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il contesto storico in cui si inserisce il secondo concilio di Nicea è il rifiuto delle immagini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_macchina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5445" title="Nicea II 787 la Macchina Fotografica va in Paradiso" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/FB_macchina.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Il secondo concilio di Nicea fu convocato nel 787, su richiesta di papa Adriano I, dall&#8217;imperatrice d&#8217;Oriente Irene, per deliberare sul culto delle immagini (iconodulia). È il VII Concilio ecumenico, riconosciuto dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il contesto storico in cui si inserisce il secondo concilio di Nicea è il rifiuto delle immagini, o iconoclastia, che vedrà coinvolta la Chiesa orientale ed in particolare la Chiesa imperiale di Costantinopoli per almeno un secolo. Il cristianesimo non aveva una eredità artistica; il giudaismo, da cui emanava, evitava la rappresentazione del sacro e del divino. Lo stesso ha fatto il cristianesimo primitivo paleocristiano, che invece faceva ricorso ai simboli (pesce, ancora, agnello, ecc.). Con il IV secolo, sotto l’impulso dello spirito greco, i cristiani cominciarono a <span id="more-5444"></span>decorare i luoghi di culto, e il passo successivo fu inevitabilmente la rappresentazione del sacro. In particolare, nella chiesa orientale le immagini finirono per non avere solo una funzione decorativa, ma stavano al centro della vita liturgica e col tempo attorno ad esse cominciò a svilupparsi un vero e proprio culto&#8230;.  Nel corso di una grande riforma della Chiesa imperiale, Leone III (717-741) cercò di eliminare la venerazione delle icone facendo eliminare le icone stesse. Questo suo atteggiamento iconoclasta sollevò la reazione degli iconoduli (favorevoli al culto delle immagini), che ebbe come conseguenza una dura lotta che terminerà solo nell’843. L’imperatore costrinse il Patriarca di Costantinopoli Germano I, che chiedeva una decisione conciliare sul problema, a dare le dimissioni, ed al suo posto nominò Anastasio, che nel 730 firmò il decreto imperiale di abolizione delle icone da tutto l’Impero. Favorevoli alle icone si mostrarono i monaci e il grande teologo Giovanni Damasceno.<br />
Costantino V (740-775), successore di Leone III), continuò la politica iconoclasta del padre, e per conferirle massima autorità, convocò un sinodo a Hieria, nel 754, presso Calcedonia, che condannò il culto delle immagini, perché esso non era solo idolatria, ma vera e propria eresia. Nessuno degli altri patriarcati della cristianità (Roma, Alessandria, Gerusalemme, Antiochia) accettò queste decisioni.<br />
La politica di Costantinopoli cambiò quando, dopo la prematura morte di Leone IV (780), divenne reggente del minorenne Costantino VI la madre Irene, favorevole al culto delle immagini, che infine convocò un concilio, riconosciuto come ecumenico. eccetera eccetera, gran parte dei testi di questa bacheca è prelevata da Wiki (Concili i e ii) dove si espande. A mio parere l&#8217;argomento interessa, e diverte tantissimo, chi si occupa di Fotografia.</p>
<p>&#8230; la conclusione finale di Nicea II: &#8220;&#8230; Fu chiarito inoltre che la venerazione delle immagini significa la venerazione delle persone rappresentate e non delle icone materiali in quanto tali.<br />
« Definiamo con ogni accuratezza e diligenza che, a somiglianza della preziosa e vivificante Croce, le venerande e sante immagini, sia dipinte che in mosaico, di qualsiasi altra materia adatta, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, nelle sacre suppellettili e nelle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l&#8217;immagine del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, o quella della immacolata Signora nostra, la santa madre di Dio, degli angeli degni di onore, di tutti i santi e pii uomini. Infatti, quanto più continuamente essi vengono visti nelle immagini, tanto più quelli che le vedono sono portati al ricordo e al desiderio di quelli che esse rappresentano e a tributare ad essi rispetto e venerazione. … L&#8217;onore reso all&#8217;immagine passa a colui che essa rappresenta; e chi adora l&#8217;immagine, adora la sostanza di chi in essa è riprodotto. » &#8230;. e per immagine oggi va intesa più che di tutte la fotografica ovviamente &#8230;..</p>
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		<title>Marmellata profetica</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 09:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Provate a pensare di essere un celebre medico e astrologo al servizio della regina Caterina de&#8217; Medici, quotidianamente alle prese con terribili visioni di un oscuro futuro, interrogato regolarmente su chi sarà il più potente del reame, continuamente pressato da richieste di consulti sui più inguaribili malanni rinascimentali &#8230; probabilmente trovereste un vero sollievo avvicinandovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ZUCCA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4950" title="Confettura di polpa di zucca - ricetta di Nostradamus" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/ZUCCA.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Provate a pensare di essere un celebre <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D65646963696E612072696E617363696D656E746F" target="_blank">medico</a> e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x617374726F6C6F676F" target="_blank">astrologo</a> al servizio della regina <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6361746572696E6120646527206D6564696369" target="_blank">Caterina de&#8217; Medici</a>, quotidianamente alle prese con terribili visioni di un oscuro futuro, interrogato regolarmente su chi sarà il più potente del reame, continuamente pressato da richieste di consulti sui più inguaribili <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D616C61747469612072696E617363696D656E746F" target="_blank">malanni rinascimentali</a> &#8230; probabilmente trovereste un vero sollievo avvicinandovi a pentole e fornelli per<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x616C696D656E74617A696F6E652072696E617363696D656E746F" target="_blank"> cucinare</a> una innocua e gustosa cotognata. E&#8217; proprio ciò che fece <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6E6F7374726164616D7573" target="_blank">Michel de Notre-Dame</a>, <span id="more-4893"></span>meglio conosciuto come Nostradamus, che nel 1556 diede alle stampe un meraviglioso <a href="http://www.oldcook.com/doc/nostradamus.pdf" target="_blank">“Trattato sui cosmetici e sulle conserve”</a> proprio mentre venivano pubblicate per la prima volta le sue celebri<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/19522/1" target="_blank"> Centurie</a>. In realtà questo opuscolo, composto da 34 capitoli contenenti la descrizione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/11156/1" target="_blank">creme</a>, pomate, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x70726F66756D69" target="_blank">profumi</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x64656E746966726963696F" target="_blank">dentifrici</a>, belletti, indicazioni di rigorose <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696769656E65" target="_blank">norme igieniche</a> e una trentina fra ricette per marmellate e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x72696D656469" target="_blank">rimedi</a> naturali, è  frutto di esperimenti e di approfondite ricerche, oltre che di studi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6661726D61636961206D6564696F65766F" target="_blank">sull&#8217;antica farmacopea</a>, della sua esperienza di medico e di una cultura secolare in materia di “conservazione” di tutto ciò che è deperibile, dagli alimenti al corpo umano.<br />
Nostradamus nel “Trattato” indica con precisione ingredienti, quantità e procedure per la preparazione di creme emollienti, schiarenti, idratanti, rassodanti, di unguenti e saponi, di deodoranti per ambienti e di filtri d&#8217;amore;  sperimenta e crea formule per composti “miracolosi” capaci, a suo dire, addirittura di resuscitare i morti, evitare il contagio della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6C6562627261" target="_blank">lebbra</a>, curare tutte le malattie conosciute e lenire i tormenti dell&#8217;anima (peccato però che il lapislazzuli, il corno di liocorno e la limatura di ducati d&#8217;oro non fossero proprio alla portata di chiunque, ma Nostradamus si premura di inserire rimedi per tutte le tasche).<br />
Nel secondo libro, quello dedicato alle conserve invece troviamo le ricette per preparare gelatine, marmellate, mostarde, sciroppi, frutta candita tutt&#8217;ora facilmente riproducibili e perfettamente “sicure” dal punto di vista igienico. Così tra marmellate medicamentose, torte di marzapane, gelatine di amarene, sciroppo di rose, zucchero candito, marmellate di zenzero verde e altre delizie, abbiamo scelto da questo originale “ricettario” la nostra <em>marmellata profetica,</em> la “Confettura di polpa di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7A75636361" target="_blank">zucca</a>”:</p>
<p><em>per preparare una confettura di polpa di zucca, chiamata cucurbitata (cocordat) o cucuzzata (carabassat). Si tratta di una confettura refrigerante, che rinfresca ed è di gusto buono.<br />
Prendete delle zucche lunghe oppure tonde, zucche comuni, delle più dure, o anche di quelle che vengono conservate per farne grani o semi. Il momento migliore è metà autunno, sebbene le zucche siano già state colte da un mese. Tagliate le zucche in un numero di pezzi a piacere e togliete la scorza esterna che è molto dura e non serve a nulla. Prendete invece la polpa, la parte più soda che potete, e fate in modo da averne un blocco spesso di forma cubica che abbia uno spessore almeno come questo (e c&#8217;è un disegno di uno spessore di un centimetro).<br />
E appena tutti i pezzi saranno tagliati in fette larghe quattro dita e lunghe cinque, ponetele in una terrina di ceramica, alternando uno strato di sale con uno di fette di zucca, Badate che il sale sia molto fino. Dopo aver accuratamente posto il sale, lasciate riposare il tutto per 3/4 giorni. Il sale da una parte farà rassodare le zucche, dall&#8217;altro ne assorbirà l&#8217;umidità superflua, permettendo che possano essere più facilmente zuccherate e facendo sì che alla fine risultino più sode e saporite. Dopo aver lasciato la zucca nel sale per tre giorni, si toglie il sale e si lava la zucca in acqua almeno dodici volte, finche’ non si sente piu il sapore del sale che la rovinerebbe irrimediabilmente. fatto ciò le fette di zucca verranno bollite in acqua limpida. Dopo aver lasciato bollire l’acqua per poco tempo la si getti in modo da eliminare ogni residuo di sale, sostituire poi l’acqua con altra acqua limpida e fate bollire la zucca finché una spilla vi possa penetrare facilmente. A cottura ultimata, toglier dal fuoco le fette di zucca e con un cucchiaio forato, immergetele in acqua fredda, attendendo che si raffreddino. Asciugatele con un panno in modo che lo zucchero che si aggiungerà non trovi molta umidità e la confettura si conservi più a lungo. Quando sarà ben asciutta prendete una pari quantità di zucchero di buona qualità e fatelo fondere in eguale quantità di acqua e lascir sul fuoco finché lo sciroppo non sia ben cotto appena lo sciroppo di zucchero sarà freddo e denso, aggiungete le fette di zucca. Il giorno dopo, togliere la zucca e far bollire di nuovo lo sciroppo. Quando si sarà ben raffreddato versatelo di nuovo sulle fette di zucca. Dopo aver ripetuto questa operazione per 3 o 4 volte, vi accorgerete che le fette di zucca, guardandole in trasparenza, risulteranno chiare e trasparenti. Prendete allora una nuova eguale quantità di zucchero e alternate uno strato di fette di zucca e uno di zucchero lasciando seccare il tutto. Questa confettura è ottima da gustare ed è anche un ottimo rinfrescante. Per la sua delicatezza si può mangiare allo scopo di mitigare l’eccesso di calore del cuore e del fegato.</em><br />
(Tratto da Nostradamus Cosmetici e Conserve Ed.G.Tommasi)</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Pro-Elephant Parade</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 09:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In virtù del noto aforisma del Gilardi: «Esistono più immagini di elefanti che elefanti» ma non solo per questo&#8230; siamo da sempre straordinariamente sensibili alle storie e alla iconografia elefantesca&#8230; oltre che naturalmente ai rischi di estinzione di alcune specie, alla lotta al bracconaggio e a tutte le iniziative in difesa degli amati pachidermi. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/elephant1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4939" title="Pro-Elephant Parade" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/elephant1.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>In virtù del noto aforisma del Gilardi: «Esistono più immagini di elefanti che elefanti» ma non solo per questo&#8230; siamo da sempre straordinariamente sensibili alle storie e alla iconografia elefantesca&#8230; oltre che <span id="more-4924"></span>naturalmente ai rischi di estinzione di alcune specie, alla lotta al bracconaggio e a tutte le iniziative in difesa degli amati pachidermi. Per questo siamo felicissimi di comunicare che Milano è stata prescelta come sede italiana della Elephant Parade e qui riportiamo la notizia direttamente dal<a href="http://elephantparade.com/" target="_blank"> sito</a>, del quale consigliamo calorosamente la visita:  «Dopo i grandi successi nelle città di Rotterdam, Anversa, Amsterdam e Londra debutta anche in Italia Elephant Parade! Dal 16 settembre al 15 novembre 2011 la città di Milano sarà letteralmente “invasa” da oltre 50 statue di cuccioli di elefante dipinte da artisti famosi ed emergenti. Si tratta di una straordinaria mostra open-air organizzata per salvaguardare la sopravvivenza dell’elefante asiatico, specie a rischio di estinzione. Ogni elefante rappresenta un’opera d’arte unica&#8230; »&#8230; questa la selezione <a href="http://elephantparade.com/elephants/Milan-2011" target="_blank">esposta a Milano</a></p>
<p>Dal sito Vivimilano <a href="http://milano.corriere.it/milano/localwebapp/Itinerario.do?p=24" target="_blank">la mappa e l&#8217;elenco</a> delle vie dove son collocate le statue ed una interessante iniziativa che consente di<a href="http://milano.corriere.it/milano/arte_e_cultura/speciali/2011/elefanti_a_milano/notizie/istruzioni-1901481058705.shtml?fr=correlati"> </a><a href="http://milano.corriere.it/milano/arte_e_cultura/speciali/2011/elefanti_a_milano/notizie/istruzioni-1901481058705.shtml?fr=correlati" target="_blank">partecipare</a> e vedere realizzata la propria opera. Anche noi omaggiamo l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#lightbox/21376" target="_blank">elefante</a> con innumerevoli immagini presenti nel nostro archivio, diversi segni ed epoche. Autori noti o anonimi artigiani. Uno scorcio sulla favolosa collezione di Elena Piccini.</p>
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		<title>Uno a zero per i bisnonni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due bei faccini sorridenti davanti alla vasca degli squali, un gruppo di amici alticci e ridanciani che fanno tintinnare le bottiglie, tre abbronzatissime signore in bikini a cui non sai dare l&#8217;età, una coppia che si bacia &#8230; chissà cosa penserebbero i nostri bisnonni guardando le foto delle nostre vacanze estive? Loro, così compassati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Famiglia_circense.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4907" title="Famiglia circense tatuata" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/Famiglia_circense.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Due bei faccini sorridenti davanti alla vasca degli squali, un gruppo di amici alticci e ridanciani che fanno tintinnare le bottiglie, tre abbronzatissime signore in bikini a cui non sai dare l&#8217;età, una coppia che si bacia &#8230; chissà cosa penserebbero<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616D69676C696120666F746F202D636F6E74656D706F72616E656F" target="_blank"> i nostri bisnonni</a> guardando le foto delle nostre vacanze estive?<span id="more-4875"></span><br />
Loro, così compassati e seriosi, in pose rigide e dignitose anche <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F746F20666F6E64616C65202D6D617265202D74656174726F" target="_blank">davanti a fondali dipinti o a colonnine di gesso</a>. Loro che, al massimo dell&#8217;affettuosità, posavano una mano sulla spalla del coniuge o <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27666F746F207269636F72646F27206669676C69" target="_blank">tenevano sulle ginocchia un perplesso ultimogenito</a>. Chissà, forse ci considererebbero degli sguaiati esibizionisti e, certamente, si scandalizzerebbero per le nostre &#8220;nudità&#8221;, vedendoci immortalati abbracciati a chiunque, anche alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6761726962616C646920737461747561" target="_blank">statua di Garibaldi</a>, ma forse no &#8230; qualche bisnonno, più acuto osservatore, potrebbe rivedere in quel gruppo di giovani dediti alla birra, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x666F746F2076696E6F206272696E6469736920616D696369" target="_blank">se stesso e i suoi amici all&#8217;osteria</a>. E qualche bisnonna potrebbe ricordare l&#8217;audacia di aver indossato <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x646F6E6E612070616E74616C6F6E6920766163616E7A65" target="_blank">i primi pantaloni</a> o il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27636F7374756D65206461206261676E6F27" target="_blank">primo vero costume da bagno</a>, oppure si emozionerebbe rammentando i balli per la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6965746974757261" target="_blank">mietitura</a> e i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x626163696F20636F7070696120636172746F6C696E61" target="_blank">casti baci</a> rubati sotto le stelle.<br />
Infondo non siamo poi tanto cambiati: cambia la forma, ma non la sostanza. Quella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/11339/1" target="_blank">donna in cordata</a> che scala la montagna con gonna lunga e cappellino, potrebbe essere la mia avventurosa amica appena tornata da una giornata di rafting sulle cascate. E quel <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7363656E65676769617461202D706F726E" target="_blank">gruppo di personaggi travestiti</a> mi ricordano tanto il ridicolo spettacolo al villaggio turistico in cui sono stata coinvolta mio malgrado. E quella <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x66616D69676C69612074617475616767696F" target="_blank">mamma tatuata con i tre bambini tatuati</a> &#8230; eh no, qui noi pronipoti siamo ancora indietro: UNO a ZERO per i bisnonni!</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Storia d&#8217;Italia di Montanelli</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: in questo anno di comemmorazioni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia viene  edita la versione tascabile e illustrata dell&#8217; opera monumentale del giornalista e scrittore Indro Montanelli : La Storia d&#8217;Italia. Tra le immagini che completano i testi, numerose provengono dalla nostra Fototeca. Storia d&#8217;Italia &#8211; Mointanelli; Montanelli/Cervi; Edizione BUR Saggi, 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MONTANELLI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4736" title="Storia d'Italia di Indro Montanelli edizione BUR 2011" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MONTANELLI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio</strong></em>: in questo anno di comemmorazioni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia viene  edita la versione tascabile e illustrata dell&#8217; opera monumentale del giornalista e scrittore<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli" target="_blank"> Indro Montanelli</a> : <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_d%27Italia_%28Montanelli%29" target="_blank">La Storia d&#8217;Italia. </a></p>
<p>Tra le immagini che completano i testi, numerose provengono dalla nostra Fototeca.</p>
<p>Storia d&#8217;Italia &#8211; Mointanelli; Montanelli/Cervi; <a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/autore/montanelli_indro.html" target="_blank">Edizione BUR Saggi</a>, 2011</p>
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		<title>Un talento microcosmico</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 06:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate volge al suo termine, i cereali mietuti sono già stipati nei granai in vista dell&#8217;inverno, si raccolgono gli ultimi frutti e si preparano le conserve come scorta alimentare per la brutta stagione: la Vergine, rinnegando la tendenza allo spreco del precedente segno zodiacale, si appresta a svolgere un&#8217;altra delle funzioni vitali per  la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/VERGINE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4813" title="Nati sotto al segno della Vergine" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/VERGINE.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a><br />
</strong></span></p>
<p>L&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27657374617465272073746167696F6E69" target="_blank">estate</a> volge al suo termine, i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6965746974757261" target="_blank">cereali mietuti </a>sono già stipati nei granai in vista dell&#8217;inverno, si raccolgono gli ultimi frutti e si preparano <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636F6E73657276617A696F6E6520616C696D656E74617A696F6E65" target="_blank">le conserve </a>come scorta alimentare per la brutta stagione: la <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2776657267696E652720617374726F6C6F676961" target="_blank">Vergine</a>, rinnegando la tendenza allo spreco del precedente segno zodiacale, si appresta a svolgere un&#8217;altra delle funzioni vitali per  la nostra sopravvivenza, quella della conservazione e classificazione della realtà esistente, quella del vaglio e dell&#8217;ordinamento.<span id="more-4780"></span> Tutto ciò avviene, come per ogni altro segno, sia a livello materiale che psichico, così da dar vita a professioni, comportamenti e fenomeni contraddistinti dall&#8217;ordine, dalla precisione, dal ruolo fondamentale del dettaglio e di tutto ciò che è “micro”, numeroso e “gerarchizzabile”. Molti <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6368696D696361" target="_blank">chimici</a> illustri come <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C61766F697369657227" target="_blank">Lavoisier</a>, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276A6F686E2064616C746F6E27" target="_blank">Dalton</a> e Faraday appartengono a questo segno, così come altrettanto illustri “eminenze grigie” come il cardinale <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2772696368656C69657527" target="_blank">Richelieu</a> che governò la Francia restando sempre “dietro le quinte”. Chi presenta il segno della Vergine molto rilevante nel proprio oroscopo ha spesso, oggi, una forte predisposizione per l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E666F726D617469636127" target="_blank">informatica</a> e per la statistica.<br />
La Vergine, dedita al lavoro e sempre attiva al limite dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27616E73696127" target="_blank">ansia</a>, si affida esclusivamente alla <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C6F6769636127" target="_blank">logica</a> e al raziocinio e non è interessata ai “grandi sistemi”, ma al “piccolo” in ogni sua forma. Sebbene questa natura sembri poco creativa, appartengono a questo segno molti grandi artisti e scrittori, tutti accomunati da quelli che vengono considerati i più grandi pregi-difetti verginei: la precisione e la pignoleria. Modesto, spesso insicuro del proprio valore, sempre pronto a correggere infinitamente il proprio (e l&#8217;altrui!) lavoro per raggiungere un&#8217;impossibile perfezione, il segno della Vergine ospita, tra gli altri, il più importante rappresentante del <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x76657269736D6F" target="_blank">Verismo</a> italiano e la più amata <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27726F6D616E7A6F206769616C6C6F27" target="_blank">giallista</a> della storia.<br />
<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2767696F76616E6E6920766572676127" target="_blank">Giovanni Verga</a>, con il suo “Ciclo dei Vinti” esprime al massimo i condizionamenti verginei che puntano il <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D6963726F73636F70696F" target="_blank">microscopio</a> nel “mondo piccolo”, quello dei <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x706F76657274E0" target="_blank">poveri</a>, dei derelitti, degli ultimi, gli stessi che per <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D61647265207465726573612064692063616C637574746127" target="_blank">Madre Teresa di Calcutta</a> (altra Vergine) divennero destinatari di tutta la sua opera missionaria. I “vinti” di Verga non hanno scampo, il loro tentativo di elevarsi nella gerarchia sociale non riesce mai: il Vergine non riesce a raccontarsi bugie, il suo sguardo è impietoso nello scovare e sottolineare tutto ciò che è “disfunzionale” al sistema e Verga, che attraverso il Verismo esprime al massimo il suo talento, non racconta la fiaba di quell&#8217;unico miserabile che ce l&#8217;ha fatta, ma la sofferenza, ingiusta e spesso inevitabile di tutti gli altri, più numerosi, che il sistema ha stritolato.<br />
In <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2761676174686120636872697374696527" target="_blank">Agatha Christie </a>invece vediamo lo sguardo acuto e ironico della Vergine che coglie dettagli apparentemente insignificanti, li organizza e impeccabilmente giunge alla giusta conclusione, tra lo stupore generale di chi brancola ancora nel buio. Il suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hercule_Poirot" target="_blank">Poirot</a>, come spesso accade in letteratura, è una perfetta proiezione dello spirito vergineo della scrittrice: Poirot è un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696E76657374696761746F7265" target="_blank">investigatore</a> acutissimo, iper-razionale, attento ad ogni piccolo dettaglio, maniaco della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x696769656E65" target="_blank">pulizia</a>, perfettamente ordinato con i suoi <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6261666669" target="_blank">baffetti</a> impomatati e una serie di fissazioni e rigidità che vanno dal cibo al vestiario, a cui è impossibile derogare. Anche <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/25823/1" target="_blank">Miss Marple </a>porta con sé gli stessi condizionamenti zodiacali della sua creatrice: curiosa, attenta, instancabile, dedita al lavoro a maglia (attività verginea) è anche una simpatica e niente affatto triste, <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D617472696D6F6E696F" target="_blank">zitella</a>. Ebbene sì, i rappresentanti del segno della Vergine spesso sono refrattari al <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276D617472696D6F6E696F27" target="_blank">matrimonio</a>, forse perché manca loro la capacità di illudersi tipica dell&#8217;innamoramento o forse perché la tensione verso la perfezione mal si accorda con la vita di coppia. Lo stesso Verga rimase legato tutta la vita alla stessa donna, ma senza sposarsi mai. A questo proposito <em>Dame </em>Agatha, che era stata profondamente delusa dal suo primo matrimonio, finalmente felice con il secondo marito, un archeologo molto più giovane di lei, con quell&#8217;autoironia che solo la Vergine possiede, disse: “Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui ne è attratto”.</p>
<p>© riproduzione riservata</p>
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		<title>Guccini &amp; Macchiavelli</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 06:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[scelte dal nostro archivio: segnaliamo per la lettura questi romanzi polizieschi scritti da Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli: Tango e gli altri e Appennino di sangue. I racconti si intrecciano dagli anni &#8217;40 della guerra, agli anni &#8217;60 e &#8217;70,  i  fatti accaduti nel passato, casi irrisolti  si ripropongono al Maresciallo Santovito, che indaga.  Entrambe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/GUCCINI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4740" title="Tango e gli altri - Appennino di Sangue" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/GUCCINI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>scelte dal nostro archivio:</strong></em> segnaliamo per la lettura questi romanzi polizieschi scritti da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guccini" target="_blank">Francesco Guccini </a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Loriano_Macchiavelli" target="_blank">Loriano Macchiavelli</a>: <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880456128&amp;autoreUUID=c44ca0d2-9ea9-11dc-9517-454a8637094f" target="_blank">Tango e gli altri</a> e <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804611660/Appennino_di_sangue/Loriano_Macchiavelli.html" target="_blank">Appennino di sangue.</a> I racconti si intrecciano <span id="more-4738"></span>dagli anni &#8217;40 della guerra, agli anni &#8217;60 e &#8217;70,  i  fatti accaduti nel passato, casi irrisolti  si ripropongono al Maresciallo Santovito, che indaga.  Entrambe le copertine sono realizzate con immagini che provengono dalla sezione fotografica della nostra Fototeca che documenta i protagonisti della  <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x726573697374656E7A61206974616C69612070617274696726/2" target="_blank">guerra partigiana</a>.  Buona lettura!</p>
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		<title>Petrolio italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 07:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il 1961. Enrico Mattei, incaricato nell&#8217;immediato dopoguerra di  liquidare l&#8217;Agip, non solo ha disatteso le richieste del Governo, ma nel giro di un  decennio, ha addirittura risollevato le sorti dell&#8217;azienda, ha trovato petrolio e metano in pianura padana e in Sicilia, ha fondato la Snam, riconvertito le attività della Pignone e dato vita all&#8217;E.N.I., affidando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MATTEI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4848" title="Enrico Mattei - petrolio italiano" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/MATTEI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>E&#8217; il 1961. <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x456E7269636F204D6174746569" target="_blank">Enrico Mattei</a>, incaricato nell&#8217;immediato dopoguerra di  liquidare l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276167697027" target="_blank">Agip</a>, non solo ha disatteso le richieste del Governo, ma nel giro di un  decennio, ha addirittura risollevato le sorti dell&#8217;azienda, ha trovato <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706574726F6C696F27206974616C6961" target="_blank">petrolio e metano </a>in pianura padana e in Sicilia, ha fondato la Snam, riconvertito le attività della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x7069676E6F6E65" target="_blank">Pignone</a> e dato vita all&#8217;E.N.I., affidando la comunicazione del gruppo aziendale ad un nuovo quotidiano, &#8220;Il Giorno&#8221;.  <span id="more-4822"></span>All&#8217;inizio degli anni Sessanta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei" target="_blank">Mattei</a> sta operando con ogni mezzo per rendere l&#8217;Italia autonoma dal punto di vista energetico attraverso accordi con <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x756E696F6E6520736F76696574696361" target="_blank">l&#8217;Unione Sovietica </a>e con i paesi del nord Africa, con l&#8217;intento di spezzare il monopolio delle grandi compagnie <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706574726F6C696F27" target="_blank">petrolifere</a> anglo-americane da lui battezzate con un certo disprezzo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_sorelle_(compagnie_petrolifere)" target="_blank">le sette sorelle</a>&#8220;.<br />
Nel giro di pochissimo tempo, grazie alla sua caparbietà, a fondi non proprio trasparenti e ad un&#8217;instancabile azione diplomatica, ottiene concessioni in Egitto e <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706574726F6C696F2720706572736961" target="_blank">Iran</a> e inizia a trattare con <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276C6962696127" target="_blank">Libia</a>, Marocco, Tunisia, Giordania, Libano e anche con l&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27416C676572696127" target="_blank">Algeria</a>, ancora colonia francese, suscitando la reazione dei nostri confinanti. L&#8217;impresa si interromperà nel 1962 con la morte dello stesso Mattei in un <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27656E7269636F206D617474656927206D6F727465" target="_blank">incidente aereo </a>che si rivelerà, con il tempo, un attentato di cui non sono mai stati accertati i mandanti.<br />
Estate 2011: dopo 50 anni di dipendenza energetica  italiana dal petrolio arabo, dal gas russo e dal nucleare francese, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/26/pozzi-nel-mediterraneo-un-giallo-per-montalbano/150829/" target="_blank">tornano le trivelle in Sicilia </a>e in Val Padana e riemergono gli stessi protagonisti della corsa al petrolio del 1961, mentre tutto il Nord Africa è in tumulto e  mentre Stati Uniti, Francia e Italia si ritrovano a combattere in uno dei paesi più ricchi di giacimenti del Mediterraneo. Intanto le fonti rinnovabili continuano ad arrancare, senza riuscire a trovare credito presso un mondo politico- imprenditoriale ancorato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Picco_di_Hubbert" target="_blank">diatribe di mezzo secolo fa</a>.</p>
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		<title>Cristiani d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 07:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena piccini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scelte dal nostro archivio: Cristiani d&#8217;Italia – L&#8217;unificazione italiana.  Tre  volumi editi dall&#8217;Istituto dell&#8217;Enciclopedia Treccani sullo Stato unitario, un&#8217;opera dedicata alla ricostruzione storica e al dibattito storiografico sulla nascita e sui primi passi dello Stato unitario, con il ritratto dello scambio avvenuto fra la vita cristiana e la vita nazionale, in quello spazio unico dell’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CRISTIANI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4752" title="Cristiani d'Italia - Istituto dell'Enciclopedia Treccani" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/CRISTIANI.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Scelte dal nostro archivio:</strong></em> <a href="http://www.treccani.it/catalogo/catalogo_prodotti/i_grandi_temi/unificazione_cristiani_italia.html" target="_blank">Cristiani d&#8217;Italia – L&#8217;unificazione italiana</a>.  Tre  volumi editi dall&#8217;Istituto dell&#8217;Enciclopedia Treccani sullo Stato unitario, un&#8217;opera dedicata alla <span id="more-4751"></span>ricostruzione storica e al dibattito storiografico sulla nascita e sui primi passi dello Stato unitario, con il ritratto dello scambio avvenuto fra la <a href="http://www.fscire.it/it/progetti-conclusi/cristiani-ditalia/" target="_blank">vita cristiana e la vita nazionale</a>, in quello spazio unico dell’Italia tra il 1861 e il 2011.  Una scelta di alcune immagini del nostro archivio già presenti all&#8217;interno di questa opera appaiono anche nella  Timeline della mostra  <a href="http://archivievideo.fscire.it/it/mostre/cristiani-ditalia-mostra/" target="_blank">Cristiani d&#8217;Italia i 150 anni di chiese stato e società</a> realizzata dalla <a href="http://www.fscire.it/it/chi-siamo/" target="_blank">Fondazione </a>per le scienze religiose Giovanni XXIII,  l&#8217;evento è stato parte della <a href="http://www.provincia.bologna.it/italia150/Engine/RAServePG.php/P/256411500300/M/251511500100/T/Cristiani-dItalia-i-150-anni-di-chiese-stato-e-societa" target="_blank">rete delle “grandi mostre”</a> approvate dal Comitato Interministeriale per le Celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.<br />
La mostra, pensata e montata da Alberto Melloni, Fabio Nardelli e Federico Ruozzi, sonorizzata da Fabio Iaci, sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata presentata dal 16 marzo al 2 giugno in diverse locations della città di Bologna.</p>
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		<title>I protetti di santa Barbara</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania lucarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno ricorre il decimo anniversario dell&#8217;11 settembre, evento che vide protagonisti di una grande sciagura non solo terroristi e vittime civili, ma anche valorosi pompieri divenuti un simbolo di speranza, nella tragedia. Anche in Europa, il mese di settembre è segnato da un anniversario legato a queste figure eroiche, infatti il 18 settembre 1811 nacque a Parigi il corpo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pompieri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4841" title="Santa Barbara patrona, protettrice dei Pompieri" src="http://www.fototeca-gilardi.com/wp-content/uploads/pompieri.jpg" alt="" width="450" height="450" /></a></p>
<p>Quest&#8217;anno ricorre il decimo anniversario dell&#8217;<a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2731312073657474656D627265203230303127" target="_blank">11 settembre</a>, evento che vide protagonisti di una grande sciagura non solo terroristi e vittime civili, ma anche valorosi pompieri divenuti un simbolo di speranza, nella tragedia.<br />
Anche in Europa, il mese di settembre è segnato da un anniversario legato a queste figure eroiche, infatti il 18 settembre 1811 nacque a Parigi il corpo dei <em>Sapeurs-Pompiers</em>, il primo vero gruppo organizzato di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27706F6D706965726927" target="_blank">pompieri</a>, che fu modello per tutti i successivi reparti di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27766967696C692064656C2066756F636F27" target="_blank">Vigili del Fuoco </a>europei nati tra il XIX e il XX secolo.<span id="more-4767"></span> I <a href="http://collezionismovvf.interfree.it/Articolo14.htm" target="_blank"><em>Sapeurs-Pompiers </em></a>(lett. Zappatori-Pompieri) inizialmente costituiti da soldati del Genio della <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#photo/6824/1" target="_blank">Guardia imperiale napoleonica</a>, derivano a loro volta da un&#8217;organizzazione privata fondata, circa un secolo prima, da un industriale (Dumourrier-Duperrier) che aveva deciso di avvalersi dei suoi operai per costituire un servizio completo e autonomo antincendio.<br />
Ma la storia dei Vigili del Fuoco ha radici molto più antiche: si sa, ad esempio, che già l&#8217;imperatore <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636573617265206F7474617669616E6F206175677573746F" target="_blank">Augusto</a>, tra il 26 e il 6 a.C., dotò <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x636172746F67726166696120526F6D612063697474E0" target="_blank">Roma</a>, soggetta a terribili <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x27696E63656E64696F27" target="_blank">incendi</a> dovuti all&#8217;abbondanza di edifici con scheletro in legno ammassati in stretti vicoli, di un corpo speciale di guardie notturne, comandate da un <em>Prefectum Vigilum</em>, chiamate <em>Militia Vigilum Regime,</em> organizzate in coorti e centurie per un totale di 7.000 uomini divisi in due caserme.<br />
In Italia i soccorsi antincendio rimasero frammentati in numerosi corpi civici locali fino al 1939 anno in cui, memori dei disastrosi soccorsi ai <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x74657272656D6F746F2031393038" target="_blank">terremotati di Messina del 1908</a>, i legislatori riunirono tutti i gruppi di pompieri italiani nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Battezzati con questo nome, pare, dal solito <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x276761627269656C65206427616E6E756E7A696F27" target="_blank">Gabriele D&#8217;Annunzio</a> furono posti sotto la protezione di <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x2773616E7461206261726261726127" target="_blank">Santa Barbara</a>, invocata contro la morte improvvisa e per questo patrona di tutte le persone che vengono esposte, nel lavoro, al pericolo di morte istantanea, come gli artificieri, gli artiglieri, i carpentieri, i <a href="http://archivio.fototeca-gilardi.com/#search/0x6D696E61746F7269" target="_blank">minatori</a>.</p>
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