~ Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi ~

Cento anni sono pochi

Caricatura del bloomerismo, termine derivato dalla diffusione delle idee femmiste di Amelia Jenks Bloomer - elaborazione ©Fototeca Gilardi

Un secolo sembra davvero un sacco di tempo, ma in effetti non lo è.
Cento anni possono essere semplicemente la vita di un uomo longevo.
Significa ad esempio nascere nell’anno dell’invenzione della prima motocicletta (1869) e morire quando l’uomo mette piede sulla luna (1969), o vedere la luce insieme alla prima radio (1891) e lasciare questo mondo scambiando dati in pochi millisecondi attraverso il web (1991).
Il 1918 è dietro l’angolo e, solo un passo prima nel 1818, nascevano Karl Marx ed Emily Bronte e veniva scritto “Frankenstein”.
Due secoli fa nasceva anche Amelia Bloomer la donna che, (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 18-07-2018

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Intimo esplosivo

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La storia del costume da bagno femminile potrebbe essere raccontata semplicemente seguendo la progressiva riduzione del tessuto necessario per produrlo. Fu Ortensia di Beauharnais, regina d’Olanda, che nel 1812 sfidò per prima le convenzioni sociali entrando in mare con un abito completo di corsetto e pantaloni sotto la gonna. Ma solo nel 1825 una seconda donna si fece preparare un abito destinato ai bagni in mare: il costume era formato da un vestito di lana lungo fino ai piedi completo di calze e scarpe, guanti, cappello e ombrellino. L’audace dama che indossò per la prima volta questo abito “da bagno” non era altri che (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 02-08-2017

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Ma questo è un altro paio di maniche!

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I bottoni nacquero addirittura in epoca preistorica, ma fino al Medioevo il loro utilizzo rimase piuttosto raro, poiché per allacciare abiti e mantelli i nostri antenati sembravano preferire nastri, lacci, fermagli, spille e cinture.
Nell’alto Medioevo avremmo dovuto acquistare i bottoni nelle botteghe dei gioiellieri, erano infatti oggetti costosissimi, fatti di corallo, perle, pietre dure e metalli preziosi, tanto che venivano lasciati in eredità, costituivano un buon sostituto del denaro (soprattutto in viaggio) e apparivano nelle doti femminili.
Usati come ornamenti, anch’essi erano sottoposti ai rigori delle (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 18-01-2017

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Un bel piatto di “senza”

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Da quando, la parola “senza” associata al nostro cibo è diventata un valore aggiunto e non una mancanza sofferta?
In un passato piuttosto recente, sembra incredibile, ma la pasta con glutine aggiunto veniva commercializzata come un prodotto speciale e particolarmente salutare.
È chiaro: venendo da secoli di fame endemica, tutto ciò che alludeva all’abbondanza (non importa di cosa), era più che mai ricercato e gradito. D’altronde, senza (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 09-06-2016

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Fashion dolls

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Il mondo della moda, in piena attività, tira le fila delle sue marionette viventi sulle passerelle milanesi per la settimana dedicata al fashion. Al di là dell’arte sartoriale eccelsa, devo ammettere che (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 29-02-2016

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Guanti d’amore e di guerra

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Thor ne aveva un paio di ferro, molto utili per maneggiare il suo magico martello Mijollnir.
Quelli di Venere invece erano di leggerissima garza, cuciti dalle Grazie direttamente sulle divine mani, per medicare le ferite che la (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 17-02-2016

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Parasole o parapioggia?

Fotografia di Ando Gilardi #andogilardi

L’ombrello iniziò ad essere usato come parapioggia solo tre secoli fa. Di origine orientale, inizialmente era stato infatti inventato come riparo dal sole e come segno di distinzione e nobiltà. Già presente nel XII secolo a.C. in Cina, in Giappone, in Persia e in Egitto, faceva parte delle insegne dell’Imperatore del Celeste impero e caratterizzava la divisa dei Ninja; allo stesso modo in Persia ed Egitto il suo utilizzo era (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 20-10-2015

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Galateo medievale … a tavola

Siamo tutti pronti a lamentarci delle pessime maniere ormai dilaganti: nessuno che ti saluta per strada, nessuno che ti aiuta se sali sull’autobus con la spesa o il passeggino, tutti che guidano come se fossero soli in strada, tutti pronti ad aggredire e rispondere in modo volgare. Indubbiamente non si può negare che l’atmosfera sociale sia drasticamente peggiorata, ma a tavola, quando ci ritroviamo tra amici e parenti, come ci comportiamo? Siamo proprio sicuri di rispettare un minimo di galateo almeno in una situazione così intima?
Ci sediamo a tavola con le mani pulite? Ci ricordiamo di non parlare con la bocca piena o non infilare le nostre posate nel piatto comune? Forse alcune abitudini sono radicate, ma ci abbiamo messo parecchio a impararle.
Le prime regole di galateo a tavola infatti risalgono al medioevo. Anche allora la principale prescrizione del buon comportamento era (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 14-10-2015

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Un ventaglio di risposte

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Come era possibile scambiarsi messaggi fra innamorati nel Settecento o nell’Ottocento, quando la libertà di scegliersi tra uomo e donna si stava insinuando nella mentalità comune, mentre la vita sociale era ancora sotto il rigido controllo di rituali sociali vetusti, aggravati dalla separazione tra i sessi e dalla presenza di “controllori” in ogni occasione mondana? Sembrerà strano, ma messaggi più che (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 22-07-2015

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Piacere e piacersi

le quattro streghe, incisione di Albrecht Durer

Torna il caldo e insieme torna, soprattutto per noi donne, l’annoso problema di adeguarci ai terribili canoni estetici di questi tempi! Canoni pretenziosi e punitivi. È in queste occasioni che aumenta a dismisura il desiderio di avere una macchina del tempo che mi riporti al Rinascimento, quando la bellezza era prosperosa e tornita, quando lo scheletro femminile non era appena velato da pelle tesa e muscoli da culturista, ma (altro…)

Autore: stefania lucarelli Postato il : 20-05-2015

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