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Stelle letterarie – Vergine

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L’arte è la bellezza, l’invenzione perpetua dei dettagli, la scelta delle parole, la cura attenta nell’esecuzione.”
Ecco cosa pensava Théophile Gautier dell’essere scrittore.
Il Vergine Théophile Gautier, come la Vergine Agatha Christie, riteneva che nell’attenzione al dettaglio fosse racchiuso ogni segreto, che la cura puntuale nel comporre una storia , nel descrivere personaggi e luoghi fosse essenziale perché ne risultasse una vera opera d’arte. Certo poi impiegò 30 anni per scrivere il suo “Capitan Fracassa” , ma anche questo è un dettaglio.
Nel frattempo riuscì a comporre una quantità immensa di poesie, cronache, romanzi, recensioni artistiche guadagnandosi la stima di tutti i suoi contemporanei, persino dall’ombroso Baudelaire che lo ricordò come “poeta impeccabile e perfetto mago in lettere francesi”.
Impeccabile e perfetto.
Due obbiettivi a cui la Vergine aspira costantemente
Dall’acuta fantasia di Agatha Christie nacquero due dei personaggi più “verginei” in assoluto: Hercule Poirot e Miss Jane Marple, lui un omino lindo e stizzoso, dall’intelligenza infallibile e lei una pacata e attentissima vecchietta, con le mani (e la mente) sempre in movimento.
Il segno della Vergine esprime anche in campo letterario la sua natura precisa e meticolosa grazie all’apporto di tre pianeti che ne determinano il temperamento: Y-Eolo (pianeta del ritmo costante e della conservazione), Urano (signore della tecnica) e Mercurio (archetipo della comunicazione e dei dettagli).
La combinazione di questi tre grandi principi simbolici si esprime in modo magistrale proprio in questo campo, poiché la comunicazione scritta ricade sotto il dominio di Mercurio, signore della Vergine.
Leggere opere di autori appartenenti a questo segno dà l’impressione di osservare il mondo attraverso un microscopio: tutto diventa importante, niente è lasciato al caso, gli stati d’animo dei personaggi vengono descritti minuziosamente, così come gli ambienti. Chiunque abbia letto Tolstoj capisce di cosa si tratta.
La scrittura è spesso pulita ed essenziale, priva di orpelli formali, ma non sciatta, si mette al servizio della storia, evitando di attirare altrove l’attenzione: il focus è sul racconto, tutto l’impegno è teso a trasmettere in modo esatto l’immagine o il concetto che l’autore vuole esprimere.
C’è molta accuratezza nella scelta dei termini, nel calibrare le atmosfere, gli umori, si può dire che la Vergine sia maestra nel “dipingere con le parole”. E i suoi soggetti preferiti sono “gli ultimi”, i personaggi piccoli, umili, gli sconfitti dalla vita, quelli che rischiano di restare schiacciati dai perfetti ingranaggi della società che proprio il segno della Vergine è preposto zodiacalmente ad eternare.
Lo sguardo degli scrittori Vergine è sovente attirato dai protagonisti del segno opposto, quello dei Pesci: i devianti, i romantici, i sentimentali, i mistici, i folli, gli uomini e le donne che “falliscono”, che non riescono ad integrarsi o che si disintegrano a causa della durezza della vita quotidiana e delle regole sociali. Come non pensare al “Ciclo dei Vinti” di Giovanni Verga.
L’opposto segno dei Pesci, pone il problema dell’Infinito al Vergine Jorge Luis Borges per il quale il nettuniano mare (simbolo pescino) diventa “un antico idioma che non riesco a decifrare” , infinito intollerabile o irraggiungibile che porta Cesare Pavese a definire la vita come un “mestiere” (termine caro alla Vergine) faticoso e ad abbandonarla troppo presto.
Le correnti letterarie che possiamo accostare alla Vergine sono il “verismo” e il “realismo”, cui vanno aggiunti i testi descrittivi, le enciclopedie, le cronache puntuali, ma anche un tipo particolare di “diario di viaggio” quello che annota accuratamente le tradizioni dei luoghi visitati, il popolo, la gente “piccola”, il quotidiano, argomenti tanto amati sia dal Vergine Goethe che dal già citato Gautier.
La passione per la tecnica, associata a questo segno zodiacale, fa ricadere sotto la sua area di influenza anche opere che non possono considerarsi letterarie in senso stretto, ma che costituiscono ugualmente una produzione culturale importante, cioè i manuali di qualsiasi genere.
Il lettore Vergine cosa ama? La mia ipotesi è che ami soprattutto le opere ben scritte perché è infastidito dall’eloquio approssimativo, ma che lo portino lontano, in un mondo dove tutto è possibile, dove le sue remore saltino travolte dall’irrazionale, dove finalmente possa sentirsi libero dalle catene di un mondo mortifero, inesorabilmente perfetto.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 30-08-2017