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Stelle letterarie – Gemelli

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La rubrica astrologica quest’anno parla di letteratura. Attraverso i singoli post si capirà qual è lo stile di scrittura preferito da ogni Segno, l’argomento ideale, il genere più amato o i personaggi che incarnano meglio la personalità degli autori, ricordando sempre che in campo astrologico il segno “puro” teorico, non corrisponde mai ad individui realmente esistenti , molto più sfaccettati e compositi.

Difficile stabilire se il Gemelli sia più un appassionato lettore o un forsennato scrittore. Il Gemelli scrive tanto, tantissimo, ma il suo comodino ospita sempre 4 o 5 libri che vengono letti in contemporanea, alcuni per studio, altri per svago, altri ancora per curiosità o perché sono ai primi posti in classifica. Per lui il mondo delle parole è un luogo pieno di fascino, perché non è importante solo “cosa” si comunica, ma anche “come” lo si comunica. Non che gli sia indifferente il contenuto, ma la forma con cui ci si esprime è essenziale per il Gemelli che simboleggia proprio quella fase dello sviluppo umano in cui il bambino si accorge che ad ogni suono emesso, corrisponde una risposta dell’ambiente. La passione gemellare per i suoni, le parole, le inflessioni, i dialetti, i linguaggi tipici di alcuni gruppi, la curiosità per i meccanismi del parlare e dello scrivere (e la scimmiesca abilità nel riprodurli) ne fanno un vero linguista. La scelta dei termini esatti (e dei suoni perfetti), per questo segno, è quasi un’ossessione, anche perché la velocità tipica gemellare sovente lo fa imbattere in “incidenti comunicativi” dovuti alla fretta. Infatti, se la “forma” dello scrivere (e del parlare) lo vede operare come un tecnico, con precisione e profondità, gli argomenti che lo interessano sono infiniti e il Gemelli spesso vorrebbe toccarli in modo lieve, sfiorarli passando oltre subito dopo, attirato da qualcosa di nuovo. Questo segno d’aria simboleggia la pura comunicazione, l’espressione verbale e scritta, il continuo scorrere dei messaggi tra un punto e l’altro, tra una persona e l’altra, le notizie che attraversano l’ambiente e che vengono colte dal Gemelli alla prima vibrazione, come farfalle nella rete .
I pianeti che governano questo segno, Mercurio (messaggero degli dei), Plutone (signore delle profondità e del potere) e Y-Eolo (signore dell’atmosfera e dell’”istante”), orientano il Gemelli verso alcune tipiche espressioni culturali. La prima è il giornalismo, che soddisfa tutti e 3 i signori del segno, poiché è mercurialmente rapida, plutonicamente focalizzata sul potere e ipsilonicamente fissata sull’attimo presente. Per citare alcuni scrittori Gemelli che nacquero come giornalisti basti pensare al poeta americano Walt Whitman e al filosofo esistenzialista Jean Paul Sartre.
Quando invece il Gemelli diventa scrittore, la velocità nell’inseguire notizie si trasforma in “viaggio interiore”, perché il movimento fa parte della sua natura profonda e Mercurio sa assumere altre sfumature: non saltella più dietro alle farfalle-notizie, ma ad esempio come accade al nostro Dante Alighieri, diventa psicopompo, cioè guida le anime nell’aldilà, antica funzione mercuriale in piena armonia con la presenza di Plutone-Ade nel segno. E il terzo signore dei Gemelli come si esprime nella Divina Commedia? Y-Eolo governa le “strutture” e i ritmi: è lui l’ingegnere che ha progettato il perfetto ed inesorabile schema di gironi infernali e gerarchie angeliche.
L’interesse del Gemelli per i suoi contemporanei, per la società in cui è immerso però, non svanisce neppure quando viaggia in un altro mondo. Dante nel suo percorso verso il divino incontra molti suoi contemporanei, li colloca (a seconda del suo favore o rancore) in situazioni di beatitudine o di spietato tormento. Questo è il trionfo di un dispettoso Plutone a braccetto con Mercurio, che vediamo apparire sempre nelle opere “pseudostoriche” o “pseudo fantastiche” degli autori Gemelli, insieme al tema della morte che spesso fa capolino o addirittura diviene protagonista di molti romanzi, come accade nelle “Avventure di Sherlock Holmes” del Gemelli Arthur Conan Doyle oppure nelle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar (romanzo epistolare, tipico dei Gemelli, segno che domina anche lo scambio di messaggi).
I Gemelli parlano di un altro mondo per parlare di quello in cui vivono. La politica (regno di Plutone, ancora una volta) li prende, li travolge, li fa schierare e vacillare. Così come è chiaro nell’esule Dante Alighieri che tuona contro la sua Firenze, come l’amarezza dell’imperatore Adriano è riflesso di quella della Yourcenar, così l’opera di un altro celebre Gemelli come Jean Paul Sartre è intrisa di politica dalla prima all’ultima riga e il Gemelli Garcia Lorca, proprio a causa della sua aperta ostilità alle forze franchiste, perde prematuramente la vita.
Un altro tema che ricorre negli autori Gemelli, in forme diverse, è il tema del “doppio”. Sembra quasi che l’iconografia che vuole il segno raffigurato da due figure umane allacciate o affiancate (i figli di Leda, Castore e Polluce) rifletta una vera “scissione” di questi soggetti, che si trovano sempre ad operare in coppia con un compagno reale o immaginario: Dante viene accompagnato nel suo viaggio prima da Virgilio e poi da Beatrice; Sherlock Holmes è inseparabile dal suo amico e collaboratore Watson; Sartre forma una coppia anomala e indissolubile nella vita reale, con Simone de Beauvoir.
Pessoa racconta in questo modo la nascita del suo primo pseudonimo: “ricordo, così, quello che mi sembra sia stato il mio primo eteronimo o, meglio, il mio primo conoscente inesistente: un certo Chevalier de Pas di quando avevo sei anni, attraverso il quale scrivevo lettere a me stesso, e la cui figura, non del tutto vaga, ancora colpisce quella parte del mio affetto che confina con la nostalgia”.
Insomma, questo irrequieto e prolifico Gemelli, apparentemente snob, creatore di trend, di nuovi modi di esprimersi e di pensare, ostinato a non volersi occupare della parte seriosa della vita (come diceva la De Beauvoir a proposito di Sartre) per restare sempre giovane, alla fine è immerso nel suo tempo e il suo cuore ragazzino batte per tutto ciò che preoccupa le persone che lo circondano, e finisce per rivelarsi un “Great pretender” che usa umorismo e sarcasmo per nascondere la sua profonda sofferenza o per rivelare le storture del presente, sotto travestimento. Non per niente teatro e commedia sono note passioni degli appartenenti al segno.

« Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
Che arriva a fingere che è dolore
Il dolore che davvero sente. » (Pessoa)

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 09-06-2017