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Stelle letterarie – Capricorno

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Stelle letterarie: Capricorno - elaborazione ©Fototeca Gilardi

Per comprendere a fondo la natura di un Segno è molto spesso utile leggerlo “in coppia” con il suo dialettico, cioè con quello che lo fronteggia lungo il cerchio zodiacale. Nel caso del Capricorno è addirittura essenziale farlo nel momento in cui si parla di letteratura, regno in cui il Cancro (segno opposto al Capricorno) domina. La tradizione zodiacale colloca nel Capricorno il rigore, la logica, l’ambizione, il pensiero positivista, la passione per la politica e il potere, l’autocontrollo, la tendenza all’accumulo di beni, l’avarizia, la chiusura nella propria torre d’avorio, la vecchiaia, il freddo, la durezza.
Come si spiega che tra i due scrittori più celebri del segno troviamo Charles Perrault, padre della fiaba moderna, e Giovanni Pascoli la cui “poetica del fanciullino” risuona ancora nei nostri ricordi di scuola? Fiabe e fanciulli sono argomenti cancerini che i due autori, dotati di particolare sensibilità rispetto alla media dei Capricorno solitamente impegnati a costruirsi una carriera, trovano naturalmente dentro di loro.
Quando il temperamento distaccato, o l’ambiente di nascita ci spingono a saltare le tappe e a diventare adulti troppo in fretta, quando la famiglia o le circostanze della vita ci privano della spensieratezza dell’infanzia, dentro di noi qualcosa resta sempre bambino. Ed è proprio questo che accade al segno del Capricorno che, come il piccolo “Baby Boss” del cartone animato, sembra arrivare in questo mondo già vestito come un AD di un’azienda colossale, munito di valigetta 24 ore e pochi capricci in dotazione (per inciso, anche Marla Frazee, la creatrice di “Baby Boss”, è nata ovviamente sotto questo segno).
Certo quel bambino nascosto, quel grumo di fragilità che il Capricorno nega e rifiuta dal suo primo respiro, non può essere vissuto con spensieratezza, va educato e condotto con la logica e il ragionamento a non fidarsi del mondo crudele, a non essere ingenuamente sciocco. Ecco da dove nascono le fiabe di Perrault che, partendo dai racconti popolari del suo tempo, rimaneggia il materiale a disposizione, rendendo le trame più logiche, infarcendole con riferimenti geografici reali e soprattutto mettendole al servizio di una morale che non fa sconti e non salva Cappuccetto Rosso dal lupo, perché una sciocca bambina disubbidiente e vanesia, se lo merita di essere divorata per essere stata superficiale.
Ecco cosa è il Capricorno. È il senso di realtà.
Pascoli è più indulgente con suo bambino interno, che nelle sue poesie appare spesso come cucciolo nel nido o come neonato piangente nella culla e che, nella notte, viene consolato dal canto di madri e nonne. Si rende conto che solo quegli occhi rimasti fermi all’infanzia a causa di un grandissimo dolore familiare, sono però quelli che gli permettono di vedere il mondo da poeta.
Chi invece si muove con disinvoltura in mondi in cui prevalgono tecnologia e potere, dove le simbologie proprie del Capricorno emergono linearmente, è Isaac Asimov. Il celebre autore di fantascienza nella sua monumentale opera “Fondazione” sceglie un protagonista che sembra un capolavoro astrologico: il Mulo. Questo personaggio che per tre quarti dell’opera è presente sotto mentite spoglie, ha poteri psichici che pian piano irretiscono interi sistemi solari. Il Mulo, come da manuale astrologico, ha alle spalle un’infanzia infelice e traumatica; per il suo aspetto mostruoso è stato sempre deriso ed emarginato, così quando scopre di poter influenzare psichicamente le emozioni altrui (il mondo delle emozioni è cancerino) decide, come farebbe qualsiasi buon Capricorno, di soddisfare il suo feroce desiderio di rivalsa attraverso la conquista e la sottomissione di tutta la Galassia.
Il desiderio di rivalsa, il rifiuto di un ruolo sottomesso è certamente anche la spinta emotiva che sta alla base dell’opera di un’altra Capricorno, Simone de Beauvoir, autrice di una pietra miliare del pensiero femminista: “Il secondo sesso”. Bastano queste sue lapidarie parole per rendersi conto con quanta forza e razionalità la de Beauvoir riesce a confutare secoli di pregiudizi e scardinare ruoli acriticamente accettati da secoli: “Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna”.
Questo segno di Terra non tollera ruoli subalterni, ama il potere e ama stare in vetta. Ma non si può negare che spesso riesca ad essere fortemente autoironico, come accade quando, rivolgendo verso se stesso la lente iper-razionale, scopre il lato ridicolo dei suoi peggiori difetti. E così nascono personaggi tragicamente comici come l’Avaro, il Borghese Gentiluomo o il Misantropo, nati dalla mente del celeberrimo Capricorno Moliére, gravato da un’infanzia piena di lutti, ma (come spesso accade a questo Segno associato alla vecchiaia) favorito dalla vicinanza di un nonno che lo trascinò per tutti i teatri della città, sviluppando nel nipote una tale passione per la commedia all’italiana da trasformarlo nel genio che tutti conosciamo. E così il Capricorno diventa il fustigatore pubblico dei suoi peggiori difetti, ma senza poi farne una tragedia, perché in fondo resta un cinico disilluso e non sopporta le lacrime.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 28-12-2017