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La Grande Puzza

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L’estate del 1858 a Londra era stata insolitamente calda.
Da giugno, il volume d’acqua trasportato dal Tamigi e dai suoi affluenti si era notevolmente ridotto e gli escrementi che i Londinesi gettavano quotidianamente nel fiume avevano finito per occupare la maggior parte dello spazio, insieme ai cadaveri degli animali, agli scarti di macelleria, alla spazzatura e ai rifiuti industriali, scorrendo lentamente attraverso la città e diffondendo il tifo e  il colera.
Erano secoli che, in tutte le città d’Europa , il contenuto dei vasi usati giorno e notte per i bisogni veniva svuotato dalla finestra sulla pubblica strada. Nel XIII secolo l’usanza era stata regolamentata da severe norme che stabilivano ore apposite (quelle notturne) e l’obbligo di urlare un avvertimento prima del lancio. Così da tempo, anche per le vie di Londra si veniva avvertiti dal grido:”… LOOOOO!!!!” (dal francese “l’eau”, cioè “l’acquaaa!”)  e poi si veniva innaffiati con disinvoltura.
A Napoli, per questioni di decoro e di igiene pubblica, già dal 1832 era in vigore il “Regolamento per la nettezza delle strade, ed altri siti”, che vietava di gettare a qualsiasi ora da balconi e finestre “alcun materiale di qualunque sia la natura”, comprese “le acque servite per i bagni o qualunque altro uso domestico”.
A Londra invece gli abitanti avevano ancora abitudini medievali e i 200.000 pozzi neri, svuotati raramente, straripavano per le strade e nel Tamigi, tanto da costringerli a fuggire dal fiume inquinato, nascondendo il volto dietro ai fazzoletti, disgustati dai miasmi che salivano da quella gigantesca fogna a cielo aperto.
In quell’estate del 1858 alla Camera dei Comuni, per consentire le sedute, si arrivò perfino a montare come contromisura delle tende imbevute di cloruro di calcio e i parlamentari dovettero essere spostati ad Hampton Court.
Quella che passò alla storia come “The Great Stink” (La Grande Puzza) venne descritta dall’allora Ministro delle Finanze Benjamin Disraeli come “una puzzolente pozza stigiana di ineffabile ed insopportabile orrore” che in soli diciotto giorni convinse il Parlamento a mettere sotto sopra Londra con un colossale progetto per dotare finalmente la città di un’imponente rete fognaria.
Anche la rete fognaria di Parigi, rinnovata nel 1830, dovette subire vent’anni dopo radicali lavori di potenziamento all’interno del piano di ammodernamento urbanistico di Haussmann, voluto da Napoleone III.
Queste opere,  esempio virtuoso per altre città europee, consentirono finalmente il miglioramento delle condizioni igieniche del continente, mentre nei primi condomini iniziavano ad apparire i servizi centralizzati e i wc.
Quando Liebig scoprì la relazione tra feci e propagazione del colera, vennero inventate fosse settiche a più camere e approvvigionamenti idrici sotto pressione, anche se l’uso dei vasi e della comoda (sedia con un buco sotto il quale andava posto il vaso) nelle case private inglesi rimasero in vigore  fino agli anni ’30, quando divenne obbligatoria la flush toilet inventata da Thomas Crapper, il wc a cassetta con il primo sifone.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 05-06-2014