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Giornata dell’amicizia

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Alexandre Dumas, i Tre Moschettieri e D'Artagnan, stampoa XIX secolo - Elaborazione ©Fototeca Gilardi

Stretta fra la Giornata mondiale della Tigre (29 luglio) e la Giornata mondiale dell’Orgasmo (31 luglio), la Giornata mondiale dell’Amicizia del 30 luglio (stabilita dall’ONU) sembra una di quelle più sensate nel lungo elenco di “Giornate Mondiali” che vede celebrare anche gli incontri con gli extraterrestri (10 febbraio) o la fatina dei denti (22 agosto).
Senza sottovalutare la funzione di deterrente dell’aggressività che svolge il nobile istinto onorato il giorno successivo, l’Amicizia resta forse il sentimento più libero, disinteressato e tollerante fra tutti quelli che governano noi umani. Sul valore dell’amicizia si sono spesi i più grandi autori, fiumi d’inchiostro sono stati versati, ma tutto questo “prima” che nascessero i social network. Ora amicizia è diventato sinonimo di “contatto”, di quella che un tempo chiamavamo “semplice conoscenza”.
Ma il cuore non può essere modificato dalla tecnologia e anche Facebook e compagni hanno dovuto ammettere almeno che le “amicizie” possono essere comprese in gruppi distinti e di diversa importanza, piegandosi alla necessità di creare cerchie più o meno strette di amici. Schopenhauer avrebbe provveduto da subito a diversificare gli ambiti, convinto come era che chi è amico di tutti, non è amico di nessuno, ma forse Schopenhauer non avrebbe passato neppure una prima selezione all’ufficio personale di Faccialibro. E come lui, molti celebri personaggi del passato che scrissero di questo nobile sentimento. Sui social network che spazio avrebbe avuto Seneca con la sua idea che la legge del dono fatto da amico ad amico è che l’uno dimentichi presto di aver dato, e l’altro ricordi sempre di aver ricevuto? La gratuità dell’amicizia. Concetto desueto e rimosso.
Peggiore ancora sarebbe stato il destino di Plutarco scheggia impazzita del web capace di tollerare addirittura un contradditorio! Celebre la sua frase non ho bisogno di un amico che cambia quando cambio e che annuisce quando annuisco; la mia ombra lo fa molto meglio.
Vista l’atmosfera ostile che grava ultimamente su tutti noi sarebbe forse il caso di iniziare a festeggiare seriamente questa ricorrenza che ci costringe a guardarci intorno riconoscendo nell’altro un amico e non un nemico, una risorsa soprattutto quando non la pensa come noi ed ha il coraggio di essere sincero. Certo poi saremmo più felici, meno spaventati e meno soli. Il mercato globale ne risentirebbe assai, è vero. Pensiamoci bene. Festeggiare la Giornata dell’Amicizia potrebbe far crollare il PIL e provocherebbe un terremoto nelle Borse mondiali.
Essere amici a ben vedere è da veri incoscienti.
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Autore: stefania lucarelli Postato il : 30-07-2018