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Banchetto divino

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In una società “liquida” come la nostra, gli ormai rarissimi riti di passaggio coinvolgono sempre meno persone mantenendo solo una vaga eco delle loro origini.
Nel caso della Prima Comunione , che in queste settimane coinvolge molte famiglie, il rituale segna invece, per molti bambini, l’ingresso nella comunità religiosa cristiana attraverso gesti che conservano ancora caratteristiche antiche.
Questo è comprensibile se si considera che l’Eucarestia è il fulcro centrale della fede cattolica e il rituale richiama alla memoria quei sacrifici ancestrali che accomunavano tutte le società tribali, cementando fortemente i legami tra i membri attraverso l’esorcizzazione del male e l’unione con la divinità.
Anche la storia iconografica dell’eucarestia è particolarmente interessante. Nell’arte paleocristiana e medievale ad esempio un simbolo assai antico del sacramento della Comunione è la vite un altro è quello del latte, che costituisce il mistico nutrimento dato dal pastore alle sue pecore, spesso riconoscibile in un secchio dal contenuto bianco, posto in mezzo al gregge, ma il simbolo più arcano e più solenne dell’eucaristia è senza dubbio il pesce.
Non si conosce la vera origine storica di questo simbolo adottato dai primi cristiani, ma si pensa che derivi dalla parola greca ἰχθύς (ichthys, cioè  “pesce” in greco antico) acronimo per  Ἰησοῦς Χριστός Θεοῦ Ὑιός Σωτήρ che significa “Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio”. Il pesce nelle raffigurazioni delle catacombe, molto spesso è unito al pane, alludendo sia alla prodigiosa moltiplicazione di pani e pesci, sia all’eucaristia.
In epoca medievale anche la mutazione dell’acqua in vino delle nozze di Cana viene associata simbolicamente al banchetto eucaristico e alla transustanziazione del pane e del vino, nel corpo e nel sangue di Cristo, mentre è solo dal  XV secolo che si diffonde il motivo simbolico del Torchio mistico (il sangue di Cristo che sgorga dalla croce e viene raccolto in calici o in barili da angeli o dai dottori della Chiesa).
Infine non possiamo dimenticare le raffigurazioni dell’Ultima Cena e dei miracoli eucaristici che hanno come protagonista l’ostia sacra, come il Miracolo di Bolsena, il Miracolo della mula, il Miracolo dell’ostia profanata che forse più di altri hanno saputo esprimere la fede popolare in questo sacramento, nel corso dei secoli.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 14-05-2014