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AstroDonne – La Bilancia Germana Marucelli

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AstroDonne - La Bilancia Germana Marucelli - elaborazione ©Fototeca Gilardi

“Al tempo delle sanzioni, quando il governo fascista impose alle sartorie di produrre il 10% di modelli italiani […] le sue sfilate erano sempre colte in flagrante senza i dodici modelli obbligatori; una volta le diedero una multa favolosa e finì in un processo che in realtà si risolvette in un nuovo stimolo. Non solo Germana continuava a riprodurre i modelli francesi ma, un po’ per sfida alle autorità, un po’ per burla, un po’ per l’orgoglio di dimostrare la sua eccezionale bravura nel copiarli, prese a vender come originali i modelli francesi alle sartorie italiane.”

Dalle poche pennellate che Fernanda Pivano traccia nel dipingere Germana Marucelli, una delle più celebri stiliste italiane, balza in primo piano una Bilancia DOC: artista, creativa, decisamente disobbediente e pronta ad affrontare le conseguenze delle sue azioni di fronte alla legge. La Bilancia, Segno in cui troviamo uniti etica ed estetica, vive per la bellezza.
Tutto, per questo Segno zodiacale, è equilibrio di forme e colori, tutto è armonia, tutto può essere definito “giusto” quando soddisfa il senso del bello, ma la Bilancia, come abbiamo visto, ha anche un rigido lato legalitario che la vede spesso protagonista di processi e vicende giudiziarie perché difficilmente si piega a ordini che ritiene insensati.
Germana Marucelli nasce il 13 ottobre 1905 a Settignano (FI) da una famiglia di storici artigiani. Gli zii possiedono una sartoria che lavora per le più abbienti famiglie fiorentine così, a soli 11 anni, si ritrova a iniziare il suo apprendistato in uno dei migliori laboratori di moda della città. Negli anni successivi la giovane e vivace Germana impara tutti i segreti dell’arte sartoriale al seguito della famiglia degli zii: cuce, impara a riconoscere i tessuti, a disegnare modelli, a tagliare e assemblare abiti e in breve tempo la sua straordinaria abilità nel memorizzare, con un colpo d’occhio, ogni dettaglio degli abiti che vede sfilare sulle passerelle parigine, la portano a creare capi in stile francese che mandano in visibilio le clienti della sartoria.
La presenza di Giove (vista) e Plutone (profondità) nel frizzante, rapido e vivace segno dei Gemelli le rendono facile riprodurre fedelmente ciò che le passa sotto gli occhi, tanto più che il suo Sole Bilancia è vicinissimo a Mercurio (rapidità, intelligenza) e in aspetto positivo di trigono sia al “modaiolo” Plutone in Gemelli, sia al rigoroso, ma eccentrico Saturno in Aquario.
Questo circolo virtuoso di ispirazione creativa e gusto, di attenzione al dettaglio (Venere- senso estetico, è nella precisissima Vergine) e voglia di stupire, portano Germana Marucelli non ancora trentenne, alla direzione della sartoria Gastaldi di Genova.
La sua fama si diffonde rapidamente tanto che nel giro di pochi anni , grazie alla generosità di Flora d’Elys (ricca cliente che le mette a disposizione una casa con annesso atelier) approda a Milano.
Siamo nel 1938 e sappiamo già come Germana Marucelli, infiammata dall’orgogliosa e permalosissima Luna in Ariete, reagì alle imposizioni autarchiche del regime fascista, ma forte del suo Sole “saturnino” e dello scanzonato ottimismo di un Giove in Gemelli, fece buon viso a cattivo gioco dando il via a una produzione sartoriale totalmente italiana piena di ispirazione, spostando così, nel giro di pochi decenni, il baricentro dell’haute couture dalla Francia all’Italia.
Il secondo conflitto mondiale la vide sfollata a Stresa, ma la mancanza di materiali e di spazi, l’opprimente atmosfera sofferta durante quegli anni, sfociarono nell’immediato dopoguerra in un desiderio incontenibile di eleganza, di bellezza, di raffinatezza e lusso. Nonostante la penuria di tessuti preziosi e di clienti facoltose, la Marucelli nella seconda metà degli anni Quaranta diede vita a uno stile glamour anticipando tutti i colleghi nel riportare al centro la femminilità, con le sue forme morbide accentuate da abiti “a clessidra” tipicamente bilancini, dove il punto vita (attributo anatomico del Segno) viene posto in evidenza creando una simmetria tra sopra e sotto. L’unica risposta al dramma della guerra che poteva scaturire da una Bilancia era questo recupero di armonia: ritrovare e alimentare il “bello” in ogni sua forma.
In quest’ottica, grazie alla sua passione per la letteratura, sostenuta dai pianeti in Gemelli e Cancro, la straordinaria stilista diede vita ai «giovedì di Germana Marucelli», incontri settimanali nel suo atelier milanese, con artisti e letterati di grande rilievo come Giuseppe Ungaretti, Alberto Savinio, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Felice Casorati, Giò Ponti, Massimo Campigli.
Fare salotto è una delle più grandi passioni delle donne Bilancia, soprattutto se, come in questo caso, Giove-parola, isolato e in esilio nel segno comunicatore per eccellenza (Gemelli), acquista particolare importanza nell’oroscopo.
La passione che Germana Marucelli nutriva per questo mondo la spinse nel 1950 a fondare e finanziare il Premio San Babila alla poesia, genere letterario che l’astrologia attribuisce proprio al settimo Segno dello zodiaco.
Nello stesso periodo, dopo anni come responsabile della produzione e comunicazione della SNIA Viscosa, acquisì i locali della più nota sartoria di Milano, la “Ventura” in Corso Venezia 18 e pose orgogliosamente sull’insegna la scritta “Sartoria Germana Marucelli”. Qui iniziò a ospitare due giovani artisti, Paolo Scheggi, un giovane pittore di Settignano e un suo amico veneto, Getulio Alviani, progettista, grafico e appassionato di optical art che collaborarono strettamente con lei: Scheggi alla creazione della prima “passerella” dove le modelle potessero essere ammirate dal pubblico (prima passeggiavano tra gli ospiti) e Alviani alla realizzazione di abiti tessuti con motivi optical ripresi dalle sue opere, che combinati con le plissettature, confondevano la vista degli spettatori.
A questa ricerca artistica Germana Marucelli non era nuova: spinta da Nettuno in Cancro, grande appassionato di antichità e storia, e pungolata da una continua insoddisfazione estetica (Venere in Vergine quadrata a Plutone) che la portava a sfidare e superare se stessa, spendeva l’ inesauribile energia di Marte e Urano in Capricorno nella creazione di capi sempre nuovi e originali, ispirati ai pittori toscani del Quattrocento, alle perfette forme neoclassiche o alle moderne rigidità delle sculture contemporanee, spaziando dall’organza alle piastre metalliche.
Nel 1952 così scrive su Epoca Oriana Fallaci, inviata speciale alla prima storica sfilata organizzata a Palazzo Pitti: “La più illustre rappresentante di questa scuola di civetteria è stata una delle firme più grosse della “Fashion Show” per non dire della “haute couture” italiana: Germana Marucelli. La Marucelli è quella signora che ogni anno riserba una sorpresa: nel 1951 fece andare su tutte le furie Christian Dior, per via della sua linea impero. Il capo responsabile, allora, fu un mantello di velluto originalissimo e a Dior non andava a genio che quello della Marucelli assomigliasse al suo. La Marucelli quest’anno ha saltato un secolo e ha tratto ispirazione dalla fine dell’800, epoca in cui come tutti sanno, usavano le trine, le ricercatezze e i sospiri. Per ridare alle donne la morbidezza di allora ha rilanciato i tessuti morbidi, anzi morbidissimi […] La parola d’ordine di Marucelli è: “Basta con le donne vestite di cartone” e, a voce più bassa, maliziosa: “Gli uomini abbracciano più volentieri una donna vestita di seta che una donna vestita di cartone”.
La Bilancia, segno dell’estetica e della coppia, è riassunta tutta in queste poche righe dove moda, rivalità, bellezza, arte e seduzione si uniscono.
Nel 1967 Germana Marucelli, in una delle sue ultime sfilate, porta proprio la coppia sulle passerelle, con “lui” e “lei” vestiti dalle medesime stoffe nel medesimo stile: soddisfacendo l’opposizione natale tra un Sole Bilancia e una Luna Ariete, aveva lanciato l’abito Unisex.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 16-10-2019