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Astro Donne – La Toro Jessie White Mario

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Astro Donne – La Toro Jessie White Mario - elaborazione ©Fototeca Gilardi

Spesso si pensa che il segno del Toro sia così attaccato alla propria terra e alle proprie radici, da immaginarlo come una solida quercia inamovibile o come un soggetto occupato a costruire muri di cinta a difesa dei propri beni. Non è sempre così. Il segno del Toro dona ai soggetti nati sotto i suoi influssi una profonda passione per i beni materiali, per la terra e per i confini, certo, ma questo orientamento a perseguire un benessere fondato sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali (cibo, un riparo, buona salute e un nucleo di affetti) si può declinare in molti modi.

L’inglese Jessie Jane Meriton White, nata il 9 maggio 1832 sotto il segno del Toro espresse al massimo grado questa propensione, ma viaggiando, parecchio lontana da casa e spendendosi a favore di perfetti sconosciuti.
Nata da una famiglia inglese di ricchi armatori e costruttori di velieri (come indicano i pianeti che nel suo Tema Natale si fronteggiano tra l’ingegneristico segno della Vergine e quello “marino” dei Pesci), ha il grande desiderio di diventare la prima donna medico della Gran Bretagna. Quella del medico è una delle tipiche professioni taurine, soprattutto nei soggetti in cui l’asse dell’integrità fisica (Pesci-Vergine) ospita pianeti importanti, come nel caso di Jessie: il Toro non riesce ad accettare la fine delle cose, non sa lasciar andare chi rischia di morire, è un custode della vita, per questo di fronte al dolore e alle ferite ha l’istinto di ripristinare il benessere originario (a differenza del segno opposto, lo Scorpione, il quale istintivamente nella stessa circostanza metterebbe in piedi un’impresa di pompe funebri). Purtroppo per la giovane Jessie White – che Giuseppe Mazzini soprannominerà “lady Hurricane” – a metà Ottocento le Facoltà di Medicina non sono ancora aperte alle donne, e la fanciulla, ancora molto giovane, salpa per Parigi dove rimarrà per qualche tempo a studiare filosofia alla Sorbona. Qui fa un incontro che le cambierà la vita, quello con Emma Roberts una ricca vedova, già amica di famiglia, sentimentalmente legata a Giuseppe Garibaldi. Frequentando il vivace ambiente di intellettuali, giornalisti e scrittori liberali che gravitano intorno alla famiglia Roberts, Jessie nel giro di un paio d’anni trova la battaglia in cui riversare tutta la sua passione ideale (ben iscritta nella posizione di Urano in Aquario e nel legame tra la sua focosa Venere in Ariete e un Nettuno in Capricorno): la causa risorgimentale italiana , che conquista totalmente la natura taurina di Jessie. Davanti ad un paese spezzato, dominato da potenze straniere, che anela all’unità territoriale e politica, in Jessie White si attivano l’indole guaritrice di Giove -Marte in Pesci e di Luna-Saturno in Vergine, ma soprattutto l’istinto dell’accoppiata Sole-Mercurio in Toro, che tutto tollera fuorché la mancanza di un confine che protegga un popolo e la sua terra, e che lo riunisca sotto una sola bandiera.
Jessie segue i Roberts a Nizza, dove conosce Garibaldi, al quale resterà sempre legata da profondo affetto, poi va a Caprera, Firenze, Roma. Ora l’Italia e gli italiani sono definitivamente nel suo cuore. Quando nel 1855 torna a Londra inizia la sua attività di giornalista sostenendo la causa dell’Italia presso il resto del mondo.
L’incontro con Giuseppe Mazzini, esule a Londra da vent’anni, darà la vera svolta alla vita della giovane inglese che, totalmente conquistata, lo considererà da allora in poi suo maestro.
Il Daily News, quotidiano liberal fondato da Dickens, nel 1856 vede uscire ben 9 articoli della giornalista ventiquattrenne, tutti riuniti sotto un unico titolo: “Italy for italians” e per far conoscere le idee rivoluzionarie che stavano maturando nel nostro paese, traduce in inglese il libro di Felice Orsini “Le prigioni austriache d’Italia” che avrà un’enorme diffusione.
Già immersa nella causa italiana si presta volentieri ad esaudire la richiesta di Mazzini di cercare fondi per sostenere i moti risorgimentali. Da buon Toro Jessie sa che una battaglia non si può condurre senza risorse materiali e senza l’appoggio dell’opinione pubblica. E sa bene come reperire fondi, è un mestiere da Toro!
La sua mentalità è pratica, terrena, ma il pianeta governatore del Toro, Giove, nel suo oroscopo parla di pietà per i sofferenti, è nel segno dei Pesci, il luogo degli ultimi, degli emarginati. Anche Marte, pianeta dell’intraprendenza battagliera, staziona nel segno dei Pesci: Jessie White ha bisogno di combattere e di impiegare le sue capacità pratiche a favore dei sofferenti senza patria, quindi mentre scrive, viaggia e accumula denaro per i patrioti mazziniani, inizia a studiare medicina per poter assistere come infermiera i feriti delle Guerre d’Indipendenza italiane.
Il 1857 è per la “Signorina Uragano” un anno cruciale. La sua Venere in Ariete sestile a Urano Aquario è destinata non solo ad appassionarsi a cause ideali, ma anche a vivere dei colpi di fulmine amorosi. E il suo colpo di fulmine arriva mentre è in carcere per aver appoggiato la sfortunata spedizione di Sapri del defunto amico Carlo Pisacane. Nel carcere di Sant’Andrea a Genova è prigioniero, per lo stesso motivo, anche un giovane patriota che Mazzini le ha presentato poco tempo prima: Alberto Mario, anch’esso giornalista. I due, uniti dall’ideale, da identici interessi culturali, da stessa passione politica, da simile coraggio non possono che riconoscersi come anime gemelle e, poco dopo il rilascio (favorito da un intervento personale di Garibaldi), espulsi dall’Italia, partono per Londra e si sposano.
Lui convinto federalista, direttore dell’organo mazziniano “Pensiero e azione”, e lei appassionata repubblicana, dopo un ciclo di conferenze negli Stati Uniti a sostegno dei risorgimentali e una nuova espulsione dall’Italia, nel 1860 si ritrovano nuovamente fianco a fianco, al seguito di Garibaldi nella Spedizione dei Mille. Jessie White Mario negli anni successivi percorre tutto il Sud Italia – che le lascerà tracce indelebili nell’anima – mettendo in campo ogni sua risorsa: cura i feriti (compreso lo stesso Garibaldi), organizza le azioni, infonde coraggio e ottimismo, assiste chiunque ne abbia bisogno restando sempre salda nei suoi ideali e fungendo anche da corrispondente dall’Italia per diverse testate internazionali, come un moderno inviato di guerra.
Dopo l’unità, sempre più appassionata al suo paese d’adozione, oltre a comporre le biografie di Giuseppe Garibaldi e di Agostino Bertani, grazie all’incoraggiamento di Pasquale Villari sarà la prima intellettuale a denunciare le misere condizioni del popolo italiano attraverso inchieste e saggi, molto prima che la politica post unitaria coniasse il termine “Questione meridionale”. Tra le più famose e appassionate ricerche sociali sono da ricordare “La miseria di Napoli” (1877), in cui Jessie White Mario dà uno spaccato straziante dei quartieri degradati di Napoli e dei suoi abitanti (in particolare donne e bambini) e “Le miniere di zolfo” (1894) sullo sfruttamento minorile nelle solfatare siciliane.
La sua natura Toro, territoriale e concreta, aveva ormai affondato le radici nel luogo che il suo cuore aveva scelto, l’Italia. Amorevole e protettiva come ogni soggetto dominato da Venere e Giove, Jessie White Mario aveva saputo mettere la sua energia taurina al servizio di un ideale politico che non poteva che catalizzare tutta la sua personalità, essendo nata con un Plutone (potere) nel segno dell’Ariete (individualismo) e un Nettuno (idealismo) nel segno del Capricorno (indipendenza).
Questa donna “straniera” ha letteralmente costruito l’Italia insieme ai maggiori protagonisti del nostro Risorgimento, compiendo un’opera di documentazione e sensibilizzazione successiva che non ha eguali nel nostro paese. Forse quella sua Luna (memoria) nel modesto segno della Vergine e lesa da ben tre pianeti, ha contribuito a farla scomparire dai libri di storia italiani, ma i suoi indubbi meriti varrebbero una sua riscoperta. Speriamo che l’attuale passaggio di Urano nel suo segno natale (Toro) faccia riemergere la sua figura di donna eroica, forte, emancipata e con un cervello di prim’ordine, riportandola al fianco di altre figure femminili risorgimentali come le più celebri Cristina Belgioioso Trivulzio o Clara Maffei.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 22-05-2019