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Alberto Magno e il robot

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Alberto Magno - Alberto il Grande - Alberto di Colonia - Maître Albert

Albert von Bollstädt, detto Alberto Magno, (1193-1280), filosofo e santo originario della Svevia, fu uno dei più grandi teologi cristiani del Medioevo. Discendente da un’illustre famiglia ungherese aveva preferito rinunciare ai privilegi feudali per indossare il modesto saio di monaco domenicano, dedicandosi allo studio delle scienze ermetiche, dell’astrologia, dell’alchimia. Fisico, astronomo, botanico, geologo, geografo, Alberto Magno tradusse i testi di filosofi mussulmani come Averroé e Avicenna e fu al centro di molte superstizioni e leggende che lo vedevano in veste di mago e negromante: per tutto il Medioevo si raccontò che fosse in grado di evocare i morti.

Fu anche maestro di Tommaso D’Aquino, altra grande figura del pensiero cristiano del ’200, ma pochi sanno che impiegò vent’anni della sua vita per costruire il primo uomo artificiale, un automa, un vero e proprio robot in metallo, legno, cera, vetro, cuoio, di forma umana e dotato di caratteristiche eccezionali.
Nella sua biografia si legge che l’automa era costituito di “metalli e sostanze sconosciute, scelte in base alla disposizione delle stelle”.
L’uomo meccanico camminava, parlava ed era anche un ottimo domestico, infatti apriva la porta ai visitatori, chiedeva loro il nome, li faceva accomodare ed annunciava la visita al suo padrone, conversando amabilmente nell’attesa.
Alberto e il suo discepolo Tommaso d’Aquino dividevano la stessa casa e l’automa si prendeva cura di loro.
Secondo la leggenda, un giorno il robot aveva parlato tanto da far uscire di senno Tommaso d’Aquino il quale prese un martello e lo distrusse, ponendo fine a quell’opera del demonio.

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Autore: stefania lucarelli Postato il : 29-05-2013