~ Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi ~

1. Fotografia di immagini spicciole

Viviamo da qualche tempo così immersi nelle immagini che molte non ci si accorge nemmeno che lo siano. Fino a quando non servono per illustrare un periodo, un concetto, un’idea. Le immagini spicciole non solo sono piccole ma anche discrete. “Invisibili”. Tra virgolette… perché se riescono ad attirare l’attenzione possono diventare oggetto di passioni sfrenate: si parla di etichette, santini, francobolli, cartoline, figurine, scatoline, tappi…

2. Fotografia di opere d’Arte

L’opera d’Arte, “immagine unica”, ha cominciato a moltiplicarsi in quantità esponenziale da quando è stato possibile riprodurla tecnicamente: uno dei fini primari dichiarati della fotografia fino dalle origini. La riproduzione manuale, creava un altro unico. La fotografia una matrice. Altre matrici si possono trovare ma non così fedeli, non prese direttamente dall’opera come fosse la sua impronta, il calco, senza la mano di un altro artista.

3. Fotografia presa dalla realtà

Chiunque possieda un apparecchio fotografico può catturare un istante da conservare. I cacciatori di istanti sono coraggiosi e appassionati: per mestiere, per diletto o per disperazione. Percepiscono un’attrazione irresistibile per il possesso di quel frammento di realtà. L’archivista esamina la preda, osserva i dettagli, indaga, deduce, si documenta, prova. Subito o anche a distanza di anni. A volte anche il cacciatore ne rimane sorpreso.


4. Copertine, prime pagine e pubblicità

Libri, giornali, volantini, manifesti, annunci, roba stampata. Immagini di consumo e proprio perché dopo l’uso si buttano, diventa estremamente difficile trovarle. Poi, quando servono per illustrare un avvenimento di cronaca, una corrente letteraria, un periodo storico, una mania collettiva, una moda, un cambio di governo, di costume. Per conoscere meglio un prodotto amato.

5. Dariush Radpour

Illustratore con magica attitudine alla realizzazione di ritratti. Le sue effigi riescono a restituire attraverso gli atteggiamenti corporei: sguardo, gesti delle mani, postura del busto e un uso surrealista dei capi di abbigliamento, il pensiero e le attitudini delle personalità raffigurate. Come da tanti specchi che producano una sintesi di ciascuna delle loro vite, i protagonisti molto pop di Dariush ora sono in Fototeca.

6. Leemage

Dinamica agenzia di Joo Lee e Stefano Bianchetti (fondata nel 1999) le nostre strade si incrociano nella prima metà del 2001. Fotografi di nascita e collezionisti di piccole immagini: ci accomunano altri elementi. Per questo ci piace dire che siamo omologhi: loro a Parigi e noi a Milano. Italia-Francia, una bella storia di collaborazione tra colleghi: noi rappresentiamo loro, loro rappresentano noi. Per immagini, nel vero senso della parola.

7. Libico Maraja (1912-1983)

In esclusiva tutte le opere custodite nella Associazione Libico Maraja. Illustratore, cartellonista, scenografo di nazionalità svizzera. La sua produzione esordisce dalla cartellonistica. Nel 1941, ingaggiato nel cast de “La Rosa di Bagdad”, si trasferisce in Italia. Il film d’animazione esce nel 1949. Trapiantato per sempre in Italia, diviene illustratore di favole e negli anni Sessanta raggiunge la celebrità con il suo stile inconfondibile.

8. Raffaella Milandri

Viaggiatrice in solitaria prende fotografie, particelle visive di umanità, dalle genti più remote. Per raccogliere campioni incontaminati, sul luogo con discrezione si mescola alle popolazioni , li preleva senza turbare le loro atmosfere, collaborando con i soggetti. Annota in fotografia le fisionomie, specchio di antiche identità culturali: primitive, deboli, minacciate di estinzione, oppure complesse, possenti e immutabili. E noi archiviamo.